martedì 30 dicembre 2014

A caccia di Nuraghi, necropoli e Tombe di Giganti.

Il lato magico della Sardegna



Sardegna. Mare e rocce come non se ne vedono da nessun'altra parte!


L'entrata del nuraghe Albucciu

 La bellezza e l'incanto però non finiscono qui. C'è un lato nascosto, magico, che pochi turisti, viaggiatori ed esploratori, si soffermano ad ammirare. L'isola infatti è stata per millenni la sede della civiltà nuragica...


nuraghe
Il nuraghe "La prisgiona"

...un popolo affascinante e misterioso, capace di dominare le rocce e la pietra dando vita a imponenti torri, case e necropoli dalle caratteristiche e dalle dimensioni irripetibili.


tomba di giganti
Arzachena: Tomba dei giganti di Coddu Vecchiu

C'è ancora molto da scoprire sulle torri e le tribù nuragiche. Resta il fatto che la Sardegna è l'unico paese a ospitarne le antiche vestigia e a conservarne, talvolta ancora intatti, i resti di case, tombe e tempietti. 


tempi nuragici
Il tempietto Malchittu. Antico nuraghe nascosto nella boscaglia.

Gli archeologi di tutto il mondo invidiano il popolo sardo per aver ereditato così tante testimonianze del neolitico e dell'età del bronzo. 


la dea madre della sardegna
La Dea Madre nel culto della Sardegna pre-nuragica


Nessun altro paese gode infatti dello stesso privilegio: si tratta di un vero e proprio museo a cielo aperto! 

necropoli antiche
Una tomba di giganti in provincia di Arzachena

Ogni roccia è un pezzo di storia, ogni luogo nasconde antichi segreti, frammenti, reliquie, statuine, vasi e spoglie che parlano di tribù appartenenti a tempi antichissimi. 


cimitero nuragico
Un cimitero nuragico della seconda metà del IV millennio a.C.
I resti della necropoli di Li muri


Si contano circa 8000 esemplari, solo di Nuraghi: così tanti che il Sardo medio non si meraviglia più quando ne scopre uno nuovo.


nuraghe
Il nuraghe di Santu Antine.
FOTO: Davide LaTorre

Eppure si prova qualcosa di straordinario ed emozionante quando ci si imbatte in una di queste portentose costruzioni in pietra; ma forse bisogna studiare la storia antica, o venire "da fuori" per provare quest'emozione. 


nuraghi
Uno dei corridori del nuraghe di Santu Antine

Come è possibile che circa 6000 anni fa questi popoli primitivi fossero in grado di sollevare massi così giganteschi per metterli insieme, uno ad uno, senza fare uso di calce e cemento? 


Le statue di Mont'e Prama

Ne hanno costruiti migliaia, disseminati per tutta l'isola, con una maestria che si sarebbe persa nei secoli successivi e mai più ripresa. 


Museo archeologico di Cabras
Museo archeologico comunale Giovanni Marongiu di Cabras.
FOTO: Davide La Torre

Cosa facevano i nuragici all'interno di queste mura? Come sono riusciti a mantenere per millenni la pace con i popoli limitrofi del Mediterraneo?


i nuraghi di arzachena
Il nuraghe Albucciu.

Ci siamo presi del tempo per metterci sulle tracce dei nuraghi; questa nostra ricerca ci sta portando in luoghi sempre più affascinanti, e sta rendendo il nostro viaggio più emozionante ed avventuroso.


slow travel
Avventure slow

   In fondo viaggiamo per fare nuove scoperte e da questo punto di vista la Sardegna non delude!


nuraghi
Davide immortala la tomba di Giganti "Li lolghi"

Tutto ciò che abbiamo scoperto finora lascia pensare che quella dei nuragici fosse una civiltà molto evoluta. Più di quanto si possa immaginare...


pozzo di santa cristina
Pozzo, o Santuario nuragico di Santa Cristina (Oristano)

...tanto che molti ricercatori cadono con facilità nella tentazione di formulare teorie su contatti con gli extraterrestri o sulla pratica di rituali magici praticati da sacerdoti e sciamani, grandi conoscitori dei moti degli astri e dei pianeti.


nuraghi

Pur distaccandoci da queste teorie, continuiamo a investigare e a tenere la mente aperta.


nuraghe
Un nuraghe visto da dentro

Affascinati e confusi allo stesso tempo, ritorniamo indietro nel tempo, cercando di rivivere la storia dei millenni passati, mentre calpestiamo la terra dove Tombe di Giganti, Nuraghi, Necropoli, Tempi, Pozzi sacri e Santuari dominavano le scene della vita quotidiana dei nostri saggi antenati.


simon dabbicco
FOTO: Davide La Torre

SCOPRI DI PIU' GUARDANDO IL VIDEO!

