martedì 24 marzo 2015

I giovani della campagna Siciliana.

simon dabbicco


Il viaggio in Sicilia mi sta portando nelle case di giovani coetanei con meno di trent'anni ma già proprietari terrieri e gestori di grandi fattorie aziendali. Ragazzi fortunati, direbbero i più e a buon ragione: hanno ereditato terre, mezzi, case, animali, alberi, risorse, tutto ciò che occorre per dirigere una fattoria. Molti sognano di avere la propria. E' uno stile di vita che effettivamente affascina molto ma che ha i suoi aspetti negativi. Non è certo il fatto di sporcarsi le mani, né il fatto di chinarsi a terra. Non è nemmeno la puzza che viene dalle stalle, né la presenza di topi o la lontananza dai servizi. Ho condiviso la vita con questi giovani imprenditori e, superata l'invidia iniziale, ho capito che dietro a tanto benestare e benavere si nasconde un pesante costo esistenziale.

allevamento industriale
Pecore in un allevamento industriale



Grandi proprietà comportano grandi oneri e responsabilità. Ho cercato di capire come i miei host cerchino di riempire il loro tempo libero dal lavoro e ho scoperto con orrore che non hanno tempo libero. Ho cercato di capire se avessero dei sogni, dei desideri (oltre magari a quello di espandere l'azienda). Se ciò che fai per soldi corrisponde con la tua passione, bene, ma se lo fai tutti i giorni, per tutto il giorno, per tutto il resto della tua vita, può davvero tutto ciò continuare a essere piacevole? 

diario wwoofer
Non rischia forse di diventare una prigione?  Spazi di libertà dentro questo stile di vita (quello imprenditoriale in generale) non sembrano essercene: c'è da alzarsi alle 6 del mattino per ritornare a casa alle 6 di sera, c'è una produzione agricola da rispettare, ci sono animali da sfamare e curare in ogni momento della giornata, c'è da farsi in quattro purché la riga finale del bilancio aziendale sia in positivo! Ci sono tanti imprevisti che ti rendono sempre più schiavo del lavoro. Più sono le cose che hai, più devi guadagnare soldi per mantenerle. Ed ecco che il sogno romantico della fattoria svanisce.

 A meno che si decide di viverlo in maniera diversa...

Un modo diverso di concepire il lavoro

wwoofingSe faccio Wwoof, è perché so che posso visitare posti dove altri modi di vivere sono possibili. Luoghi dove il lavoro non è finalizzato alla produzione e alla vendita. I termini chiave sono autosufficienza e autoconsumo. Comunità e condivisione. Non è un mondo perfetto, ma almeno c'è tempo. E ci sono sogni.

Quest'inverno in Sardegna e Sicilia è stato difficile trovare una comunità o una fattoria dedita all'autosufficienza. Lavorare in azienda da questi ragazzi imprenditori mi ha comunque aperto gli occhi. In loro vedo me stesso, ovvero come sarei stato, se le cose nella mia piccola azienda fossero andate bene e non l'avessi mai venduta. Sono così grato di averla abbandonata e di aver viaggiato e quindi di aver aperto la mente.
D'altra parte, il mio host attuale si consola così dicendo: "ci sono persone che devono lavorare dentro uffici o fabbriche per tutta la vita. Io almeno mi godo quest'aria, e questa vista". La vista di colli, praterie, boschi della campagna siciliana. Inoltre, dice lui, possedere terre attira l'interesse delle ragazze, soprattutto quelle straniere. La sua compagna di vita è di origine nordica; come vedremo, avere una ragazza straniera sembra essere tipico dei ragazzi siciliani che ci hanno ospitato e forse una conferma della sua teoria.
Caro host alla fine, però, chi si gode veramente i tuoi spazi siamo noi: i volontari. 
wwoof
volontari wwoof

Finite le nostre ore di aiuto (4-5 ore), c'è chi si stravacca sull'amaca, chi si immerge nella lettura dei libri della tua libreria abbandonata, chi si dedica allo yoga e alla meditazione, chi parte per l'esplorazione, chi prepara un dolce nella tua cucina. Tu invece hai uno sterminato numero di filari da potare. Hai anche una bella donna, certo; spero che tu stia con lei perché l'ami e viceversa, lei stia con te perchè t'ama (non per le tue terre).
Noi volontari alleniamo il fisico (la mattina) e la mente (il pomeriggio). Tutti quanti cerchiamo di non perdere umanità, di sentirci utili per migliorare il mondo. Esattamente il contrario di ciò che è successo al nostro host quando, tornato stanco dal suo lavoro, si è fatto prendere da una certa smania. Attraverso manipolazioni e espedienti vari, ha deciso che avremmo dovuto lavorare come lui, ottenendo soltanto che ce ne andassimo via prima che si concludessero i giorni pattuiti. Libertà: messa in pratica. 

