mercoledì 19 marzo 2014

Downshifting in Toffia

Nelle case di chi ha scelto di cambiare vita


wwoofing
Toffia

Un soggiorno wwoof nel Lazio

Le persone che ti ospitano nella loro casa, gente che incontri per caso, o a cui chiedi ospitalità per conoscerne da vicino lo stile di vita, non sono mai come te le aspetti. Sono molto meglio. Persone intrise di un'umanità capace di commuoverti e di ispirarti, con la loro storia travagliata ma anche con i loro traguardi conquistati, con fatica, nonostante gli ostacoli, le invidie, il livore della gente.


Lascio Roberta in Umbria, non prima di averle affidato una missione interessante: fare visita alla Città della Luce, una comunità di persone che hanno deciso di vivere insieme, ma anche un centro di studi olistici nelle Marche, di cui spero ci parlerà presto. Io mi dirigo a Toffia, una piccola città del Lazio arroccata, secondo l'uso medievale, sulla cima di una roccia a circa 300 metri d'altezza. Mi ospita Geraint, un gentleman di origine gallese, capace di parlare con un accento romano perfetto ed un altro paio di lingue. Il suo bagaglio culturale e il suo curriculum vitae sono decisamente invidiabili: da attore a tecnico teatrale, da musicista folk a agricoltore "bio", infine esperto di erbe naturali. Geraint non smette mai di stupirmi, mostrandomi ogni giorno come riesce ad auto-prodursi gran parte dei prodotti necessari al mantenimento della casa e dell'igiene personale (saponi e dentifricio) e a coltivare verdure e frutta direttamente dal suo piccolo orticello. Spesso lo osservo mentre raccoglie erbe e piante selvatiche dai frutti o dalle foglie ricchi di sapore, approfittando di una passeggiata sotto il sole nei parchi naturali, nei boschi, o presso il Farfa, fiume che dà il nome all'intera vallata. 

C'è molto da vedere e da imparare qui!


raccolta di erbe naturali
Geraint, host wwoof in Toffia


Scalo di marcia (downshifting)


Il mio host ha lasciato il suo lavoro tanti anni fa a causa di qualche dissapore con i suoi colleghi di lavoro. Vive della vendita dell'olio dei suoi circa 180 ulivi e per me è la prova vivente che si può campare bene con poco, che si può trovare un equilibrio sensato tra il lavoro e il tempo libero, e che si può farlo non solo per stabilire un antico legame perduto con la terra, ma anche per diminuire il nostro impatto sul mondo, consumando meno, solo lo stretto necessario. Da quando ha iniziato ad occuparsi della terra, in particolare del suo  piccolo oliveto, Geraint dice di non avere più tempo per occuparsi d'altro. Ma Geraint, com'è che da quando sono qui non facciamo altro che perderci in chiacchiere e troviamo sempre il tempo per leggere libri, scrivere, suonare gli strumenti musicali della casa, bere tisane e caffè, discutere di società e di arte? Dal momento in cui ci alziamo al mattino, fino al giungere della sera, tutto viene svolto con molta calma, ad un ritmo ispirato dal clima della giornata e a seconda di ciò che richiedono le circostanze.

Dall'oliveto di Geraint si gode di una bellissima vista panoramica che domina le verdeggianti colline circostanti, ricche di olivi e boschetti mediterranei. Si respira aria buona, aria di pace, e ti senti in armonia, lontano dal resto del mondo.

Peng Li, il mio amico wwoofer dal Taiwan
Quando la giornata è particolarmente limpida, è anche possibile avvistare il monte Giano, famoso per la scritta dal significato inequivocabile: Dux.

dux


Nonostante il suo triste valore simbolico e l'evidente connotazione politica, nel 1998 la giunta regionale del Lazio ha deciso di salvare la scritta. E' infatti stata riconosciuta come patrimonio artistico e monumento naturale. Ed è diventata un'attrazione per turisti e curiosi.


Contadini per scelta


Nel giardino di Geraint, zappare, potare, seminare, innaffiare è tutto ciò che facciamo. Si tratta di poche ore al giorno ma intense. Il mestiere del contadino, antico come il mondo, consiste quasi sempre nel chinare la schiena, dunque è molto faticoso. L'alternativa è spendere la maggior parte delle proprie giornate dentro ad un ufficio o ad una fabbrica di città, per occuparsi di cose sempre uguali, che a lungo andare non ti arricchiscono, il più delle volte in compagnia di gente insipida, e come unica colonna sonora i clacson delle auto ingolfate nel traffico... Ma se viaggio per ispirarmi e conoscere nuovi stili di vita, ora posso dire con certezza dove preferisco stare, ovvero qua, in aperta campagna, dove il tempo non esiste, e se esiste è lento, scandito dai ritmi della natura, dal canto degli uccelli, e di qualche antica campana che resiste alla modernità, in un piccolo villaggio limitrofo. 

"La terra è bassa" si dice, ma i pensieri che scaturiscono dalla fatica e dall'azione di coltivare sono "alti".



Post precedenti:
Una sola vita, tante vite diverse
Sulle orme del Santo di Assisi
Una sosta inaspettata
I cavalli della Val D'elsa

Inizio avventura:
Italia con Lentezza

Tutto l'elenco di racconti, qui.

