giovedì 30 giugno 2011

Cartolina!

Un po' per celebrare la vittoria del "NO" all'ultimo referendum sul nucleare, e un po' per beffeggiarci amichevolmente dei nostri nuovi amici francesi, vi mandiamo una cartolina affettuosa dal sud della Francia (che di Nucleare se ne intende).

centrale nucleare

E' vero che la questione energetica è una questione molto spinosa... Però noi crediamo nell'energia pulita, ecologica e sostenibile, fiduciosi che la ricerca e il progresso, se ampiamente sostenuti e finanziati, potranno far nascere soluzioni nuove. Pare che i Francesi del sud siano veramente stanchi di vivere vicino a questi colossi fumanti...

Brrr... Brividi.

E pensare che sono solo a poche centinaia di km dall'Italia.

energia nucleare
A pochi passi dalla casa di Viviers
Scriveremo presto un post dettagliato su quanto stiamo vivendo. Abbiamo tanto tempo libero, ma poche occasioni per collegarci alla rete. Abbiamo già vissuto una marea di esperienze e non vediamo l'ora di raccontarvele!

Roberta e Simone in viaggio. 

domenica 26 giugno 2011

Addii e primo viaggio in autostop

Finalmente troviamo un po' di tempo per raccontarvi le nostre prime impressioni. Il viaggio in autostop verso la Francia si è concluso con molto successo! E' andato molto meglio di quanto ci aspettassimo. Il 25 giugno alle ore 9.00, siamo partiti dalle nostre case di Rivoli, (anche se la partenza vera e propria è avvenuta ad una rotonda della statale di Rosta). 


Roberta Panero

Con nostra grandissima sorpresa abbiamo oltrepassato i confini del nostro paese e raggiunto la città di Briançon molto prima del previsto, intorno alle tre del pomeriggio. Gli autisti piemontesi non sono stati affatto diffidenti nei nostri confronti e ci hanno offerto un passaggio volentieri, aiutandoci, chilometro dopo chilometro, ad avvicinarci ai bordi della Francia.

Il momento dell'addio

E' stato difficile abbandonare i nostri genitori in quella rotonda di Rosta. Ci siamo sentiti un po' in colpa per avergli chiesto di lasciarci in mezzo alla strada. Entrambi abbiamo nascosto la tristezza della partenza con una maschera di simulata allegria. I momenti degli addii non sono mai piacevoli. 
I nostri genitori, per fortuna, rispettano le nostre idee e ci sostengono da casa. Siamo certi che questa esperienza servirà entrambe le parti a crescere e diventare più forti. Sarà come svezzarci una seconda volta. Per i nostri genitori la sfida è imparare ad occupare il vuoto che abbiamo lasciato, e dominare, almeno in parte, le preoccupazioni e l'egoismo di voler avere i propri figli sempre sotto controllo.

Ognuno di noi, ora, deve seguire la propria strada.

La cittadella medievale di Briancon
L'allegria e la gioia, quelle vere, sono sopraggiunte più tardi, quando finalmente la sensazione di libertà e spensieratezza ha invaso i nostri animi.

roberta panero
Bye bye Italia!
fare autostop
Compagni di viaggio
Fare l'autostop, all'interno della Francia è stato più facile: un susseguirsi di passaggi, uno dietro l'altro, che ci ha portato in tempi brevi in una cittadina, Rosans, a pochi chilometri dalla regione dell'Ardeche, nostra meta finale per la prima sessione di viaggio.
Abbiamo gioito dinanzi alla visione dei paesaggi di montagna, dei fiumi, dei laghi, dei boschi e delle foreste alternati a piccoli villaggi antichi diroccati sulla roccia.
Purtroppo ci siamo ritrovati ad affrontare due nemici principali: il primo l'incapacità di poter comunicare con i francesi (alcuni, per fortuna, parlavano inglese). Non siamo stati in grado di conversare con loro, talvolta anche solo per spiegargli la direzione. Inoltre, camminando per i centri delle piccole città ed i paesini del sud, siamo stati tentati dagli odori delle bontà gastronomiche, dalle invitanti vetrine di boulangerie e pâtisserie, dalle botteghe di artigianato locale. La tentazione di spendere soldi è stata molto forte ma abbiamo resistito. 

