sabato 14 dicembre 2013

Unlearning! Quando le famiglie si mettono in viaggio...

"Beati voi che siete giovani! Voi sì che potete viaggiare e andare dove volete! Chi ha un lavoro e dei figli non lo può fare!". Ce ne hanno dette di tutti i colori ormai, quasi per farcene una colpa: è inutile che parliamo di storie di libertà, di avventure e di cambiamento, se poi tutto questo è possibile solo per pochi. A noi queste sembrano solo scuse, ragion per cui ci diamo da fare per smentire i più scettici. E così, all'ennesima provocazione, rispondiamo con l'ennesima riprova che un modo diverso di viaggiare non solo esiste, ma è anche praticabile da chi ha responsabilità più grandi come quello di avere bambini piccoli. 
Oggi vi presentiamo una testimonianza nuova e originale, quella di una famiglia che ha deciso di mettersi in cammino, di viaggiare a lungo, con lentezza, alla scoperta di nuove opportunità, ma anche per godersi la vita. La vita ci insegna che volere è potere e loro, che viaggeranno con la loro bimba di 4 anni, ci mostreranno come questo sia possibile, condividendo con noi la loro bellissima esperienza. Andiamo a conoscere Lucio, Anna e Gaia di "Unlearning".

unlearning

Lucio e Anna, raccontateci un pochino di voi.
unlearning
Eccoci! Io sono Lucio, nella vita lavorativa  mi occupo di video: videoclip, pubblicità, animazioni. Per il resto del tempo metto le cose in disordine, gioco con Gaia, provo a cucinare. In unlearning mi occupo della parte video.
Anna insegna grafica e pianificazione pubblicitaria alle scuole superiori. Per Unlearning si occupa di tutto l’aspetto grafico e comunicativo. Io sono troppo caotico per farlo.


Da cosa nasce la vostra passione per i viaggi?
Curiosità di vedere al di là del proprio naso… Confrontarci e crescere!

Dove vi trovate in questo momento?
A Genova, a casa nostra e stiamo lavorando a mettere su ogni dettaglio del documentario.


Com'è nata l'idea di questo viaggio? Perchè il vostro docu-film si chiama unlearning?
L’idea è nata perché Gaia, ha disegnato un pollo con quattro zampe….una  stranezza che ci ha acceso la lampadina. Invece di portarla a vedere un pollaio abbiamo deciso di mettere in discussione i nostri schemi, le nostre convinzioni…. Ci siamo chiesti seriamente: “Perchè nostra figlia si ricorda del pollo del supermercato ….con le sue quattro coscette in confezione famiglia e ben plastificate?"  Una domanda senza ritorno e con un’unica strada…Quella del disimparare per vedere la realtà con occhi nuovi.


Cosa ne pensate dell'educazione scolastica moderna?
Bella domanda! In famiglia c’è un’insegnante… attenzione!!! Le strutture sono troppo rigide, i ragazzi dovrebbero stare meno seduti e più all’aria aperta… perchè la conoscenza passa attraverso l’uso dei sensi. Questo aspetto è fondamentale in UNLEARNING: visiteremo infatti una scuola democratica all’estero e toccheremo il tema dell’home-schooling.


Fantastico! E come avete conosciuto il w.w.o.o.f.ing?
unlearningAnna: Mi interessava capire come poter aiutare un mio studente che soffriva di ansia. Così ho conosciuto Milly, una biologa che ha aperto un centro dove esercita la pet therapy e  lavora con asini, cavalli, cani e animali da cortile. Sono andata a conoscerla e mi ha spiegato che la sua attività si basava sul  W.w.o.o.f.ing con il suo sistema di ospitalità e baratto e la possibilità di incontrare persone da tutto il mondo. Non pensavamo ancora al documentario, ma l’idea mi era piaciuta moltissimo...e anche a Lucio.


Avete già avuto esperienze di w.w.o.o.f/couchsurfing? Se sì raccomandereste ad altre persone di provarli?
Si, ma mai per un lungo periodo come faremo ora.  Viaggiare con  il w.w.o.o.f o il couchsurfing ti porta a pensare in modo differente perchè non sei un cliente che paga un servizio ma un ospite. Un bel ribaltamento di prospettiva!  La fiducia reciproca è fondamentale per la riuscita della convivenza; non ci devono essere zone d’ombra ma è necessario essere chiari e trasparenti. Se si è pronti….allora è bene preparare le valigie e partire!


Ritenete che il w.w.o.o.f. e viaggiare in generale sia un'ottima scuola alternativa di vita?
Si. Credo anche che possa essere un buon modo per staccare. In UK, dove abbiamo girato il promo, lavoravamo 4 ore al giorno all’aria aperta e il resto del tempo era libero. I nostri bisogni primari erano soddisfatti (ottimo cibo e coperte morbide!) e il resto del tempo era magicamente libero. E lì non ci sono scuse. Faccio il figo e cito Terzani “Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, inorridirsi, commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi. Le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle. “
Quanto al viaggio a lungo termine… non so… Mandaci un email a settembre 2014. Nel tempo che avanza questo documentario è un punto di vista interessante: http://vimeo.com/21063795

unlearningCosa ne pensa vostra figlia Gaia di questa insolita avventura?
Gioca!


Cosa ne pensano i vostri amici/parenti?
Sono contenti e sono i nostri più affettuosi sostenitori.


Cosa significa per voi viaggiare con lentezza?
Amare la vita e amare se stessi.