     


Altri racconti dall'Italia con Lentezza tour:

viaggiatori
Davide & Simone
Calajami
Funtaneddas

Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata sono state esplorate! Ora si risale lo stivale, a caccia di comunità,...
Posted by Viaggiare con lentezza on Saturday, 25 July 2015

venerdì 19 dicembre 2014

Calajami

Uno straordinario stile di vita, fra meditazioni Sufi e orti biologici 

Questa vita da viaggiatore lento, mi conduce in luoghi fantastici, spesso custoditi da persone particolari, con una mente, una bellezza, una cultura particolari. Oggi vi racconto la storia di Roshan, la cui visione ha dato vita a Calajami, un progetto speciale in uno dei posti più belli del mondo: la Sardegna.

buddha
Una bellissima scultura in legno del Budda.
Realizzato da uno dei tanti volontari che sono passati di qua.
Esistono posti magici su questo pianeta? Sì, almeno secondo Roshan, la signora tedesca che ci sta ospitando in questo momento in provincia di Olbia. Calajami è il nome della sua casa di San Pantaleo nella Costa Smeralda, dove lei ha scelto di vivere per abbandonarsi a una vita ascetica e spirituale, lontano dai natali e dagli affetti della sua fredda Germania.

case in bioedilizia

 Tutta la proprietà di Calajami è una conca naturale circondata da boschi e imponenti rocce millenarie dalle forme ambigue, perché erose e modellate nei secoli dall'azione del mare. Le rocce dominano per tutta la valle e sembrano osservare ogni cosa, meditando in solitudine, presaghe del tempo, del vento, della pioggia.


Spesso le avventure di tutti i più grandi viaggiatori si concludono in posti da favola e così è successo a Roshan, che ad un certo punto della sua vita vagabonda, ha deciso di fermarsi e mettere radici qui, per dedicarsi allo studio e all'insegnamento della meditazione Sufi.

wwoofing
Davide in un momento di pausa dal lavoro
Pur non possedendo molto denaro, la signora tedesca ha trovato i mezzi per vivere in uno degli angoli più belli del mondo, la Costa Smeralda per l'appunto. Come ha fatto? È bastato chiederlo all'Universo, ci risponde Roshan, lasciandoci un po' perplessi.

comunità

Universo, fortuna, casualità, una grande forza di volontà, o tutte queste cose insieme: Calajami non sembra un luogo reale, ma piuttosto il set perfetto per un'antica fiaba; un luogo dove la gente viene, si innamora, si perde, gioisce, talvolta si rattrista e si spaventa, immersa com'è, in tanta solitudine e natura, che spesso costringono al confronto, fatale, con se stessi.

simon dabbicco

Roshan chiede ai suoi ospiti un po' di aiuto nell'orto, nella costruzione della casa, in cucina, e nelle varie attività: in cambio offre uno stile di vita comunitario, specialmente in primavera e d'estate, quando amici, viaggiatori, clienti vengono a farle visita per apprendere l'arte della meditazione Sufi, o per scambiarsi conoscenze e nozioni sul mondo spirituale.

orto biologico

E' un mondo insolito ma vale la pena provarlo: ci si sveglia alle sei del mattino e prima di fare colazione e di andare a lavorare, si fa visita alla grande stanza di meditazione. Una musica celestiale accompagna l'ingresso alla stanza (che è un grande tendone bianco) e quando tutti sono pronti, inizia il viaggio spirituale.

meditazione
La stanza della meditazione
Seduti con le gambe incrociate, avvolti dalla musica e dalle luci delle candele, ascoltiamo la voce di Roshan che ci conduce in questo mondo di luci e spiriti con i quali cerchiamo di interagire finché non sopraggiungono le prime luci dell'alba.

meditazione

I pensieri scettici, le distrazioni, la presenza di altre giovani ragazze, l'influenza culturale forse, impediscono, a noi giovani viaggiatori, di comprendere e vivere appieno questo viaggio mentale; talvolta, per pigrizia o per sana stanchezza, rinunciamo alla meditazione e rimaniamo nel nostro letto... per dormire qualche ora in più.