Viaggio scomodo

Nelle esperienze passate di autostop, ci era capitato di ricevere offerte di pasti e di ospitalità per la notte da parte dei nostri eroi-autisti. Questa volta ci siamo dovuti arrangiare: a Rosans il portone della chiesa è rimasto aperto per tutta la notte, e noi, invitati dagli abitanti del posto, ci siamo "accomodati" dentro senza essere disturbati da nessuno fino all'alba del mattino. Abbiamo cenato con il nostro cibo di emergenza: pasta cucinata sul fornellino scout portato da casa.

viaggi economici
Privas
In mattinata, dopo un'altra breve sessione di autostop, eravamo già a Privas, "le petit capital de l'Ardèche". Verso le 14.00, dopo una camminata estenuante per alcuni sentieri del bosco di montagna, abbiamo raggiunto "Le Chareyrer", dove avevamo concordato di lavorare come WWOOFers in cambio di vitto e alloggio. (L'itinerario di questo viaggio: qui!)

Le prime disavventure


wwoofing
"Vi racconto una storia..." In mezzo alle capre.
Purtroppo al nostro arrivo ci siamo accorti che Agnès, la donna che avrebbe dovuto ospitarci, non era presente in casa. Abbiamo scoperto che avremmo dovuto aspettarla fino al giorno successivo. Per fortuna un gruppetto di giovani francesi, vicini di casa di Agnes, ci hanno offerto una tenda per dormire nel loro giardino, del buon caffè caldo ed un invito a cena. Avrebbero potuto ospitarci in casa, se solo avessero avuto una casa normale! Infatti il loro alloggio consiste in una vecchia baita che stanno ristrutturando e che hanno occupato gratuitamente, con un contratto di comodato d'uso.

wwoof
Amicizie insolite
Il giorno successivo, per ripagare l'ospitalità di questi ragazzi, abbiamo portato in giro le loro cinque belle caprette (dopo aver assistito alla mungitura e dopo aver bevuto il delizioso latte di capra per colazione!). E' stata una passeggiata semplice e rilassante. Le capre sono state molto obbedienti e ci  hanno seguito dappertutto. Che simpatiche!

wwoof
Ritornati nella casa dei ragazzi, abbiamo pranzato con il padrone di casa Seb (Sebastian) e finalmente, la sera stessa, abbiamo conosciuto Agnes. La sua abitazione è molto carina, rustica ed accogliente. Ci ha stupito la sua collezione di sassi: ne ha tantissime e di ogni dimensione! Ci ha poi mostrato il nostro alloggio: una baita in pietra tutta per noi. Ma il resto ve lo raccontiamo nel prossimo post.

Per ora è tutto gente!

Simo e Roby in viaggio.

venerdì 24 giugno 2011

Primo aggiornamento di viaggio

24 GIUGNO 2011, UFFICIO TURISTICO DI BRIANCON.


Nonostante la tastiera francese con le lettere dell'alfabeto disposte in ordine differente, riusciamo a comunicarvi che siamo già arrivati in Francia, a Briançon partendo stamattina da Rivoli alle 9.00 circa! Come siamo giunti in Francia senza spendere soldi? Semplice, facendo l'autostop!

Vogliamo ricordare i nomi degli eroi che ci hanno accolto in macchina. Si chiamano:

Andrea,
Rocco,
Ezio,
Carmine,
Giulio,
Emanuele Marco e Emanuele con la cagnetta Kepa
Stefano Gaspare e Fernanda,
Gabriella,
Francis e Bruna

GRAZIE MILLEEE RAGAZZI!!!

Ora ripartiamo!
Ci sta aspettando una signora francese che gestisce un eco-museo in Ardeche a Saint-Michel-de-Chabrillanoux.

A presto!
Roberta
Roberta e Simone
confine francese

giovedì 23 giugno 2011

E' ora! Si parte!

"Il mondo è come un libro e coloro che non viaggiano, leggono solo una pagina".


Il mondo è come un libro

Deciso! 
Domani mattina. Ore 7.30.
Di fronte alle nostre case, inizierà il nostro viaggio.

