lunedì 16 febbraio 2015

Mettersi in viaggio per sfidare la crisi

figli della crisi

FIGLI DELLA CRISI ECONOMICA

Ho incontrato Mattia in una fattoria wwoof a sud d'Italia, diverso tempo fa. Oggi mi ha scritto una lettera, raccontandomi del suo viaggio in Francia. Oltre al racconto della sua avventura, mi ha esposto le sue perplessità sulla precarietà dello stile di vita di chi è sempre in viaggio, sul futuro e sulle opportunità incerte del lavoro moderno: siamo una generazione fallita, almeno all'apparenza, perché senza certezze, né solide radici.  In questa mia risposta mi sono rivolto a lui, ma anche a tutti quelli che si trovano nella nostra stessa condizione.

Ciao Mattia,
leggo con piacere del tuo viaggio spettacolare. Ti invidio un po': vorrei anche io essere lì in Francia, ad imparare una nuova lingua, visitare nuove comunità ecologiche e nuove fattorie, trovare un'amante... francese! Per ora rimango qui, in Italia, più per senso del dovere che per altro. Dovere nei confronti di un impegno che voglio portare a termine: viaggiare in Italia, con lentezza, per conoscere il mio paese, la sua cultura, la sua storia, le sue bellezze... prima di andare a scoprire quelle che ci sono fuori da qui! 

italia con lentezza
In missione, in Italia.


Dovere anche nei confronti di questo paese, che mi ha cresciuto. Soprattutto in questo periodo di crisi, nel mio piccolo, vorrei mostrare ai fratelli italiani che abbiamo le potenzialità per farcela, che qualcuno già si sta muovendo verso nuove direzioni, che non è ancora tutto marcio come sembra.

Viaggiare senza spendere soldi non è un obiettivo (come dici tu) ma un metodo, una modalità, un mezzo. Devo però chiarire che non è vero che non uso soldi: dopo il famoso viaggio senza soldi dall'Italia al Portogallo, ho ripreso a viaggiare alla stessa maniera, ma in modo meno radicale: quindi ora utilizzo soldi, ma pochi, quanto basta per andare avanti, con i miei viaggi, le mie ricerche, i miei studi. Quanto basta per essere il più possibile libero da questo sistema lavorativo, che costringe molti di noi a svolgere lavori ottusi in cambio di miseri compensi.

Visto che insisti nel chiedermelo, alcuni mesi riesco a vivere a costo zero, altri mesi... mi concedo qualche sfizio! Trasporti, pizza, musei, libri, di recente sono stato anche al cinema. Come puoi capire sono tutte cose superflue (tranne i libri!), ma aiutano a sollevare il morale, soprattutto quando sono giù.

viaggio senza soldi in italia
Questo è il mini-reportage che ho realizzato assieme al mio compagno di viaggio Davide.


Questa è un epoca difficile per la maggior parte di noi [giovani]: volenti o nolenti siamo costretti a cambiare vita, a trovare nuove strade, a costruire qualcosa di nuovo; siamo costretti a cambiare prospettive, paradigmi, finalità. Non è facile, ma non abbiamo molta scelta. Ogni generazione deve affrontare delle sfide; la nostra sfida è forse la più grande: uscire da questo mondo consumistico, competitivo. Un sistema pericoloso per le finalità che si è posto: la crescita economica a tutti i costi, che sta deteriorando il nostro pianeta. 

Dobbiamo continuare a cercare, a progettare qualcosa di nuovo. Se non faremo nulla, nulla cambierà.

italia con lentezza
viaggiare senza soldi


Sono certo che chi si mette in viaggio prima o poi troverà un bel posto dove vivere. Di tutta questa storia, però, c'è un aspetto ancora più importante: cioè il modo in cui spendiamo il nostro tempo. Da qui ad allora, infatti, io vorrei spenderlo nel modo migliore possibile, dando il mio contributo gratuito alla società, cercando di far star bene le persone che mi stanno attorno e di migliorare l'ambiente che mi circonda. Personalmente, farò il mio meglio per evitare che le mie migliori energie, il miglior tempo della mia vita e le mie migliori risorse vengano impiegate a favore di qualcosa in cui non credo, come ad esempio un impiego presso una banca, un contratto con qualche multinazionale, agenzia assicurativa o azienda privata il cui scopo è soltanto quello di generare profitto, mettendo in secondo piano, e talvolta anche a rischio, le vite degli esseri umani e animali.