Potreste dare dei consigli alle famiglie con bambini piccoli per viaggiare a lungo e spendere poco?
….prenotare una copia del documentario per avere una guida molto utile per viaggiare in modo alternativo ! UNLEARNING nasce come una guida, non è un survival movie :) Non abbiamo produttori se non voi! Su www.unlearning.it per pochi euro si può scaricare il film. Aumentando di poco la quota si può ricevere direttamente a casa il DVD o si può sostenere la realizzazione dell'opera acquistando un prodotto del nostro merchandising (magliette, segnalibri magici etc.) Questo tipo di logica non prevede intermediari. Come è chiaro, senza di te che ci stai leggendo, il film mancherà di una tessera fondamentale senza cui il quadro difficilmente risulterà completo. Serve quella cosa che si usa anche per viaggiare: la fiducia ;)
documentario

Progetti per il futuro?
….fare le valigie!




Questo è il video promo di Unlearning! Non ci resta che guardarlo e augurare alla famiglia in bocca al lupo per questa nuova avventura! 


sabato 23 novembre 2013

Nomade e slow: intervista ad Alessandro Paudice

 Un viaggiatore lento italiano


viaggiare con lentezza


Si definisce un camminante e un osservatore nomade, amante della strada e quindi della vita. Un vagabondo che pensa quotidianamente di poter e di dover partire per vedere luoghi nuovi. Alessandro è un giovane slow traveller, sempre in partenza verso nuove mete, preso da un raptus di entusiasmo e saggezza che lo portano ad esplorare il mondo per soddisfare la sua sete di cultura, saperi, di natura e di popoli. Ha già pubblicato 3 libri, 2 dei quali dedicati naturalmente al viaggio. Ora, tra le altre cose, si dedica ad un progetto chiamato “Travelling Slowly” fatto di fotografie scattate da lui durante i suoi viaggi on the road. Non è un progetto fotografico, bensì un inno al viaggiare lento, con rispetto per la natura e per le culture.

slow travelDa cosa nasce la tua passione per i viaggi?


E' inspiegabile. Ho sempre avvertito dentro di me la consapevolezza di essere venuto al mondo per camminare instancabilmente. Più che una passione, è una necessità, uno stile di vita. 


Quando hai iniziato a viaggiare? 


Ho iniziato a prendere un treno da solo all'età di 13 anni, per raggiungere un amico che trascorreva le vacanze con la sua famiglia nel sud Italia. Fino ai 18, ho esplorato e vagabondato con amici e da solo, i luoghi e le città più interessanti del Bel Paese, per poi iniziare in lungo e in largo, da ovest ad est, a girovagare per la vecchia Europa, facendo anche delle esperienze di vita in Inghilterra, in Spagna e in Portogallo. Intorno ai 22 anni, sono partito, esplorando e approfondendo per un po' di tempo il mio amore per l'America Latina, ripreso poi negli anni successivi, mettendo nel frattempo qualche "bandierina" anche in Asia e in Africa.

slow travel Qual è il posto in cui hai viaggiato che ti ha maggiormente colpito?

Ripeto e ammetto di avere un'amore particolare per l'America Latina, specialmente per l'Argentina. Adoro molto quei luoghi, la loro musica, i loro colori, il loro vivere lento. Ma ogni paese che ho vissuto e visto finora, ben 36, mi ha lasciato tanto, dandomi la possibilità di essere ricco come sono oggi. 

Dove ti trovi in questo momento?

Sono nella mia città a ricaricare un po' le energie per il prossimo viaggio, la strada mi attende.

Come si sente un italiano all'estero? Trovi difficile comunicare con gli stranieri (a livello linguistico e relazionale)?


Preciso di non sentirmi Italiano. Sono Napoletano, ma non è un discorso discriminatorio o campanilistico, mi spiego. Credo molto nel senso di appartenenza di un popolo, e dò molta importanza alla storia territoriale e alle radici di un luogo, e non credo molto alle barriere politiche stabilite dai governi, difatti come viaggiatore e nomade vivo le frontiere come formalità burocratiche, ma avverto però, molto le sensazioni e le similitudini dei luoghi e quindi per questo, devo confessare, di sentirmi molto più a mio agio in un qualsiasi angolo di America Latina o in un suk del Marocco, piuttosto che in una qualsiasi piazza di Torino o in una strada di Bolzano. Mi piace vederla così e credo che sia giusto, proprio perchè amo le culture vere ed autentiche del mondo, che non hanno bandiere o territori stabiliti o gusti globalizzati. Spero di non essere frainteso. Adoro l'Italia da Nord a Sud, credo che sia tra le nazioni più belle al mondo, ma l'appartenenza è tutta un'altra cosa. Comunque ritornando alla domanda, credo che l'essere straniero in terra estera prescinda dalla nazionalità o dall'appartenenza, penso che sia un discorso molto soggettivo. Sentirsi cittadino del mondo è un passepartout, l'amore per la strada abbatte tutte le barriere, poi naturalmente ci sono delle lingue più difficili di altre e popoli più o meno chiusi, ma ripeto dipende molto dal soggetto in viaggio.

Consiglieresti ai tuoi coetanei di viaggiare all'estero?


Naturalmente! Da sempre mi imbatto nell'invogliare chi mi circonda ad uscire dal proprio guscio e attraversare le frontiere. Ma non siamo tutti uguali e molte persone hanno paura di perdere quelle poche sicurezze che hanno. Così si accontentano di fare 1 o 2 settimane di vacanza in un anno, se gli va bene, e al ritorno semmai sentirsi anche dei viaggiatori... Non voglio essere polemico, ma viaggiare è una cosa seria e vivere una vita dedicata al viaggio lo è ancora di più.

slow travelCosa ne pensano i tuoi amici/parenti dei tuoi viaggi?


Ad essere sincero non me ne frega molto. Alcuni forse se ne sono fatti una ragione, altri semmai continuano a rosicare...

Cosa significa per te "viaggiare con lentezza"?