Costa Smeralda

Di pomeriggio, i volontari presenti scoprono angoli nuovi all'interno della proprietà e del bosco e lì si nascondono per intere ore, prima di riapparire poi con un largo sorriso e una nuova storia da raccontare.

sardegna con lentezza
Un angolo di Calajami.

C'è chi incontra scoiattoli, cinghiali, lepri, chi addirittura angeli, elfi, spiriti e gnomi... Talvolta è difficile distinguere la realtà dalla fantasia, il sogno dal vero, quando ci si ritrova in luoghi come questi.


wwoof girl



martedì 9 dicembre 2014

Funtaneddas.

Vivere con poche centinaia di euro in Sardegna.


ecovillaggi
Cob house, una casa ecologica
    
Il mondo là fuori è pazzo: è pieno di gente che ha lasciato tutto, ha comprato una proprietà e ha iniziato il lavoro dei propri sogni partendo dal nulla. È incredibile!

slow travel
Viaggiare con lentezza. Foto di Davide L.

Uno dei miei desideri è quello di andare a conoscere queste persone, per capire come, dove, quando e perché l'hanno fatto. La mia ricerca mi ha dunque portato in Sardegna nella proprietà di una coppia di giovani nella provincia di Siniscola.

slow travel
Francesca & Antonio

Si chiamano Francesca e Antonio, due contadini che vivono in una casa circondata da colline, boschi, alberi, e praterie. Ogni mattino, quando il tempo è generoso, godono della vista del mare sconfinato a est, e a ovest, il panorama delle montagne della Barbagia, dominate dal vento e della pioggia.

wwoofing

Entrambi hanno lasciato il loro lavoro, venduto i beni superflui per acquistare un pezzo di terra nella provincia di Nuoro. Oltre all'abitazione principale, già presente sul posto al momento dell'acquisto, hanno voluto costruire da soli una casa ecologica in terra cruda, con una serra interna che produce verdure, piante medicinali e provvede a riscaldare la camera da letto dove ora riposano. Sembra una casa uscita dalle fiabe, modellata con le loro stesse mani, secondo temi originali e ispirati dalla natura. Per vivere hanno bisogno di pochi soldi, che riescono a guadagnare con lavori saltuari e part time. Il resto dei loro bisogni alimentari ed energetici lo ricavano grazie alla generosità della terra e al loro lavoro di permacultori.

simon dabbicco
Il mare del golfo di Orosei
Ci sentiamo ospiti e fratelli, qui a Funtaneddas, e anche noi, come Francesca e Antonio, ci lasciamo trasportare dal silenzio di questa terra, una terra che echeggia ancora di miti e leggende, di popoli pastori e guerrieri quali sono i sardi.

il viaggiatore lento
Un momento di lavoro e studio di fronte all'orto sinergico
Francesca e Antonio sono fieri custodi della natura che li circonda, la studiano e la curano con attenzione e rispetto da ormai 5 anni, conducendo una vita frugale e conviviale e lasciando spazio all'ospitalità e all'educazione. Fra i loro obiettivi spiccano quello di far conoscere l'agricoltura naturale come scelta di vita e contribuire, attraverso lo studio e l'osservazione, alla ricerca della permacultura e della vita delle piante.
Da loro abbiamo imparato che le piante sono esseri estremamente intelligenti e sensibili, molto più di quello che abbiamo sempre, arrogantemente, pensato. È stato bello condividere una settimana di tempo con i nostri host, assaporando quello che è forse lo stile di vita migliore per l'essere umano: una vita a contatto con la natura, la terra, gli animali, cercando di costruire relazioni autentiche basate sullo scambio culturale, la condivisione del lavoro e dei saperi, circondati da scenari di aspra bellezza che ti fanno sentire in profonda sintonia con l'universo, in un legame antico, ancestrale.

