sabato 12 dicembre 2015

Viaggio lento a Nord-Est.

Donne che viaggiano in solitaria, con lentezza.


viaggio nord est

Da circa un mese la lumachina Angela è in viaggio (lentissimo) verso Nord-Est. A Varsavia ha fatto il visto per la Russia per fare la transiberiana e poi la Mongolia. Se riuscirà ad ottenere il visto a Helsinki o a Riga tornerà in Cina (per la quarta volta). Treni popolari, dunque, e tante tante tappe. Questo è il suo programma per quattro-cinque mesi e poi... Poi si vedrà. Angela viaggia per il viaggio, utilizza mezzi di convenienza, risparmia il più possibile e dice: "finché avrò soldi e salute il viaggio durerà. Ne servono pochi, ma quei pochi ci vogliono: la lentezza mi aiuta a risparmiare, ma è anche il mio stile di vita". Oggi condivide con noi un piccolo resoconto introspettivo del suo primo mese di viaggio. 


Silena*, dal finestrino.


Non è la prima volta che parto. Non è la prima volta che fuggo. Questa volta è diverso. Questa volta è un viaggio più lungo, e più difficile, chissà! La Siberia d'inverno?! E quando la vuoi vedere altrimenti? D'inverno fa freddo, vero, ma va vista anche d'inverno.

viaggio a nord estFuggo dai fantasmi del passato, ai quali proprio non si riesce a sfuggire. Tornano, cavolo se ritornano. Alcune notti, poi, non riesco a scrollarmeli di dosso, nonostante sia partita, nonostante abbia abbandonato tutto. La casa invece... Non è la prima volta che l'abbandono assieme a "chi" e "cosa" ci vivono dentro.

Fessa. Forse ma non si vive per essere furbi. Almeno non io.


E allora eccomi da sola con solo un bagaglio a mano. Un cambio e un po' di roba pesante, guanti, berretto, calzamaglia e tuta per combattere -per quel che si può- il gelo dei prossimi mesi. Sapone da bucato e ago e filo, per rammendare ciò che inizia a bucarsi. Il peso più folle è la mia macchina fotografica, di cui però ho perso il carica batterie: questo la rende, per ora, inutilizzabile. Accidenti, pesa quanto tutto lo zaino!

viaggi lentiLo zaino si riempirà di carte, mappe e biglietti vari, ma me ne disfarò non appena cambierò posto o paese. Non ho guide, non ho libri, solo un vecchio net-book per collegarmi a internet. Per adesso ne ho bisogno, per trovare gli indirizzi e le notizie dei paesi in cui sono e in cui sarò. Non devo frequentare pub, discoteche e ristoranti. Non mi divertono, mai mi hanno divertita. Se trovo qualcuno con cui dividere una tazza di tè, ben volentieri. Altrimenti da sola. 
Ed eccomi felice, a camminare per le strade. Fortunatamente non fa troppo freddo, a parte alcuni giorni a Varsavia. Mi dicono che è un evento eccezionale, nonostante sia dicembre.
Forse il Freddo vuole darmi l'opportunità di abituarmi piano piano, a ciò che verrà dopo.

Spero di tenervi aggiornati dal mio viaggio!


viaggiare con lentezzaPer seguire nel dettaglio le avventure lente di Angela, potete trovare la sua pagina FB personale, con fotografie, aneddoti e particolari del suo viaggio verso nord-est.


*Silena è un nome inventato, è il femminile di Sileno, amico e maestro di Dioniso

lunedì 16 novembre 2015

La comunità di Osho Gautama

ecovillaggio
“Fluisci quanto più ti è possibile, in modo selvaggio. Non credere ai limiti, e non permettere a nessuno di confinarti, per nessun motivo. Non permettere mai a nulla di diventare una tua prigionia. Continua a fluire, a muoverti, a scorrere; più sei simile ad un fiume, più ti avvicinerai all’oceano”. 
Osho.

