venerdì 30 novembre 2012

Le domande più frequenti sul wwoof

Suggerimenti per l'aspirante volontario (w.w.o.o.f.er) 

wwoof
In questo articolo, le domande più frequenti sul wwoof.

Per wwoofers intendiamo tutti quei giovani ed adulti che decidono di spesarsi il viaggio facendo qualche ora di volontariato per ottenere in cambio vitto e alloggio. Per semplificare il discorso ci limiteremo a parlare solo del W.w.o.o.f., che è la risorsa più conosciuta del web per viaggiare ed essere ospitati gratis nelle fattorie di tutto il mondo (vedi anche il post organizzazioni di volontariato a confronto). Quella che segue è la nostra f.a.q., ovvero, una serie di risposte alle domande più frequenti dedicata all'aspirante Wwoofer .

0. Che cos'è il WWOOF?


wwoofing
wwoofer di diverse nazionalità
Il W.w.o.o.f. è un organizzazione che ha lo scopo di promuovere le innumerevoli opportunità di volontariato presenti in tutto il mondo e rivolte soprattutto a coloro che vogliono intraprendere un'esperienza di vita nelle fattorie biologiche o altri progetti relativi allo stile di vita ecologico, sostenibile e naturale. W.W.O.O.F. sta infatti per opportunità di Volontariato nelle Fattorie Biologiche a livello mondiale, (world wide opportunities on organic farm). In pratica i tesserati hanno a loro disposizione una lista con gli indirizzi delle fattorie, degli eco-villaggi, dei progetti e delle comunità che ricercano manodopera volontaria. Quest'ultimi sono disposti ad offrire ospitalità, cioè un letto, del cibo, educazione alla vita rurale e, possibilmente, buona compagnia, in cambio di un aiuto volontario (quindi non remunerato).
Per iscriversi e ottenere la lista delle opportunità basta contattare per via informatica l'organizzazione w.w.o.o.f. relativa alla nazione che si vuole visitare. Il costo della quota associativa varia da paese in paese (solitamente dai 15 ai 20 euro e dura circa un anno) e comprende l'assicurazione. Il Wwoof è diventato un opportunità perfetta per i viaggiatori low-cost di tutto il mondo ma anche per coloro che vogliono apprendere il mestiere antico del contadino. Il wwoof consente inoltre di vivere profondamente la cultura e lo stile di vita di un posto.

Questa mappa localizza le sedi delle associazioni autorizzate w.w.o.o.f. nel mondo: sedi W.W.O.O.F.

1. Come e quando prenotare?


Una volta ottenuta la lista WWOOF, si avrà accesso alle coordinate per contattare e raggiungere ciascuna famiglia/fattoria/comunità/progetto. Di solito le persone che ospitano (chiamati in inglese HOST) preferiscono essere contattati via e-mail, ma alcuni mettono a disposizione il loro numero di cellulare. Consigliamo di prenotare uno o due mesi prima, ma potrebbe non essere affatto difficile trovare un posto in fattoria a pochi giorni di distanza dall'arrivo. I viaggiatori più indipendenti chiedono ospitalità all'ultimo minuto: non sempre riescono ad ottenerla ma questo modo di organizzarsi consente loro di improvvisare gli itinerari, avere maggiore libertà di movimento negli spostamenti e nelle scelte dei luoghi. Se la fattoria raggiunta è di loro gradimento, possono decidere, in accordo con l'host, di rimanere più a lungo, o al contrario di fermarsi solo pochi giorni e ripartire per un'altra fattoria. Il vantaggio di contattare gli host qualche mese prima consiste nel garantirsi la prenotazione, soprattutto se si tratta di un posto molto richiesto per il suo particolare fascino o per le interessanti attività che offre. Durante la corrispondenza (per via elettronica, postale o telefonica) specificate sempre agli host quali sono le vostre intenzioni, gli obiettivi e i motivi che vi spingono a fare volontariato nella fattoria / comunità / ecovillaggio.

2. Le fattorie w.w.o.o.f. sono aperte solo d'estate?


No. La disponibilità durante i periodi dell'anno varia a seconda dei luoghi, dei climi, delle fattorie e delle loro esigenze. Ci sono fattorie che accolgono volontari in determinate stagioni (vendemmia, raccolta olive), altre fattorie ricevono wwoofers tutto l'anno. In paesi come la Spagna (soprattutto al centro-sud), alcune fattorie sono costrette a interrompere l'attività d'estate per via del caldo che impedisce lo svolgimento dei lavori di campagna. Ogni fattoria segue una propria agenda, per scoprire quali sono le date di apertura basta contattare gli host e chiedere maggiori info.