La nostra lentezza ci ha contagiato così tanto che per pigrizia non abbiamo nemmeno voluto organizzare un viaggio con il carpooling. Domani cammineremo partendo dalle nostre rispettive abitazioni, chiederemo passaggi alle persone, sorpasseremo le case, paese dopo paese, evitando le autostrade che sono sinonimo di velocità. Il simbolo del nostro viaggio è invece la lumaca.

slow
Lenti come una lumaca
 Un paio di mesi fa, prima ancora di parlare di viaggi senza denaro, avevamo addirittura discusso circa la possibilità di prendere un aereo economico. Abbiamo deciso che non era necessario, anzi, sarebbe stato sbagliato per tanti motivi; pensiamo soprattutto che sia insensato il modo in cui la maggior parte della gente viaggia oggi. E' vero che con l'aereo possiamo andare in posti in cui altrimenti impiegheremmo giorni o mesi per arrivare, ma perché abbiamo bisogno di viaggiare così tanto, così lontano, e per un periodo di tempo così breve? Qual è il senso di questo spostamento se non sperimentiamo alcun cambiamento, dentro e fuori, se viene a mancare il "viaggio" vero e proprio? 

aforismi sul viaggio
la meta è il viaggio

ingolfati nel traffico
Lontano da tutto questo: almeno una volta nella vita!
Viaggiare, per noi, è tanto importante quanto il momento che trascorriamo nel luogo raggiunto. E' anche per questo che abbiamo deciso di fare l'autostop : per assaporare il viaggio, renderlo il più avventuroso possibile, vivere il cambiamento, arricchirci grazie alla conoscenza di altre persone. Fare l'autostop è anche una presa di posizione: la capacità di trasporto del 90% dei veicoli in movimento non viene sfruttata... c'è sovrabbondanza di macchine, di traffico, di smog. L'automobile è già per strada e approfittando di un passaggio, vogliamo combattere l'uso eccessivo di automobili.

Ci abbiamo pensato parecchio riguardo al modo in cui vorremmo viaggiare, e anche se è una questione complicata, siamo arrivati a una conclusione: take your time! 

Prenditi il tuo tempo!


Segui la nostra avventura, speriamo possa ispirarti.
Roberta & Simon
autostop in Francia estate 2010

mercoledì 15 giugno 2011

Il mondo non è il nostro parco giochi.

slow travel
Viaggiare con lentezza!


IL VIAGGIO CONTRO I LUOGHI COMUNI

E' stato un istante l'altro giorno che ci ha portato a pensare... Pensare porta ad altro pensare, e tutto ciò che si è raccolto nel nostro cervello ci ha portato a scriverlo! Viaggiare ci rende stranieri nella terra di altra gente, ma anche nella nostra stessa terra. Così facendo, diventiamo consapevoli, ogni giorno di più, che siamo le persone che verrebbero definite "italiane" nella mente della gente che incontriamo. Chi siamo veramente è irrilevante. Potrebbe essere confermato dalla moderna generazione che nella cultura media occidentale viaggiare è diventato un insieme di luoghi comuni, (oltre che un'industria, ma ora non c'entra...). Ci sono ancora tanti abitanti di questo pianeta che non hanno mai viaggiato, non sono interessati a farlo, o non si spingono oltre le capitali delle loro nazioni. Sono costretti a formare le loro opinioni sui popoli e le religioni attraverso quella di altri o attraverso i film nelle televisioni, i documentari, le letture dei giornali ecc ecc. Tutta l'Italia potrebbe essere in qualsiasi momento giudicata attraverso le azioni di un singolo uomo (magari il politico che sta temporaneamente al governo) oppure attraverso le azioni di un viaggiatore straniero che loro vedono o incontrano di persona, o di un attore che vedono in un film. Si può fare di più, si può attribuire un'etichetta positiva o negativa a tutti gli appartenenti ad una religione. Una volta abbiamo sentito che qualcuno chiamava "terroristi" tutti i musulmani. Capiamo che un obiettivo del nostro "viaggio lento" è quello di spargere un messaggio. Rendere innocue le opinioni senza fondamento, rieducare, tenere lontano atteggiamenti bigotti, le stereo-tipizzazioni ignoranti. Vogliamo affermare che siamo tutti essenzialmente uguali. Abbiamo tutti gli stessi bisogni, dobbiamo tutti mangiare, lavorare, sorridere, amare, ed essere amati. Vogliamo presentare il viaggio come il più valido strumento educativo contro ogni razzismo e ogni altra forma di violenza ideologica.