Link per l'album di foto pubbliche:
QUI e QUI by Viaggiare con lentezza.

martedì 4 marzo 2014

Sulle orme del santo di Assisi

assisi
La chiesa di Santa Chiara ad Assisi

Uno scambio alla pari

Siamo alla terza tappa del nostro viaggio. Abbiamo raggiunto l'Umbria e ci siamo fatti accogliere dalla famiglia di Michele e Claudia, una coppia talmente gentile ed ospitale da metterci quasi in imbarazzo. Ci siamo conosciuti rispondendo alla loro "chiamata alle armi": poco lontano dalla loro casa e da due piccoli laghi c'è infatti un campo da spianare, un esercito di rovi e sterpaglie da abbattere e una terra da rendere fertile per il trapianto di giovani ulivi.

wwoof
Prima.
Afferrati zappe, falcioni e accette, ci siamo subito dati da fare per svolgere ciò che può sembrare un lavoro duro e difficile, ma che dona tonicità e vigore se svolto con tenacia e determinazione, e soprattutto con il giusto ritmo.

wwoofing
Dopo.
(Grazie anche all'aiuto del trattore però!)
 In cambio di questo aiuto, Michele e Claudia ci hanno messo a disposizione il secondo piano della loro casa, che fino a poco tempo fa era un bed and breakfast. Non solo comodità ma anche tanta simpatia, calore, buon cibo e voglia di condivisione contraddistinguono la nostra permanenza qui a Sant'Orfeto (PG). I nostri host sembrano davvero mettercela tutta per farci sentire a nostro agio, nonostante lo stress e il continuo via vai lavorativo che li tiene ore e ore lontani dalla loro bellissima casa.

workaway


Umbria con lentezza


Ed eccoci dunque a parlare dell'Umbria.

san francesco d'assisi

Sarà l'emozione della prima volta o la semplice conferma che tutte quelle immagini del nostro bel Paese ed in particolare di questa bella regione, viste alla tivù o nei giornali, non sono semplici fotomontaggi da rivista turistica: l'Umbria, ricoperta da fertili vallate si presenta incantevole e dolce, col suo verde, le sue colline ridenti colme di vigneti, oliveti, querce, faggi e castagni.

workaway
Gita ad Assisi con la famiglia di Michele e Claudia
Grazie a questo scambio alla pari, abbiamo tempo libero, tempo per respirare, leggere, oziare, riflettere, meditare, vivere. In Umbria, in particolare, si respira un'atmosfera molto mistica e religiosa, conferitagli dalle illustre personalità di santi (Francesco, Benedetto, Chiara, Rita) che vi hanno soggiornato. E' davvero indimenticabile l'emozione che abbiamo provato passeggiando per le vie di Assisi (grazie Claudia e Michele per averci portato!). La città continua a vivere nel mistico ricordo di Francesco e continua ancora oggi a ispirare le vite di molti uomini, di viandanti, di pellegrini e di turisti, che la assediano in massa soprattutto durante il periodo estivo. Ora che è inverno la città è pervasa da uno strano silenzio, che invita al raccoglimento e alla meditazione. La chiesa di San Francesco conserva intatta la tipologia medievale e i gioielli architettonici romanici e gotici con i meravigliosi affreschi, fra cui il ciclo di Assisi raffigurante la vita del Santo e opera del grande Giotto.
Non è raro incontrare per strada giovani seminaristi che hanno ricevuto "la chiamata". Contraddistinti dal saio e da un umile paio di sandali, i giovani aspiranti Francescani scelgono di seguire il Signore, sulle orme del Santo D'Assisi, vivendo la sua stessa vita, negli stessi luoghi, custodendoli. La loro opera è volta a diffondere i Vangeli e aiutare i bisognosi.

umbria
La basilica di San Francesco ad Assisi
Tutto ha avuto inizio alla Porziuncola, la piccola chiesa costruita da S. Francesco e dai suoi seguaci, ora racchiusa all'interno di una mastodontica chiesa più grande (la ricca chiesa di Santa Maria degli Angeli). Qui, circa ottocento anni fa, il Santo fu ispirato a vivere il vangelo sine glossa, ovvero alla lettera, passando dalla parola all'azione, cioè portando nella pienezza dei gesti quotidiani il messaggio di Gesù nella vita di tutti i giorni. Francesco è un personaggio di forte attualità, e la sua storia lascia dentro il cuore di tutti un'impronta indelebile. Un uomo che in un periodo molto travagliato (tale quale è il nostro) sceglie di intraprendere una via del tutto controcorrente e rischiosa, abbandonando ricchezze e averi, status, comfort e sicurezze, oltre al rischio di essere bollato come eretico e scomunicato. Un uomo che intraprende un apostolato itinerante in diverse zone d'Italia, raggiungendo poi l'Egitto ed impressionando i sultani con la sua semplicità e povertà. Per Francesco la povertà è il distacco dalle cose del mondo per fissare lo sguardo sui beni celesti, in una fraternità in cui si è tutti uguali. Nel 1208 in una chiesa della città, scoprì queste parole nel Vangelo e decise di metterle in pratica:
"Se vuoi essere perfetto, va' e vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri.
E sfogliando ancora:
"Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e di là riprendete il cammino 
Anche noi, come Francesco, abbiamo scolpito queste parole nel nostro cuore e ne abbiamo fatto tesoro. Ci serviranno per continuare ad affrontare questo viaggio in Italia, e tutti i prossimi viaggi che compieremo. Lungi dal voler dare a questo messaggio un'impronta religiosa, cercheremo di non farci mai mancare quegli strumenti che sono serviti a lui, Francesco, per cambiare la sua vita, quella degli altri, la storia della Chiesa e di gran parte dell'umanità: gli strumenti della povertà, dell'umiltà, della fraternità e della gioia necessaria per godere di ciò che la vita, con le sue mille sfumature, ha da offrire.

Continua a seguire la nostra avventura!
Simone D.
e Roberta P.

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