3. Quante ore si lavora?


wwoof
wwoofing in Sicilia
Circa 4 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. Alcuni chiedono qualche ora in più, ciò dipende dall’ospitalità,  delle esigenze, dei servizi, delle comodità che hanno da offrire. In altri posti non esiste uno schema fisso da seguire e si lavora in base alla necessità del momento. Solitamente non si lavora più di 6 ore al giorno e viene garantito almeno un giorno libero alla  settimana che coincide solitamente con la Domenica. E' possibile infine che alcuni host siano aperti a proposte di accoglienza e a discuterle con il volontario. Non esistono obblighi e non è richiesta professionalità. Servono solo un po' di serietà, entusiasmo e apertura mentale.

4. Per quanto tempo ci si può fermare a lavorare in una fattoria?


Il tempo di permanenza richiesto dalle famiglie è relativo e cambia di luogo in luogo. C'è chi ha bisogno soltanto di qualche giorno d'aiuto e chi necessita invece di un periodo minimo di una-due settimane di lavoro volontario. C'è chi è in grado di ospitare volontari per mesi, chi addirittura è disposto ad accogliere uno o più volontari per tutta la vita (a condizione che ci siano buoni rapporti)!

5. Famiglia, comunità, eco-villaggio o azienda?


E’ bello essere volontari e contribuire alla creazione di un mondo migliore, quindi sentirsi utili. Sarebbe meglio impiegare le proprie energie a favore di un bene comune, piuttosto che per interessi di aziende private. Consigliamo dunque di cercare posti dove si lavora a favore dell'ambiente, degli esseri umani e degli animali, oppure per l'autosufficienza di una comunità, piuttosto che per il profitto di un business aziendale. Se scegliete di associarvi al W.W.O.O.F. (piuttosto che a Helpexchange o a Workaway) l'indirizzo è agricolo con metodi biologici; i valori portanti di queste fattorie sono il rispetto per la natura, l'ambiente e gli animali. Le esperienze di vita in comunità, eco-villaggi, tribù, famiglie autosufficienti, o presso enti pacifisti e animalisti, sono altamente consigliate. Il lavoro può essere faticoso ma gratificante. Ottime esperienze formative si possono incontrare anche presso aziende private, ma in genere quando l'obiettivo è fare profitto le richieste e le aspettative da parte degli host aumentano.

6. Lavorare da soli o assieme ad altri volontari?


wwoof
Esperienza wwoof in Spagna 2010
Per noi, è consigliabile fare domanda di accoglienza nei posti in cui vengono ospitati più di due volontari alla volta, soprattutto se si viaggia da soli. Condividere la propria esperienza con altre persone è decisamente più stimolante. Ci sono ambienti di volontariato in cui si ospitano anche più di 30 volontari contemporaneamente; altri invece sono in grado di ospitare un solo volontario alla volta. Scegliete dunque a seconda della vostra personalità e dei vostri obiettivi; sicuramente più w.w.o.o.f.ers ci sono, maggiore è il divertimento.

7. Come comportarsi?


Pur trattandosi di volontariato, si richiede al wwoofer di lavorare con serietà e rispetto nei confronti degli host. Qualora i proprietari si irritino facilmente, o si comportino in modo poco ospitale, consigliamo di lasciare il posto. Se le parti convolte nello scambio culturale non sono soddisfatte dell'esperienza, è giusto, prima ancora di lasciare il posto, provare a discuterne attraverso critiche costruttive, al fine di migliorare i rapporti fra i soci coinvolti.  Non è raro che ci siano fraintendimenti e fa parte dei rischi di un'esperienza W.w.o.o.f. Nella maggior parte dei casi, i luoghi di ospitalità wwoof sono certificati e approvati dall'organizzazione.
Entrambi w.w.o.o.f.er ed host, devono rispettare i codici e lo spirito del W.w.o.o.f.
 Il wwoofer deve capire che il volontariato all'estero non è una vacanza e la fattoria non è un albergo. Chi ospita, d'altra parte, deve avere ben chiaro che il volontario non è un professionista nè un impiegato da sfruttare. Deve rispettarlo, farlo sentire come un membro della famiglia. Il W.w.o.o.f. è prima di tutto uno scambio culturale.
Alcune organizzazioni come HelpXchange e Workaway offrono ai volontari la possibilità di scrivere una recensione sulle famiglie presso le quali hanno soggiornato. Lo stesso possono fare i proprietari delle fattorie nei confronti dei volontari, attestandone il decoro, la serietà, l'ordine, la pulizia. In questo modo se entrambi si sono comportati bene, riceveranno una buona raccomandazione scritta nella pagina del loro profilo, quindi visibile a tutti gli altri utenti del network. Se l'esperienza è stata negativa lo sarà anche la recensione, che scoraggerà altri w.w.o.o.f.ers o altri host a relazionarsi con il proprietario del profilo recensito negativamente. Questo sistema rafforza la fiducia e la sicurezza nell'organizzazione di volontariato e tutela i vari partecipanti nella scelta del posto o del personale volontario.

