giovedì 30 ottobre 2014

Il viaggio riprende. Sardegna... con lentezza.

« La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattromila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso. » (F. De Andre')


quattro mori

Dopodomani ricomincia il tour lento, alla scoperta dell'Italia.

L'ultima volta che ho scritto di questo tour ho raccontato della bella Sicilia e dell'onirica esperienza di soggiorno presso un'antico casale nel catanese, circondato da agrumeti e ai piedi del maestoso Etna. Sono tornato a casa subito dopo, per rivedere gli amici, i parenti, gli affetti, e sono stato fagocitato di nuovo dalla vita di città, vita industriale, modaiola, frenetica, fanatica, inconsciente per le finalità e le direzioni intraprese. Escluso l'evento TED a cui ho partecipato come speaker, ed escluso il fatto di aver rivisto la mia famiglia, la sensazione di aver perso tempo è stata predominante. Ho dovuto di nuovo mal sopportare le code in macchina e negli uffici postali, vedere gli zombies di Romero infestare i centri commerciali, le code per acquistare i nuovi I-phone 6, le pubblicità asfissianti delle Tv, dei giornali e delle radio, le solite frasi fatte dei politici, l'ingiustizia di vedere facoltosi signori che fanno sfoggio dei loro macchinoni e vestiti firmati, mentre altri, senza soldi, dormono ricoperti di cartone sui marciapiedi; infine i manifestanti che gridano a squarciagola nelle piazze e gli anziani che borbottano parole confuse e non sembrano mai contenti di nulla. Per quanto lecita sia la protesta e la lamentela di quest'ultimi, è inutile sprecare fiato se non si pongono alternative valide. 
Insomma è stato un tempo in cui avrei potuto trovare nuove strade, nuovi amici, avrei potuto imparare nuovi mestieri, vedere nuove cose, avrei potuto conoscere persone che invece di lamentarsi hanno già cominciato a muoversi verso nuove direzioni, avrei potuto essere felice, facendo qualcosa che aveva senso. Ora devo tornare a impegnarmi affinchè altro tempo non venga perso. Chi mi conosce sa quanto sia frustrante per me perdere tempo. E' l'unica vera ricchezza che ho, che abbiamo.

Cosa mi riserberà la Sardegna? Non lo so, cerco di non farmi aspettative. Piani? Zero, il mio piano è non avere piani. Mezzi? Qualsiasi mezzo, pur di godermi l'isola, qualsiasi espediente, pur di spendere meno soldi possibile ed essere più libero dal lavoro schiavizzante che mi serve per guadagnarli. La Sardegna sarà diversa da ciò che immagino ora. Tutti i posti e le persone che incontro si rivelano sempre diverse rispetto alla proiezione che ho nella mia mente. Insomma, comunque sia, sarà bello. 

Vi lascio con questa canzone dei Tazenda, famoso gruppo sardo. E' la versione originale di Domo Mea. Non so voi, ma a me mette i brividi. (Testo originale sotto).




Co…mmo deo
So innoe
Oe ‘eo
Soe chene-ene ribos
Antigos ‘spiritos, umbras…
Parent chi benint a mie
Ti cherzo donare su sambene
Ti cherzo leare, oh…
E t’amo, e t’amo, ses sa vida mea
E t’amo, e t’amo, oh…
Arcanos libros in domo mea
Parent paraulas tuas
Nu…dda b’at
In…tr’a tie
O…ccannu
Sese chene-ene ribos
Antigos ‘spiritos, umbras
Parent chi benint a mie
Ti cherzo donare su sambene
Ti cherzo ninnare, oh…
E t’amo, e t’amo, ses sa vida mea
E t’amo, e t’amo, oh…
Arcanos libros in domo mia
Parent paraulas tuas
Ponemila un’idea
In sa manu, in su coro
Ponemila un’idea
In sa manu, in su coro
Ti cherzo donare su sambene
Ti cherzo ninnare, oh…
E t’amo, e t’amo, ses sa vida mea
E t’amo, e t’amo, oh...
Arcanos libros in domo mea
Parent paraulas tuas
Co…mmo deo
So innoe
Oe ‘eo