La cosa peggiore che possa capitare ad un essere umano è quella di credere che per raggiungere il paradiso bisogna attendere l'al di là. Spero che con qualcuno di questi miei racconti possa ispirare i lettori a seguire le orme di chi invece si è dato da fare per costruire il proprio Eden sulla terra, QUI E ORA, senza aspettare la vita ultraterrena o qualche altro intervento divino. D'altronde, a volte, la realtà è molto meglio di qualsiasi sogno. Ma per costruire un mondo migliore bisogna darsi da fare. Se non facciamo nulla per cambiare, nulla cambierà.

ecovillaggio

Così, per l'ennesima volta, mi ritrovo dentro a un piccolo sogno, reale, qui, a mille metri d'altezza. Dove sono? Mi trovo alla comunità Osho Gautama sull'Alpe Pianello, a 20 minuti da Luino (Lombardia).
Cosa c'è di paradisiaco?

A contatto con la natura

ecovillaggio lombardia
Eco-volontari ammirano il panorama e la vista del lago Maggiore


libertà
Strimpellando la chitarra 
...c'è che l'aria è pura, il paesaggio è stupendo, il bosco autunnale sfoggia i suoi colori più belli e prepara la foresta all'inverno, spogliandolo delle sue foglie a poco a poco. Ci sono i faggi che sovrastano nel bosco e investono il terreno con un fitto tappeto di foglie color marrone, oro e arancio. C'è che la natura può tornare a respirare e prendersi un momento di tregua dagli agguati dell'uomo, che non fa altro che violentarla, violentando quindi anche se stesso. C'è che di notte il cervo maschio viene a farci visita e a tenerci svegli con i suoi lugubri bramiti. Qualcuno si affaccia silenziosamente dalle finestra del casale per ammirarne la sua fiera, grande cresta e, a volte, anche i piccoli cuccioli che si porta dietro con sé. Ogni tanto il cervo maschio incontra un altro cervo, così la battaglia è inevitabile: il rumore delle corna che si scontrano ricorda un po' quello delle spade e per qualche minuto i colpi del loro duello echeggiano nella notte oscura.

Volontariato & stile di vita comunitario


Qui a Osho Gautama ospitano diversi volontari tramite la piattaforma di scambi alla pari workaway. La descrizione del posto e delle attività mi avevano incuriosito, per questo ho deciso di fare un salto e provare. Lo stile di vita è a dir poco paradisiaco. I volontari hanno molto tempo libero, talmente tanto che riesco a dedicarmi a due passioni contemporaneamente: la musica e le camminate nei boschi. La mia collega volontaria, Sarah dal Canada, viene spesso a farmi compagnia, mi insegna l'inglese e improvvisa con me qualche canto imitando i suoni della natura che ci circondano.

vivere nei boschi
Passeggiando nei boschi della montagna
Ci sono poi i ragazzi dell'Erasmus, arrivati da poco. La loro energia fa dilatare le pareti della grande casa, scaldandola con la loro voglia di giocare, di vivere, di fare nuove esperienze.

dormitorio
Vivere in una comune: la stanza delle ragazze

A scuola di meditazione


Ci sono anche decine di maestri: ho avuto l'onore di conoscere Dakshina, Lalita, Nandita, Rafeeka, Anatta, Vedanta che condividono le loro storie, le loro tecniche, le loro visioni, la loro saggezza. C'è tanta legna da raccogliere nel bosco incantato e da immagazzinare all'interno della struttura; sono svariate ore di lavoro la mattina, ma sono anche palestra gratis. La serenità e la fiducia sembrano dominare l'ambiente anche se gli esseri umani non sono immuni alle leggi della natura e ogni tanto scattano i meccanismi del conflitto. C'è il momento per stare insieme e il momento per stare soli. C'è anche tempo per la meditazione ma io preferisco essere altrove mentre gli altri la fanno in gruppo e vengo rispettato per questa mia scelta.

alpe fontana
La vista del lago che allieta i comunardi


Osservo le sessioni di meditazione degli altri, sempre con grande curiosità, ma anche un po' di scetticismo, perché non capisco, e forse non capirò mai, cosa vuol dire davvero meditare. Forse è parlare in silenzio con se stessi, forse è smettere di pensare. Per me non esiste migliore tecnica che quella di  lavare i piatti. Non c'è cosa che riesca a farmi entrare in trance meglio di questo lavoro con la spugna in mano (e quando si vive in comunità di piatti da lavare ce ne sono!). 

