martedì 4 marzo 2014

Sulle orme del santo di Assisi

assisi
La chiesa di Santa Chiara ad Assisi

Uno scambio alla pari

Siamo alla terza tappa del nostro viaggio. Abbiamo raggiunto l'Umbria e ci siamo fatti accogliere dalla famiglia di Michele e Claudia, una coppia talmente gentile ed ospitale da metterci quasi in imbarazzo. Ci siamo conosciuti rispondendo alla loro "chiamata alle armi": poco lontano dalla loro casa e da due piccoli laghi c'è infatti un campo da spianare, un esercito di rovi e sterpaglie da abbattere e una terra da rendere fertile per il trapianto di giovani ulivi.

wwoof
Prima.
Afferrati zappe, falcioni e accette, ci siamo subito dati da fare per svolgere ciò che può sembrare un lavoro duro e difficile, ma che dona tonicità e vigore se svolto con tenacia e determinazione, e soprattutto con il giusto ritmo.

wwoofing
Dopo.
(Grazie anche all'aiuto del trattore però!)
 In cambio di questo aiuto, Michele e Claudia ci hanno messo a disposizione il secondo piano della loro casa, che fino a poco tempo fa era un bed and breakfast. Non solo comodità ma anche tanta simpatia, calore, buon cibo e voglia di condivisione contraddistinguono la nostra permanenza qui a Sant'Orfeto (PG). I nostri host sembrano davvero mettercela tutta per farci sentire a nostro agio, nonostante lo stress e il continuo via vai lavorativo che li tiene ore e ore lontani dalla loro bellissima casa.

workaway


Umbria con lentezza


Ed eccoci dunque a parlare dell'Umbria.

san francesco d'assisi

Sarà l'emozione della prima volta o la semplice conferma che tutte quelle immagini del nostro bel Paese ed in particolare di questa bella regione, viste alla tivù o nei giornali, non sono semplici fotomontaggi da rivista turistica: l'Umbria, ricoperta da fertili vallate si presenta incantevole e dolce, col suo verde, le sue colline ridenti colme di vigneti, oliveti, querce, faggi e castagni.

workaway
Gita ad Assisi con la famiglia di Michele e Claudia
Grazie a questo scambio alla pari, abbiamo tempo libero, tempo per respirare, leggere, oziare, riflettere, meditare, vivere. In Umbria, in particolare, si respira un'atmosfera molto mistica e religiosa, conferitagli dalle illustre personalità di santi (Francesco, Benedetto, Chiara, Rita) che vi hanno soggiornato. E' davvero indimenticabile l'emozione che abbiamo provato passeggiando per le vie di Assisi (grazie Claudia e Michele per averci portato!). La città continua a vivere nel mistico ricordo di Francesco e continua ancora oggi a ispirare le vite di molti uomini, di viandanti, di pellegrini e di turisti, che la assediano in massa soprattutto durante il periodo estivo. Ora che è inverno la città è pervasa da uno strano silenzio, che invita al raccoglimento e alla meditazione. La chiesa di San Francesco conserva intatta la tipologia medievale e i gioielli architettonici romanici e gotici con i meravigliosi affreschi, fra cui il ciclo di Assisi raffigurante la vita del Santo e opera del grande Giotto.
Non è raro incontrare per strada giovani seminaristi che hanno ricevuto "la chiamata". Contraddistinti dal saio e da un umile paio di sandali, i giovani aspiranti Francescani scelgono di seguire il Signore, sulle orme del Santo D'Assisi, vivendo la sua stessa vita, negli stessi luoghi, custodendoli. La loro opera è volta a diffondere i Vangeli e aiutare i bisognosi.

umbria
La basilica di San Francesco ad Assisi
Tutto ha avuto inizio alla Porziuncola, la piccola chiesa costruita da S. Francesco e dai suoi seguaci, ora racchiusa all'interno di una mastodontica chiesa più grande (la ricca chiesa di Santa Maria degli Angeli). Qui, circa ottocento anni fa, il Santo fu ispirato a vivere il vangelo sine glossa, ovvero alla lettera, passando dalla parola all'azione, cioè portando nella pienezza dei gesti quotidiani il messaggio di Gesù nella vita di tutti i giorni. Francesco è un personaggio di forte attualità, e la sua storia lascia dentro il cuore di tutti un'impronta indelebile. Un uomo che in un periodo molto travagliato (tale quale è il nostro) sceglie di intraprendere una via del tutto controcorrente e rischiosa, abbandonando ricchezze e averi, status, comfort e sicurezze, oltre al rischio di essere bollato come eretico e scomunicato. Un uomo che intraprende un apostolato itinerante in diverse zone d'Italia, raggiungendo poi l'Egitto ed impressionando i sultani con la sua semplicità e povertà. Per Francesco la povertà è il distacco dalle cose del mondo per fissare lo sguardo sui beni celesti, in una fraternità in cui si è tutti uguali. Nel 1208 in una chiesa della città, scoprì queste parole nel Vangelo e decise di metterle in pratica:
"Se vuoi essere perfetto, va' e vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri.
E sfogliando ancora:
"Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e di là riprendete il cammino 
Anche noi, come Francesco, abbiamo scolpito queste parole nel nostro cuore e ne abbiamo fatto tesoro. Ci serviranno per continuare ad affrontare questo viaggio in Italia, e tutti i prossimi viaggi che compieremo. Lungi dal voler dare a questo messaggio un'impronta religiosa, cercheremo di non farci mai mancare quegli strumenti che sono serviti a lui, Francesco, per cambiare la sua vita, quella degli altri, la storia della Chiesa e di gran parte dell'umanità: gli strumenti della povertà, dell'umiltà, della fraternità e della gioia necessaria per godere di ciò che la vita, con le sue mille sfumature, ha da offrire.

Continua a seguire la nostra avventura!
Simone D.
e Roberta P.

Post precedenti:
Una-sosta-inaspettata
I cavalli della Val D'Elsa

Inizio avventura:
In Italia Con Lentezza