sardegna

È bello poter testimoniare, ancora una volta, che si può vivere bene con poche centinaia di euro al mese, che la ricchezza nella vita non si misura nella quantità di soldi ma nella quantità di tempo libero che si ha disposizione e nella grandezza dei sogni.

decrescita
Vivere con poco, per vivere meglio
La sera è uno dei momenti più rigeneranti di queste giornate trascorse come wwoofers da Salvatore e Francesca. Durante queste fresche serate d'inverno, spesso la luna si specchia vanitosa nel mare calmo e la nostra mente si riempie di pensieri nostalgici e malinconici: siamo giovani sottratti alla vita naturale, cooperativa e comunitaria, per essere venduti come oggetti e risorse del mercato competitivo, utilizzati come pedine, merci, o target commerciali.



Grazie Francesca e Antonio per averci aperto gli occhi e per averci fatto assaggiare un pezzo della vostra vita ispirevole!

Simone e Davide
Francesca, Salvatore, Simone & Davide

GUARDA IL VIDEO SUL WWOOF IN SARDEGNA:

giovedì 30 ottobre 2014

Il viaggio riprende. Sardegna... con lentezza.

« La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso. » (F. De Andre')


quattro mori

Dopodomani ricomincia il tour lento, alla scoperta dell'Italia.

L'ultima volta che ho scritto di questo tour ho raccontato della bella Sicilia e dell'onirica esperienza di soggiorno presso un'antico casale nel catanese, circondato da agrumeti e ai piedi del maestoso Etna. Sono tornato a casa subito dopo, per rivedere gli amici, i parenti, gli affetti, e sono stato fagocitato di nuovo dalla vita di città, vita industriale, modaiola, frenetica, fanatica, inconsciente per le finalità e le direzioni intraprese. Escluso l'evento TED a cui ho partecipato come speaker, ed escluso il fatto di aver rivisto la mia famiglia, la sensazione di aver perso tempo è stata predominante. Ho dovuto di nuovo mal sopportare le code in macchina e negli uffici postali, vedere gli zombies di Romero infestare i centri commerciali, le code per acquistare i nuovi I-phone 6, le pubblicità asfissianti delle Tv, dei giornali e delle radio, le solite frasi fatte dei politici, l'ingiustizia di vedere facoltosi signori che fanno sfoggio dei loro macchinoni e vestiti firmati, mentre altri, senza soldi, dormono ricoperti di cartone sui marciapiedi; infine i manifestanti che gridano a squarciagola nelle piazze e gli anziani che borbottano parole confuse e non sembrano mai contenti di nulla. Per quanto lecita sia la protesta e la lamentela di quest'ultimi, è inutile sprecare fiato se non si pongono alternative valide. 
Insomma è stato un tempo in cui avrei potuto trovare nuove strade, nuovi amici, avrei potuto imparare nuovi mestieri, vedere nuove cose, avrei potuto conoscere persone che invece di lamentarsi hanno già cominciato a muoversi verso nuove direzioni, avrei potuto essere felice, facendo qualcosa che aveva senso. Ora devo tornare a impegnarmi affinchè altro tempo non venga perso. Chi mi conosce sa quanto sia frustrante per me perdere tempo. E' l'unica vera ricchezza che ho, che abbiamo.

Cosa mi riserberà la Sardegna? Non lo so, cerco di non farmi aspettative. Piani? Zero, il mio piano è non avere piani. Mezzi? Qualsiasi mezzo, pur di godermi l'isola, qualsiasi espediente, pur di spendere meno soldi possibile ed essere più libero dal lavoro schiavizzante che mi serve per guadagnarli. La Sardegna sarà diversa da ciò che immagino ora. Tutti i posti e le persone che incontro si rivelano sempre diverse rispetto alla proiezione che ho nella mia mente. Insomma, comunque sia, sarà bello. 

Vi lascio con questa canzone dei Tazenda, famoso gruppo sardo. E' la versione originale di Domo Mea. Non so voi, ma a me mette i brividi. (Testo originale sotto).




