sabato 1 ottobre 2011

Una festa d'addio

Nostalgia di casa



viaggio senza soldi
E' stato sul balcone della villa di Agolada, che abbiamo deciso di ritornare a casa. Erano un po' di giorni che sognavamo la nostra casa. Simone pensava al suo pianoforte, alla musica, alla campagna di Rivalta e al cibo italiano che tanto fa invidiare il mondo. Anche Roberta desiderava molto poter riabbracciare la sua famiglia e i suoi amici, e raccontare della sua prima strepitosa lunga avventura lontana da casa. Entrambi carichi di energia positiva, abbiamo cominciato a sentire il bisogno di ritornare. Viaggiare è bello, istruttivo, carica di energia e ottimismo. Fa guardare il mondo con occhi diversi; non bisognerebbe mai smettere di viaggiare, almeno finché il corpo e l'anima lo richiedono. Si deve esplorare senza pressioni, senza limitazioni, senza niente e nessuno che ti obblighi a tornare troppo presto. Esplorare e spostarsi continuamente, finché non senti che ne hai avuto abbastanza, finché non sopraggiunge la nostalgia di casa. E' proprio ciò che ci è successo a noi: soddisfatti dell'avventura, dopo tre mesi di esperienze in tre nazioni differenti, abbiamo deciso di terminare il viaggio, quindi anche il nostro esperimento di vita senza soldi.

viaggiatori a tempo indeterminato
Silvia

C'è gente che sembra essere immune alla nostalgia di casa, come la nostra amica Silvia, volontaria italiana (Workaway-er) che gironzola per il mondo, senza mai fermarsi. L'abbiamo conosciuta qui ad Agolada, la sua è una delle tante storie di viaggiatori a tempo indeterminato.
Nella pagina descrittiva del suo profilo di volontaria, Silvia scrive:

"Viaggiare... essere altro costantemente, perché l'anima non abbia radici... Andare avanti, inseguire l'assenza di avere un fine e dell ansia di raggiungerlo".

Come scritto sopra, Silvia è una viaggiatrice a tempo indeterminato. O per lo meno, determinata a viaggiare finché ne avrà voglia! La frase che ha scritto nel suo profilo rispecchia proprio la sua personalità, uno spirito libero, sempre in movimento, un'anima allegra alla ricerca di avventure! Se le chiedete riguardo il suo ritorno a casa, alzerà le spalle e noterete una smorfia nel suo viso: tornare va bene, ma solo per riabbracciare la famiglia e gli amici, raccontargli le ultime avventure, poi ripartire per nuove. 
La nostra nostalgia di casa, invece, ci ha costretto a cancellare un ultimo impegno prefissato. Avevamo programmato un'ultima tappa in Portogallo, in un posto che si occupa di "forest gardening", ovvero tecniche di coltura forestali ispirati ai metodi della permacultura di Bill Mollison. Lo ammettiamo, avevamo molta voglia di tornare a casa, anche viaggiare stanca, e non è vero che non costa nulla: costa fatica, energia, lavoro. Ma sono già passati tre mesi, ci siamo fatti il bagno nelle fredde acque oceaniche del Portogallo: non ci è rimasto che tornare per celebrare il nostro successo e raccogliere con calma i pensieri e le esperienze vissute.

Farewell party

L'Herdade de Agolada de Cima, a Coruche, è stata quindi la nostra ultima location. L'ultimo giorno di permanenza abbiamo deciso di festeggiare con un farewell party, una festa d'addio, ma anche una celebrazione che sia di buon auspicio per il ritorno in Italia in autostop. Abbiamo quindi cucinato pizza con i volontari! I tre italiani che hanno lavorato all'impasto (noi due e Silvia!) si sono rivelati un po' deludenti, sicuramente non all'altezza della leggenda che vede gli italiani come migliori pizzaioli nel mondo! Alla fine per fortuna, grazie anche al forno a legna, il risultato è stato discreto. Ai volontari la pizza è piaciuta molto e un po' di birra messa a disposizione dalla casa ha allietato la nostra ultima serata in compagnia degli amici presenti. Pensiamo sia interessante raccontarvi un po' di alcune di queste persone, che come noi hanno deciso pazzamente di sospendere la vita "normale" e darsi all'avventura. Che cosa ci sia poi di normale nella vita di tutti i giorni, ce lo chiediamo continuamente.

viaggiatori a tempo indeterminato
Tyler alle prese con il Forno a legna 

Tyler, viaggiatore americano

Tyler (da noi soprannominato Brad Pitt) si è laureato in scienze naturali ed è partito dagli Stati Uniti per raggiungere il Portogallo. Ha lasciato casa, famiglia, facendo un po' di scalpore e scatenando non poche critiche, persino da parte dei suoi migliori amici. Ci ha raccontato di voler vivere pienamente la sua vita, che è stufo di quella materialista negli Stati Uniti e soprattutto è convinto che viaggiando riuscirà a trovare la strada giusta, una strada alternativa ad una vita monotona. E' sicuramente un buon inizio per lui considerando che, proprio qui in Portogallo, è riuscito a trovare subito la sua dolce metà. Ha infatti conosciuto Silvia, la ragazza italiana appassionata di viaggi e ha deciso di mettersi in viaggio con lei.

viaggiatori a tempo indeterminatoMark - genitore single

Mark sembra un nostro coetaneo, ma ha in realtà 40 anni. E' venuto in Portogallo quattro mesi fa col suo figlioletto Marcel, di 5 anni. E' già diventato il capo dei volontari ed ha conquistato la fiducia dei padroni di casa che gli affidano le chiavi della reggia ed i vari veicoli della proprietà. La nostra prima conversazione con Mark è stata un po' difficile. Gli abbiamo chiesto se fosse in vacanza, poi abbiamo scoperto che in realtà aveva perso il lavoro in Germania, e che la cosa non gli è dispiaciuta affatto: "Il lavoro stipendiato è una schiavitù. Le pensioni sono solo un ricatto per tenere in pugno le esistenze delle persone". Quando gli abbiamo chiesto come avrebbe fatto a crescere ed educare suo figlio ci ha risposto: "Lavorerò per guadagnare i soldi necessari agli studi di mio figlio, ma solo per quello". Poi scopriamo il suo lato mistico:

"Avete presente il 2012?" ci dice. "Ho intenzione di godermi la vita prima che arrivi quel momento...". Secondo Mark non si tratterà di una vera e propria fine del mondo, piuttosto la fine della società come conseguenza della fine delle risorse del pianeta, seguita da guerre e catastrofi. Profezie a parte, ciò che ci ha positivamente colpito del suo incontro sono state le capacità linguistiche di suo figlio Marcel. In poco tempo (4 mesi) ha imparato il portoghese (a differenza del povero papà tedesco che non sa una parola) e sa già parlare un ottimo inglese. Certamente questo viaggio sarà una scuola perfetta per lui!

Questi ragazzi interessanti hanno delle idee simili alle nostre e si aggiungono ad una vastissima lista di incontri del destino. Tutti questi incontri sono la prova che il mondo è pieno di anime che, come noi, sono alla ricerca di alternative al dannoso sistema attuale. Scoprire, imparare, migliorare, evolversi sono le parole chiave. Non è per questo che siamo nati in fondo? 
Ci piacerebbe scrivere un altro paio di post per raccontarvi l'impresa del ritorno in autostop e, magari qualche ultima riflessione sulla nostra avventura. Restate sintonizzati.