lunedì 16 giugno 2014

La Città Della Luce

Vivere in una comunità spirituale


la città della luce
I viaggi servono per aprire gli occhi e la mente. Servono anche per cercare un posto dove imparare qualcosa di nuovo e sentirsi a "Casa". L'11 marzo sono approdata alla Città della Luce, e qui finalmente mi sono fermata, qui mi sono sentita a casa. Se sarà per sempre o solo per qualche mese non lo so, sicuramente sento che sta cambiando il mio modo di vedere la vita, di affrontare i problemi e le sue dinamiche. Per me, per ora, si conclude l'Italia con Lentezza Tour, perché ho trovato alla Città della Luce un posto dove ricaricare le mie energie, imparare cose nuove, mettere le mie capacità a disposizione di una comunità che vuole cambiare il mondo attraverso iniziative interessanti e coinvolgenti, aperte a tutti coloro che vogliano farvi parte.

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"La Città della Luce" ha una visione, un sogno che è diventato un progetto: costruire un nuovo modello di società fondata sull’Amore e sulla Consapevolezza nelle relazioni e capace di usare le risorse in maniera rispettosa nei confronti dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi.
Costruire una nuova società non è semplice, come non lo è vivere in comunità. Esplodere nell'egoismo, nei giudizi e nelle gelosie è un rischio che si corre quando si vive a stretto contatto con gli altri, tutti i giorni. Qui si lavora, si mangia e si condividono gli spazi con più di 30 persone. La comunità della Città della Luce vuole cambiare il Mondo ma sa che prima è necessario cambiare se stessi: attraverso lo studio e la pratica di Reiki, della teoria sistemica, la conoscenza dei Chakra e la psicosomatica, lo Yoga e la filosofia ayurvedica, l’alimentazione consapevole, è possibile svolgere un percorso preciso e condiviso di crescita interiore, per imparare a convivere con le proprie ferite e il proprio passato, insieme con le aspirazioni personali e i progetti, per comprendere la natura dei conflitti interiori e insieme aiutarsi per distruggerli.

Questi sono i principi di Reiki che li guidano nella loro quotidianità:

Solo per oggi
 
Non ti arrabbiare

Solo per oggi
 
Non ti preoccupare


Guadagnati da vivere onestamente 

Onora i Genitori, i Maestri e gli Antenati

Mostra gratitudine per ogni cosa vivente

Qui alla Città della Luce si può fare una vera e propria esperienza di vita comunitaria: dal primo giorno entri a fare parte di una grande famiglia fatta di uomini e donne che lavorano insieme, uniti per raggiungere il loro obiettivo. Ogni attività che si svolge è parte di un progetto più grande e dà la possibilità ai volontari di sentirsi piccoli tasselli di un grande mosaico. Aiutando in cucina e nell'orto, diamo la possibilità ai membri della comunità di dedicarsi ai corsi (es: Permacultura, orto sinergico, costellazioni familiari, astrologia archetipica, Reiki, ecc...), alle attività come l'Open Day e alla propria crescita personale.
Su questo tema anche un "semplice" volontario può intraprendere un percorso di ricerca e sviluppo individuale, seguendo gratuitamente i corsi, le attività e i seminari che periodicamente si svolgono qui a Ripe, dove La Città della Luce ha sede.

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Per me è stato possibile anche seguire la passione che ho da sempre: lavorare in cucina, con un cuoco e aiutanti fantasiosi e simpatici, preparando cibo bellissimo, buonissimo, sano e curativo. Sto imparando la differenza tra nutrirsi e mangiare, mi sto inoltrando nel mondo della cucina Ayurvedica, vegana e macrobiotica, scoprendo quanto tutte queste discipline si basino sull'equilibrio del corpo e della mente, su ciò che ci fa stare bene, su ciò che ci cura, ponendo l'attenzione sul cibo come parte fondamentale della vita, e in quanto tale, è essenziale dargli il giusto spazio e misura di consapevolezza.


Grazie ai seminari di Reiki e Costellazioni Familiari e soprattutto grazie all'opportunità che mi è stata data di seguire il " Viaggio dell'Eroe" ho potuto aprire gli occhi sul modo in cui agiamo e su come affrontiamo la vita, la famiglia e le relazioni. 

Cosa ho imparato qui.


Ho imparato che io sono la fautrice del mio presente e del mio futuro, nonostante il passato sia stato insidioso e traumatico, nonostante i divieti e i tabù che sono stata costretta a seguire e infrangere, nonostante il dolore e la rabbia che mi hanno trasmesso e inculcato.

Ho imparato che posso (e devo) perdonare per tutto il male che mi è stato fatto, facendo in modo che quel male non infetti più la mia vita; ho imparato che non devo farmi carico dei pesi, della sofferenza e del destino di altri, siano essi componenti della mia famiglia, amici o persone incontrate nella mia vita: ognuno deve portare il peso del proprio destino e "restituire" tutto ciò che non gli appartiene. 

Ho imparato che devo avere il coraggio per dire "mi dispiace" e essere grata per quello che la vita mi offre, rendendomi conto che tutto quello che mi accade è parte della scuola della vita, che mi da la possibilità di fare esperienza e crescere.
Ho imparato che sono solo Io l'artefice del mio destino, che posso cambiare la mia realtà, che ho il potere di essere ciò che desidero e di creare attorno a me le condizioni per diventarlo. Io posso.

Ho imparato tante tante tante altre cose e non posso che essere grata all'Universo, a me stessa e a Simone di avere creato le condizioni per farmi arrivare qui!