Co…mmo deo
So innoe
Oe ‘eo
Soe chene-ene ribos
Antigos ‘spiritos, umbras…
Parent chi benint a mie
Ti cherzo donare su sambene
Ti cherzo leare, oh…
E t’amo, e t’amo, ses sa vida mea
E t’amo, e t’amo, oh…
Arcanos libros in domo mea
Parent paraulas tuas
Nu…dda b’at
In…tr’a tie
O…ccannu
Sese chene-ene ribos
Antigos ‘spiritos, umbras
Parent chi benint a mie
Ti cherzo donare su sambene
Ti cherzo ninnare, oh…
E t’amo, e t’amo, ses sa vida mea
E t’amo, e t’amo, oh…
Arcanos libros in domo mia
Parent paraulas tuas
Ponemila un’idea
In sa manu, in su coro
Ponemila un’idea
In sa manu, in su coro
Ti cherzo donare su sambene
Ti cherzo ninnare, oh…
E t’amo, e t’amo, ses sa vida mea
E t’amo, e t’amo, oh...
Arcanos libros in domo mea
Parent paraulas tuas
Co…mmo deo
So innoe
Oe ‘eo

Isettende-ende ideas


Simone

mercoledì 8 ottobre 2014

Il discorso sul denaro e sul viaggio. sul palco e dietro le quinte del TEDx Crocetta.

tedx

Mesi fa sono stato contattato dal TEDx Crocetta con lo scopo di fare parte del team di speaker-viaggiatori che il 5 ottobre hanno raccontato sul palco mondiale del TED le proprie esperienze di viaggio. Avrei dovuto raccontare le mie avventure, in particolare il viaggio con Roberta, da Torino a Lisbona, senza spendere soldi. All'inizio ho titubato un po' prima di accettare: chi mi conosce sa quanto sia impacciato e timido, poco incline agli eventi mondani e soprattutto non un grande comunicatore (per questo preferisco scrivere, perché ho tempo per pensare, correggere, rivedere il mio pensiero e riscriverlo, senza pressioni). Alla fine ho deciso di accettare la sfida, se non altro perché ho sempre creduto di avere qualcosa di interessante da raccontare, qualcosa che valga la pena essere diffuso. L'organizzazione TED si occupa proprio di diffondere idee nuove, idee che solletichino la mente e sfidino il pensiero comune. In particolare, chi diffonde queste idee deve essere qualcuno che le abbia vissute sulla propria pelle. Bisogna essere "do-ers", prima di tutto, poi "speak-ers". Fare e poi parlare. E d'altronde non c'è idea più provocatoria e pungente di quella che si può viaggiare e vivere -in maniera accettabile- senza denaro. La mia è sempre stata una sfida, non solo ai soldi, ma ad un modo radicato di vedere le cose.
torinoFin dalle prime settimane di prove sono stato accolto molto bene, in maniera decisamente professionale, dal team di volontari del TEDx Crocetta. Sono giovani motivati dalla passione, dall'entusiasmo, dal lavoro di squadra; nessuno di loro ha lavorato per soldi: mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e lo stare insieme per realizzare un obiettivo comune è già di per sé una grossa ricompensa. Ogni membro del TED torinese possiede una competenza specifica: ci sono i tecnici grafici, i radiofonici, i film-maker, i coordinatori degli speaker e gli organizer, ci sono quelli che si occupano degli sponsor e dell'accoglienza, c'è il presidente Fabio Abbà, che quando non fa il presidente progetta robot, e poi ci sono i personal coach... Devo molto alla mia coach, Luminita Butuc, una ragazza moldava che parla molto bene tantissime lingue, ma soprattutto è riuscita a trasmettermi forte passione e entusiasmo con la sua simpatia e i suoi sorrisi. Fantastica Lu! ;)

I discorsi TED sono tutti in lingua inglese, dunque per chi non è madrelingua la difficoltà di esporre un talk cresce. A complicare maggiormente le cose, i discorsi TED sono a tempo. E' stata una bella sfida ma tutto sommato è andata bene. Presto verranno pubblicati su youtube i video dell'evento TEDx CrocettaSalon Travel, con i discorsi degli altri "unconventional travellers".

tedx crocetta

Ad affiancarmi sul palco c'erano infatti Orlando Manfredi, cantautore torinese, che ha parlato del cammino di Santiago, affrontato con la chitarra e l'anima in spalla; Nicola Graziani e Stefano Vogna hanno raccontato il loro viaggio in cui hanno utilizzato soltanto le App per spostarsi e organizzarsi; infine Amor Ben, una giovane madre spagnola che viaggia... senza muoversi di casa! Amor ci racconta di come il suo percorso personale l'abbia portata a realizzare il sito di scambi linguistici conosciuto come Cool-languages, social network di incontri in continua espansione.  
Ma ora bando alle ciance, ecco a voi, tradotto, il mio discorso per TED.
  
simon dabbicco

Viaggiare senza spendere soldi (TEDx speech)


Viaggiare senza spendere soldi 

 di Simone Dabbicco.