8. Si può fare w.w.o.o.f in Italia?


Certo che sì, si può fare in Italia come in tutto il resto del mondo. Il sito di riferimento per il W.w.o.o.f. Italiano è questo: http://www.wwoof.it/it/
L'iscrizione costa 35 euro ed è valida per 12 mesi. Le tessere di HelpX e di Workaway  costano all'incirca 20 euro, ma sono valide per due anni e offrono una lista di opportunità di volontariato per tutte le nazioni del mondo. Meglio il wwoof o gli altri network?
Il wwoof è un associazione no profit e offre l'assicurazione, gli altri network sono aziende e non includono l'assicurazione nel prezzo. E' una scelta politica/economica e sta a voi decidere... Per altre info vai qui: "organizzazioni a confronto".
Particolarmente interessante è la possibilità di visualizzare le location delle fattorie su googlemap. Se pensate che le opportunità per fare questo tipo di vacanze-lavoro siano poche o limitate, date un'occhiata alla mappa delle fattorie di HelpX, nella sola penisola Italiana:

helpx italia
Una mappa delle opportunità di volontariato ma anche di luoghi dove spesso si vivono stili di vita diversi
Cliccate qui, invece, per accedere alle liste gratuite (non occorre cioè pagare per iscriversi):

9. C'è un'assicurazione per i volontari?


Sì, come già detto, se vi iscrivete al WWOOF avete l'assicurazione (info sull'assicurazione wwoof italia qui). Se vi iscrivete ad altre organizzazioni, l'assicurazione NON è inclusa. L'iscrizione a HelpX, Workaway e altre associazioni non include l'assicurazione agli infortuni. Nel loro sito vi viene consigliato di fare un'assicurazione per viaggiatori.

10. Quali sono i tipici lavori del W.w.o.o.f.er?


Vivere assieme agli animali, una parte fondamentale dell'esperienza wwoof
roberta panero
Wwoof in Francia 2011
Ecco alcuni esempi di possibili mansioni da svolgere:

-Portare a spasso i cani, o pascolare capre.
-Nutrire i cavalli e pulire la stalla.
-Dare da bere alla piante.
-Tagliare i rami secchi degli alberi o l'erba del prato.
-Seminare, ripulire l'orto dalle erbacce.
-Costruire recinti.
-Raccogliere la frutta.
-Costruire piccole abitazioni di paglia o in bioedilizia.
-Vendemmiare
-Preparare locali/stanze per feste o matrimoni
-Cucinare per la famiglia o i volontari
-ecc....

11. Dove si alloggia?


A seconda delle possibilità di coloro che ospitano, ai Wwoofers può essere riservato un posto letto in:
(elenchiamo i posti dove a noi è capitato di dormire)

-camera da letto in casa
-camera d'albergo, singola o doppia.
-roulotte o camper
-tenda o Tipi
-baita di montagna
-camerata assieme ad altri volontari.
-appartamento privato o da condividere con altri volontari.
-capanna/casa sull'albero
-underground home o earthship home o casa degli hobbit  :) ...
-ecc ecc

12. Cosa può fare il volontario durante il tempo libero?


Il Wwoofer ha parecchio tempo libero e lo può spendere come vuole. Alcune abitazioni includono piscine, il più delle volte messe a disposizione dei volontari dopo il lavoro. Altri posti si trovano in montagna, quindi ricchi di sentieri da esplorare a piedi o in bici; altre volte si affacciano sul mare, vicino alla spiaggia... Durante i giorni festivi è possibile visitare i musei e le attrazioni storiche e turistiche delle città più vicine. Ed altro ancora si può fare assieme agli amici di fattoria...