Isettende-ende ideas


Simone

mercoledì 8 ottobre 2014

Il discorso sul denaro e sul viaggio. sul palco e dietro le quinte del TEDx Crocetta.

tedx

Mesi fa sono stato contattato dal TEDx Crocetta con lo scopo di fare parte del team di speaker-viaggiatori che il 5 ottobre hanno raccontato sul palco mondiale del TED le proprie esperienze di viaggio. Avrei dovuto raccontare le mie avventure, in particolare il viaggio con Roberta, da Torino a Lisbona, senza spendere soldi. All'inizio ho titubato un po' prima di accettare: chi mi conosce sa quanto sia impacciato e timido, poco incline agli eventi mondani e soprattutto non un grande comunicatore (per questo preferisco scrivere, perché ho tempo per pensare, correggere, rivedere il mio pensiero e riscriverlo, senza pressioni). Alla fine ho deciso di accettare la sfida, se non altro perché ho sempre creduto di avere qualcosa di interessante da raccontare, qualcosa che valga la pena essere diffuso. L'organizzazione TED si occupa proprio di diffondere idee nuove, idee che solletichino la mente e sfidino il pensiero comune. In particolare, chi diffonde queste idee deve essere qualcuno che le abbia vissute sulla propria pelle. Bisogna essere "do-ers", prima di tutto, poi "speak-ers". Fare e poi parlare. E d'altronde non c'è idea più provocatoria e pungente di quella che si può viaggiare e vivere -in maniera accettabile- senza denaro. La mia è sempre stata una sfida, non solo ai soldi, ma ad un modo radicato di vedere le cose.
torinoFin dalle prime settimane di prove sono stato accolto molto bene, in maniera decisamente professionale, dal team di volontari del TEDx Crocetta. Sono giovani motivati dalla passione, dall'entusiasmo, dal lavoro di squadra; nessuno di loro ha lavorato per soldi: mettere a disposizione il proprio tempo, le proprie competenze e lo stare insieme per realizzare un obiettivo comune è già di per sé una grossa ricompensa. Ogni membro del TED torinese possiede una competenza specifica: ci sono i tecnici grafici, i radiofonici, i film-maker, i coordinatori degli speaker e gli organizer, ci sono quelli che si occupano degli sponsor e dell'accoglienza, c'è il presidente Fabio Abbà, che quando non fa il presidente progetta robot, e poi ci sono i personal coach... Devo molto alla mia coach, Luminita Butuc, una ragazza moldava che parla molto bene tantissime lingue, ma soprattutto è riuscita a trasmettermi forte passione e entusiasmo con la sua simpatia e i suoi sorrisi. Fantastica Lu! ;)

I discorsi TED sono tutti in lingua inglese, dunque per chi non è madrelingua la difficoltà di esporre un talk cresce. A complicare maggiormente le cose, i discorsi TED sono a tempo. E' stata una bella sfida ma tutto sommato è andata bene. Presto verranno pubblicati su youtube i video dell'evento TEDx CrocettaSalon Travel, con i discorsi degli altri "unconventional travellers".

tedx crocetta

Ad affiancarmi sul palco c'erano infatti Orlando Manfredi, cantautore torinese, che ha parlato del cammino di Santiago, affrontato con la chitarra e l'anima in spalla; Nicola Graziani e Stefano Vogna hanno raccontato il loro viaggio in cui hanno utilizzato soltanto le App per spostarsi e organizzarsi; infine Amor Ben, una giovane madre spagnola che viaggia... senza muoversi di casa! Amor ci racconta di come il suo percorso personale l'abbia portata a realizzare il sito di scambi linguistici conosciuto come Cool-languages, social network di incontri in continua espansione.  
Ma ora bando alle ciance, ecco a voi, tradotto, il mio discorso per TED.
  
simon dabbicco

Viaggiare senza spendere soldi (TEDx speech)


Viaggiare senza spendere soldi 

 di Simone Dabbicco.

(Speech TED tradotto dall'inglese all'italiano)


"Avete mai pensato al modo in cui viaggiamo oggi?

