mercoledì 24 giugno 2015

Urupia, la comune libertaria

Vivere in comunità in una masseria della Puglia

ecovillaggi

"Ah, sì la comune anarchica, la comune agricola... Aspetta non mi ricordo bene, che sono, primitivisti, luddisti, insurrezionalisti, vegani? Fanno sesso libero o ci' hanno le famiglie? Dice che lavorano tantissimo. Mah, non lo so, a me questa cosa di andarsi a chiudere nell'isola felice se devo dire la verità non mi convince proprio..."
Di Urupia ho sentito parlare spesso. Bene, male, con ammirazione e con cattiveria, maliziosamente e affettuosamente. Nella mia testa erano sorti tutti i dubbi del caso, anche quelli che fanno sfociare idee affrettate e pregiudizi. Non importa quanto male o bene possano parlarmene, questa è la mia missione, prendo il taccuino e segno nome, indirizzo, numero e località. Qualsiasi tentativo di vivere fuori dagli schemi, per quanto possa sembrare impraticabile a prima vista, merita tutte le attenzioni. Soprattutto quelle di un giovane aspirante a una vita migliore. Se poi il posto non mi piace, sono sempre libero di andarmene. C'è da rischiare un po', certo, ma amo provare il brivido di non sapere sotto quale tetto (o stalla) sarò prossimo a dormire, quale paesaggio farà da sfondo alle mie giornate, quali voci e volti umani renderanno più lieve o triste questa fatica che rappresenta la vita di campagna, ma anche la vita da nomade viaggiatore.

ecovillaggi
Un momento di festa
Davide e io raggiungiamo Urupia di domenica. C'è molto movimento, via vai di gente, soprattutto donne e bambini. Scopriamo che il preside di una scuola pubblica di Treviso, Francesco Codello, avrebbe tenuto a breve un incontro sull'educazione libertaria. A Urupia c'è una scuola libertaria, ma è nata da poco. La Comune, invece, ha 20 anni di vita. Andrea di Urupia, ospite di lunga data, è il primo con cui entriamo in confidenza. Ci porta sul tetto della masseria e lì comincia a narrarci la storia...

masseria pugliese
La masseria della comune di Urupia
Un giorno ormai lontano, di quelli che furono i primi anni '90, due giovani anarchici (Agostino e Gianfranco) e un gruppo di socialisti tedeschi (nomi difficili da ricordare) si incontrano e sentono di avere finalmente trovato i compagni giusti per cominciare il progetto ambizioso di costruire una "Urupia". L'approccio testardo, il temperamento caldo e sognante dei primi, uniti alla pragmaticità e concretezza dei secondi, hanno reso possibile la realizzazione di questo sogno. Urupia è cresciuta negli anni, non senza incontrare difficoltà e ostacoli, primo fra tutti quello economico. Nessuno aveva abbastanza soldi né per l'acquisto di un terreno, né per comprare una grande masseria, capace di accogliere un vasto numero di persone e di produrre abbastanza da permettere alla Comune di sopravvivere.

scuola libertaria
Una riunione sul tema della scuola libertaria
Le ricerche cominciano, con le mappe militari in mano i giovani sognatori setacciano l'intera Puglia finché non trovano quello che cercano nel territorio di San Marzano a Francavilla Fontana. Siamo ai confini del Salento, terra di vini, di ulivi, di canti, di tradizioni culinarie e tarantelle. Il racconto di Andrea è pieno di aneddoti divertenti, ironici, entusiasmanti, a volte nostalgici, sulla vita di comunità, sui cambiamenti che si sono susseguiti, sulle storie degli individui e delle famiglie che hanno fatto visita, sono partite, poi ritornate o mai più riviste. Da allora, dei fondatori originari, sono rimasti solo Agostino e Gianfranco, che nel frattempo hanno avuto figli, messo su famiglia e allargato la comunità. Altre famiglie e individui si sono insediati con successo da ormai più di dieci anni.

casa hobbit
Casa Hobbit? Quasi.
 Si tratta di un alloggio della masseria dove risiedono le famiglie permanenti.
Andrea, che ci racconta questa storia, ha solo un biasimo: una volta in questa comunità si con-viveva, dice, ora si co-abita. C'è meno affinità forse, meno comunità; qualcosa è venuto a mancare col tempo, ma si può ancora fare molto per migliorare e cambiare. Nuove anime arriveranno, vecchie anime lasceranno il posto, la comunità cambierà pelle.

urupia
Un messaggio nella bacheca comunitaria...
In cucina c'è un tabellone con i giorni della settimana e i lavori da svolgere proposti dall'Assemblea in cui ospiti e comunarde* possono partecipare. 

bacheca comunitaria
Il tabellone dei lavori da fare. La bacheca è un elemento centrale in ogni comunità che si rispetti.
C'è il taglio legno, l'aiuto nell'orto, i turni in cucina, la pulizia nella vigna ecc. Ognuno è libero di segnare il proprio nome dove vuole e di lavorare il numero di ore che vuole. 

contadini
Al lavoro nei campi: è così che i viaggiatori e i residenti permanenti si guadagnano l'ospitalità a Urupia
Alcuni lavorano 10 ore, altri soltanto 4, a seconda delle proprie inclinazioni, energie, abilità, passioni, disponibilità. Non ho mai visto nessuno lamentarsi della pigrizia di qualcun altro, ma forse, qualche problemino scaturito dalla differenza di impegno c'è; per questo la gestione del lavoro potrebbe cambiare in futuro. Con un po' di buon senso, tutti si impegnano affinché l'azienda collettiva rimanga in piedi. La voglia, gli stimoli e la motivazione ci sono.

orti biologici
Volontari della comunità si sono resi disponibili per il lavoro nell'orto. 

