domenica 27 maggio 2012

Slow Salento



slow puglia
Il quieto vivere, una delle cose che più contraddistinguono il Salento, talmente quieto da essere “slow”.

Nessuna accezione negativa nel concetto di lentezza che significa pacato, riflessivo, naturale. Quella in Salento può essere definita “anti-metropolitan life”. Qui si insegnano ed apprendono 10 comode regole per una vita migliore.
1. Fare meno cose, fermarsi a riflettere piuttosto che fare tutto affannosamente trascurando le minuzie e non assaporando il tempo; 2. Non essere sempre connessi, non vivere in una costante rete sociale e virtuale, spegnere pc e cellulari e vivere ciò che è intorno; 3. Osservare, assaporare ed apprezzare la natura; 4. Focalizzarsi sulle persone ed imparare ad ascoltare; 5. Mangiare lentamente e gustare il cibo; 6. Guidare piano; 7. Trovare il bello in ogni cosa; 8. Concentrarsi su una cosa per volta ; 9. Respirare e fare un po’ di training autogeno; 10. Non avere regole.

Tante le pratiche che fanno dell’andamento slow il loro stendardo, ad esempio i tre percorsi di mobilità sostenibile attivati e conclusi dall’associazione Oikos: Salento in Movimento Lento (2010), Puglia in Movimento Lento (2011) ed il workshop Il Sonno della Crisalide (2011).
Oikos ha presenziato alla conferenza sui SAC, Sistemi Ambientali e Culturali,  tenutasi il 18 Febbraio 2012 presso la Bit di Milano. I SAC hanno per obiettivo principale la valorizzazione delle risorse naturali e culturali ritenute “strumento” di attrattività e sviluppo.
Katia Manca, responsabile Oikos, sostiene che tali percorsi di mobilità sostenibile mirano a riacquistare una coscienza oltre la massificazione della cultura, la velocità, immergendosi nella totalità della lentezza, respirando piano e gustando passo dopo passo i piaceri che il viaggio può offrire.

puglia con lentezza
Il Sonno di Crisalide, uno dei workshop sul Movimento Lento, è mosso dall’idea di uno sviluppo del territorio in chiave sostenibile, una visione partecipata dello stesso con una lettura attenta del territorio e delle sue risorse. Al workshop hanno preso parte persone che conoscevano bene la comunità di riferimento, testimoni di memorie e narrazioni, così  da consolidare un dialogo tra viandanti e incoraggiare buone pratiche, come lo scambio/dono di oggetti durante il viaggio. Ai viandanti è stata data ospitalità dalla Masseria Stali di Caprarica di Lecce, dal Convento dei Monaci Cistercensi di Martano, dalla Fondazione Le Costantine di Casamassella. Il movimento lento si fonda sulla lentezza dell’osservazione, la conoscenza del territorio attraverso l’ascolto, l’esperienza di incontro e negoziazione, l’apertura ad una pluralità di storie, le esperienze e le biografie, i luoghi vissuti a cui dar voce, l’intercultura. Si distacca, invece, da tour esotici, auto-referenziali, basati sulla mercificazione dei luoghi.
Il percorso prevedeva tre giorni di cammino a piedi, in treno, in bici e con l’asino, da Lecce ad Otranto. Molto bella l’iniziativa delle Storie Mobili, in treno da  Lecce con la Rete dei Caselli, la narrazione di storie in presenza di un pubblico sempre mutevole; la tappa al Cinema Elio di Calimera con la Giovane Orchestra del Salento; un Mercato Medievale, dove i figuranti si sono riappropriati di un antico tratturo nelle vicinanze della Masseria Pietru Susciu a Martano. E poi ancora installazioni e performance artistiche e concettuali come la Groove machine, e pietre posizionate lungo il percorso su cui è riportato un codice QR, codice a barre bidimensionale, una traccia indelebile che racconta il cammino lento, decodificabile con applicazioni smartphone e Iphone.

Un altro viaggio lento promosso da Oikos, all’interno del programma “Cre-attiva-mente”, prevedeva un percorso a bassa velocità dal Bosco di Calimera sino al Parco nazionale del Gargano, attraverso Brindisi, Cisternino, Locorotondo, Crispiano, respirando le diverse culture pugliesi.
Lo strumento di misurazione del tempo a cui facevano riferimento i Viandanti era il Calendario Sincronico delle 13 Lune di 28 giorni cura di Rajan Enrico Alfonsi. Qualcosa che ha accompagnato l'uomo fin dalla notte dei tempi, un modo per risvegliare l'antico senso del tempo che era dei nostri avi ai quali appartenevano termini come "il mese delle mandorle aspre o dei venti gelidi", "delle gemme rigonfie o del grano maturo".

Il Salento è tutto da scoprire e chi di voi voglia gustarlo con lentezza può farlo, dimenticare cellulare ed accantonare la velocità come parola e come modus vivendi.
Qui qualche suggerimento su dove alloggiare


FOTO:


                                                                                                                                                                    Guarda il nostro video sulla notte della Taranta in Salento:

giovedì 24 maggio 2012

Un viaggio lungo un sogno

Riassunto del viaggio senza spendere soldi

L'utopia è come l'orizzonte ... cammino due passi e si allontana due passi, cammino dieci passi e si allontana dieci passi. L'orizzonte è irraggiungibile. E allora a cosa serve l'utopia?.