Prima di tutto è uno stile di vita. E' ritornare al passato. Proprio per questo il mio progetto "Travelling Slowly" è in bianco e nero, per rievocare qualcosa di antico. Non bisogna però solo ritornare a viaggiare con lentezza, ma anche cercare di vivere lentamente i propri giorni. Credo infatti, che entrambe le cose siano indispensabili e servano per curare la quotidiana follia malata del caos e del consumo. Adoro il viaggiare lento, mi fa assaporare pienamente il paesaggio. Amo camminare, viaggiare in bus o in treno, ma soprattutto in nave. Quest'ultima mi da un senso di libertà infinita.

slow travel

Potresti dare dei consigli ai lettori per viaggiare a lungo e spendere poco?


Avere un grande spirito di adattamento e scrollarsi subito di dosso all'arrivo in un paese estero, la faccia di straniero. Mischiarsi quanto prima tra la gente del luogo, cambiando i dollari o l'euro in moneta locale, prendendo autobus, corriere, facendo l'autostop, dimenticandosi delle proprie abitudini, mangiando per strada e camminando tanto a piedi.


slow travel

Progetti per il futuro?


Non mi piace pensare al futuro, ma credo che a gennaio ritornerò in Asia.

Per saperne di più sul suo progetto, visitate questa pagina: http://www.youtube.com/user/CaminanteIncansable

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sabato 9 novembre 2013

Undicesimo appuntamento con i nomadi a tempo indeterminato: Alex nel paese delle meraviglie

Alexandra Baackes e l'arte di arrangiarsi.


“Il pianeta dove viviamo è un posto magnifico pieno di gente affascinante;
 sembra quasi un peccato non poter esplorarlo tutto”.
Dopo aver avuto un’infanzia meravigliosa a New York e dopo aver speso quattro anni a Brooklyn, Alexandra ha ceduto alla sua voglia di viaggiare e ha comprato un biglietto di sola andata per l’estero. Sono passati due anni e da allora non è più tornata. Ora si trova in Perù ed è da lì che ci scrive.

nomadi digitaliQuando hai iniziato a viaggiare e perchè?
Ho sempre avuto uno spirito nomade. La mia famiglia non viaggiava molto quando ero piccola, anche se un giorno sono riuscita a convincerli a visitare il Belize e successivamente ottenere il permesso per andare in Costa Rica (mamma e papà mi hanno soprannominato Bulldozer per le mie abilità di negoziazione). Quei viaggi mi hanno cambiato per sempre, pur essendo soltanto gite e scambi studenteschi. Fin dai tempi del college esplodevo dalla voglia di viaggiare e all’età di 19 anni ho organizzato la mia prima vacanza solitaria in Thailandia. Da allora mi sono lasciata andare facendo prevalere la parte zingara che è in me. Due settimane dopo la laurea ero su un volo che mi avrebbe portato via dal mio paese. Da quel momento vivo con lo zaino alle spalle. Non saprei ben dire perché girovago. Il pianeta dove viviamo è un posto talmente meraviglioso, pieno di gente così affascinante, che mi sembra quasi un peccato non poter vedere ogni angolo possibile della terra. E poi odio l’inverno. Cerco di sfuggirgli. Ecco un’altra ragione per cui viaggio.

nomadi digitaliCome ti mantieni?
slow lifeMe lo chiedono in molti e rispondo sempre al solito modo: mi arrangio! L’ho fatto per tutti questi anni. Quando mi mettevo soldi da parte per viaggiare, sono arrivata ad avere anche quattro lavori nello stesso tempo: oltre a studiare a tempo pieno, ero sotto tirocinio pagato in uno studio di graphic design, lavoravo tutti i week end in un negozio di vestiti, trascorrevo le serate come baby sitter e vendevo cartoline fatte a mano e altre cose nel mio negozio Etsy. Durante il viaggio ho lavorato come videomaker subacqueo, il lavoro più bello che ho fatto finora! Ma ho anche colto tantissime altre opportunità per fare un po’ di soldi. Ho lavorato come barista, ho distribuito volantini, ho fatto da babysitter per due dollari all’ora. Ho continuato a lavorare all’estero per i clienti di design grafico che avevo conosciuto a New York. Dopo un anno e mezzo di blogging ho iniziato a fare un po’ di soldi e da allora il mio spazio web è cresciuto sempre di più. Attraverso il mio blog sono riuscita ad ottenere incarichi come scrittrice freelance, editrice, e produttrice di video per show/concerti, cosa che amo fare e che mi ha aiutato a rendere più varie le mie entrate economiche.

nomadi digitaliRiesci a guadagnare abbastanza con il blog?
Se combino le attività del mio blog con le attività freelance multimediali (writing, designing, video), allora sì. Sono ancora nuova e devo imparare molte cose ma le statistiche del mio blog dicono che le visite e i guadagni sono in continua crescita. In passato guadagnavo dagli 800 ai 1200 euro al mese. Il mio stile di vita è molto sobrio e grazie anche ai media partner e ai clienti stabili per cui lavoro, riesco ad andare avanti.
  
Cosa farai entro i prossimi tre anni?
Ho iniziato da poco un viaggio in Centro e Sud-America, starò via per circa sei mesi. Spero di spendere i prossimi tre anni alternando estati calde affianco ad amici e parenti nel mio paese e il resto dell’anno all’estero in qualche paese esotico. Restare in movimento per tutto il tempo è troppo stancante. A volte ho bisogno di mettere i bagagli da parte e di immergermi nella routine per un paio di settimane, magari in qualche parte dove c’è la connessione a internet, dei mango freschi e massaggi a basso prezzo.