PRATICARE IL VIAGGIO SOSTENIBILE

couchsurfing logo
Un altro punto importante del nostro modo di viaggiare, è far capire che organizzazioni come "couchsurfing" non sono un letto libero o un modo per gironzolare per il mondo gratis e a spese di altri. Pensiamo che tutti i viaggiatori debbano avere una forte consapevolezza e farsi promotori di cultura, solidarietà, umanità e unità mondiale. Devono praticare "il viaggio consapevole". Il mondo non è il nostro parco giochi, dobbiamo chiederci perché viaggiamo e che cosa vogliamo raggiungere. Dobbiamo considerare che ciascuna azione che facciamo ha sempre e inevitabilmente delle conseguenze. Pensare e agire con coscienza, responsabilmente, in modo intelligente. Siamo parte di un grande disegno. Chiediamoci cosa avverrebbe se urlassimo ad un autista dell'autobus, se privassimo un bambino di un sorriso, se camminassimo in certe zone della città fissando la gente che vive per strada e peggio ancora fotografandola in maniera molesta. Viaggiare in modo consapevole significa mettersi nei panni degli altri, vedere il mondo attraverso gli occhi di altri. Come ci sentiremmo se una persona ricca entrasse nelle nostre case, si mettesse a scrutare ogni cosa che trova facendo foto in modo compulsivo o spostando mobili ed oggetti a suo piacimento? Si deve viaggiare con compassione, cura, rispetto, e ricordarsi che non è solo delle nostre orme dei piedi che dobbiamo preoccuparci, ma anche dell'ombra che lasciamo dietro di noi.

Simo & Roby

lunedì 13 giugno 2011

Ci siamo quasi...


"Cuando quieres realmente una cosa, todo el Universo conspira para ayudarte a conseguirla!" 
P. Coelho.

slow travel
Gli zaini sono pronti!
Ormai i nostri impegni stanno per finire e a breve verrà decisa la data della nostra partenza. Vorremmo partire venerdì 17 di giugno, ma forse siamo troppo scaramantici per intraprendere il viaggio in questa data non molto propizia. Si sa che chi va piano va sano e va lontano, però... facciamo gli scongiuri! Dopotutto gran parte del nostro viaggio è affidato al destino, fiduciosi che il vento ci porterà sempre in posti meravigliosi e ci farà vivere avventure stupende! Non pensiamo affatto che sia una questione di "fede". Non basta formulare qualche parolina magica e "PAF" la magia accade. Gli ingredienti principali per realizzare i propri sogni sono, come sempre, fatica, impegno e forza di volontà. E' l'unico modo concreto per realizzare qualsiasi obiettivo. Se faremo un buon lavoro, la magia si manifesterà. Speriamo...

Non abbiamo piani precisi, ma vi mostriamo un breve briefing con indicazioni e tappe del possibile viaggio che potremmo compiere: da Torino fino in Portogallo, fermandoci in posti differenti,  improvvisando gli itinerari, seguendo il nostro istinto!


Visualizzazione ingrandita della mappa

Per capire come affronteremo questo viaggio vi rimandiamo ai primi post

venerdì 10 giugno 2011

Un viaggio senza utilizzare denaro

Come viaggiare e vivere completamente senza soldi.

Questo è il terzo post che scriviamo prima della partenza. Vogliamo scrivere brevemente come affronteremo il viaggio senza soldi e perché.

amaca da viaggio

Oggi sembra impossibile vivere senza soldi. Per accedere a qualsiasi servizio è sempre necessario pagare:

  • prendere il pullman per andare a scuola o utilizzare l’automobile per andare a lavoro;
  •  comprare cibo nei supermercati; 
  • andare alle cene nei ristoranti o prendere parte alle "pizzate" con gli amici; 
  • procurarsi vestiti da indossare, indifferentemente dalla loro firma e dalla loro qualità;
  •  mantenere una casa;
  •  provvedere all'energia e al riscaldamento.
  • ecc. ecc.

