giovedì 4 agosto 2011

Alla volta della Spagna.

autostop in spagna
Toro di Osborne. Vedi Wiki

Sfide di un viaggio senza soldi

Decisioni da prendere.

Abbiamo impiegato tantissimo tempo per capire quale sarebbe stata la prossima destinazione. Abbiamo lasciato Jean-Marc e i suoi amici la domenica del mercato a Esperaza. ma non sapevamo se rimanere a sud della Francia in qualche villaggio dei Pirenei, magari chiedendo ospitalità a qualche famiglia locale con il couchsurfing, oppure se ci saremmo diretti verso la Spagna, in direzione di qualche località marittima. Alla fine tirando a sorte abbiamo optato per il mare della Catalogna... ovviamente in autostop. 
Decisioni, decisioni! Dove ci dirigiamo adesso? 

Ecco la distanza che abbiamo coperto lo stesso giorno:



Autostop in Spagna

Grazie al passaggio di diversi amorevoli autisti, ci siamo ritrovati a Begur, una bellissima spiaggia catalana, con sabbia fine e con la vista di un'isola affascinante, non molto lontana dalla costa. Tanti i turisti, le barche, e intenso il profumo di pescato. Ci siamo sentiti molto felici, perché il nostro desiderio di andare al mare si è avverato in tempi molto brevi.

Roberta Panero e Simone Dabbicco






Autisti galeotti

Dopo il momento di relax in spiaggia abbiamo incontrato un uomo interessante il quale ci ha portato fino a Platja d'Aro: si chiama Franco. Nonostante le apparenze di uomo qualsiasi, Franco dice di essere -ingiustamente- ricercato dalla polizia. Sembra essere accusato di furto, appropriazione indebita, ricettazione, traffico d'armi, appartenenza a clan mafiosi, e altre cose che non abbiamo capito. Ammesso che tutto ciò sia vero, ci ha fatto sentire a nostro agio per tutto il tempo, rivelandosi un buon samaritano, nonostante la presunta fedina penale sporca. Dopo la nostra chiacchierata, ci lascia alla destinazione desiderata e ci avverte che in futuro potremmo avere notizie di lui come "scrittore di libri". Gli auguriamo che possa chiarire i suoi problemi con la giustizia.

spiagge catalane
Begur


A Platja D'Aro abbiamo avuto un po' di difficoltà a trovare un posto dove dormire nonostante i numerosi spazi dove poter fare campeggio (tutti a caro prezzo, ma noi viaggiamo senza usare denaro, quindi dobbiamo evitarli). Alla fine abbiamo trovato una piazzola situata fra il cimitero e il principale camping-village della zona. Da lì sentivamo musica, schiamazzi, risate, voci di speaker che intrattenevano i turisti, colpi di cassa e tamburi provenienti dalla tendopoli turistica mentre gente morta riposava tranquilla nel silenzio del cimitero subito affianco.

raccolta del cibo
Recupero cibo invenduto: una fortunata sessione. Nella busta bianca, Plum Cake e Croissant recuperati da una panetteria. 
Il secondo giorno di autostop è stato abbastanza estenuante, ma alla fine ci ha regalato una bella sorpresa. Innanzitutto, in mattinata, l'intraprendenza di Roby ci ha salvato da una probabile giornata di digiuno. Si è diretta in una "Panaderia" per chiedere se fosse possibile ritirare del pane del giorno precedente. Il risultato è stato una grossa busta di plastica piena di brioche e muffin (tirati fuori dal congelatore). Sono pochi i negozianti disposti a regalarti cibo invenduto, nonostante lo si debba buttare nella spazzatura. Questo panettiere, però, ha spiegato a Roberta che bisogna darsi una mano a vicenda e che le buone azioni, in qualche modo, ripagheranno.

Roberta Panero
Recupero di deliziosi pasticcini e croissant
In una stazione di servizio, verso l'ora di pranzo, abbiamo anche incontrato 4 dei 20 autostoppisti siciliani appartenenti al gruppo di www.carovanainviaggio.it. Che coincidenza!

Una brutta notizia

Allo stesso tempo, pochi istanti dopo, abbiamo ricevuto una brutta notizia dall'Italia: un amico di Roberta è mancato da poche ore. Scossi per l'accaduto, abbiamo pensato di tornare indietro, prendere il primo aereo da Barcellona e sperare di arrivare in tempo per l'ultimo saluto, quindi dichiarare sospesa, o persa, la sfida al denaro. Dopo aver parlato con la madre, con il padre e con i suoi migliori amici, Roberta ha deciso di rimanere in Spagna. È arduo trovare le parole giuste per descrivere quel momento difficile. Se continuiamo con la nostra missione, lo facciamo anche per lui.


Amicizie in autostop

cultura catalana
Raul e Roberta in attesa di provare i sandwich catalani.
Qualche ora più tardi, qualche pueblo più in là, abbiamo incontrato una bellissima anima che poi ci avrebbe ospitato per la notte nella sua casa, a Igualada. La giornata è stata davvero molto faticosa, sia psicologicamente che fisicamente e questo incontro è stato fondamentale per tirarci su il morale. Il signore si chiama Raul: si è separato da poco e ha deciso di trasferirsi in un nuovo appartamento nel quale ci ha permesso di fare una doccia. Ci ha poi offerto da mangiare e condiviso con noi qualche momento di chiacchiera. È stato un bello scambio, uno di quegli scambi che rendono unico il viaggio. Come se non bastasse, di sera ci ha portati a mangiare fuori, nella città di Igualada. Ha offerto tutto lui. Per ricambiare, abbiamo chiesto se potevamo aiutarlo a montare qualche nuovo mobile. Ha accettato  il nostro aiuto e, come potete vedere, qui siamo alle prese con il montaggio del suo forno, nuovo di zecca:

Roberta Panero
"Vediamo se l'abbiamo montato bene..." 

Nel prossimo post pubblicheremo qualche foto in più.
Nel frattempo... L'avventura continua!
Seguiteci se vi interessa scoprire di più sulla vita on the road e sul viaggio senza spendere soldi. :)
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