Smetterai mai di viaggiare?
Non smetterò mai di viaggiare. Questo mondo è troppo grande e bello per viverci una sola volta! Comunque non è detto che non mi stufi dopo tutti questi lunghissimi viaggi e decida di ritornare alla vita normale con una casa fissa e piccole gite di tanto in tanto. La parte difficile sarà capire qual è il posto più adatto per gettare le radici.
  
nomadi digitaliSuggerimenti per viaggiare più a lungo possibile? 
Trovare un modo per guadagnare online è senza dubbio la migliore risorsa per chi vuole viaggiare e vivere all’estero magari in un paese con una valuta bassa. Non dev'essere necessariamente scrivere un blog (infatti, a meno che sia la vostra passione, non lo consiglio a nessuno, essendo un'attività professionale difficile e instabile). Ho amici che lavorano come traduttori, come guide, come giocatori di poker professionisti, come designer grafici. Naturalmente ci sono tante carriere che ti portano a viaggiare senza l’aiuto dei computer. Raccomanderei il libro "Work your way around the world" mi ha davvero cambiato la prospettiva di vita, quando ero ancora una cheerleader alle scuole superiori.

Un altro consiglio è minimizzare le spese. Lasciate perdere auto e appartamento, e non pagate per schifezze comprate nei supermercati. E sì, cercate di comprare il meno possibile. Anche perché ciò che comprate poi dovete anche portarvelo a spalle.
Alexandra Baackes

sabato 26 ottobre 2013

Con lo zaino in spalla a tutte le età!

Nonni alle prese con viaggi alternativi

Anche le persone più anziane possono essere protagoniste di straordinari viaggi non convenzionali.


anziani in viaggio
Leggi altre storie di viaggiatori over60 qui.

Una nostra lettrice ci rimprovera bonariamente di aver escluso dal nostro mondo lento le persone d'età adulta, in particolare quelle più anziane. "Da ciò che avete scritto" sostiene "sembra che a noi vecchi sia preclusa la possibilità di esplorare il mondo con lentezza...". Nella pagina dei destinatari potrebbe dunque sembrare che l'avventura sia roba per giovani, ma non è affatto così!
Innanzitutto vorremmo riformulare quanto da noi scritto, affermando che la filosofia del viaggio lento non appartiene ad una sola categoria di persone ma è per tutti, dai più piccoli ai più adulti, dai più sportivi ai più pigri, dai più ricchi ai più poveri. Non abbiamo mai pensato, nemmeno per un istante, che la possibilità di viaggiare con lentezza appartenga ad una stretta cerchia, e se così è sembrato, è stato certamente per un errore di comunicazione. Dando per scontato che le varietà dei possibili viaggi da compiere sono tante, almeno quante sono le diverse personalità dei viaggiatori di tutto il mondo, vogliamo affermare che non esiste una maniera unica per viaggiare (con lentezza): ce ne sono  tantissime. I modi, i mezzi, i tempi, le età ed i luoghi del viaggio sono diversi per ciascun viaggiatore; ciò che "nel piatto" non deve mancare mai, è la libertà di vivere queste esperienze con la lentezza necessaria, ingrediente fondamentale per godere dell'esplorazione in maniera profonda ed autentica.

vivere senza soldi Quando si parla di viaggi avventurosi, è normale pensare che una persona anziana potrebbe avere qualche problemino in più rispetto ad una giovane, soprattutto se si tratta di intraprendere un'impresa sportiva a piedi, o in bicicletta, o di corsa, o in autostop. Le minori energie a disposizione, qualche acciacco in più, qualche paura psicologica, possono ostacolare il pensiero di poter concretizzare sogni d'impresa che sembrano invece appannaggio di uno spirito più giovane. Tuttavia se guardiamo alla storia, anche quella più attuale, non ci sbagliamo affatto quando affermiamo che la maggior parte delle imprese più spettacolari, e senza dubbio più incredibili, sia stata effettuata da viaggiatori anziani, gente che con gli anni ha collezionato un bagaglio di esperienze più vasto e, forte di queste esperienze, si è arricchito di spirito, forza, coraggio, passione e brama. Non facciamoci dunque demoralizzare dall'età! Ci sono vantaggi non indifferenti per coloro che viaggiano dopo aver raggiunto la pensione: il tempo libero, le minori responsabilità nei confronti degli altri individui e della società, la spensieratezza economica... certo le pensioni di adesso non sono molto lusinghiere, ma chi ha vissuto e lavorato negli anni del boom economico ha sicuramente fatto ciò che ora non è più possibile, ovvero messo da parte parecchi soldi per poter vivere in maniera agiata e spensierata. Non volendo però cadere nell'errore di scandagliare la realtà con il parametro del denaro, concludiamo che se la mente è aperta, se i desideri di esplorare il mondo non mancano, se la voglia di avventura esplode, allora non bisogna fare altro che preparare lo zaino e partire... dove il cuore comanda!

slow travel

Appurato che TUTTI possono viaggiare con lentezza, quali sono i suggerimenti che potremmo dare ai nostri nonni viaggiatori?
Il primo suggerimento ci viene offerto da Familink Travel, un social network pensato per tutte le famiglie che amano viaggiare o ospitare viaggiatori.  Questo progetto assieme ad altri come Couchsurfing sono ormai realtà consolidate nell'ambito degli scambi legati al viaggio, alla cultura e all'ospitalità gratuita. (Ne abbiamo parlato qui).

I nostri aforismi. Li pubblichiamo tutti i giorni nella pagina facebook
Ci sono inoltre centinaia di blog come questo, in cui si raccontano le avventure di coppie over50, e centinaia di altre pagine web in cui famiglie con bambini piccoli ci descrivono le loro esperienze di viaggio, arricchite di consigli (vedi il progetto avventure di famiglia, in inglese).
Potremmo metterci a narrare le storie dei tanti viaggiatori anziani che abbiamo incontrato lungo la nostra strada, gente che si è messa in cammino per esplorare il mondo in maniera autentica ed originale, ciascuna con una storia particolare da raccontare (sono tantissimi!). E' sufficiente tuttavia presentarvi l'esempio significativo di questa donna di sessant'anni che ispirerà, speriamo, la maggior parte di voi, così come ha ispirato noi. Si tratta della storia di Heidemarie, una signora che ha deciso di viaggiare e vivere per il resto della sua vita senza utilizzare denaro. Sulla sua esperienza è stato scritto un libro, nonché realizzato un film documentario (clicca qui per vederlo) che è possibile trovare su youtube o acquistare sul sito dei registi che lo hanno prodotto. Non vogliamo sprecare altre parole per descrivere la bellezza della sua incredibile vicenda, lasceremo che siate voi a giudicare, emozionarvi, ispirarvi.