A questo: serve per continuare a camminare.

Eduardo Galeano

"Accingersi a vivere una vita che sia originale significa mettersi in viaggio verso un paese lontano, per ritrovarsi gradualmente circondati da nuove scene, nuove persone..."
Henry David Thoreau
viaggiare con lentezza


Quanto è importante avere dei sogni da realizzare? Se vogliamo preservare un po' di umanità dentro di noi -quanto basta per rimanere sani - sognare è fondamentale. I sogni infatti ci fanno muovere, ci fanno andare avanti; danno un senso al nostro affannarci. Desiderare un mondo libero dalla schiavitù' del denaro, o condividere la visione di una società senza carceri, armi, nè guerre sembrano sogni impossibili! Però ci fanno muovere verso una direzione...

Ad alcuni può essere sembrato pazzesco il nostro desiderio di viaggiare senza spendere soldi. Il nostro scopo è stato di visitare posti che non avevamo mai visto prima, conoscere gente nuova, imparare lingue e culture nuove. Abbiamo voluto condividere la nostra esperienza di libertà e felicità con le persone che ci erano vicine. Ci è sembrato un obiettivo raggiungibile, un grande sogno che infine abbiamo realizzato. La mattina del 24 giugno siamo partiti da una rotonda di Rosta (Torino) e abbiamo cominciato a spostarci da un paese all'altro, prima in Francia, visitando tutto l'Ardeche e le regioni del sud, poi una volta sorpassati i Pirenei abbiamo raggiunto la Spagna, tuffandoci nel mare della Catalunya e andando a trovare gli amici di Madrid. Infine abbiamo messo piede in Portogallo, raggiungendo il cuore della sua capitale, Lisbona. Venerdì 23 settembre siamo ritornati a casa dopo un viaggio di tre giorni in autostop, partendo dal cuore del Portogallo. Per tutto questo tempo abbiamo viaggiato senza utilizzare soldi, anche se nelle nostre tasche ne avevamo un po' (le nostre mamme sarebbero state un pochino più tranquille sapendo che avevamo denaro con noi). Non volendo "pagare" ci siamo dati da fare per conquistare uno ad uno, le persone, le culture, i posti, gli oggetti di cui avevamo bisogno, contando sulle nostre sole capacità. Siamo anche entrati in contatto con filosofie, pensieri e stili di vita diversi che ci hanno davvero ispirato e aperto gli occhi; qualche volta, tempo permettendo, ve ne abbiamo raccontato qualcuno.

Amici di autostop
Ma se è vero che viaggiare dona "occhi nuovi", è ancora più vero che tornare ed accettare la realtà quotidiana delle città diventa sempre più difficile. E' stata dura tornare in Italia. Abbiamo osservato il via vai frenetico di automobili, uomini e donne di corsa verso il lavoro: mentre mostravamo i pollici in su, a pochi km dalle nostre case, nessuno sembrava volersi fermare per aiutarci; erano talmente di fretta che probabilmente non ci hanno nemmeno notato. Questo ci ha rattristato molto, assieme al pensiero che presto (forse) faremo parte anche noi di questo via vai frenetico. Pensiamo che sia assurdo vivere sempre in questa maniera, di fretta, in ansia, senza libertà, tutti i giorni facendo le stesse identiche cose. Pensiamo che non sia troppo scorretto parlare di schiavitù. In una città son tutti così in ansia che è cosa ben rara vedere automobilisti accostare col veicolo per accogliere due autostoppisti... Quei due autostoppisti potrebbero avere urgente bisogno di un passaggio (per esempio hanno perso il pullman o gli si è rotta la macchina, ecc ecc).

stress
Non tutti patiscono i ritmi devastanti dello stile di vita attuale. Alcuni vivono in modo soddisfacente cavalcando l'onda di questo progresso e di questa economia. Purtroppo si tratta di pochissime persone. Per molti questo modo di vivere è una tragedia. Un nuovo cambiamento viene solo atteso e sperato: quando c'è da rimboccarsi le maniche, lavorare duro, sacrificarsi, per favorire le condizioni di un cambiamento, tutti si tirano indietro, nascondendosi l'uno dietro l'altro o peggio ancora negando, continuando a seguire quelle stesse regole, quelle stesse logiche, quegli stessi condizionamenti che li rendono schiavi ogni giorno.


A nostro avviso, stiamo vivendo ancora in una fase preistorica dell'umanità. La vera umanità, quella fatta di vera solidarietà, condivisione, cooperazione, deve ancora venire.


Che messaggio abbiamo voluto trasmettere con la nostra avventura e che cosa vogliamo dire dopo tutto questo? Pensiamo di aver dimostrato che si può vivere con poco, che si può' vivere fuori dallo schema del profitto e del consumo, senza per questo essere infelici, incompleti o insoddisfatti. Questa è la formula che vi proponiamo (vivere con poco = necessitare meno denaro  =  lavorare meno  = più tempo libero, più libertà, più felicità).
Una vita più libera dal denaro è possibile. Se saremo in tanti a praticarla cambieremo il mondo... 

Simon & Roberta