wwoof
Un wwoofer dalla Slovenia

Un altro host

Tutt'altro racconto è quello di Vincenzo V., ragazzo trentenne di Alcamo Marina. La sua storia è simile a quella degli altri giovani host siciliani che ci hanno accolto: eredita casa e terra, convive con la bella Eva dalla Slovenia, e decide di mettersi a coltivare. Vincenzo però ha qualcosa che non tutti dimostrano di avere: una forte sensibilità e attenzione nei confronti dell'ambiente, che l'ha portato ad affrontare una vera e propria battaglia legale contro il comune e il suo vicinato.
Una delle prime cose che ci ha mostrato sono state le analisi delle terre che si trovano nella sua proprietà e tutt'intorno ad essa: terre contaminate da residui tossici industriali e dall'impiego sconsiderato di pesticidi e sostanze chimiche. Risultato: nonostante siano molte le aziende agricole nei dintorni, il terreno è stato giudicato inadatto per la coltivazione. Ciò che fa indignare di più è che nella stessa zona molti sostengono di coltivare "bio".

wwoofing
Abbiamo aiutato Vincenzo a pulire il suo giardino e le strade limitrofe dall'immondizia accumulatasi nel tempo, provocando la curiosità di vicini e passanti. Ilare è stata la reazione della gente, non appena informata del fatto che due outsider (da Torino) si sono messi a pulire in forma volontaria le strade della loro città invasa dai rifiuti. Vincenzo ci ha ospitati con la formula couchsurfing e ci ha offerto da mangiare in cambio del nostro aiuto. Per questo, per la visita al tempio di Segesta e per la tappa alle terme di Acquafredda, gli saremo sempre molto grati! Se cercate ospitalità in Sicilia vi raccomandiamo la sua pagina: www.facebook.com/sicilysustainabletourism

Host a Catania

A Salaparuta abbiamo conosciuto Andrea D. (29) e la sua consorte dalla Catalogna, Estíbaliz, entrambi entusiasti di accoglierci in casa come loro primi wwoofers. Andrea ci ha insegnato molte cose sulla potatura di viti e olivi, sulla mungitura e l'allevamento di pecore, ci ha portato a degustare i vini tipici del luogo e la ricotta leggendaria di un anziano pastore locale. Wwoofing mode: on.

wwoof
Raccogliendo le frasche per costruire un orto sinergico
wwoof
giardino a spirale

In questo momento, infine, ci troviamo da Dario (35), a Ramacca, in provincia di Catania. Qui si respira un'atmosfera comunitaria, spirituale, in una campagna fatta di colline verdi che si perdono a vista d'occhio. L'approccio alla terra e alla coltivazione è finalmente pensata per essere permanente e questo si riflette anche nei ritmi e nell'ambiente del posto. Dario è uno di quei pochi giovani che riesce a sfruttare la fortuna di aver ereditato una grande casa e un grande terreno in campagna senza esserne (troppo) schiavo. Se li gode, semplicemente, auto-producendo il più possibile lo stretto necessario (per questo stiamo costruendo un orto sinergico) e vendendo il surplus dei prodotti coltivati. Dario organizza anche eventi d'ispirazione terapeutico-spirituale, potendo contare sulle sue competenze accademiche (una laurea in psicologia) e in una vasta gamma di esperienze con gli sciamani e i curanderos dell'Ecuador e del Perù. Non posso dimenticarmi di citare la sua bellissima compagna Julia, di nazionalità spagnola, con la quale ha avuto un altrettanto bellissima figlia di nome Gaia. Infine i loro interessantissimi amici, Daniele, Cristina, Donatella, Nicholas, Iacopo, ecc. con i quali formano un'affiatata tribù e praticano affascinanti riti sciamanici (vedi video qui sotto), animati da danze, canti e tamburi.  Abbiamo avuto il privilegio di partecipare al Temazcal, una sauna magica, all'interno di un'angusta capanna buia costruita col fango e la paglia. Il Temazcal è un rito catartico, un battesimo fatto di vapori e d'incensi, dove è dominante l'impressione di ritornare allo stato fetale, dentro il grembo della propria madre, mentre tutt'intorno voci sussurrano, urlano, cantano, accompagnando tutto il processo di "purificazione".


GUARDA IL VIDEO corrispondente a questo post.


L'avventura, dunque, procede, regalandoci sempre, fra alti e bassi, gradite sorprese.
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