 Possiamo prendere un aereo e, in pochissimo tempo, raggiungiamo location tropicali, visitiamo monumenti e edifici storici, oppure ci rilassiamo con i nostri amici in una bellissima spiaggia. Stupendo! 

Tuttavia ho notato che, anche quando siamo molto lontani, scegliamo di frequentare gli stessi ristoranti che abbiamo a casa, mangiamo lo stesso cibo, manteniamo gli stessi comfort, seguiamo le stesse abitudini e routine. 

Ma come posso vivere in maniera autentica la bellezza di un paese straniero, se mantengo gli stessi comfort e le stesse abitudini? Come posso trovare nuove idee e ispirazioni se frequento le stesse persone del mio paese quando sono all’estero?


In passato viaggiare significava vivere avventure e nuove scoperte. Oggi si tratta di visitare posti che sono già stati scoperti, o creati apposta da uomini d’affari per il consumo turistico.


Ho pensato a lungo al modo in cui voglio viaggiare e sono arrivato ad una conclusione: per esplorare il mondo in maniera autentica ho bisogno di tempo. Ho bisogno di tempo per vivere la cultura di un posto, per conoscere la gente locale, per imparare lingue, vivere stili di vita differenti e avventure nuove… Ho bisogno di tempo per respirare. Ho bisogno di tempo per pensare.

Ma come utilizziamo il nostro tempo oggi?

 Per lo più siamo indaffarati a lavorare per fare soldi. Ogni mese ne guadagniamo abbastanza per ritornare a lavoro il mese successivo. Spesso li spendiamo in gadget o servizi che ci servono per risparmiare tempo. Parlo di computer, tablet, cellulari, fax, automobili, aerei, forni microonde e cibi pronti "fast food". Ma tutti questi aggeggi e servizi non ci fanno risparmiare tempo. Ci rendono ancora più dipendenti dal lavoro. 

Oggi facciamo fatica a stare a galla fra bollette e pagamenti di auto, case, titoli, vestiti alla moda, possessioni materiali che schiavizzano il nostro corpo e la nostra mente, e ci tengono in debito costante. In generale, pensiamo che siano le persone a possedere le cose, ma secondo me è esattamente il contrario: le cose hanno cominciato a possedere le persone

Non sono contro la tecnologia, sono un fan della tecnologia! 
Ma non abbiamo tempo, oggi, per pensare alle nostre vite, per godere delle cose belle che ci circondano. E alla fine, credo, molti di noi vivono una vita priva di senso.

E’ ciò che è successo a me nel 2007. Facevo l’amministratore delegato per la piccola azienda che dirigevo con mio fratello. Ogni giorno avremmo dovuto lavorare fra le 12 alle 16 ore in modo da guadagnare abbastanza denaro per mantenere la ditta. I compiti erano noiosi e ripetitivi, non ci piacevano. Ci piaceva suonare, il nostro ufficio era una sala prove. Ma non avevamo tempo. 


Comunque ho imparato alcune cose sull’economia. 

Ad esempio che nella società di oggi, non produciamo per soddisfare bisogni umani.
 L’industria è motivata principalmente dal profitto.
 La felicità delle persone è secondaria. 
I problemi che nascono dall’inflazione, dalla disoccupazione, dalla competizione, dalla disuguaglianza sono secondari, ciò che conta è fare profitto. 
Molti di questi problemi sono parte indispensabile del ciclo economico. Perciò quando è arrivata la recessione, nel 2008, molte persone hanno perso il lavoro, io e mio fratello abbiamo venduto la ditta.

 Ero molto frustrato e arrabbiato con la società, ma ora mi sento grato di ciò che è successo: la recessione mi ha dato la possibilità di lasciare i miei comfort e trovare nuove strade. Mi ha dato la possibilità di viaggiare. E come sapete, non c’è nulla che riesca a cambiare punti di vista e prospettive quanto un vero viaggio di scoperta. E’ stato proprio mentre viaggiavo che ho fatto una delle scoperte più sensazionali della mia vita. (Con me ha funzionato, potrebbe funzionare anche con voi).