osho comunità
Pranzare insieme: questo gruppo internazionale di giovani è qui per scoprire il significato della vita in comunità




oshoPer Osho, la meditazione sembra essere soprattutto danza: la musica mistica invade la stanza e tutti chiudono gli occhi. Ognuno danza a modo proprio, entrando nel proprio mondo interiore. Alcuni si lasciano trasportare dai flauti e dai ritmi dei tamburi e sembrano volare con la fantasia. Ci sono momenti in cui la danza raggiunge ritmi vorticosi, un ottima maniera per scaricare la propria energie negative. In altri momenti bisogna gridare tutte le proprie frustrazioni, dopodiché si giace per terra esausti. L'obiettivo è svuotarsi, lasciare andare -anche solo per un piccolo istante, tutte le ansie e le preoccupazioni della vita quotidiana.


ecovillaggio
Fra i ragazzi che sperimentano queste sessioni, c'è chi sghignazza, chi le prende sul serio, chi si fa prendere dal panico, chi si dichiara "guarito". Siamo tutti diversi e rispondiamo alle novità in maniera diversa. Una cosa però è certa: questo vivere in comunità, in mezzo alla natura ed assieme agli altri, cambia inevitabilmente prospettive e modi di pensare. Quando l'esperienza giunge al termine tutti diventano tristi: la prospettiva di tornare alla normalità rende tutti più cupi. Così qualcuno propone subito una nuova data per ritrovarsi insieme e rivivere il percorso comunitario.

Per chi volesse saperne di più:

Gautama è una comune, un Centro di Meditazione, anche definita "Multiversity" ispirata alla visione e agli insegnamenti di Osho. Fondata da Siddhakam nel 1987, è immersa in una natura incontaminata, il luogo ideale per la meditazione e per conoscere se stessi, esplorare nuovi comportamenti, nuove direzioni e diventare maestri della propria vita. Accoglie diverse scuole, sia indirizzate allo sviluppo personale che alla formazione professionale. 
e-mail e sito:
A presto per i prossimi racconti dell' Italia con Lentezza

Dumenza
Sarah, dal Canada, scatta una foto per immortalare il bellissimo lago Maggiore






Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata sono state esplorate! Ora si risale lo stivale, a caccia di comunità,...
Posted by Viaggiare con lentezza on Saturday, 25 July 2015

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Ecovillaggi spirituali: la Città della Luce

domenica 18 ottobre 2015

Il viaggio contro la depressione.

Per qualcuno viaggiare significa visitare monumenti, musei e dormire in spiagge, hotel e comodi alberghi. Per altri significa fare esperienza di culture e nazioni nuove, anche se è difficile, in un mondo sempre più omologato, vivere stili di vita davvero diversi. Per me, viaggiare, è molto di più: è la soluzione a tutti i problemi del mondo. Forse questa è un esagerazione, ma prima di storcere il naso e prendermi per pazzo, leggete ciò che ho da dire. Non c'è tempo, né spazio, per parlare in un solo post di "tutti i problemi del mondo" perciò, oggi, vorrei affrontarne uno in particolare: quello della depressione. Vorrei offrire, attraverso la condivisione delle mie esperienze, un nuovo punto di vista che potrebbe essere utile soprattutto per i giovani coetanei. 