(Speech TED tradotto dall'inglese all'italiano)


"Avete mai pensato al modo in cui viaggiamo oggi?

 Possiamo prendere un aereo e, in pochissimo tempo, raggiungiamo location tropicali, visitiamo monumenti e edifici storici, oppure ci rilassiamo con i nostri amici in una bellissima spiaggia. Stupendo! 

Tuttavia ho notato che, anche quando siamo molto lontani, scegliamo di frequentare gli stessi ristoranti che abbiamo a casa, mangiamo lo stesso cibo, manteniamo gli stessi comfort, seguiamo le stesse abitudini e routine. 

Ma come posso vivere in maniera autentica la bellezza di un paese straniero, se mantengo gli stessi comfort e le stesse abitudini? Come posso trovare nuove idee e ispirazioni se frequento le stesse persone del mio paese quando sono all’estero?


In passato viaggiare significava vivere avventure e nuove scoperte. Oggi si tratta di visitare posti che sono già stati scoperti, o creati apposta da uomini d’affari per il consumo turistico.


Ho pensato a lungo al modo in cui voglio viaggiare e sono arrivato ad una conclusione: per esplorare il mondo in maniera autentica ho bisogno di tempo. Ho bisogno di tempo per vivere la cultura di un posto, per conoscere la gente locale, per imparare lingue, vivere stili di vita differenti e avventure nuove… Ho bisogno di tempo per respirare. Ho bisogno di tempo per pensare.

Ma come utilizziamo il nostro tempo oggi?

 Per lo più siamo indaffarati a lavorare per fare soldi. Ogni mese ne guadagniamo abbastanza per ritornare a lavoro il mese successivo. Spesso li spendiamo in gadget o servizi che ci servono per risparmiare tempo. Parlo di computer, tablet, cellulari, fax, automobili, aerei, forni microonde e cibi pronti "fast food". Ma tutti questi aggeggi e servizi non ci fanno risparmiare tempo. Ci rendono ancora più dipendenti dal lavoro. 

Oggi facciamo fatica a stare a galla fra bollette e pagamenti di auto, case, titoli, vestiti alla moda, possessioni materiali che schiavizzano il nostro corpo e la nostra mente, e ci tengono in debito costante. In generale, pensiamo che siano le persone a possedere le cose, ma secondo me è esattamente il contrario: le cose hanno cominciato a possedere le persone

Non sono contro la tecnologia, sono un fan della tecnologia! 
Ma non abbiamo tempo, oggi, per pensare alle nostre vite, per godere delle cose belle che ci circondano. E alla fine, credo, molti di noi vivono una vita priva di senso.

E’ ciò che è successo a me nel 2007. Facevo l’amministratore delegato per la piccola azienda che dirigevo con mio fratello. Ogni giorno avremmo dovuto lavorare fra le 12 alle 16 ore in modo da guadagnare abbastanza denaro per mantenere la ditta. I compiti erano noiosi e ripetitivi, non ci piacevano. Ci piaceva suonare, il nostro ufficio era una sala prove. Ma non avevamo tempo. 


Comunque ho imparato alcune cose sull’economia. 

Ad esempio che nella società di oggi, non produciamo per soddisfare bisogni umani.
 L’industria è motivata principalmente dal profitto.
 La felicità delle persone è secondaria. 
I problemi che nascono dall’inflazione, dalla disoccupazione, dalla competizione, dalla disuguaglianza sono secondari, ciò che conta è fare profitto. 
Molti di questi problemi sono parte indispensabile del ciclo economico. Perciò quando è arrivata la recessione, nel 2008, molte persone hanno perso il lavoro, io e mio fratello abbiamo venduto la ditta.