Tutto questo richiede soldi!

Com'è possibile, allora, vivere e viaggiare completamente senza denaro? Non c'è solo il problema dei soldi: vivere lontano da casa, per mesi, significa lasciare gli obblighi della scuola e del lavoro, uscire dalla vita frenetica della città, per tentare una strada avventurosa, buia ed incerta.


PERCHÉ' LO FACCIAMO


In una società tutta incentrata sul denaro, non avere più bisogno di soldi significa certamente una cosa: essere liberi. Non c'è nessuna emozione al mondo che possa essere comparata con la sensazione di sentirsi completamente liberi e autodeterminati a fare ogni giorno ciò che si vuole! Ci svegliamo al mattino quando vogliamo, decidiamo di andare dove più ci ispira, arriviamo in un posto e ci stiamo quanto tempo desideriamo. Nessuno ci viene a portare via una bellissima giornata di sole in cambio di 6 euro all’ora (o meno!). La libertà, dunque, è ciò che ci spinge a compiere questa impresa. Naturalmente è impossibile vivere senza soddisfare alcuni bisogni primari: il cibo, ripararsi dal freddo, la compagnia di amici, divertirsi, fare esperienze nuove, ecc. ecc..
Ecco ciò che faremo.

COME


Un buon modo per cominciare a entrare nello spirito di questo viaggio è riflettere sui bisogni che abbiamo. Dobbiamo capire quali sono beni e servizi di cui possiamo fare a meno e quali invece sono indispensabili. Una volta in strada, per placare la sete non andremo a comprare Coca Cola o Pepsi, né a consumare da McDonald (quella robaccia non è salutare per noi e queste multinazionali sono con molta probabilità coinvolte in qualche brutto malaffare). Non spenderemo soldi nei bar o nei nightclub; ci sono migliaia di attività che possiamo fare con i nostri nuovi amici di viaggio. Non spenderemo soldi in amenità costose. Non pagheremo per servizi o oggetti, lo scopo dei quali sarebbe farci guadagnare tempo perché, a dire il vero, ce ne privano soltanto: dove diamine va a finire, altrimenti, tutto il tempo che risparmiamo con i cibi fast-food, i trasporti veloci, i taxi, gli aerei, i fax, i computer, i cellulari? La verità è che siamo sempre più impegnati, cominciando proprio dall’acquisto di queste macchine/servizi per risparmiare tempo fino al lavoro che facciamo per poterceli comprare.

PROCURARSI DA MANGIARE... SENZA SOLDI.


Cominciamo dal cibo: la paura di morire di fame non ha più alcun fondamento oggi, almeno non nei paesi sviluppati. Viviamo in un mondo di abbondanza in cui, tuttavia, è necessario generare molto spreco affinché vi sia crescita economica.  Lo spreco -in un mondo d'abbondanza- è la nostra occasione per vivere senza soldi. Le strategie per procurarsi da mangiare in viaggio sono molte: speriamo  di riuscire ad esaminarle tutte man mano che viaggeremo; con un po’ di fantasia e un po’ di volontà si può ottenere qualsiasi cosa, e ci piacerebbe dimostrarlo... 


FOOD NOT BOMBS - Un esempio di uso intelligente delle risorse.