Un'intervista ad Heidemarie:


Questo video è uno spot dell'Ikea. Sebbene non ne condividiamo le finalità commerciali, contiene un messaggio molto bello e condivisibile: "comincia qualcosa di nuovo". Protagonista un avventuroso pensionato.


Clicca qui per leggere un altro articolo per dimostrare che l'età non conta.


martedì 22 ottobre 2013

Nomadi a tempo indeterminato! Decimo appuntamento.

Yvonne Zagermann -www.justtravelous.com


nomadi digitali
"Se credi in te stesso, otterrai tutto ciò che vuoi dalla vita" 

nomadi digitali
Mi chiamo Yvonne e vivo a Berlino. Sono cresciuta nel sud della Germania e mi sono trasferita nella capitale circa tre anni fa. Da due anni sto lavorando a tempo pieno per il mio blog di viaggi; oltre a questo, lavoro anche per la televisione locale da circa dieci anni. Mentre scrivo, mi trovo nel mio appartamento a Berlino e sto finendo di pianificare il mio prossimo viaggio.



Quando hai cominciato a viaggiare e perchè?

Il mio primo viaggio è stato in Austria con i miei genitori quando avevo 4 anni. A quel tempo ero chiaramente obbligata ad andare via con loro. Da allora mi sono appassionata del mondo e ho cercato di usare ogni minimo momento libero per viaggiare il più possibile. Nel 2010 ho lasciato il mio lavoro con orario dalle 9 alle 17, mi sono trasferita a Berlino e ho cominciato a vivere on the road per circa nove, dodici mesi all'anno. Il motivo? Se non lo facessi, impazzirei.

nomadi digitali
Come ti mantieni in viaggio?

A cominciare da quest'anno posso finalmente dire di riuscire a guadagnare abbastanza per viaggiare. Ottengo un sacco di offerte di lavoro grazie al mio blog, produco video per importanti marche, scrivo contenuti per blog, tengo corsi e laboratori per l'industria del turismo, tutte cose legate al mondo del viaggio e dei social media. In più lavoro anche come giornalista freelance, quando capita. A volte faccio anche la guida turistica di Berlino.

Quali sono i tuoi piani per i prossimi tre anni?
Ho pianificato tutto da adesso all'aprile del prossimo anno. Dopo quel mese non so. La cosa più importante per me è fare cose che mi facciano felice; scrivere per il mio blog mi piace davvero un sacco e mi rende felice! Il tempo mi dirà cosa bolle in pentola per i prossimi tre anni.

Pensi che metterai mai radice da qualche parte e smetterai di viaggiare?
Ho già la mia postazione fissa a Berlino. E' la città perfetta per me. Ho una casa dove dormo nel mio letto e mi faccio la doccia nel mio bagno personale, dove posso rilassarmi in pigiama nel mio amato sofà ogni volta che torno a casa stanca dai miei viaggi. Ci vogliono solo sei settimane prima di sentire il bisogno di partire di nuovo. A volte basta anche solo una settimana, altre volte due mesi. Ma alla fine Berlino è la mia casa e non riesco a immaginare un posto migliore. Anche se ci sono molti posti che non ho ancora visitato. Quindi è presto per dirlo.
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Qualche consiglio per viaggiare il più a lungo possibile?
Scopri cosa ti rende felice. Cerca di guadagnare soldi facendo ciò che ti piace. Se hai abbastanza soldi per vivere non dovresti avere problemi. Se ti piace creare coktails, fallo. Se ti piace illustrare libri per bambini, fallo. Se ti piace cantare, fallo. Se credi in te stesso sarai in grado di ottenere tutto ciò che vuoi nella vita.

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giovedì 17 ottobre 2013

Nomadi (moderni) che viaggiano a tempo indeterminato. Nono appuntamento.

Stephanie Yoder di www.twenty-somethingtravel.com


nomadi digitali
"Quando viaggi da sola impari cose su te stessa che non immagineresti mai". 

Mi chiamo Stephanie e sono una ragazza che non riesce a stare ferma un secondo! Un tempo lavoravo a Washington, per un’organizzazione medico-sanitaria no-profit. Svolgevo un lavoro che mi annoiava a morte. Ciò che desideravo invece era diventare una scrittrice e ora per qualche miracolo lo sono! Da poco sono tornata a Washington per organizzare un matrimonio, ma quando avrò finito, partirò di nuovo per un viaggio intorno al mondo.

Quando hai cominciato a viaggiare e perché?
Mi sono innamorata del mondo... Il primo viaggio è stato quando sono partita per studiare all’estero con il college. E’ stata anche la mia prima volta all’estero, lontano dalla famiglia, dagli amici e dal ragazzo: non mi sono mai sentita così libera prima di allora! Quando viaggi da sola, impari tantissime cose su te stessa che altrimenti non impareresti mai. Sono diventata presto una viaggiatrice-dipendente. Ho continuato a studiare all'estero per laurearmi, sono tornata a casa, e finalmente sono ripartita di nuovo.