Ho scoperto che meno soldi utilizzavo per viaggiare, più ricche e significative si rivelavano le mie esperienze.


viaggiare low-cost

Ci sono tanti motivi per cui è bene non spendere soldi. Ma questo è il motivo per cui io lo faccio: il viaggio è più bello quando non uso denaro. In qualche modo sembra che il denaro mi impedisca di vivere esperienze autentiche. 

Ma come fa uno, a viaggiare e vivere -ragionevolmente bene- senza spendere soldi nella società in cui i soldi sono tutto?

Da quando siamo piccoli, fino a quando diventiamo adulti, instillano nella nostra mente l’idea che i soldi, il profitto, le banche, il credito, siano una parte naturale della nostra vita. Ma i soldi sono solo pezzi di carta e numeri virtuali. Di fatti se oggi sparisse tutto il capitale del mondo, ma l’acqua, l’aria, la luce del sole, gli alberi, i minerali, gli animali, le fattorie fossero ancora intatte, saremmo sempre in grado di produrre. Finché le risorse “fisiche” ci sono, possiamo soddisfare ogni bisogno umano e realizzare ogni nostro desiderio. 

Per dimostrare tutto ciò, nel 2011 ho voluto tentare un esperimento: 

Viaggiare per l’Europa, senza denaro. 
Ho proposto alla mia partner, Roberta, di unirsi in questa pazza avventura. Lei si è rivelata molto entusiasta, perciò l'abbiamo fatto.
Senza piani, programmi, limiti di tempo... Eravamo liberi!
Avevamo solo un piccolo desiderio: raggiungere l'Oceano Atlantico. 
E' stato il nostro unico obiettivo, senza spendere soldi.
Come ci siamo riusciti?

Beh, per spostarci da un posto all'altro abbiamo imparato dal modo in cui viaggiavano i nostri genitori da giovani: abbiamo fatto l'autostop.


Fare l'autostop è economico, poi ecologico (perché invece di usare 4 automobili ne utilizziamo solo una e inquiniamo di meno) ma soprattutto è social. Un'ottima maniera per conoscere la gente del posto. D'altronde se sono qui è  grazie all'autostop: è così che mia madre e mio padre si sono conosciuti da giovani.

Non mi stupirei se questa fosse la vostra idea di autostop: (SLIDE umoristica con immagini tratte da internet: due autostoppisti con ascia e motosega in mano). 

Non mi stupisce che la gente non si fidi più di nessuno oggi. I mass media ci bombardano costantemente con notizie di cronaca nera e film dell’orrore. Non ci fidiamo più. 
Eppure se vogliamo costruire una società migliore, dobbiamo dare fiducia al prossimo.
Mi piace fare l'autostop perché rende il mio viaggio più avventuroso e perché è un ottimo esercizio per ritrovare fiducia nell'umanità. Incontri tante persone speciali là fuori!

Forse qualcuno di voi metterà in discussione l'idea che chiedere qualcosa gratis sia giusto. Ma se ci fermiamo un secondo a pensare: quante cose gratis abbiamo oggi?


-Educazione e valori che famiglia e amici ci insegnano. Sono gratis.
-I nostri genitori ci mandano a scuola gratis.
-La maggior parte dell'informazione e della conoscenza è gratuita.
-Le scoperte e le tecnologie che abbiamo ereditato dal passato e rendono migliore la qualità della nostra vita, le abbiamo gratis.
-Molti attivisti e volontari lavorano per migliorare la nostra società. Lo fanno senza scopo di lucro.
-Se abbiamo un incidente per strada, c’è chi ci soccorre senza chiedere nulla in cambio.

Se non siamo d'accordo, per coerenza, dovremmo rifiutare ogni dono gratuito che riceviamo: la nostra vita sarebbe durissima. Realizzare i nostri sogni sarebbe molto più difficile senza l’aiuto disinteressato delle altre persone. 