13. Ci sono alternative al lavoro di campagna?


Oltre al volontariato rurale esiste anche il "volontariato urbano" o l' urban wwoofing (ovvero possibilità di lavorare in città come ad esempio negli ostelli, nei bar, nei ristoranti, nei nightclub, negli alberghi, nei musei, nelle associazioni no-profit ed altre strutture urbane, sempre in cambio vitto ed alloggio. Niente soldi). Helpxchange e Workaway questo tipo di scambi.

14. Sono allergico/ vegano/ celiaco. Ho qualche possibilità di trovare una fattoria che rispetti le mie esigenze e il mio stile di vita?


Se siete allergici agli animali o ai pollini, la campagna non è proprio l'ambiente ideale che fa per voi; se  la forma allergica non è grave si può comunque godere delle bellezze e del fascino dell'aperta campagna senza troppi problemi. Per quanto riguarda l'alimentazione ci sono  moltissime comunità e fattorie vegetariane (o Vegane) desiderose di accogliere volontari e viaggiatori per condividere con loro questo stile di vita. Se siete celiaci, intolleranti o avete altre particolari esigenze è sufficiente riferirlo agli host, siamo certi che vi verranno incontro.

15. Non so parlare bene la lingua straniera. E' un problema?


Il muro linguistico non è (quasi mai) un problema. Conoscere l'inglese aiuta molto ma anche se non lo masticate bene, sappiate che viaggiare serve proprio per questo, per imparare, praticare, rafforzare la conoscenza di una lingua straniera e la relativa cultura. La mente degli uomini è molto elastica e capace di apprendere le basi di una lingua in breve tempo. Il linguaggio dei gesti e la capacità di sorridere aiutano molto e vi portano lontano...
Potrebbe invece essere necessario avere una buona padronanza linguistica nei posti di lavoro come gli alberghi o i bed&breakfast nei quali viene chiesto ai volontari di intrattenere rapporti con i clienti del posto.

16. C'è un limite di età per vivere questo tipo di esperienze?


 Il W.w.o.o.f.ing è aperto a tutti, a partire dai ragazzi di 17 anni, ai "ragazzi" meno giovani di 60 anni e... oltre! E' necessario, piuttosto, avere una mentalità aperta, spirito di adattamento, capacità di socializzazione e passione per l'avventura.

17. L'idea di lavorare quando viaggio non mi piace. Alternative?


Esiste un social network che è ormai famosissimo in tutti i paesi del mondo e conta milioni di iscritti, si chiama Couchsurfing (ne abbiamo parlato qui). Una volta iscritto a C.S. (è gratis), puoi metterti alla ricerca di un posto dove dormire per una o più notti, ospitato gratuitamente da una famiglia o da singole persone nella location che intendi visitare. Chi ti ospita è a sua volta un membro di CS, disposto ad accoglierti senza pretendere nulla se non un po' di buona compagnia. Chi vi ospita mette a disposizione il proprio "couch" ovvero il divano di casa o un letto qualsiasi. Se possibile vi porta in giro per mostrarvi la città. Ne nasce uno scambio culturale estremamente economico ed interessante. Quando crei il tuo profilo CS oltre alla possibilità di "surfare divani", puoi scegliere se diventare host (cioè ospitare turisti a casa tua) o essere disponibile solo come accompagnatore per incontri o gite in città, o nessuno dei due, a tua discrezione. Anche la sicurezza di couchsurfing si basa su un sistema di referenze molto simile a quello di Helpexchange, e per certi aspetti è anche migliore. Couchsurfing era un'organizzazione NO-PROFIT, oggi è diventato a tutti gli effetti un'azienda al pari di Facebook: in pratica ti iscrivi gratis ma le tue informazioni vengono cedute alle aziende per scopi commerciali). Visita la pagina "RISORSE" del nostro blog per conoscere le alternative a Couchsurfing, e altre formidabili risorse del web.

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wwoofing
wwoofing in Francia, Ardeche, estate 2011



Altri articoli sul wwoof:

  1. Vivere in una fattoria biologica e ricevere vitto ed alloggio
  2. Ricevere gratis vitto e alloggio: piattaforme web a confronto.


Vuoi sapere cosa vuol dire fare wwoofing?