viaggiare cura

Gioventù in crisi


giovani in depressioneL'argomento di oggi è senz'altro complesso. Non avendo studiato psicologia, e non avendo laurea di alcun tipo, comprendo quanto questa ambiziosa ricerca possa sembrare presuntuosa. E' tuttavia l'insieme delle conclusioni a cui sono arrivato basandomi sulle mie esperienze di vita e di viaggio, e che sono felice di condividere. E' un genere di informazioni che non viene insegnato nelle scuole, o per altre "vie" ufficiali (e più in basso proverò a spiegare perché). 
Nel corso del tempo ho ricevuto diverse e-mail da parte di ragazzi e ragazze che si sono confidati con me parlandomi dei loro problemi, soprattutto del senso di malessere che provano oggi, all'interno di questa società, e motivo per il quale vorrebbero partire. Nelle e-mail si parla di depressioneperdita di senso e anche sfiducia nel prossimo; c'è chi si laurea e non trova lavoro, chi smette di studiare, tanto il lavoro non si trova, chi il lavoro ce l'ha ma non è ciò che lo/la appassiona, chi aspetta che la crisi finisca e quindi rimane in attesa "che qualcosa di magico accada", chi, infine, non crede più in nulla. 

Giovani che si arrendono, si chiudono in casa o nei centri sociali, oppure cercano di riempire quel vuoto esistenziale in maniera spesso inappropriata, come leggiamo nei quotidiani: droga, alcool, sballo in discoteca, vandalismi negli stadi o durante le manifestazioni pubbliche, cattive frequentazioni, bullismo, prostituzione volontaria, tendenza al suicidio, aggregazione a gruppi mistici o sette, e altre tipologie di comportamenti aberranti, contro-produttivi, antisociali. Sembra che il mondo, soprattutto quello dei giovani, sia davvero in profonda crisi!

Una buona e una cattiva notizia


viaggiare soli


Ebbene, per gli aspiranti viaggiatori che vogliono fuggire da tutto questo, ho una buona notizia da darvi ma anche una cattiva. Cominciando da quella cattiva, un po' contraddittoria rispetto alle premesse iniziali: i problemi della vita non si risolvono semplicemente preparando i bagagli e partendo, soprattutto se non si ha un progetto in testa ben preciso. A volte viaggiare è solo un modo vigliacco per fuggire dai problemi: così non si combattono, né si risolvono. Quando torni a casa, o anche qualora decidi di non tornare a casa, rimangono sempre lì, dentro di te. Prima di compiere un viaggio all'estero è bene capire cosa ci affligge: insomma, un viaggio "interiore" deve venire prima di quello "esteriore".  

la cura del viaggio

Veniamo alla buona notizia: il viaggio è un ottimo investimento per la nostra vita, una cura preventiva per la nostra salute, fisica e psicologica. Le vite di molte persone infatti sono cambiate dopo aver viaggiato. Quando vivevo in città e avevo un lavoro, ero depresso. Mi sentivo incastrato in un mondo che non capivo, un mondo fatto di regole che non condividevo, che non avevo scelto e che sentivo di non poter influenzare. Poi sono partito: l'esposizione a nuovi ambienti, incarichi, relazioni, attività, ruoli, responsabilità e senso di appartenenza, non mi hanno lasciato nemmeno il tempo di ricordarmi cosa fosse la depressione. Questi ruoli e queste attività a cui mi dedico in viaggio mi fanno sentire utile (per capire di quali attività sto parlando vi rimando alla lettura degli altri post di questo blog).

Perdita di identità


depressione
Chi sono io?
Ho compreso presto che la depressione è soprattutto la mancanza di uno scopo o di un ruolo all'interno della nostra tribù, o società, e quindi, in ultima analisi, la perdita dell'idea che abbiamo di noi.  A volte il ruolo ce l'abbiamo ma non lo sentiamo nostro, quindi ogni giorno vestiamo i panni di un personaggio che non vorremmo essere, in un posto dove non vorremmo stare.
Se vogliamo riacquistare la nostra identità e riprendere in mano la nostra vita, possiamo provare a viaggiare: il viaggio infatti è un'ottimo strumento per conoscere possibili alternative agli stili di vita dominanti e ampliare il nostro bagaglio di conoscenze. Quando viaggiamo acquisiamo tantissime informazioni nuove che, in seguito, potremo utilizzare per risolvere problemi lungo il percorso della nostra vita. Tutto questo ci aiuta a ritrovare noi stessi e rinforzare la nostra autostima
Per quanto difficili possano essere le circostanze in cui viviamo, per quanto ostica possa essere la natura a volte, quando viaggiamo comprendiamo che il mondo è davvero pieno di opportunità. Ci sono tantissimi progetti che si possono realizzare, tantissime amicizie da scoprire! Tantissime musiche da comporre, libri da leggere, amori da vivere, animali da conoscere, paesaggi da salvaguardare, mondi e confini da varcare, stelle e galassie da scoprire, culture interessanti in cui immergersi,  giochi e sfide da affrontare, cambiamenti da mettere in atto, esplorazioni e avventure da vivere!