Darti un passaggio è decisione dell'autista. Puoi intrattenerlo con interessanti conversazioni, puoi fargli compagnia ascoltando i suoi sogni e i suoi problemi. E’ un modo per ripagarlo. A volte si diventa amici. Per questo non mi sento in colpa quando chiedo un passaggio gratis. Sono pronto a fare lo stesso quando gli altri avranno bisogno di me. 

Tuttavia fare l’autostop non è sempre piacevole. A volte c’è da aspettare diverse ore prima che qualcuno ti carichi. Ma quando incontri queste persone: (SLIDE, immagini di autisti e camionisti). Ti danno un passaggio, condividono il loro cibo, ti invitano a casa, ti trattano come un membro della loro famiglia… Quando ciò succede non ti penti mai di aver aspettato così tanto. 

Come ci siamo procurati cibo e alloggio?

 Beh, sapevamo che nel mondo tante persone hanno bisogno di aiuto, aiuto nella loro fattoria o in lavori sociali, ma magari non hanno abbastanza soldi per permettersi dei lavoratori. Perché non offrire a queste persone il nostro aiuto in cambio di ospitalità? L’abbiamo fatto: abbiamo lavato piatti, cucinato, dato da mangiare alle galline, ci siamo presi cura di animali, svolto lavori di giardinaggio, raccolta, taglio dell'erba, ecc. E’ stato la nostra manodopera in cambio di cibo e un posto per dormire. Alcuni lavori… erano pesanti, ma è stato un buon modo per mantenersi in forma -invece che pagare per una palestra- e lavoravamo comunque pochissime ore: perché non lavoravamo per soldi. 

Tuttavia, questo non è solo un modo per soddisfare i bisogni principali. Questo è il miglior modo per fare scambi culturali, sentirsi parte di una famiglia del posto, imparare una nuova lingua e nuove abilità, vivere uno stile di vita differente. Ci sono tanti modi per ottenere le cose di cui avete bisogno. Se siete flessibili e vi adattate facilmente, se contate sulle vostre capacità e se date fiducia alle persone, potete ottenere quello che volete senza bisogno di denaro. Il denaro è un modo. Ci sono tanti altri modi per ottenere ciò di cui si ha bisogno. 


Quando viaggi con un bagaglio leggero, quando non ti importa troppo di cose materiali, puoi provare un senso di libertà che mai avresti immaginato. Nessuno può portarti via una bellissima giornata di sole in cambio di denaro. Se tu lo volessi, potresti vivere per sempre in una vacanza da sogno. 


Alcuni amici mi hanno chiesto come ci si sente a viaggiare senza soldi. 

Mi sento ricco. Per tutte le esperienze che ho vissuto. 
La libertà è avere tempo. Non denaro.
Potrei avere tutti i soldi di questo mondo, ma che senso ha, se poi non ho tempo… per fare le cose che mi piacciono, per stare con le persone che amo?
I soldi non comprano la felicità. Lo sappiamo tutti.
La bella notizia è che la felicità è intorno a noi, gratis. E’ nella natura, nella bellezza dei fiori e degli animali, è ogni volta che aiutiamo qualcuno senza chiedere niente in cambio. La felicità è ogni volta che i nostri sogni si realizzano. 


simone dabbiccoTutti noi, cerchiamo comfort, sicurezze, certezze, ma se ci fissiamo troppo, rischiamo di perdere il senso della scoperta e dell’avventura. Se viviamo nella paura, rischiamo di rinunciare alla scoperta di nuovi posti e di nuove esperienze.

Scoperta, avventure, esperienze, curiosità, amore, questi sono gli ingredienti per una vita colma di significato. 


Perciò se posso darvi un piccolo consiglio, oggi, eccolo:

Siate più che semplici turisti. 
Viaggiate di più, pianificate di meno, perdetevi.
Trovate il tempo…non il denaro, ma il tempo! Per fare le cose che vi piacciono e per esplorare il mondo, vederlo da angoli diversi.
 Invece che salire su un aereo, utilizzate i vostri piedi, e camminate verso nuove direzioni. E ricordate:

 qualsiasi sia il vostro sogno, qualsiasi siano i vostri obiettivi, 
i soldi sono solo pezzi di carta. 