Scoprilo guardando il nostro documentario sul viaggio lento in Italia:



Oppure, puoi guardarlo a puntate attraverso la playlist:




(Video in inglese):
Una wwoofer racconta la sua esperienza Wwoof in Italia (Bologna):

Un'altra ragazza americana racconta la sua esperienza w.w.o.o.f. nelle HAWAII

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venerdì 23 novembre 2012

FAMILINK travel! Il social network per le famiglie in viaggio.

familink travel

 Molte persone ci hanno scritto lamentandosi che i viaggi con lentezza non sono possibili per le famiglie: ci vanno soldi e ci va tempo. Nessuno nega che le responsabilità degli adulti e delle famiglie siano maggiori; emanciparsi dalla realtà, dagli obblighi coatti, dai vincoli della quotidiniatà per vivere un'avventura e per fare esperienze alternative a livello familiare, richiede scelte coraggiose; oggi però la rete di Internet può facilitare il superamento di questi ed altri ostacoli, rendendo la nostra vita più facile ed economica attraverso una serie di iniziative mirate. Riccardo Urbani di Familink Travel, ci parlerà della sua bellissima iniziativa tutta incentrata sulla famiglia ed il viaggio.

famiglie in viaggio
"Due anni fa abbiamo iniziato a “offrire”
 la nostra casa ad amici e a famiglie.  La cosa ci è piaciuta,
 ma più di tutto ci piacevano i momenti
insieme, quelli prima di lasciare la casa".
Wow, che bello, un sito che mette al centro del viaggio la lentezza! Quando Roberta ci ha chiesto di scrivere qualcosa su di noi, ho immediatamente acconsentito perché la lentezza è una parola bellissima. Mi ha sempre leggermente infastidito l’amico che parlando di un viaggio cominciava dicendo “Ho fatto la Cambogia, poi ho fatto la Thailandia”. “Ho fatto” mi suona da consumo frettoloso, da recordman o recordwoman del giro del mondo. In passato qualche volta ci sono cascato pure io, ma da diversi anni ho scelto il viaggio “curioso”, quello dove si usano i treni, i pulmann, quello dove chiedi a un residente
dove si può mangiare bene, lasciando nello zaino le guide turistiche, quello dove ti lasci consigliare dai “locals” che poi magari diventano amici. Da quando poi Diletta ed io stiamo insieme, abbiamo molto riflettuto su cosa è importante per noi, nel viaggio e nella vita. Ci piace vedere, visitare un paese e soprattutto ci piace vederlo insieme a chi ci vive e questo vale sia per una cittadina vicino a casa nostra, sia per un luogo dall’altra parte del mondo. Due anni fa abbiamo iniziato a “offrire” la nostra casa ad amici e a famiglie. La cosa ci è piaciuta, ma più di tutto ci piacevano i momenti insieme, quelli prima di lasciare la casa. Abitavamo a Vicenza e girare la città con queste persone, presentare loro i nostri amici, far loro conoscere trattorie, luoghi storici o attuali ci è piaciuto molto, anche perché spesso diamo per scontate delle cose che quando si è in compagnia di altri, prendono un altro colore. Guardare Piazza dei Signori con una famiglia di amici francesi mi fa sentire orgoglioso di Vicenza, del Palladio e della bellezza creata da tanti italiani. E poi l’idea di dare o ricevere amicizia, di incontrare persone e anche di essere ospitati o di ospitare gratuitamente è bello. E’ bello che non girino sempre soldi. Ci siamo accorti che gran parte del benessere non ha nulla a che fare col danaro (che comunque serve), ha a che fare con l’incontro, con lo scambio, col piacere di stare insieme, con lo scoprire persone, ambienti, con la curiosità.
Da tutto ciò è nata l’idea di creare una community che abbiamo chiamato Familink Travel. La famiglia è un altro punto cardine, famiglia nucleare, famiglia allargata, genitori separati con figli, fino ad adulti “singles” di ritorno. Forse perché Diletta ed io siamo adulti, ci siamo accorti che “l’adultità” dà un altro ritmo al viaggio e che almeno per noi l’anima del viaggio è diventata la curiosità, la voglia di conoscere persone e culture, di allargare i nostri orizzonti, di farci contaminare. Sarà forse che questo periodo ci stimola all’uscire, a guardare cosa c’è in giro. E le risposte sono sorprendenti: aldilà delle lamentazioni che si sentono quotidianamente sui media, c’è veramente un mondo che si muove, che apprezza il cambiamento, che guarda al presente con occhi fiduciosi o con sguardo critico, non per forza permeato dalla negatività.
In sintesi Familink Travel è partito da qui ed è un neonato, ha due mesi di vita, comincia a fare i primi passi, a conoscere il mondo ed a farsi conoscere. E’ una community di famiglie, sparse per il mondo che vogliono creare contatti, relazioni che possono trasformarsi in incontri, in visite, in approdi durante un viaggio, ma posso diventare anche viaggi di figli che intendono imparare una lingua presso una famiglia che vive in un altro paese, in vacanze organizzate insieme, nel dare una seconda casa ad un’altra famiglia per una vacanza breve o lunga che sia.
familink travel
E' bello che non girino sempre soldi.
Ci siamo accorti che gran parte del benessere non ha nulla
a che fare col danaro (che comunque serve), ha a che fare con
l'incontro, con lo scambio, col piacere di stare insieme,
con lo scoprire persone, ambienti, con la curiosità.