 Ero molto frustrato e arrabbiato con la società, ma ora mi sento grato di ciò che è successo: la recessione mi ha dato la possibilità di lasciare i miei comfort e trovare nuove strade. Mi ha dato la possibilità di viaggiare. E come sapete, non c’è nulla che riesca a cambiare punti di vista e prospettive quanto un vero viaggio di scoperta. E’ stato proprio mentre viaggiavo che ho fatto una delle scoperte più sensazionali della mia vita. (Con me ha funzionato, potrebbe funzionare anche con voi).


Ho scoperto che meno soldi utilizzavo per viaggiare, più ricche e significative si rivelavano le mie esperienze.


viaggiare low-cost

Ci sono tanti motivi per cui è bene non spendere soldi. Ma questo è il motivo per cui io lo faccio: il viaggio è più bello quando non uso denaro. In qualche modo sembra che il denaro mi impedisca di vivere esperienze autentiche. 

Ma come fa uno, a viaggiare e vivere -ragionevolmente bene- senza spendere soldi nella società in cui i soldi sono tutto?

Da quando siamo piccoli, fino a quando diventiamo adulti, instillano nella nostra mente l’idea che i soldi, il profitto, le banche, il credito, siano una parte naturale della nostra vita. Ma i soldi sono solo pezzi di carta e numeri virtuali. Di fatti se oggi sparisse tutto il capitale del mondo, ma l’acqua, l’aria, la luce del sole, gli alberi, i minerali, gli animali, le fattorie fossero ancora intatte, saremmo sempre in grado di produrre. Finché le risorse “fisiche” ci sono, possiamo soddisfare ogni bisogno umano e realizzare ogni nostro desiderio. 

Per dimostrare tutto ciò, nel 2011 ho voluto tentare un esperimento: 

Viaggiare per l’Europa, senza denaro. 
Ho proposto alla mia partner, Roberta, di unirsi in questa pazza avventura. Lei si è rivelata molto entusiasta, perciò l'abbiamo fatto.
Senza piani, programmi, limiti di tempo... Eravamo liberi!
Avevamo solo un piccolo desiderio: raggiungere l'Oceano Atlantico. 
E' stato il nostro unico obiettivo, senza spendere soldi.
Come ci siamo riusciti?

Beh, per spostarci da un posto all'altro abbiamo imparato dal modo in cui viaggiavano i nostri genitori da giovani: abbiamo fatto l'autostop.


Fare l'autostop è economico, poi ecologico (perché invece di usare 4 automobili ne utilizziamo solo una e inquiniamo di meno) ma soprattutto è social. Un'ottima maniera per conoscere la gente del posto. D'altronde se sono qui è  grazie all'autostop: è così che mia madre e mio padre si sono conosciuti da giovani.

Non mi stupirei se questa fosse la vostra idea di autostop: (SLIDE umoristica con immagini tratte da internet: due autostoppisti con ascia e motosega in mano). 

Non mi stupisce che la gente non si fidi più di nessuno oggi. I mass media ci bombardano costantemente con notizie di cronaca nera e film dell’orrore. Non ci fidiamo più. 
Eppure se vogliamo costruire una società migliore, dobbiamo dare fiducia al prossimo.
Mi piace fare l'autostop perché rende il mio viaggio più avventuroso e perché è un ottimo esercizio per ritrovare fiducia nell'umanità. Incontri tante persone speciali là fuori!

Forse qualcuno di voi metterà in discussione l'idea che chiedere qualcosa gratis sia giusto. Ma se ci fermiamo un secondo a pensare: quante cose gratis abbiamo oggi?


-Educazione e valori che famiglia e amici ci insegnano. Sono gratis.
-I nostri genitori ci mandano a scuola gratis.
-La maggior parte dell'informazione e della conoscenza è gratuita.
-Le scoperte e le tecnologie che abbiamo ereditato dal passato e rendono migliore la qualità della nostra vita, le abbiamo gratis.
-Molti attivisti e volontari lavorano per migliorare la nostra società. Lo fanno senza scopo di lucro.
-Se abbiamo un incidente per strada, c’è chi ci soccorre senza chiedere nulla in cambio.

Se non siamo d'accordo, per coerenza, dovremmo rifiutare ogni dono gratuito che riceviamo: la nostra vita sarebbe durissima. Realizzare i nostri sogni sarebbe molto più difficile senza l’aiuto disinteressato delle altre persone. 