terapia del viaggio
"Per me, viaggiare, è molto di più:  è la soluzione a tutti i problemi del mondo"
Ci sono persone che ci attendono in ogni angolo di questo pianeta: alcune potrebbero avere bisogno di noi, altre potrebbero insegnarci qualcosa di speciale, qualcosa di nuovo che non avremmo mai immaginato!
Se questo entusiasmo per la scoperta venisse trasmesso ai ragazzi fin dai primi giorni di scuola, depressione e altri problemi comuni per quest'epoca, sarebbero storia del passato. Nessun giovane cercherebbe sollievo nella droga o nell'alcool, né in cose materiali o altri status simbol, né sarebbe disposto a farsi sottomettere da guru o leader politici! E tuttavia, si può trasmettere questo entusiasmo solo in un modo: portando i ragazzi in giro per il mondo, facendogli toccare con mano le cose che si insegnano, anziché segregandoli in un aula stantia o esponendoli alla cultura soltanto attraverso i libri.

Scuole in crisi


scuole alternative
[A proposito di scuole potresti leggere anche:
1 La scuola libertaria
2 avviare una scuola libertaria
3 Urupia

4 homeschooling a caltanissetta]

Nell'introduzione al post ho scritto che molte di queste cose non vengono insegnate nelle scuole per due semplici motivi: il primo è che spesso le scuole non sono in grado di accogliere e incorporare valori emergenti, né mettere in pratica nuovi metodi. Anzi, come la storia insegna, talvolta li ostacolano. Se da una parte si insegna ai ragazzi a pensare ed avere una mente "aperta e scientifica", dall'altra si ridicolizzano o respingono tutte le iniziative che discordano con le pratiche tradizionali o che mettono seriamente in discussione lo status quo. Lo sanno bene gli innovatori del passato che, nei più svariati campi accademici, si sono spesso ritrovati a combattere resistenze ed ostilità da parte dei loro mentori e colleghi.
 Il secondo motivo è "la trasmissione culturale": i giovani vengono educati in modo che i loro comportamenti e i loro modi di pensare soddisfino bisogni e finalità della cultura dominante. In un sistema capitalistico, dove l'economia è fondata sui consumi -e la finalità è la crescita del PIL- è necessario influenzare gli individui a comprare, possedere e desiderare sempre più cose, anche superflue. Per questo motivo, negli ambienti scolastici tutto è incentrato sul voto, sulla competizione e sul prestigio della carriera, grazie alla quale diventeremo ottimi schiavi e ottimi consumatori. L'obiettivo delle scuole è principalmente quello di sfornare specialisti da inserire nel mercato del lavoro, invece che liberi pensatori. D'altronde cervelli pensanti costituiscono sempre un grosso pericolo per chi sta al potere.