Anche il ritmo con cui la community sta crescendo è familiare, le persone leggono (siamo
 molto visitati), ci pensano e poi si iscrivono, senza frenesia. I fondatori siamo noi due, Diletta ed io, non siamo una multinazionale, siamo semplicemente una coppia con un’idea e con la voglia di realizzarla e l’energia per far crescere FLT ce la mettiamo noi e tutti quelli che stanno partecipando e si iscrivono. Anche se freschi di nascita, abbiamo già fatto molti incontri interessanti: la coppia di navigatori, la famiglia che abita lungo il percorso di Santiago de Compostela, il cileno residente in New Mexico, i 4 francesi che vivono in un’isola maltese. Stiamo conoscendo giornalisti e bloggers vitali e curiosi, viaggiatori appassionati dei nuovi modi di fare turismo, insomma si sta creando una bella rete e il bello è che tutti ne possono far parte, anche voi che ci state leggendo. FLT si trasforma in base a chi vi partecipa, a quello che ci mette dentro, a quello che gli iscritti vogliono che sia. Ecco, in breve questo è Familink Travel all’oggi, dateci un’occhiata, vedete se vi appassiona e se vi diverte, c’è spazio per tutti. Vi aspettiamo!
sharing economy

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domenica 11 novembre 2012

Andarsene e ritrovare se stessi

lentezza
"Se abbiamo un sogno la nostra volontà ci aiuterà a realizzarlo".
Tutti noi sappiamo quanto la vita sia breve e sfuggevole. Gli anni della gioventù passano in fretta: per questo dobbiamo convincerci che bisogna cogliere l’attimo. Il tempo passa e le energie si esauriscono. Dobbiamo mollare gli ormeggi, salpare e uscire dal porto sicuro, prima che sia troppo tardi.  Realizzare progetti, vivere avventure ed esperienze nuove è difficile quando le schiene sono curve, le gambe dolenti, il corpo flaccido e l'entusiasmo viene a mancare. 


mark twain


Dobbiamo viaggiare per crescere in saggezza e spirito, per riempirci la vita, per raggiungere un livello di consapevolezza che ci aiuti a essere più forti. Certo, tutto ciò non è facile, soprattutto all’interno di una società che non sembra voler concedere, soprattutto ai giovani, uno spazio abbastanza grande per scoprire il mondo e viverlo pienamente, senza fretta; in quest'epoca il problema principale è il tempo, del quale siamo sempre in deficit. Tempo per dedicarci alle nostre passioni, ai nostri amici, ai nostri familiari, alla nostra cultura, alla nostra spiritualità. Che cosa possiamo fare a riguardo?


Tre ingredienti


Il primo ingrediente fondamentale per liberarci dalle catene degli impegni coatti è la nostra volontà. Ci va poi coraggio, senza il quale non si possono sfidare conformismi nocivi né affrontare le consuetudini e le paure che tanto ci frenano. Infine abbiamo bisogno di un sogno


aforismi sul viaggio


Se ce l'abbiamo, la nostra determinazione ci aiuterà a realizzarlo. Se manca, beh, è come cercare di far partire un motore senza benzina, oppure navigare su una barca in balia del vento, senza sapere dove stiamo andando.

