sabato 30 luglio 2011

Tutti alla ricerca dell'autosufficienza

Un riassunto delle storie che abbiamo raccontato fino ad ora.

slow
Viaggiare con lentezza...  La lumachina nella foto è un piccolo dono della nostra amica Elisa B.
La scorsa settimana abbiamo lasciato Saveria ed Emanwela, le due incredibili sorelle inglesi che ci hanno accolto ad Esperaza. Poco prima di incontrare Jean Marc, il nostro attuale host*, abbiamo avuto una simpatica chiacchierata con un tizio messicano che criticava la nostra scelta di voler raggiungere la protesta degli Indignados in Spagna, poiché, diceva, -Se volete cambiare le cose nel mondo, non dovete protestare contro qualcosa, ma dovete "lucir"- (ovvero brillare). Intendeva dire, forse, che bisogna illuminare la vita degli altri, vivendo in prima persona l'esempio che si vuole dare. Una persona che si illumina è capace, come un lume, di illuminare un'altra persona e così via. Tanti lumi che si accendono possono portare ad un cambiamento. Possono sconfiggere il buio, culturale e intellettuale dentro cui ci sentiamo di essere immersi oggi. Una bella metafora che abbiamo ritenuto appropriato riproporre. In effetti si protesta molto ultimamente, pochi però si danno da fare per cambiare seriamente. Manifestare è importante, nessuno lo mette in dubbio; ma è ancora più importante ispirare la gente a fare ciò di cui si parla, perché abbaiare soltanto non serve a niente (anzi a volte peggiora soltanto). Bisogna dunque essere in grado di proporre alternative nuove, e vivere, col proprio esempio, una forma di cambiamento. Durante una protesta in piazza dovrebbero essere diffuse delle soluzioni, anziché delle lamentele. A proposito di cambiamento e di esempi da seguire: durante il nostro percorso abbiamo avuto la fortuna di incontrare tantissime persone che stanno cercando di cambiare vita, diminuendo la loro dipendenza dal denaro e rispettando di più la natura e gli esseri umani. Ecco qui di seguito un piccolo riassunto.

Tutti alla ricerca dell'autosufficienza


In Francia abbiamo incontrato Agnes, la nostra prima host, una signora esemplare che vive grazie alla permacultura e all'ospitalità. La sua è una strada che comporta tantissima fatica e sacrifici, ma che comunque la fa sentire felice perché lei, immersa nel verde della natura, fa esattamente ciò che il suo cuore le dice di fare, ovvero restare lontano dalla frenesia della vita urbana di Lione e vivere, il più possibile, in armonia con la natura.

autosufficienza
Agnes e le sue figlie
Demetris, la nostra seconda host, ha costruito la sua fortuna dal nulla: voleva spendere la sua esistenza lontana dal logorante lavoro aziendale, perciò ha deciso di acquistare un piccolo terreno in una collina rocciosa. Non volendo chiedere prestiti alle banche e indebitarsi, ha rinunciato alle comodità essenziali come l'acqua calda e la corrente elettrica per diversi anni, finché è riuscita a costruirsi un piccolo angolo di paradiso. Ora, dopo tanti sacrifici e privazioni e dopo aver subito tante critiche ingiuste, possiede una casa nella roccia che tutti le invidiano!

decrescita
Athena, Roberta, Simone e Demetris.
La vita di Saveria è probabilmente la più' "lenta" di tutte quelle che abbiamo conosciuto fin'ora. Ha lasciato Londra 12 anni fa, stufa della vita costosa e caotica di una delle metropoli più' grandi d'Europa. A poco a poco, anche lei si è costruita una bellissima casa; stando a ciò che ha affermato, la sua è la più bella abitazione fra tutte quelle della sua famiglia Anglo-Maltese, che l'ha sempre criticata per la sua scelta di vivere fuori dagli schemi. E in effetti, anche se è ancora da finire, è davvero una bella casetta, circondata da un grande giardino e collocata nel verde di un'affascinante paesaggio naturale della Francia del Sud. Saveria svolge piccoli lavori per campare, insegna Yoga e quando può viaggia. La gente che la conosce è stupita del fatto che abbia abbandonato la scuola convenzionale a quindici anni, perché è una donna molto intelligente, piena di cultura. Un giorno ci ha detto: "tutto ciò  che ci serve sapere per vivere bene come esseri umani, si impara viaggiando, stando insieme ad altri esseri umani, e provando spesso a vivere in maniera differente dalla solita routine. E' la scuola della vita". Saveria vive con poco, con il piccolo sussidio che riceve dallo stato francese e con qualche lavoretto agricolo che le permette di pagare ai suoi figli la scuola pubblica e qualche divertimento.

vitto e alloggio
Saveria, la nostra host a Esperaza. Sua è questa frase:"Tutto ciò che ci serve sapere per vivere bene come esseri umani, si impara viaggiando, stando insieme ad altri esseri umani, e provando spesso a vivere in maniera differente dalla solita routine. E' la scuola della vita".
Sua sorella Emanwela ha una storia simile. A dir la verità è stata proprio lei, in parte, a ispirare Saveria. Ha comprato un terreno e per una decina di anni ha ospitato centinaia di wwoofers che l'hanno aiutata nel suo progetto di autoproduzione e autosufficienza alimentare.