Scuola libertaria
Leggi questo post sulla scuola libertaria

Il viaggio: una scuola alternativa


bivioIl viaggio è un'università alternativa. Viaggiare significa uscire dalla "scatola chiusa" e vedere cosa c'è al di fuori di essa: la società, la culture, il sistema in cui viviamo rappresentano questa scatola dentro la quale siamo intrappolati (consapevolmente o no). Sfidare la cultura dominante che, con i suoi valori e la sua propaganda, influenza pesantemente il nostro modo di pensare e di vivere, non è affatto semplice, anzi è anche pericoloso: la scatola è la nostra zona comfort, lì ci sono tutte le nostre sicurezze. Al di fuori di essa non sappiamo cosa ci attende.
Nonostante ciò, la mia storia e le storie di viaggiatori che leggo sul web sono prove che la terapia del viaggio funziona. Questi giovani, non solo guariscono dalla depressione, ma acquisiscono anche un senso alto di solidarietà, fiducia nel prossimo, una forte consapevolezza del legame che ci unisce con la natura e il pianeta. Al ritorno dai loro viaggi partoriscono spesso idee innovative e dimostrano di saper vedere oltre la realtà apparente. Dobbiamo far viaggiare i ragazzi, dare loro una missione, farli sentire utili: più sono esposti alle potenzialità e all'offerta della vita, meno possibilità ci saranno che contraggano questo malefico senso di vuoto. Perché un giovane depresso è come un recipiente vuoto: il mondo, là fuori, è la sola fonte con la quale egli può, attraverso le esperienze, riempire la sua anima.

viaggiare cura

P.s: Se ti va, puoi guardare questo modesto documentario di viaggio, realizzato con pochi mezzi, e con l'obiettivo di mostrare modi di viaggiare e di vivere alternativi. E' una playlist divisa in 22 mini-episodi, ma sotto puoi vedere la versione integrale, senza interruzioni. Se condividi la filosofia di ciò che hai letto, considera anche la possibilità di darci una mano e aiutarci a crescere.


mercoledì 14 ottobre 2015

Il viaggio... senza veli.

Il lato oscuro del viaggiare


eco-volontari

Chi viaggia a lungo e in maniera economica lo sa benissimo: viaggiare non è per i deboli di cuore


Dalle pagine dei vari blog di viaggio, dai gruppi facebook dedicati al tema -gli stessi dove tutti condividono fantastiche foto di posti esotici e  post motivazionali- può sembrare che chi si mette in viaggio, oppure chi sceglie uno stile di vita nomade viva in un mondo privilegiato e onirico. 

Ma è davvero così? 

In questo post cerchiamo di raccontare il lato oscuro del viaggio, premettendo che non parliamo di viaggio turistico. Il turismo infatti è comodo per definizione e deve garantire una certa soglia di benessere e di relax perché dopo un anno di duro lavoro è giusto che un impiegato si prenda una bella vacanza!

Tutti gli altri tipi di viaggio, invece, (a piedi, in bici, in nave, in autostop, senza soldi, viaggi che noi per comodità definiamo lenti)  sono spesso una vera e propria avventura incognita. Riservano sorprese piacevoli e spiacevoli e soprattutto un alto grado di scomodità. Se per una volta nella vita decidi di voler indossare i panni del viaggiatore piuttosto che quello del turista (scopri qui le 10 differenze), preparati fisicamente e psicologicamente: non sarà una vacanza! Vediamo perché...

turista vs viaggiatore

Viaggiare significa innanzitutto dire addio ai propri spazi personali e alla propria privacy.


dormire sul pavimento
Condividere le stanze con altre persone. Una costante per i giovani viaggiatori e per chi fa couchsurfing.

Infatti, capita spesso di dormire in stanze o in luoghi con tante altre persone spesso sconosciute.


condividere la stanza
Dormire fuori, per terra, o in affollati dormitori. Lo si fa soprattutto per risparmiare, ma c'è anche chi lo trova un buon modo per socializzare.

Viaggiare vuol dire sapersi arrangiare, accontentarsi di ciò che ci viene offerto: il 90% dei pasti, ad esempio, ha l'aspetto di un sandwich o è contenuto in un baracchino...


cibo in scatola
I prodotti liofilizzati e in scatola non mancano mai nello zaino del viaggiatore lento

Quando si viaggia, anche il proprio igiene personale è compromesso: i bagni più frequentati sono quelli delle stazioni pubbliche, oppure, se siete viaggiatori che frequentano le campagne (wwoofer), le compost toilette sostituiranno le comode tazze del gabinetto.


bagni della stazione

Se riesci a fare una doccia, spesso l'acqua è fredda, oppure il flusso che esce dal rubinetto è troppo debole o troppo forte! 


getto della doccia


Tutto ciò che possiedi, durante un viaggio, lo devi trascinare sulle tue spalle...


peso dello zaino
Il problema dello zaino: cosa portarsi dietro e cosa lasciare a casa?


