sabato 13 ottobre 2012

Una meta inaspettata: l'abbazia di San Fruttuoso

Ci hanno tenuti tanto legati con lacci, che non sappiamo più camminare da soli. Sono spenti ogni nostro vigore e ogni nostra libertà. 
(M. de Montaigne)

Non ventilare il grano a qualsiasi vento e non camminare su qualsiasi sentiero. 
(Siracide)


San Fruttuoso
Il nostro racconto sulla camminata da Camogli a Portofino. Volete sapere com'è andata a finire l'escursione al passo del Bacio?

Compagni di disavventura


viaggiare con lentezza
Si chiamano Philip, Lily e Michael, e sono i tre viandanti che abbiamo incontrato durante il fatidico percorso verso San Fruttuoso. Si tratta di una coppia di ragazzi e un professore, tutti tedeschi, con i quali abbiamo comunicato in inglese. Il professore in realtà parla un italiano perfetto avendo un genitore ligure e avendo insegnato in Italia per molti anni. Il sentiero lo termineremo insieme a loro, dopo circa sei ore di cammino, contro le due ore e mezza previste dal cartello di San Rocco. L'incontro è stato salvifico per tutti noi. Non siamo riusciti a spiegarci come un sentiero del genere sia lasciato aperto ai turisti. La pro-loco non ci ha avvertiti del reale impegno richiesto dalla camminata, con dislivelli di oltre 400 metri e precipizi che si affacciano sul mare! 

il passo del bacio
Abbiamo trovato questa foto durante una ricerca su internet. Il passo del Bacio è anche chiamato la via delle catene.
Niente di speciale per chi di camminate se ne intende. Ma noi non siamo professionisti, e certe camminate non sono per tutti! Ahimè a volte non è facile prevedere gli ostacoli e ci si infanga in una pozzanghera di guai, come è successo a noi durante questo percorso. Per fortuna la fatica fisica si sente meno quando si è in buona compagnia. L'animo si riempe di una nuova energia!


Simone Dabbicco
Il professore e il viaggiatore
 "In una situazione di sopravvivenza, ci si può dare del tu" ci dice il prof. Michael sorridendo e scherzando. Il fisico di un sessantenne risponde in maniera differente rispetto a quello di un giovane ma Michael è ancora assettato di avventura. Non abbiamo ben capito cosa lo abbia spinto a compiere quel cammino tortuoso, ma per tutto il tempo è riuscito a sopportare bene lo sforzo, conservando sempre abbastanza fiato per andare avanti e conversare con noi. 
Sono state chiacchierate interessanti, discorsi e riflessioni da docente universitario, quelle con Michael. Tante citazioni, storiche e culturali, hanno distratto la nostra testa e reso più leggero il passo verso la vetta; non potevamo desiderare guida turistica & accompagnatore migliore. 

viaggi a piedi
L'arrivo a San Fruttuoso
Philip e Lily, invece, si sono rivelati molto generosi e solidali con noi. Ci hanno offerto da bere e da mangiare, nonostante il fatto che anche le loro scorte stessero terminando. Ci siamo scambiati qualche battuta sui rispettivi primi ministri e sulla cultura delle nostre nazioni. Nonostante siano più sportivi e abbiano avuto la possibilità di terminare prima il percorso, hanno voluto aspettarci, quando le nostre gambe hanno cominciato a cedere prima delle loro.
Ci sono stati momenti di silenzio e di riposo durante la scalata, soprattutto nelle fasi più critiche del percorso. In questi frangenti abbiamo sentito solo il nostro respiro, il ritmo del battito del cuore, il rumore dei nostri passi e quello dei compagni, rimanendo soli con noi stessi dentro questa musica. Abbiamo cominciato a pensare e riflettere intensamente, come raramente ci capita di fare. Quando camminiamo siamo costretti a concentrarci sul cuore, sulla fatica, sugli ostacoli che abbiamo davanti, che sono metafora di quelli che incontriamo durante la nostra vita. Solitudine, respiro, cammino: chiavi fondamentali per accedere nel nostro mondo interiore; è un mondo che conosciamo poco e che ignoriamo troppo, perché forse pensiamo che sia superfluo prendersene cura. Per contro, passiamo ore e ore a lavorare sul nostro aspetto esteriore, nelle palestre ad esempio, pompando d'aria i bicipiti, gonfiando il petto, talvolta con plastiche e silicone, facendo lievitare muscoli e addominali con pasticche e steroidi, per apparire più belli di fuori ma fare la scoperta macabra, alla fine, di essere vuoti dentro.