ospitalità gratuita
Roberta, Emanwela, Simone
Ésperaza, il paesino dove vivono, è una cittadina vivace, piena di gente alternativa, esempi di vita semplice. Moltissimi cittadini vivono completamente fuori dalla società, si aiutano reciprocamente nella loro quotidianità, in particolare durante il mercato della domenica mattina; il mercatino è un momento felice di scambio, economico, culturale, solidale. Se si potesse calcolare in numeri, la qualità della vita qui sarebbe decisamente elevata! Se non ci credete, vi consigliamo di farci un salto.

vita senza soldi
Il mercato di Esperaza, pieno di banchetti e di gente alternativa
Jean-Marc, infine, è l'host che ci sta ospitando in questo momento in Francia, vicino ai Pirenei. Un uomo molto pragmatico, anche lui deciso a restare fuori dall'insensatezza del mondo consumistico. Forse qualche affare economico andato a male, forse il fallimento della sua attività imprenditoriale, Jean-Marc sembra aver chiuso i ponti con il mondo esterno.

viaggiare senza spendere soldi
JeanMarc e la piccola Otilie
Con gli ultimi risparmi ha acquistato una grande proprietà in un paesino di montagna chiamato Auriac, vicino alle rovine di un castello. Un po' delusi dall'accoglienza del posto (Auriac è in realtà un piccolo borgo che conta 30 anime) abbiamo scoperto che il suo progetto di vita comunitario è ancora all'inizio. Da qualche mese vive praticamente solo. Il rudere che ha comprato si è danneggiato ulteriormente dopo un forte diluvio. In questi giorni deve decidere se completare l'acquisto del grande casolare dove stiamo soggiornando. Per questo motivo, Jean Marc sta passando un periodo di forte sconforto e abbattimento. La sua missione attuale non è tanto quella di rinnovare la sua casa, quanto quella di trovare altre persone entusiaste che condividano il suo obiettivo: realizzare un progetto di comunità autosufficiente, nonché un vero e proprio eco-villaggio fra i Pirenei. Questo è, probabilmente, uno dei desideri che accomuna tutte le persone che ci hanno ospitato fin'ora: la ricerca della libertà, dell'autosufficienza energetica ed alimentare. Infine, la ricerca di una comunità in cui sentirsi parte.
viaggiare senza spendere soldi
Purtroppo cambiamento e solitudine a volte vanno a braccetto, e Jean-Marc sembra soffrire parecchio questo isolamento dal mondo. Per fortuna non è poi così solo: la piccola Otilie, ed alcuni simpatici vicini vengono spesso a fargli visita. Nonostante le difficoltà psicologiche, il nostro host francese, è determinato ad andare avanti, soprattutto perché ha un buon asso nella manica: assieme ad un suo amico belga sta costruendo un motore che produce elettricità usando come carburante un gas (HHO) ricavato dalla reazione chimica dell'idrolisi. Insomma un motore ad acqua. Qui vicino c'è un fiume: se Jean Marc dovesse riuscire a costruire questo motore, potrebbe davvero effettuare un passo importante in questa sua ricerca di autosufficienza ed emancipazione dal denaro.

autostop
Autostop al confine francese con la Spagna
Jean-Marc non è un hippy idealista, ma una persona molto razionale, con i piedi per terra. Abbiamo scelto di conoscerlo e vivere un po' di tempo con lui apposta per questo. Da giovane ha viaggiato per tutto il mondo, per lavoro e per passione della navigazione. Ha scritto anche un libro che "Tutti i francesi dovrebbero leggere", una critica alla nostra società capitalista e consumista. Secondo Jean-Marc, un governo più giusto, una democrazia più autentica, un sistema più sostenibile, può avverarsi solo quando al centro di ogni cosa verrà messo l'uomo, la sua salute, il suo benessere, anziché  quello dei soldi. Jean Marc ci ha proposto di fare parte del suo progetto, perché abbiamo molti valori in comune. Tuttavia per noi è davvero difficile compiere questo passo: vogliamo visitare ancora un sacco di posti per allargare le nostre conoscenze e trovare altre ispirazioni. Inoltre, il posto, se pur magnifico, è molto isolato rispetto al resto del mondo. Per noi è troppo presto e troppo azzardato scegliere di fermarci qui.

Il senso del nostro viaggio non è solamente quello di dimostrare che sia possibile viaggiare senza denaro (o con pochissimo denaro). La nostra missione è anche quella di viaggiare per scoprire nuove realtà. Viaggiare, dunque, per conoscere chi si è già messo in cammino verso il cambiamento, per vivere un'idea di vita diversa, migliore.
Vi terremo aggiornati! A presto.

Leggi il seguito.

fare l'autostop
Autostop al casello. 
Roby&Simo in viaggio.

*host, è un termine inglese. Si tratta di "chi ospita".