Darti un passaggio è decisione dell'autista. Puoi intrattenerlo con interessanti conversazioni, puoi fargli compagnia ascoltando i suoi sogni e i suoi problemi. E’ un modo per ripagarlo. A volte si diventa amici. Per questo non mi sento in colpa quando chiedo un passaggio gratis. Sono pronto a fare lo stesso quando gli altri avranno bisogno di me. 

Tuttavia fare l’autostop non è sempre piacevole. A volte c’è da aspettare diverse ore prima che qualcuno ti carichi. Ma quando incontri queste persone: (SLIDE, immagini di autisti e camionisti). Ti danno un passaggio, condividono il loro cibo, ti invitano a casa, ti trattano come un membro della loro famiglia… Quando ciò succede non ti penti mai di aver aspettato così tanto. 

Come ci siamo procurati cibo e alloggio?

 Beh, sapevamo che nel mondo tante persone hanno bisogno di aiuto, aiuto nella loro fattoria o in lavori sociali, ma magari non hanno abbastanza soldi per permettersi dei lavoratori. Perché non offrire a queste persone il nostro aiuto in cambio di ospitalità? L’abbiamo fatto: abbiamo lavato piatti, cucinato, dato da mangiare alle galline, ci siamo presi cura di animali, svolto lavori di giardinaggio, raccolta, taglio dell'erba, ecc. E’ stato la nostra manodopera in cambio di cibo e un posto per dormire. Alcuni lavori… erano pesanti, ma è stato un buon modo per mantenersi in forma -invece che pagare per una palestra- e lavoravamo comunque pochissime ore: perché non lavoravamo per soldi. 

Tuttavia, questo non è solo un modo per soddisfare i bisogni principali. Questo è il miglior modo per fare scambi culturali, sentirsi parte di una famiglia del posto, imparare una nuova lingua e nuove abilità, vivere uno stile di vita differente. Ci sono tanti modi per ottenere le cose di cui avete bisogno. Se siete flessibili e vi adattate facilmente, se contate sulle vostre capacità e se date fiducia alle persone, potete ottenere quello che volete senza bisogno di denaro. Il denaro è un modo. Ci sono tanti altri modi per ottenere ciò di cui si ha bisogno. 


Quando viaggi con un bagaglio leggero, quando non ti importa troppo di cose materiali, puoi provare un senso di libertà che mai avresti immaginato. Nessuno può portarti via una bellissima giornata di sole in cambio di denaro. Se tu lo volessi, potresti vivere per sempre in una vacanza da sogno. 


Alcuni amici mi hanno chiesto come ci si sente a viaggiare senza soldi. 

Mi sento ricco. Per tutte le esperienze che ho vissuto. 
La libertà è avere tempo. Non denaro.
Potrei avere tutti i soldi di questo mondo, ma che senso ha, se poi non ho tempo… per fare le cose che mi piacciono, per stare con le persone che amo?
I soldi non comprano la felicità. Lo sappiamo tutti.
La bella notizia è che la felicità è intorno a noi, gratis. E’ nella natura, nella bellezza dei fiori e degli animali, è ogni volta che aiutiamo qualcuno senza chiedere niente in cambio. La felicità è ogni volta che i nostri sogni si realizzano. 


simone dabbiccoTutti noi, cerchiamo comfort, sicurezze, certezze, ma se ci fissiamo troppo, rischiamo di perdere il senso della scoperta e dell’avventura. Se viviamo nella paura, rischiamo di rinunciare alla scoperta di nuovi posti e di nuove esperienze.

Scoperta, avventure, esperienze, curiosità, amore, questi sono gli ingredienti per una vita colma di significato. 


Perciò se posso darvi un piccolo consiglio, oggi, eccolo:

Siate più che semplici turisti. 
Viaggiate di più, pianificate di meno, perdetevi.
Trovate il tempo…non il denaro, ma il tempo! Per fare le cose che vi piacciono e per esplorare il mondo, vederlo da angoli diversi.
 Invece che salire su un aereo, utilizzate i vostri piedi, e camminate verso nuove direzioni. E ricordate:

 qualsiasi sia il vostro sogno, qualsiasi siano i vostri obiettivi, 
i soldi sono solo pezzi di carta.