L'arrivo alla baia di San Fruttuoso


luoghi magici


cristo degli abissi
Un tuffo rinfrescante dopo una tremenda camminata
Per avere un istante di serenità, per capire chi siamo e dove vogliamo andare, non è necessario scalare l'Everest o compiere avventure estreme. Basta rallentare il passo, ovunque ci troviamo e qualunque cosa stiamo facendo; chi corre, coglierà sempre meno dettagli rispetto a chi rallenta il ritmo. Basta chiudere gli occhi, concentrarsi sul proprio respiro per qualche secondo: in un attimo si entra in un mondo magico, il nostro mondo interiore. Provateci. Allenatevi, in questo senso.

Finalmente, dopo tanta fatica, raggiungiamo San Fruttuoso, una piccola baia collocata in mezzo ad un'insenatura naturale e raggiungibile solo dal mare o... a piedi. Dopo un sussulto di gioia e felicità ci spogliamo per tuffarci nell'acqua cristallina. E' stato il tuffo più bello, più rinfrescante e rigenerante della nostra vita! E vorremmo ben dire...dopo sei ore di camminata! Il tutto premiato dall'atmosfera magica del posto. A dare ancora più valore alla sua spiaggia ci sono i resti millenari dell'abbazia e la torre dei Doria

la baia di San fruttuoso
San Fruttuoso nasconde tantissimi segreti, la sua atmosfera invoglia i viandanti a trascorrerci un po' di tempo, e perchè no, a viverci. E' vero che d'estate convogli di barche trasportano innumerevoli quantità di turisti tutti i giorni, ma noi abbiamo voluto fermarci oltre l'orario delle visite, quando la chiassosità dei turisti scompare, l'ombra della montagna investe la spiaggia e gli animi si perdono in un senso di abbandono.
 Ci innamoriamo subito del posto e decidiamo di trascorrerci la notte, sopra gli sdrai della spiaggia, con i nostri sacco a pelo e un soffitto pieno di stelle.  Dopo un paio d'ore è il momento degli addii: Philip e Lily prendono l'ultimo traghetto e raggiungono Portofino. Michael, il nostro professore universitario, decide di continuare a camminare per raggiungere la prossima città ma si perde nelle chiacchiere e si fa tardi. Quando comincia il cammino è già troppo buio, per questo lo vedremo tornare indietro. Si fermerà a dormire con noi e ci racconterà molte altre storie, sulla sua vita, sulla magia di San Fruttuoso, compresa la storia dell'abbazia e del Cristo degli Abissi (vedi il video sotto). Noi gli raccontiamo delle nostre passate esperienze di viaggio, la nostra idea di vivere in maniera diversa, lontano dalla logica dei consumi, del profitto e dei soldi. Questo incontro del destino è stato davvero speciale per entrambi, un incontro che solo un viaggio lento può regalarci. Ci siamo addormentati negli sdrai sulla spiaggia, con il clima ideale, in un posto magico e una nuova avventura ad attenderci l'indomani.


monastero
La magia di San Fruttuoso...

Il ciclo di racconti sulla camminata in Liguria finisce qui. I giorni seguenti li abbiamo trascorsi "turisticamente" alle Cinque Terre e a La Spezia. Per questo non li racconteremo.

Sperando che questi racconti vi siano piaciuti, vi auguriamo buon viaggio lento anche a voi!

vivere a san fruttuoso
Tutti i racconti dell'avventura lenta in Liguria:

GUARDA I VIDEO SOTTO






IL VIDEO DEL CRISTO DEGLI ABISSI (che ahimè non abbiamo potuto vedere, non essendo equipaggiati per le immersioni subacque, ma la cui storia ci ha colpito molto).




IL VIDEO DEL FAMIGERATO PASSO DEL BACIO. Un percorso che ci ha fatto dannare, ma che alla fine ci ha davvero stregato. Guardate e comprenderete la magia di questa avventura, la bellezza e l'incanto della natura Ligure.