Ispirazioni per il discorso TED

In questo post cito le mie fonti d'ispirazione, persone e fatti che hanno cambiato o contribuito al mio modo di pensare. Tutti ci prendiamo il merito di creare invenzioni, di avere idee rivoluzionarie, o di pensare cose nuove grazie al proprio ingegno. La verità è che prendiamo tutto in prestito dalla natura che ci circonda e ci ispira, o dalle persone che scegliamo come modelli. Possiamo mettere insieme i dati raccolti, i pensieri, le informazioni e le idee e possiamo venirne fuori con nuove idee, con nuovi esperimenti. Ma niente nasce dal nulla. Le persone che mi hanno ispirato per il discorso sono loro:

decrescitaSerge Latouche e Maurizio Pallante, rispettivamente fondatori e presidenti del movimento francese e italiano della decrescita felice. Entrambi hanno scritto libri illuminanti, nei quali sostengono a gran voce che l'economia deve mettere al centro l'essere umano anziché la crescita del PIL. Decrescita, dunque: termine usato come provocazione per contrastare la crescita economica insensata di una società che pensa solo ai consumi.


downshifting
Heidemerie Schwermer e Mark Boyle, signora tedesca lei, giovane britannico lui, hanno vissuto nei loro rispettivi paesi per diversi anni senza utilizzare denaro, hanno scritto libri sull'argomento e dimostrato che senza soldi la vita è più ricca.



Simone Perotti, scrittore e navigatore, mi ha ispirato con i suoi libri "Adesso Basta", "Avanti Tutta" e "Ufficio di Scollocamento" , libri di cambiamento che sono stati decisivi affinché intraprendessi la scelta di vita che ho fatto. I suoi libri hanno ricevuto diversi riconoscimenti, ma anche attirato l'attenzione -purtroppo- di riviste Gossip e trasmissioni pomeridiane "da salotto"; molto poche, invece, le attenzioni da parte di giornalisti, politici, dirigenti aziendali, che dovrebbero attingere abbondantemente dalle idee di questo brillante scrittore, rarità di un mondo che divora le menti più brillanti mettendole al servizio del capitale.


presidente uruguayPepe Mujica è il presidente più povero al mondo, il presidente dell'Uruguay. Nel mio discorso ho preso in prestito alcune parole da una sua recente intervista: "Povero non sono io, povere sono le persone che mi chiamano povere. Perché "povero" nel mio vocabolario, è una persona che desidera troppo. Se desidero più di quello che ho bisogno, non sarò mai contento". Presidenti del mondo, prendete appunti e imparate dal maestro!


Venus ProjectJacque Fresco merita una menzione speciale. Ha 101 anni e va ancora in giro per il mondo a tenere conferenze. Forte del suo sorprendente curriculum, Fresco ha fondato il progetto Venusblueprint di una società senza denaro, dove la cybernetica e l'automazione svolgono un ruolo primario al fine di creare abbondanza e eliminare il lavoro umano, soprattutto quello più pericoloso e alienante. Per il mio discorso mi sono ampiamente ispirato al lavoro di quest'uomo e lo rimpiangerò moltissimo quando, ahimè, per cause naturali, Fresco dovrà lasciarci e smettere di ispirarci con i suoi discorsi sull'uomo e sulla natura.

slow travel
Il film “Into the wild” mi ha ispirato molto. A chi non ha ispirato d'altronde? Ero già un viaggiatore a tempo indeterminato quando ho visto per la prima volta questo film e non ho potuto far altro che identificarmi con il giovane Alexander McCandless, in arte Alex Supertramp.

Anche alcune ragazze, amiche e compagne di viaggio, tra cui Olga, la mia prima partner in autostop, poi Sharon, Elizabeth e Aneta, viaggiatrici hardcore, mi hanno ispirato affinché intraprendessi questa divertente quanto stramba vita da nomade e vagabondo. Sono tutte donne e non c'è da stupirsi: le donne, oggi, sono tendenzialmente più coraggiose, più libere e intellettualmente più attive degli uomini. C'è tanto da imparare dalle donne di oggi.