Come ti mantieni in viaggio? Che tipo di lavori svolgi?
Mi sento davvero fortunata perché sono arrivata al punto di poter guadagnare qualcosina attraverso il mio blog e i miei reportage di viaggio. Si tratta di una mole di lavoro non indifferente. Più lavoro che viaggio in certe giornate, ma sono contenta di essere il “boss” di me stessa.

Guadagni abbastanza dal tuo blog?
Sì e no. Penso di essere una dei blogger più fortunati perché in qualche modo riesco ad ottenere uno stipendietto dal lavoro che svolgo online. La verità è che più del 50% delle mie entrate viene da altre compagnie che commissionano i miei articoli.

Hai qualche progetto in serbo per i prossimi tre anni?
E’ una data molto lunga da pianificare! Mi sposerò a settembre poi viaggerò in Messico per sei mesi circa. Dopodiché, se tutto va come pianificato mio marito e io ci trasferiremo in Italia per un paio di anni. Incrociamo le dita.

Pensi che metterai mai radice in qualche posto?
Non penso. Sarà dura smettere di viaggiare. Certo, più gli anni passano e più l’idea di mettere radici si fa concreta. Mike e io vorremmo davvero spendere almeno un anno a Bologna in Italia. E dopo… chi lo sa! Potremmo vivere negli Usa, magari nella costa Ovest.

Potresti darci qualche consiglio per viaggiare a tempo indeterminato?
E’ molto importante essere onesti con se stessi, ma anche flessibili. Non sai mai cosa può accadere perciò bisogna prepararsi a mimetizzarsi con la realtà circostante. Quando ho lasciato il mio impiego, ho pensato che me ne sarei andata soltanto per un anno, viaggiando da sola per tutto il tempo. Invece sono stata di più, non sono mai stata sola (ho sempre trovato un partner), ho viaggiato con più lentezza (visitare una nuova città ogni tre giorni è semplicemente insostenibile) e sono rimasta più a lungo nei luoghi visitati per poterli esplorare più a fondo; ora mi sento molto come un ex-pat. (una cittadina del mondo). Ci fai l’abitudine ma è importante sapere cosa vuoi dalla vita. 


domenica 13 ottobre 2013

Ottavo appuntamento con i nomadi del viaggio

Niall doherty  di www.ndoherty.com


nomadi digitali
"Potrebbe essere una buona idea scegliere ogni anno due o tre posti-base intorno al mondo
 e spenderci il tempo necessario per viverli intensamente”.
Mi chiamo Niall, ho 31 anni e sono nato e cresciuto in Irlanda. Mi sono trasferito a New Orleans per lavorare come web designer, inseguendo nel frattempo la mia squadra del cuore di basket. Ho cominciato a viaggiare nel 2010, quando mi sono imbarcato in quello che è tutt'ora il mio stile di vita da nomade: sono circa sei anni che viaggio per il mondo, rigorosamente senza utilizzare aerei. Ho iniziato in Irlanda, poi ho esplorato l’Europa, il medio-oriente, il Nepal, L’India e ora sono in Thailandia.

nomadi digitali
Quando hai iniziato a viaggiare?
Sono diventato un vagabondo in piena regola dopo aver lasciato il mio lavoro negli Stati Uniti. Leggevo molte storie di viaggiatori libertini e pensavo che avrei potuto diventarlo anche io e che sarebbe stato davvero un'opportunità stupenda! Viaggiare ti porta a vivere una serie di esperienze che ti fanno crescere e imparare tantissime cose.

Come ti mantieni all’estero?
Ultimamente sto lavorando ad un progetto online. Fino all’anno scorso guadagnavo attraverso lavori di web design su richiesta: un business che ho costruito tutto da solo fin dalle fondamenta. Poi ho avuto l’opportunità di avere delle entrate passive tramite il blog e per diversi mesi non mi sono più preoccupato dei soldi. Mi occupavo di fitness, di business imprenditoriale e sperimentavo interessanti strategie per vivere con pochi soldi.

nomadi digitali
Il tuo blog riesce a farti guadagnare abbastanza per viaggiare?
No, guadagno veramente poco col blog, sicuramente non abbastanza per fare una vita normale. Non mi sono mai impegnato troppo, ma se anche mi impegnassi, non sarei sicuro del mio successo. Detto ciò, molti dei miei clienti hanno visitato il mio blog. Alcuni di loro si sono interessati al mio stile di vita e al mio modo di pensare e si sono rivolti a me quando hanno avuto bisogno di un sito web. Posso dire quindi che, in forma indiretta, il blog mi ha aiutato molto.

nomadi digitaliI tuoi piani per i prossimi tre anni
Ora ho intenzione di finire il mio giro del mondo. Potrei metterci ancora due anni. Devo ancora visitare l’Australia, il Pacifico, l’America del Sud e, attraverso l’Atlantico, tornare in Irlanda. Lungo la via ho intenzione di concentrarmi sul rafforzamento delle mie doti imprenditoriali e costruire qualche solido affare, possibilmente on-line.


Pensi che ti sistemerai mai un giorno?
Non sono ancora sicuro. Mi piace viaggiare con la giusta lentezza, dunque stare in un posto per almeno qualche mese. Non mi piace visitare paesi e città in un tempo ridotto. Una buona idea potrebbe essere scegliere due o tre posti-base nel mondo e spenderci abbastanza tempo per conoscerli in profondità.  Se dovessi scegliere un posto dove trasferirmi adesso, Amsterdam, New Orleans e Istanbul sarebbero le prime candidate nella lista.