Non avere paura di Viaggiare e di Vivere, Mattia. Però ricordati che è anche necessario avere una visione, un obiettivo: non c'è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, diceva Seneca.

Un abbraccio, e grazie per avermi aggiornato sulle tue avventure.

martedì 3 febbraio 2015

Baumela onlus

Un aspirante ecovillaggio fra le montagne di Santu Lussurgiu


ecovillaggi

Senz'acqua calda, né d'inverno né d'estate. Con poca elettricità e nessun fornello a gas. La vita della comunità di Bau e' Mela (Santu Lussurgiu, Oristano) è semplice come quella degli antichi pastori. È sporca e faticosa e i sentieri per raggiungere le capre ogni mattina sono tutti in salita. Eppure Alessio e Clara, residenti permanenti, nonché fondatori dell'associazione Baumela onlus, sembrano perfettamente in equilibrio e in armonia con la loro scelta di vita. Lui è l'esperto montanaro, lei la giovane pastora.

Li raggiungiamo dopo aver risposto al loro annuncio:
 "Cercasi volontari per la cura della montagna, degli animali, dei sentieri boschivi, persone che vogliano provare uno stile di vita nuovo lontano dalla frenesia urbana. Accoglienza spartana in casa di legno". 

vivere senza soldi
Questa vita, certamente, non fa per tutti.
 -Quanti viandanti hanno raggiunto il Guado della Mela e l'hanno presto abbandonato!-
Me lo racconta Alessio, sorridendo, non appena affermo che vivere qui mi sembra un sogno. Non è forse questo il sogno di molte persone? Una casa di legno in montagna, circondata da ettari sconfinati di bosco, natura selvaggia incontaminata, con attività scandite da ritmi lenti e costanti, respirando a pieni polmoni aria pura e frizzantina. Se mai esistesse un paradiso, beh, io credo che avrebbe queste sembianze. Man mano che trascorro i miei giorni qui, però, capisco perché molti non sopravvivano alla sfida: vivere in montagna non è facile, la Natura è aspra, matrigna. Lo capisco quando ci mettiamo a tagliare la legna. Che fatica! Lo capisco quando percorriamo il sentiero in salita per andare a prendere l'acqua alla fonte naturale, tutti i giorni. L'ho capito quando ho visto una mamma capretta rimanere a terra dopo essere stata azzannata per gioco dai cani; ora il rischio è che lasci orfani i suoi due cuccioli. Allora mi chiedo quale sia il senso di tutto questo. Tutta questa fatica, questa rinuncia alle comodità, questo ritorno al passato, questa lontananza dalla vita mondana. Cerco risposte, le trovo nel silenzio del bosco e della valle, nello sguardo incognito degli animali e dei pastori sardi, infine nella bellezza aspra del paesaggio. Risposte mute ma colme di significato. Colme di un senso che noi, uomini e donne di città, abbiamo inesorabilmente perduto. Qualsiasi sia l'idea di vita che vogliamo realizzare, che sia comoda o avventurosa, sobria o lussuosa, lenta o sfrenata, mobile o sedentaria, sono certo che se vogliamo sentirci completi non possiamo separarci troppo dalla Natura.

ecovillaggi
Volontari francesi, all'interno della casa di legno
wwoof
Simone, Alessio, Clara e Davide
Alessio e Clara hanno ospitato il raduno Rainbow del 2011 e l'incontro degli Eco-sardi nel 2012. Arruolano e ospitano viaggiatori tutto l'anno, cercano manodopera volontaria e sognatori, gente che condivida i loro valori e i loro ideali, per fondare, magari, quello che potrebbe diventare senza dubbio uno degli eco-villaggi più interessanti della Sardegna, dove pastorizia, studio della fauna e della flora, degli antichi saperi contadini e dell'autosufficienza energetica sono sfida e interesse principale.

Un saluto dalla Sardegna.
Sardegna, Sicilia, Calabria e Basilicata sono state esplorate! Ora si risale lo stivale, a caccia di comunità,...
Posted by Viaggiare con lentezza on Saturday, 25 July 2015