E devi sempre restare vicino al tuo bagaglio perché se qualcuno te lo porta via, è come se andasse a fuoco la tua casa!


Adoro il mio zaino!
Che nessuno tocchi il mio zaino!

Viaggiare significa dormire ogni notte in un letto scomodo differente...


Questo posto non era tanto scomodo, ma era pur sempre una stalla! Unico riparo dopo una lunga camminata sotto la pioggia (Vallo di Adriano, Inghilterra del nord ai confini con la Scozia).

Viaggiare, vuol dire anche bagnarsi. Prendere freddo. 


Camminatori lenti sfidano le intemperie del clima inglese

Scordarsi i comfort a cui si è abituati... 



Viaggiare significa "rinascere", in senso positivo ma anche in senso negativo: in ogni paese straniero devi imparare da capo una nuova lingua, quindi esprimerti a gesti! A volte risulta davvero frustrante.


barriera linguistica

Viaggiare vuol dire non avere certezze, nè sicurezze. Vuol dire attendere a lungo alla stazione del treno, o a lato della strada.


donne che fanno autostop in solitaria
Autostop: una viaggiatrice spera che qualcuno si fermi per darle un passaggio.

Non avere routine, né regolarità. Cambiare pelle, improvvisare, aggiustarsi!



Viaggiare è:
arrendersi all'imprevisto,
alla casualità,
lasciare che il destino ti spinga dove il tuo cuore si adatta meglio...


Arrangiarsi è il segreto per chi vuole viaggiare a tempo intedeterminato

Ma nonostante questo, sapete cosa vi dico?
Amerete alla follia ogni secondo della vostra pazzesca avventura!


Wwoofer sono eco-volontari che si spesano il viaggio lavorando nelle fattorie. Ma il loro viaggio NON è una vacanza.
Questa foto è tratta dalla mia avventura lenta in Italia

sabato 15 agosto 2015

Il viaggio in Puglia. Con lentezza.

viaggiare con lentezza


La Puglia è una regione "lenta". Come tutto il sud del resto. L'accezzione lenta, per noi, non può che essere positiva. Osserviamo il paesaggio pugliese e ci meravigliamo, quindi prendiamo appunti: ulivi secolari, muri a secco, masserie, tratturi e sentieri campestri. Paesini antichi che sono un susseguirsi di archi, travi, case palazzate, corti, altane, vicoletti e botteghe. Grazie al nostro modo di viaggiare (con lentezza e senza pianificare) sono tanti i paesaggi e le città in cui riusciamo ad approdare. A Bari, città di san Nicola, passeggiamo per il lungomare, il più lungo d'Italia, inseguendo le location del film "Mio Cognato" e "La Capa Gira". Infatti il mio compagno di viaggio, Davide, è appassionato di cinema e mentre camminiamo per le vie del borgo Murattiano, sta scrivendo diversi messaggi ad Alessandro Piva, che è il regista dei due film appena citati. Alessandro, quindi, ci suggerisce qualche tappa. Io e Davide ignoriamo che finiremo per incontrarlo qualche settimana dopo, per sbaglio, proprio davanti alla sua casa al mare, a Castro. Scambieremo due chiacchiere con lui e lo ringrazieremo per i suggerimenti che ci ha fornito. E' stata una bella coincidenza ma da quando viaggiamo con lentezza, non ci stupiamo più di nulla.

viaggiare con lentezza

viaggiare con lentezza
Nel centro di Bari vecchia, le finestre e le porte delle case, delle cantine o dei garage sono sempre spalancate, per cui è possibile curiosarci dentro. Forse è per il caldo o forse come segno di apertura e ospitalità: dentro, signorine sorridenti, giovani o anziane, lavorano la pasta, all'antica maniera, lasciando asciugare le orecchiette sui telai.

