giovedì 12 giugno 2014

Homeschooling: una scuola familiare a Caltanissetta

Ospite a casa di una famiglia di homeschoolers

scuola familiare
Stella, Benedetta, Teresa e il wwoofer di Pavia, Mattia
Quando raggiungo Caltanissetta, in autostop da Gela, la città è in pieno fermento per le elezioni politiche (europee e comunali). L'80% dei muri e delle vetrine è tappezzato con i cartelloni elettorali, in ogni angolo della città giovani ragazzi distribuiscono i volantini dei loro candidati preferiti, a volte in maniera invadente; non di rado passano automobili che, con megafoni al massimo volume, raccomandano di votare il certo tal dei tali. Nel volto di alcuni passanti leggo entusiasmo e fiducia, nel volto di altri leggo disillusione e indifferenza. I visi dei candidati ritratti nei cartelloni sono giovani, sorridenti, con lo sguardo pieno di speranza, rivolto al futuro, e una frase ad effetto ben evidenziata affianco. I candidati parlano di impegni e allettanti promesse, promesse che però ho già sentito tante, troppe volte. 

Scopro che...

homeschooling


...Francesca e Salvatore, i miei nuovi host*, non andranno a votare. Loro sono convinti che un futuro migliore non si può più costruire con la politica. Almeno non con l'attuale politica. Il cambiamento è una questione di fatti non di parole: il cambiamento lo fanno le singole persone, gli individui, le famiglie, le associazioni o le comunità, con azioni quotidiane concrete e, se vogliamo, anche un po' controcorrente



orti biologici sicilia
L'orto sinergico di Salvatore e Francesca.
Francesca e Salvatore  hanno deciso di cambiare vita, trasferirsi in campagna, auto-produrre il più possibile i prodotti dell'orto, consumare meno, dedicarsi di più alle proprie passioni;  hanno trovato la forza e il coraggio di lasciare il proprio impiego (Salvatore) e diminuire le proprie ore lavorative -con conseguente abbassamento volontario dello stipendio (Francesca); hanno deciso di non mandare a scuola i propri figli, per farli crescere in casa, passare più tempo con loro, insegnar loro valori importanti anziché affidare questo compito ad altre persone su base mercenaria. Valori come il rispetto per la natura, la sobrietà, il vivere semplice, la convivialità, la pace, in un'ottica anti-consumistica.

wwoof
La vista della campagna siciliana di fronte alla casa

capre e galline
Una gallina si accomoda sul dorso di una capretta
Salvatore è ora un cantante Folk, Francesca una dottoressa part-time, e quando non lavora, è lei che insegna ai suoi quattro splendidi figli, Damiano, Stella, Benedetta e Teresa in una stanza della casa che è diventata una vera e propria aula scolastica. Le chiedo se per i suoi bambini sia stato difficile abbandonare la scuola e quindi i relativi compagni di classe. Mi risponde mostrandomi i bambini sorridenti mentre studiano assieme ad altri ragazzini che, dalle case limitrofi, o dalla città di Caltanissetta, vengono apposta per far loro visita. Forse gli amici visitatori invidiano un po' la loro vita in campagnain mezzo al verde, agli animali, respirando aria pura, mangiando bene, giocando e imparando. Perché qui lo studio è anche un gioco. E se devo dirla tutta, questi bambini, che hanno meno di dieci anni, sembrano molto più svegli della media dei loro coetanei, al punto da mettere in imbarazzo i giovani adulti che si imbattono in qualche loro osservazione pungente, sempre con una battuta pronta su qualsiasi argomento affrontato a tavola. Non si tratta certo di ragazzi barricati in casa: viaggiano molto, praticano sport e altre attività culturali nella città di Caltanissetta. E quando non possono viaggiare per il mondo, il mondo va a visitarli a casa loro: i wwoofers insegnano loro l'inglese e altre lingue straniere, portano allegria e compagnia, ma soprattutto, il punto di vista di una cultura differente.


Aprire le porte di casa propria è fondamentale, soprattutto per i giovani adolescenti, affinché possano apprendere, fin da piccoli, importanti valori di scambio, solidarietà e pace, sempre più necessari in un pianeta diviso da frontiere artificiali e  altre forme di chiusura mentale. Questi giovani non impareranno soltanto a rispettare le diversità culturali, ma si appassioneranno del mondo, delle sue bellezze e della sua vastità. Il vero successo di una forma educativa è proprio questo: rendere i ragazzi curiosi e affamati di conoscenza, anziché costringerli a memorizzare meccanicamente nozioni, regole, calcoli, oppure, peggio, educarli alla competizione con gli altri (attraverso test e valutazioni numeriche), anziché alla cooperazione.

L'home-schooling non è perfetto, ma sembra dare buoni frutti. Questo è soprattutto il mio punto di vista, il punto di vista di un ragazzo che la scuola dell'obbligo non l'ha mai digerita molto bene. Per vedere e convincersi, bisogna venire qui, fare visita alla famiglia di Francesca e Salvatore, lasciando loro un piccolo contribuito o lavorando come aiutanti nell'orto (wwoofer). Forse scoprirete che vivere diversamente si può, e senza dubbio è molto meglio.

educazione alternativa
L'allegra e numerosa famiglia di Salvatore e Francesca
*host è il termine inglese per "famiglia ospitante".