venerdì 14 ottobre 2011

Il viaggio di ritorno a casa.

Lisbona-Torino: cronaca di tre giornate in autostop. 



Questo è il racconto del nostro viaggio di ritorno in autostop, dal centro del Portogallo fino a Torino. Ci sono volute tre intere giornate, 2000 km di fatica, pazienza e coraggio. 

Il 21 di settembre è una giornata di sole, il mattino è caldo, siamo pieni di energia e non vediamo l'ora di iniziare l'ultima avventura. Siamo a Coruche, nella proprietà dei conti di Agolada de Cima. Salutiamo i nostri amici che, dubbiosi e un po' curiosi, ci accompagnano fino alla strada principale per augurarci buona fortuna. Sanno che torneremo in Italia in autostop, senza utilizzare denaro.
Simone Dabbicco
Passeggero 
Partiamo a mezzogiorno circa, il calore fuori è già insopportabile. I nostri zaini sono molto pesanti poichè li abbiamo riempiti di cibo e di souvenir. Anche i nostri cuori pesano, pieni come sono, di ricordi, emozioni e esperienze, vita. Siamo molto stanchi e abbiamo "fretta" di tornare a casa. Fretta è una parola che non ci piace ma sappiamo bene che a partire da metà settembre le notti all'addiaccio possono essere molto fredde. Per questo scegliamo la via più veloce per tornare a casa. La volontà di voler percorrere le autostrade determina la fine della nostra avventura lenta.

slow
Lumachina portoghese...




La sfida della vita senza denaro però continua. Ci sono servite un paio di ore, un po' di fortuna e una serie di passaggi per raggiungere il nord del Portogallo all'altezza della città di Guarda.  In una stazione di servizio incontriamo un camionista che ci accoglie nel Tir però si dimostra un po' preoccupato: "Non è la prima volta che accolgo autostoppisti, ma rischio di pagare una multa salata se mi fermano. Non siete assicurati".

fare l'autostop
Il sorriso del camionista
Annuiamo e gli facciamo capire di voler tentare un'altra via, ma con un sorriso ci esorta a salire a bordo. 
passaggi gratuiti
shhh...
Iniziamo un bel viaggio (e una lunga chiacchierata) che si conclude a Bilbao (a nord della Spagna) alle quattro di notte. Per tutto il tragitto facciamo a turno per tenere compagnia all'autista. Quando uno di noi riposa, l'altro conversa con il nostro amico, e viceversa. Capita spesso che il sonno ci colga di sorpresa ma sarebbe davvero scortese non tenere compagnia all'autista, per cui ci sforziamo di conversare anche nei momenti di stanchezza. Una volta raggiunto Bilbao indossiamo nuovi strati di vestitiper combattere il gelo, poi andiamo a dormire in un parco, vicino ad una stazione di servizio. Poche ore più tardi dopo aver fatto colazione riprendiamo a fare autostop: conosceremo una giovane ragazza (foto) che ci condurrà vicino a Irùn. Un'altra serie di passaggi fortunati ci portano in breve tempo fuori dalla Spagna. Sorpassato il confine francese, l'autostop diventa un gioco da ragazzi (in Francia l'autostop va ancora di moda). Raggiungiamo Bordeaux, poi Periguex. Infine una stazione di Clermont-Ferrand quando ormai è giunta la sera. Per la prima volta il panico ci coglie di sorpresa quando scopriamo che la maggior parte degli autisti che transitano in questa stazione di servizio si dirige nella direzione opposta alla nostra. Lasciamo le preoccupazioni alle nostre spalle, prepariamo cus cus, mangiamo frutta e verdura, beviamo una tisana calda (tutta roba che abbiamo nello zaino) e andiamo a farci una chiacchierata con i signori camionisti (alcuni di questi italiani, ma diretti verso la direzione opposta). Infine andiamo a dormire. Sarà una notte piuttosto fredda, forse l'unica notte fredda della nostra avventura.

camionisti
Questo autista ci ha accolto nel suo Tir in una stazione di servizio in Portogallo.
La mattina seguente, il sole ci sveglia e ci scalda un po' le ossa. Iniziamo bene la mattinata incontrando un nuovo amico. E' un signore francese (qui assieme a Roberta) che parla bene italiano, conversiamo di gusto con lui, mentre la strada per L'Italia si accorcia. Ci lascia in un'altra stazione di servizio dove notiamo la scritta: "Orbassano, Piemonte" sul fianco di un grosso TIR. Purtroppo è guasto, il camionista non si rivela molto amichevole e il nostro morale scende di nuovo. Più tardi non mancano delle buone occasioni e con una buona decina di passaggi raggiungiamo Briancon, l'ultima città francese che confina con l'Italia. Sono le 18 di pomeriggio. L'attesa di un passaggio a Briancon è piuttosto lunga finché una giovane donna con il suo piccolo bebè ci carica in macchina e ci conduce dall'altra parte del monte. C'è il simbolo della croce rossa vicino alla targa della sua vettura.
passaggi in autostop