cibo gratis
Vorremo però citare un valido esempio che potrebbe essere applicato subito da tutte le persone, anche quelle sedentarie. Qui in Italia, come in tutto il mondo ormai, sono nate diverse associazioni di recupero del cibo come "Food Not Bombs": in pratica un gruppo di persone va nei ristoranti, nei negozi di verdura, nei supermercati, ecc. e raccoglie tutto ciò che altrimenti verrebbe gettato nell'immondizia alla fine di ogni giornata. Non è un segreto che una quantità immensa di cibo commestibile viene scartata ogni giorno per motivi commerciali. Chiedete ai vostri amici panettieri, agli agricoltori e ai commessi dei supermercati: il motivo per cui si buttano via prodotti ancora buoni è perché sono rimasti invenduti, o sono in scadenza, oppure hanno piccoli difetti. Se nelle città che visiteremo non ci sarà alcuna associazione simile a "Cibo non Bombe", potremo spargere l'iniziativa, ma soprattutto, potremo metterla in pratica noi stessi. Anche voi potete cominciare a cercare gruppi simili nella vostra area o magari promuoverli. La nostra economia cresce rigogliosa grazie all'eccesso e allo spreco: perché non trarne vantaggio? Si recupera cibo gratis, si distribuisce il ricavato in maniera equa –con priorità per chi ne ha più bisogno-, si eliminano gli sprechi, si educano le persone a consumare più responsabilmente.
Oltre al cibo, tanti altri oggetti ancora utili sono gettati via dalla nostra società consumista. Nei pressi dei cassonetti o delle discariche si possono ottenere mobili e suppellettili di ogni tipo. Molti di questi sono stati abbandonati dalla gente comune anche solo perché fuori moda. Nei viaggi passati, abbiamo conosciuto persone che sono riuscite a ottenere tutto ciò di cui avevano bisogno grazie al riciclo degli oggetti: orologi a muro, stereo musicali, divani, aspirapolvere, scarpe da ginnastiche, librerie, e altre suppellettili ancora in buono stato. Il senso del nostro viaggio è anche questo: non si tratta solo di sfidare il denaro, di vivere senza soldi, di risparmiare. E' una critica alla società e una premessa di cambiamento per ispirare un consumo più sostenibile.

Post Scriptum: ecco come abbiamo messo in viaggio le strategie di food not bombs durante un momento del viaggio senza soldi. Leggi l'episodio qui, al paragrafo SPESA GRATIS: recuperare tutti i prodotti non vendibili.
Oppure leggi qui al paragrafo Dumpster Diving.


VOLONTARIATO


Fare "gli accattoni" tuttavia non sarà il nostro passatempo principale. In fin dei conti non è bello guadagnarsi il pane senza fare niente o approfittando dei rifiuti degli altri. Il riciclaggio e il baratto sono strumenti validi per viaggiare senza soldi, ma comunque secondari. Per guadagnarci da vivere daremo una mano alla gente del posto in cambio di vitto e alloggio. Il nostro approccio sarà quello classico, dal fascino antico: giungeremo alle porte delle case e, sconfitta la timidezza, busseremo per chiedere ospitalità. Non sarà facile: gli stranieri non sono ben visti in questa società fredda e consumistica. Soprattutto nelle città, dove lo scorrere frenetico della vita urbana, la competizione economico-sociale, e lo stress psico-fisico rendono tutte le persone alquanto diffidenti (per questo, probabilmente, cercheremo di evitare i centri urbani!).
Una seconda opzione per vivere senza soldi sarà il Wwoofing, ovvero volontariato nelle fattorie biologiche in cambio di ospitalità; in questo modo apprenderemo anche le tecniche locali di coltivazione biologica e vivremo lo stile di vita delle famiglie che ci ospiteranno. Tutto ciò è indispensabile se vogliamo viaggiare in maniera autentica, ovvero assaporando la cultura, i costumi, la lingua, la vita della gente del posto. Come avrete capito, non si tratta affatto del solito viaggio turistico. E' una vera e propria avventura!

Esiste infine una terza possibilità per essere ospitati gratis (l'abbiamo già citata nel post precedente) e consiste nel couchsurfing letteralmente fare surf sui divani”: in tutto il mondo ci sono persone (iscritte a couchsurfing, ma anche a Servas) disposte a offrire ospitalità gratuita ai viaggiatori di passaggio. Fantastico vero?

Documenteremo tutto ciò che impareremo sul posto, condivideremo con voi le nostre esperienze e le nostre avventure sulla vita senza denaro. Pubblicheremo anche le eventuali spese pagate, nel caso in cui saremo costretti a spendere soldi: in questo modo avremo una chiara idea di come si evolvono le cose "per strada", e capiremo quanto un viaggio senza soldi sia possibile o quanto invece sia solo fantasia. Convinti che un viaggio (e quindi anche una vita) senza soldi e senza fretta sia veramente realizzabile, ci prepariamo alla nostra nuova esperienza.

Roberta e Simone
Roby & Simo