mercoledì 29 agosto 2012

Liguria con Lentezza: Nervi

Nervi
Un dettaglio di una fontana a Nervi

Tutto comincia la mattina di Lunedì 20 agosto 2012

Un biglietto del treno del costo di circa undici euro ci ha condotto a Genova Brignole dalla stazione di Porta Nuova (Torino). Abbiamo raggiunto Nervi subito dopo, anche se questo bel quartiere alla periferia di Genova non era contemplato dal nostro itinerario. Un ferroviere chiacchierone ci ha suggerito di visitarla e noi abbiamo accettato il suo consiglio.

Forte della sua posizione logistica, Nervi è la seconda località subito dopo Genova, località che ci introduce tutte le altre città costiere del Levante. E' simile ai paesi limitrofi, sia nei tipici servizi di ristorazione e d'albergo sia per quanto riguarda le attrazioni naturali e turistiche. Ciò che ci ha colpito di più è stato il contrasto degli scenari, a partire dalla evidente opposizione tra mare e montagna.

Nervi Genova
Nervi 


tramonto
Vista del tramonto dalla passeggiata di Anita
Questo scontro naturale è una costante di tutti i paesini Liguri da qui fino alla Spezia. La costa di Nervi è una linea segmentata che offre scorci panoramici diversi, talvolta dolcissimi, altre volte più aspri, con scene mozzafiato di vie impervie, rocciose, scoscese. Abbiamo passato la maggior parte del tempo ad osservare il mare, dunque camminando per l'unica via dove è possibile farlo: la passeggiata di Anita, via dedicata alla bella consorte di Garibaldi. Si tratta di un cammino che parte dal porticciolo di Nervi e si conclude circa 2 km più avanti sempre affacciandosi sul mare. I posti di guardia, le mura, le torri di controllo (la costruzione dei quali risale a circa il XVI secolo), ci hanno fatto venire in mente scene di assalti pirateschi, in un epoca in cui assedi di Corsari e Saraceni erano preoccupazione costante degli abitanti locali.
Terminata la passeggiata il peso degli zaini si è fatto sentire e una piccola baia alla fine del percorso si è rivelata ideale per il nostro primo bagno in mare. Acqua cristallina, poca gente, posto in penombra tra gli scogli, con gli zaini lontani da occhi indiscreti e da mani furbesche. Ci tuffiamo con le maschere e socializziamo con piccolissimi granchi e pesci diffidenti.

costa ligure


Nel pomeriggio i nostri stomaci reclamano così ci mettiamo alla ricerca di un luogo dove mangiare e riposare. Il pranzo ce lo siamo portato dietro ma per questo viaggio non abbiamo escluso di fermarci a degustare prodotti locali, magari in qualche buona focacceria
Incantati dall'eleganza e dalla vistosità delle ville seicentesche (alcune di esse adibite a museo, altre proprietà di palazzinari ereditieri) abbiamo infine trovato ristoro in uno dei parchi storici della città, quello del museo di Villa Luxoro.

Primo cambio di programma


Qualche ora più tardi una voce metallica proveniente dal megafono di una barca, ci ha destato dai dolci sogni. Abbiamo sognato che eravamo di nuovo in viaggio, poi una volta svegli, abbiamo capito che non si trattava di un sogno, tutt'intorno a noi splendeva la montagna della Liguria. E' tutto vero dunque. Siamo di nuovo on the road
"Domani mattina ore 9.30 il traghetto per le Cinque Terre, partirà dal porticciolo di Nervi" ha ripetuto continuamente la voce metallica. Ci siamo guardati entusiasti ed abbiamo capito che sarebbe stato quello il primo cambiamento di programma. L'indomani ci saremmo imbarcati in direzione delle Cinque Terre. Attraversata la città ed il suo piccolo centro nevralgico, abbiamo raggiunto il porticciolo di Nervi per raccogliere informazioni e scattare foto. Una chiacchierata con due signori del posto ci ha fatto capire che il prezzo di quella navetta sarebbe stato troppo alto per le nostre tasche. Ma se fossimo scesi dalla nave qualche fermata prima delle Cinque Terre avremmo pagato un prezzo ragionevole. "Se vi piace camminare", ci dice un abitante, "da Camogli inizia un bellissimo tragitto che porta fino a San Fruttuoso e percorre tutta la costa fino a Portovenere". Il vento ha soffiato ancora. Non ci è servito saper altro. La nostra prima parte del programma è ora definita: nave fino a Camogli poi inizio della camminata. 


slow travel
La sera di nuovo passeggiata e ricerca di un posto dove accampare. Perchè non dormire nella spiaggia del porticciolo? La guardiamo, ci viene il dubbio che la marea possa sorprenderci durante il sonno. Meglio non rischiare. Troviamo riparo in uno spiazzo privato non molto lontano dal porto, completamente oscurato dall'ombra e vicino alle rocce affioranti dalle acque. A pochi decine di metri, la torre cinquecentesca di Gropallo che anticipa la passeggiata di Anita.

Sogni inquieti e voci di passanti talvolta hanno disturbato il nostro riposo. Poi, col tardarsi della notte, il leggero fragore delle onde che si infrangono sui frangiflutti ed il brusio del vento marino hanno cullato il nostro sonno fino all'alba. Dormire fuori non è poi così male. Soprattutto quando si è in dolce compagnia.

Seguite il resto del racconto nel prossimo post!

pentolino
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