Ringrazio tutti coloro che ci seguono, che ci scrivono e che ci mandano spunti di riflessione. Sono molto importanti per noi e il vostro sostegno ci aiuta a crescere.

A presto,

Riferimenti:
http://www.reiki.it/

giovedì 12 giugno 2014

Homeschooling: una scuola familiare a Caltanissetta

Ospite a casa di una famiglia di homeschoolers

scuola familiare
Stella, Benedetta, Teresa e il wwoofer di Pavia, Mattia
Quando raggiungo Caltanissetta, in autostop da Gela, la città è in pieno fermento per le elezioni politiche (europee e comunali). L'80% dei muri e delle vetrine è tappezzato con i cartelloni elettorali, in ogni angolo della città giovani ragazzi distribuiscono i volantini dei loro candidati preferiti, a volte in maniera invadente; non di rado passano automobili che, con megafoni al massimo volume, raccomandano di votare il certo tal dei tali. Nel volto di alcuni passanti leggo entusiasmo e fiducia, nel volto di altri leggo disillusione e indifferenza. I visi dei candidati ritratti nei cartelloni sono giovani, sorridenti, con lo sguardo pieno di speranza, rivolto al futuro, e una frase ad effetto ben evidenziata affianco. I candidati parlano di impegni e allettanti promesse, promesse che però ho già sentito tante, troppe volte. 

Scopro che...

homeschooling


...Francesca e Salvatore, i miei nuovi host*, non andranno a votare. Loro sono convinti che un futuro migliore non si può più costruire con la politica. Almeno non con l'attuale politica. Il cambiamento è una questione di fatti non di parole: il cambiamento lo fanno le singole persone, gli individui, le famiglie, le associazioni o le comunità, con azioni quotidiane concrete e, se vogliamo, anche un po' controcorrente



orti biologici sicilia
L'orto sinergico di Salvatore e Francesca.
Francesca e Salvatore  hanno deciso di cambiare vita, trasferirsi in campagna, auto-produrre il più possibile i prodotti dell'orto, consumare meno, dedicarsi di più alle proprie passioni;  hanno trovato la forza e il coraggio di lasciare il proprio impiego (Salvatore) e diminuire le proprie ore lavorative -con conseguente abbassamento volontario dello stipendio (Francesca); hanno deciso di non mandare a scuola i propri figli, per farli crescere in casa, passare più tempo con loro, insegnar loro valori importanti anziché affidare questo compito ad altre persone su base mercenaria. Valori come il rispetto per la natura, la sobrietà, il vivere semplice, la convivialità, la pace, in un'ottica anti-consumistica.

wwoof
La vista della campagna siciliana di fronte alla casa

capre e galline
Una gallina si accomoda sul dorso di una capretta
Salvatore è ora un cantante Folk, Francesca una dottoressa part-time, e quando non lavora, è lei che insegna ai suoi quattro splendidi figli, Damiano, Stella, Benedetta e Teresa in una stanza della casa che è diventata una vera e propria aula scolastica. Le chiedo se per i suoi bambini sia stato difficile abbandonare la scuola e quindi i relativi compagni di classe. Mi risponde mostrandomi i bambini sorridenti mentre studiano assieme ad altri ragazzini che, dalle case limitrofi, o dalla città di Caltanissetta, vengono apposta per far loro visita. Forse gli amici visitatori invidiano un po' la loro vita in campagnain mezzo al verde, agli animali, respirando aria pura, mangiando bene, giocando e imparando. Perché qui lo studio è anche un gioco. E se devo dirla tutta, questi bambini, che hanno meno di dieci anni, sembrano molto più svegli della media dei loro coetanei, al punto da mettere in imbarazzo i giovani adulti che si imbattono in qualche loro osservazione pungente, sempre con una battuta pronta su qualsiasi argomento affrontato a tavola. Non si tratta certo di ragazzi barricati in casa: viaggiano molto, praticano sport e altre attività culturali nella città di Caltanissetta. E quando non possono viaggiare per il mondo, il mondo va a visitarli a casa loro: i wwoofers insegnano loro l'inglese e altre lingue straniere, portano allegria e compagnia, ma soprattutto, il punto di vista di una cultura differente.


Aprire le porte di casa propria è fondamentale, soprattutto per i giovani adolescenti, affinché possano apprendere, fin da piccoli, importanti valori di scambio, solidarietà e pace, sempre più necessari in un pianeta diviso da frontiere artificiali e  altre forme di chiusura mentale. Questi giovani non impareranno soltanto a rispettare le diversità culturali, ma si appassioneranno del mondo, delle sue bellezze e della sua vastità. Il vero successo di una forma educativa è proprio questo: rendere i ragazzi curiosi e affamati di conoscenza, anziché costringerli a memorizzare meccanicamente nozioni, regole, calcoli, oppure, peggio, educarli alla competizione con gli altri (attraverso test e valutazioni numeriche), anziché alla cooperazione.

L'home-schooling non è perfetto, ma sembra dare buoni frutti. Questo è soprattutto il mio punto di vista, il punto di vista di un ragazzo che la scuola dell'obbligo non l'ha mai digerita molto bene. Per vedere e convincersi, bisogna venire qui, fare visita alla famiglia di Francesca e Salvatore, lasciando loro un piccolo contribuito o lavorando come aiutanti nell'orto (wwoofer). Forse scoprirete che vivere diversamente si può, e senza dubbio è molto meglio.

educazione alternativa
L'allegra e numerosa famiglia di Salvatore e Francesca
*host è il termine inglese per "famiglia ospitante".