In serata raggiungiamo Susa. E' buio ma continuiamo ad alzare i pollici andando un po' contro i nostri principi. Solitamente non facciamo autostop quando è buio, perché è difficile che le persone si fermino. Nonostante ciò una signora molto gentile (ma anche un po' spaventata) ci accoglie in macchina: le mostriamo le nostre foto di viaggio per assicurarla di essere persone oneste e le spieghiamo il nostro viaggio. Altri due giovani diretti verso chissà quale festa, ci aiutano a proseguire fino a S.Giorio (a soli 40 km da casa nostra). S. Giorio sarà la meta finale di questa giornata: la concludiamo con il sottofondo musicale di una band d'orchestra che si esercita per un concerto; nel frattempo prepariamo una spaghettata col sugo di pomodoro e festeggiamo. Non riusciamo ancora a credere di essere arrivati in Italia, così presto! 

Essendo ormai vicini alle nostre rispettive città, potremmo chiamare qualche conoscente per chiedergli di venirci a prendere, ma escludiamo questa possibilità: vogliamo ritornare alle nostre case alla stessa maniera in cui ce ne siamo andati, ovvero in autostop e senza utilizzare denaro. Inoltre vogliamo fare una sorpresa ad amici e parenti. La notte è sorprendentemente calda, piacevole, silenziosa. Di mattina ci svegliamo con il sole, un po' increduli. Una volta penetrati nel traffico di Sant'Antonino di Susa, nonostante lo snob generale di moltissime persone, ci avviciniamo sempre di più verso casa grazie ad un paio di gentilissimi signori. Con gli autisti parliamo della nostra esperienza. Alcuni di loro ci dicono che fare l'autostop è rischioso, è roba del passato, e aggiungono anche che nessuno è più disposto a caricare in macchina degli sconosciuti (anche se loro l'hanno appena fatto!). Altri si mostrano entusiasti della nostra avventura e si congratulano con noi. Ci dispiace molto non ricordare i nomi delle persone che ci hanno accompagnato. Proprio perché sapevamo che sarebbe stato difficile ricordarseli tutti avevamo un taccuino nel quale puntualmente ci siamo segnati i loro nomi, finché non l'abbiamo perso. Sono stati davvero tantissimi i passaggi in auto dopo tre mesi di viaggio senza soldi (forse un centinaio?)

Raggiungiamo Rivoli, la nostra città natale. Mentre camminiamo con i nostri zaini, volti amichevoli e luoghi conosciuti compaiono davanti ai nostri occhi e ci sembrano davvero diversi (forse siamo noi che li vediamo con occhi differenti ora). Casualmente incontriamo una carissima zia di Simone, che ci offre la colazione: brioches e cappuccino (grazie zia)! Scrocconi fino all'ultimo, come direbbe qualcuno. Roberta per prima raggiunge la sua casa, e subito riabbraccia la mamma e il papà increduli ed emozionati. Simone ha ancora un tratto di strada da percorrere. Il suo ultimo autostop, questa volta solitario, lo porta sano e salvo nella sua casa a Rivalta di Torino.

E' stato bello addormentarsi nei letti comodi delle nostre case, lasciandoci alle spalle un viaggio lunghissimo. Abbiamo visitato quattro paesi diversi, percorso più di cinquemila km in autostop e vissuto una serie di esperienze che probabilmente ci emozioneranno e ci metteranno i brividi ancora a lungo. Il giorno dopo il nostro ritorno, quando abbiamo riaperto gli occhi e ci siamo risvegliati nei nostri letti, è stato come svegliarsi da un bel sogno. In fondo, facciamo fatica a credere che sia tutto successo davvero... 

viaggiare senza spendere soldi
Il viaggio di Roberta e Simone, illustrato da Roby nel diario di viaggio.


 Ultimo percorso in autostop:

Visualizzazione ingrandita della mappa


Oggi, 23 ottobre, un mese esatto dopo il nostro ritorno.
Grazie a tutti quelli che ci hanno seguito e sostenuto :')
Simo & Roby



passaggio gratis