Purtroppo quest'epoca sarà ricordata per aver compiuto il più grande olocausto di sogni: molti uomini e donne hanno smesso di coltivare, nutrire, realizzare i loro sogni più profondi. La vita è diventata frenetica, monotona e priva di una bussola. Un clima del genere non favorisce i grandi sognatori, dunque i grandi cambiamenti. Ma chi non ha sogni, progetti, aspirazioni è malato. E' come un robot che esegue tutti i giorni movimenti meccanici senza farsi domande, senza avere possibilità di scelta.


la felicità è una forma di coraggio
Per ricevere ogni giorno degli aforismi sul viaggio iscriviti alla nostra pagina FB
Cominciamo ad ammalarci a scuola, da bambini, non appena ci insegnano, consapevolmente o inconsapevolmente, che i nostri sogni non sono importanti; ciò che conta invece è che dobbiamo studiare (prima) e lavorare (dopo) per un’azienda privata o statale: dovremo quindi darci da fare perché questa entità sia produttiva e faccia profitto. In quel momento abbandoniamo i nostri desideri più profondi per dedicarci ad attività spesso monotone e logoranti, pensando che sia per il nostro bene e quello degli altri, o peggio, che siano quelle le nostre vere aspirazioni. In realtà per l'azienda, la carriera e il profitto ci prendiamo un sacco di mal di pancia, un sacco di nevrosi e di malattie. E' vero che lavorando per lo stipendio mensile possiamo comprare (quasi) tutto quello che vogliamo o di cui abbiamo bisogno. Ed è anche vero che contribuiamo a produrre una serie di servizi indispensabili per la società. Tuttavia, lo facciamo anche per soddisfare bisogni superflui o per il profitto dell'azienda o di qualche azionista che guadagna dal surplus del nostro lavoro; lavoriamo, inoltre, per un sistema che crea competizione artificiale e che ci predispone ad una gara dove vince "chi possiede di più": per questo, dentro la maggior parte di noi, domina spesso la sensazione amara di sprecare i migliori anni della vita, di perdere per sempre l'occasione per essere felici e cambiare.

frenesia

Cosa possiamo fare per riprendere in mano le nostre esistenze? La nostra risposta è viaggiare. Un viaggio alla scoperta di se stessi. Uscire fuori dal guscio ci insegna che la realtà ha infinite sfaccettature, infinite dimensioni, infinite possibilità. Ci sono posti nuovi, sistemi nuovi, realtà nuove, là fuori. Dobbiamo toglierci la maschera che indossiamo, provare a indossarne altre, e perché no, vedere quale ci calza meglio ; possiamo cucirci sulla pelle un vestito nuovo, intonacarlo con i colori delle esperienze vissute, dei paesi visitati, delle culture assaporate. Dobbiamo riprendere in mano la nostra vita e i nostri sogni, quelli più autentici, quelli di quando eravamo bambini... 
aforismi per viaggiare


Una vera aspirazione non arriva mai dall'esterno ma nasce sempre spontanea dal cuore; i mass media, le mode, i miti cinematografici, le iconografie pubblicitarie ci bombardano con immagini, simboli e modelli da imitare; per questo la maggior parte dei ragazzini di oggi sogna di diventare calciatore professionista mentre le ragazze vogliono diventare miss Italia o veline. Tra i sogni prefabbricati c'è anche quello dell'uomo e della donna arrivisti, con la camicia e la cravatta, con l'auto sportiva e la seconda casa al mare, sempre immersi da impegni e riunioni di lavoro che li allontanano dagli affetti della famiglia, degli amici e dalla possibilità di veder crescere i propri figli. Desideri artificiali, comportamenti instillati, alienazione ed omologazione... Se le vite che viviamo non sono autentiche come facciamo a capire chi siamo veramente? Se è fondamentale conoscersi per cambiare e capire quali sono i nostri veri bisogni, cosa possiamo fare per tornare sui nostri passi? Ancora una volta la risposta, per noi, è viaggiare, per vivere un autentico percorso di emancipazione e libertà, per cambiare dentro ed evolversi. "Viaggiare" non è l'unico percorso di crescita valido, ma certamente uno dei più importanti e significativi.  Non è solo "spostarsi" geograficamente. È soprattutto il percorso di studio e cambiamento che avviene dentro di noi... una volta esposti alle infinite possibilità della vita.

Unisciti al gruppo FACEBOOK di viaggiare con lentezza:
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Noi l'abbiamo fatto, siamo partiti per scoprire nuovi mondi e conoscere -un pochino di più- 
noi stessi... (guarda il documentario).