nomadi digitali

Qualche suggerimento per chi vuole viaggiare più a lungo possibile?
Ho scritto tutti i miei consigli di viaggio qui (in inglese). Ci sono tanti modi per farlo, ma se impari qualche professione che ti permette di lavorare online è meglio. Alcune professionalità si imparano in fretta. Tuttavia suggerirei di non lasciare il proprio posto di lavoro mossi da un impulso improvviso, credendo magari di poter trovare un modo rapido di fare soldi prima di esaurire i propri risparmi. Cercate di costruire qualcosa e valutatene i risultati. Solo dopo potete prendere confidenza e decidere di mollare il vostro lavoro. Dimenticatevi dell’entrata passiva per almeno il primo anno. Il “Freelancing” è sicuramente un buon modo per cominciare. Assicuratevi di poter guadagnare in maniera attiva poi puntate sul passivo. Infine, dovete sapere che i viaggi a lungo termine non sono una vacanza. Spenderete alcuni giorni senza uscire di casa e senza esplorare la città con i vostri nuovi amici dell’ostello perchè dovrete lavorare molto. Pena la bancarotta! Cercando di mantenersi in equilibrio, secondo me lo stile di vita del viaggiatore all’estero non è poi così diverso dal lavoro tradizionale con orario dalle 9 alle 5, e qualche giornata potrebbe essere più pesante delle altre. E' certamente uno stile di vita più intenso, e arricchisce molto di più.

Per saperne di più su Niall
visitate il suo blog: www.ndoherty.com

Nomadi a tempo indeterminato. Leggi le interviste precedenti: 

primo appuntamento con: Carolina
secondo appuntamento con: Derek
terzo appuntamento con: Barbara
quarto appuntamento con: Turner
quinto appuntamento con: Angelina
sesto appuntamento con: Alexandra k.
settimo appuntamento con: Gary

sabato 5 ottobre 2013

Viaggiatori a tempo indeterminato: settimo appuntamento.

Gary Arndt  di www.everything-everywhere.com


slow travel
"Viaggiare è sempre stato la mia passione,
in più ho questo desiderio inarrestabile di vedere il mondo".

nomade a tempo indeterminato
Mi chiamo Gary Arndt. Ho venduto la casa nel 2007 con l’obiettivo di viaggiare intorno al mondo per un anno o due. Alla fine sono stato in giro per ben 6 anni e mezzo. Ho anche aperto un blog molto popolare chiamato “everything everywhere" nel quale metto in bella mostra le mie opera fotografiche e documento i miei spostamenti.


Quando hai cominciato a viaggiare e perchè?
Ho iniziato a viaggiare a tempo pieno nel marzo del 2007. Viaggiare è sempre stata la mia passione, in più ho questo desiderio inarrestabile di vedere il mondo.

gary arndtPerchè hai voluto aprire un blog?
Ho sempre avuto un sito personale, anche prima di viaggiare e prima ancora che venisse coniato il termine blog. Ho iniziato una compagnia di rete nel 1994, per cui avere un sito-web per documentare il mio viaggio è stato una cosa abbastanza naturale.

Dove trovi i soldi per viaggiare?
I primi quattro anni ho viaggiato con i risparmi che ho messo da parte. Gli ultimi due anni ho guadagnato qualcosina con il mio blog. Altre volte invece ho fatto soldi con gli sponsor dei viaggi organizzati.


nomadi digitaliGuadagni abbastanza soldi per permetterti di viaggiare con il tuo blog?
Yes!

I tuoi piani per i prossimi tre anni.
Continuare a viaggiare e fare blogging?

Pensi che ti fermerai mai in un posto fisso, e smetterai di viaggiare?
Viaggerò finchè le forze mi consentono di farlo, penso che rallenterò il ritmo sistematicamente. I miei piani per il futuro prevedono che mi fermerò in ciascuna città visitata per circa due mesi.

Consigli per le persone che vogliono viaggiare a lungo?
La via più facile è avere una professione che puoi usare per fare soldi ovunque nel mondo. Potrebbe essere un lavoro a distanza, o che prevede di spostarsi continuamente in differenti paesi. Potrebbe essere programmazione o design grafico, istruttore d’immersione o guida turistica.


SCOPRI DI PIÙ' su Gary:


Leggi le interviste precedenti:

primo appuntamento con: Carolina
secondo appuntamento con: Derek
terzo appuntamento con: Barbara
quarto appuntamento con: Turner
quinto appuntamento con: Ayngelina
sesto appuntamento con Alexandra

sabato 28 settembre 2013

Colin Turner: l'irlandese che sfida il denaro.

Si dice che i soldi facciano girare il mondo, ma è possibile girare per il mondo senza spendere soldi? Non siamo gli unici a esserne convinti. L'irlandese Colin Turner, quarantenne originario di Dublino, crede che un mondo senza soldi non solo è possibile ma anche preferibile e necessario all'umanità per progredire. Per dimostrarlo si è messo in viaggio con chitarra e zaino in spalla, deciso a vivere senza utilizzare denaro.


Ha iniziato a piedi dalla sua casa, una domenica mattina. Ha raggiunto prima il nord d’Irlanda, poi ha proseguito per la Scozia. Senza soldi per pagarsi i trasporti, il cibo e gli alloggiamenti, Turner ha confidato nelle sue sole capacità, ma anche nella generosità di altre persone incontrate lungo il percorso. Come risultato, già dal primo lunedì successivo alla partenza è riuscito a raggiungere Glasgow: “Voglio fare la mia parte per dimostrare che la vita senza denaro non solo è possibile ma anche  necessaria”. Ha dichiarato. “Per questo voglio viaggiare intorno al mondo senza spendere soldi facendo affidamento sulla buona volontà della gente e le mie capacità.

vivere senza soldi

Turner è un musicista professionista nonché il fondatore di un movimento chiamato Freeworld Charter (pagina in italiano). Questo movimento consiste in dieci principi che secondo Turner avrebbero la capacità di “liberare il mondo dalla povertà e dall’avidità e migliorare la vita sulla terra per tutte le specie viventi”. Attraverso la sua odissea intorno al mondo, è convinto di poter fare a meno dei soldi ovunque egli si trovi, e dimostrare che è possibile vivere secondo queste regole. “Per la prima volta nella storia abbiamo la tecnologia e le risorse per creare abbondanza nel mondo, liberarci dalla scarsità e tutte le sofferenze attraverso l’uso effettivo della tecnologia.  Proprio ora ad esempio potremmo costruire una fattoria completamente automatizzata in una zona afflitta dalla fame, per nutrire centinaia di persone. Le risorse ci sono, il problema è che mancano i soldi. Non abbiamo bisogno di soldi per costruire una società futuristica e prosperosa, dobbiamo solo avere una visione chiara e iniziare a lavorarci insieme per realizzarla”.
Turner ha quindi lasciato la sua carriera musicale come chitarrista, cantante e produttore a Dublino, ma è anche pronto a suonare e cantare in cambio di un pranzo e di un posto letto durante il suo viaggio intorno al mondo.