A seguire, una tappa non programmata al panificio Santa Rita dove, pare, sfornino la focaccia più buona di Bari (e forse anche d'Italia). Non sappiamo se sia davvero la focaccia più buona in assoluto, ma certamente è una delle più buone. Ed è anche economica.


viaggiare con lentezzaQuando raggiungiamo la chiesa di S. Nicola, un inaspettato concerto di voci liriche dalla messa Ortodossa allieta la nostra visita e ci lascia senza fiato. Vibrazioni, armonizzazioni e canti che riverberano per la cripta sotterannea, riempendo gli spazi con un indescrivibile energia musicale. Attorno alla "Colonna Miracolosa" ci sono gruppi di ortodossi di varia nazionalità, specialmente russi, fra cui donne inginocchiate in preghiera. Tutte indossano foulard colorati, probabilmente il Tichel, simbolo di umiltà.
In pausa dalle nostre attività di Wwoof, abbiamo tempo per visitare anche altre città...

viaggiare con lentezza


città slowA Monopoli ammiriamo le mura di cinta, le facciate barocche delle chiese e ci perdiamo nelle viuzze del centro. A Cisternino (città slow) ci facciamo consigliare un bel gelato e una bella focaccia, e ci perdiamo fra le botteghe e i negozietti del centro, dunque facciamo i normali turisti. A Ostuni, la città bianca, ammiriamo le bianche case, le chiesette e l'atmosfera internazionale con volti freschi di giovani da ogni parte del mondo (ahimè abbiamo ignorato Delia, la donna più antica del mondo: si tratta dei resti scheletrici di una giovane ventenne in cinta,  rimasta sepolta nel territorio di Ostuni circa 28.000 anni fa!). Dopo la Valle D'Itria, terra fiabesca dei Trulli, è la volta del Salento, sul quale avevamo già scritto un post. Ricca di storia (dalla Preistoria fino al Barocco), il Salento è una terra fertile e magica, abbracciata dai due mari (Adriatico e Ionico). Grazie all'assenza di monti è possibile godere forse della migliore alba d'Italia (nella costa Est) e del migliore tramonto (nella costa Ovest). Orizzonti vasti, dunque, sormontati da effetti di luce suggestivi e rifrazioni magiche: tutto ciò avviene alle altezze siderali del cielo Pugliese. Una terra piena di segreti, molti di questi ancora da scoprire: monumenti megalitici, selvatici, torri costiere, frantoi ipogei, antiche caverne, tutti elementi che rendono il viaggio una fantastica avventura. Ci sono Dolmen e Menhir, chiese e castelli, grotte. Noi abbiamo visitato quella di Zinzulusa, a Castro (vedi foto).

viaggiare con lentezza
Un magico tramonto
viaggiare con lentezza
grotte in puglia

viaggiare con lentezza
Zinzulusa

tarantella
Gli ultimi giorni in Puglia abbiamo visitato Lecce, città d'arte e cultura, e Gallipoli, antico porto, crocevia di popoli e navigatori. Trascorriamo un pomeriggio a Galatina, poi visitiamo Corigliano, Santa Maria di LeucaCastrigliano dei Greci dove finalmente assistiamo ad un concerto di taranta e pizzica durante la Notte della Taranta. 


GUARDA IL VIDEO:

          


viaggiare senza soldi
Riserva naturale 
Non ci facciamo mancare un tuffo al mare a Castro, Rivabella, Porto Selvaggio. La Puglia lascia un segno indelebile nell'animo di chi la esplora; anche per l'imperatore Federico II di Svevia, definito lo "Stupor Mundi", la Puglia è una regione speciale: era la sua seconda casa, fiore all'occhiello delle sue conquiste nel sud d'Italia.

Il viaggio in Puglia, dunque, è volto al termine. Vi lasciamo con le foto (su Facebook) e con le altre testimonianze scritte delle nostre esperienze (clicca su tappe di viaggio) e vi invitiamo a seguire le prossime puntate nelle altre regioni d'Italia, "puntate" che seguiranno dopo il breve ritorno a casa (torniamo per riposarci e poi ripartire!).

viaggiare con lentezza
Un'antica Fontana... a Gallipoli.
Buon riposo, buone avventure e buone scoperte.

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