La Free-economy. 


Turner è determinato a non comprare beni o pagare per cene e alloggiamenti nel classico modo che conosciamo. Sembra che ci siano parecchie persone pronte a seguire le sue orme. “Ho già ricevuto centinaia di proposte di aiuto da gente completamente sconosciuta da tutto il mondo. Mi offrono un letto gratuito, del cibo, e anche un passaggio gratis in macchina. Un aiuto che, devo ammettere, mi crea qualche difficoltà, mettendomi a disagio a volte”. L’irlandese non nasconde di esser stato influenzato dal film di Peter JosephZeitgeist”, e dal progetto Venus di Jacque Fresco e Roxane Meadows.

Non è la prima persona che prova a sopravvivere senza denaro: Mark Boyle, subito dopo essersi laureato in economia nel 2009, ha vissuto la sfida di vivere senza soldi per due anni e mezzo. Vivendo in un caravan in una fattoria vicino a Bath, Boyle ha coltivato la terra, si è auto-prodotto il cibo e si è messo a riciclare rifiuti recuperabili dalla discarica. Considerato un po'  il guru della free-economy Mark ha esortato altre persone ad aiutare il compagno irlandese: “Se incontrate Colin per strada, accoglietelo a braccia aperte. Il lavoro che sta facendo con il movimento del Free World Charter è di grandissima importanza” ha detto.
Colin Turner ha già raggiunto l'Italia, e girando l’Europa ha dichiarato che bisogna imparare a fidarsi della gente e a lavorare insieme alle persone in un progetto comune. “C’è molto lavoro da fare. Dobbiamo prima di tutto “umanizzarci”, imparare a comprendere i nostri bisogni e a relazionarci tra di noi. Solo allora potremmo iniziare il progetto affascinante di una società che funziona senza denaro. 

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sabato 21 settembre 2013

Viaggiatori a tempo indeterminato: sesto appuntamento

Alexandra Kovacova   www.crazysexyfuntraveler.com


nomadi digitali
"Posso anche sistemarmi e avere una base fissa. Ma non smetterò mai di viaggiare! Viaggiare mi completa e rende la mia vita degna di essere vissuta".
Ciao a tutti! Mi chiamo Alexandra, sono nata in Snina, un piccolo paesino della Slovacchia dell’est, vicino ai confini con l’Ucraina. Per puro caso mi trovo a casa ora, sono qui per visitare famiglia e amici. Ormai sono passati quasi quattro anni da quando ho cominciato a scrivere il mio blog e a viaggiare intorno al mondo. Prima di allora ero una hostess e studiavo filologia inglese e spagnola.


nomadi digitali

Quando hai iniziato a viaggiare e perché?


Ho iniziato quando ero bambina ma è solo nel 2007 dopo il mio primo viaggio solitario a Barcellona ho capito che senza viaggiare la vita è davvero vuota. Ho bisogno di avventure, di esplorare nuove culture, di trovare in gente straniera una nuova amicizia. Viaggiare ha aperto i miei occhi e non mi interessa quanto scontato sia questo cliché. E’ proprio vero. Il fulcro del viaggio è il continuo arricchirsi di esperienze nuove.

Come ti mantieni sul posto? Guadagni abbastanza con il tuo blog?  


nomadi digitali
Non lavoro mai all’estero. Tutte le mie entrate vengono dai miei blog di viaggio. Da marzo 2011 non ho più lavorato, ho solo fatto blogging.


Quali sono i tuoi piani per i prossimi tre anni?


Wow, per i prossimi 3 anni?! E’ un periodo di tempo molto distante, soprattutto per chi ama viaggiare. Mi piacerebbe scrivere un libro, un paio di e-books, lavorare per alcuni progetti per promuovere il turismo in Slovacchia, guadagnare in maniera passiva e infine continuare a godere delle meraviglie del viaggio.

Pensi che ti sistemerai mai o smetterai di viaggiare?


Posso anche sistemarmi, ma non smetterò mai di viaggiare. Viaggiare mi completa e rende la mia vita degna di essere vissuta. Perché dovrei mai smettere di viaggiare? Dove potrei fermarmi? Forse in Slovacchia, il mio paese, o forse in Messico -un altro dei miei paesi preferiti, in una spiaggia o in un’isola silenziosa da qualche parte in America Latina o nelle Filippine.

nomadi digitali

Daresti qualche consiglio alle persone per viaggiare il più a lungo possibile?


Per prima cosa devono esserne pienamente convinte. Devono convincersi che ce la possono fare e che gli piace farlo. Ci sono molti modi per guadagnare soldi. Scrivere post sui blog, scrivere e-books, lavorare in maniera autonoma, tenere corsi di salute, auto-produzione, benessere, fare lavori saltuari. Ricorda che la cosa più importante è essere felice. La maggior parte delle volte non sono le cose più costose che ti portano felicità. Ho imparato a non aver bisogno di cose materiali solo da quando ho cominciato a viaggiare a tempo pieno.