Questo è ciò che leggo dalla carta dei Primi Punti consensuali della Comune:

ecovillaggi
I primi punti consensuali della comune
"Considerati i rapporti affettivi, politici, sociali, ed economici, che tutte le persone che aderiscono al progetto mantengono con il territorio della penisola salentina, è decisione unanime che la Comune sorga in questa zona..."
"Non esiste, all'interno della Comune, proprietà privata di case, terreni, denaro o mezzi di produzione ed è abolita ogni forma di lavoro salariato o sottoposto...".
 "Ogni decisione riguardante la vita della comune nel suo insieme è presa dalle sue componenti secondo il criterio dell'unanimità. Non valgono, dunque, all'interno della Comune, i criteri della maggioranza e della minoranza".

La democrazia da queste parti non sembra essere vista di buon occhio. In fondo, ripensandoci, perché la maggioranza di un qualsiasi gruppo dovrebbe imporre la propria volontà sul gruppo minoritario? Non sarebbe meglio impegnarsi per trovare un accordo che soddisfi tutti? Questa tendenza a confrontarsi e a ritenere di fondamentale importanza la ricerca di una soluzione che accontenti ciascun entità partecipe del sistema (che sia una famiglia, una comunità, una nazione, o una comunità intera di nazioni) è uno dei perni centrali di Urupia, villaggio senza poteri, né padroni. Ma non chiamatela comune anarchica, ai suoi membri piace di più l'espressione "libertaria", per il semplice fatto che gli individui di Urupia hanno tutti idee politiche diverse, pur ritrovandosi d'accordo su principi comunitaristi del vivere insieme e condividere il pane (da qui l'espressione compagni). Lo scetticismo dilagante nei confronti di queste realtà comunitarie spinge i più superficiali a conclusioni affrettate.

urupia
Comunarde*. Foto di Davide L

E'davvero possibile essere liberi al 100%? Ovviamente no. Ma questa non è la domanda giusta da porsi. Cosa si può fare per essere più liberi possibile, quali condizioni si devono creare per consentire all'individuo di sviluppare al meglio le proprie capacità, di mettere a frutto le proprie doti, di trovare tempo per coltivare sogni e passioni: questi, per me, sono gli interrogativi giusti, gli stessi che Urupia si è posta e che la spingono, da oltre 20 anni, a comportarsi come un vero e proprio laboratorio sociale.

la comune di urupia
La masseria. Uno scatto di Davide L.
In questo momento a Urupia ci sono una decina di residenti permanenti, più una ventina di ospiti e aiutanti che soggiornano negli spazi interni della masseria, nei caravan o nelle tende. Ogni giorno, a pranzo e cena, il vino biologico di Urupia abbonda nelle tavole e delizia i commensali, stanchi ma soddisfatti dopo il lavoro al campo. È il momento più importante della giornata, quello che ti fa sentire parte di una grande squadra. Il succo d'uva servito nei bicchieri sembra avere un effetto lisergico sulla mente di chi lo beve. Un vino che fa sentire gli ospiti e i residenti orgogliosi e soddisfatti del prodotto finale, frutto del loro impegno e del lavoro comunitario. Si intorpidiscono i sensi, dunque, ma nessuno perde mai il controllo. Eppure a pochi chilometri di distanza c'è chi crede che Urupia sia "una comunità di recupero". Quando si raggiunge la città (con le bici comunitarie), non è raro imbattersi nel vicinato e nella loro curiosità:

"Sei di Urupia? Ma quanti anni ti mancano ancora da fare?"

comunarde
"Sei di Urupia? Ma quanti anni ti mancano ancora da fare?"
Come vorrei che ci fossero più Urupie, qui in Italia come nel mondo intero!

Su Urupia ci sarebbe un mondo intero da raccontare. Per approfondire visita il loro blog.

* Comunarde è l'appellativo collettivo adottato per indicare tutti i membri residenti di Urupia, siano essi maschi o femmine. La scelta di usare il plurale femminile per indicare tutti gli individui appartenenti alla comunità è data dalla volontà di contrastare il maschilismo della nostra lingua italiana. Una bella idea.

martedì 9 giugno 2015

Gli Ego-villaggi

ecovillaggi

Sono un grande fan delle comunità intenzionali, degli eco-villaggi, dell'idea di abbandonare le città per andare a vivere in mezzo alla natura, insieme a persone affini. Tuttavia la maggior parte di noi nutre un opinione distorta e pregiudizievole nei confronti di queste comunità, opinione che trova spesso riscontro con la realtà. Non tutti gli eco-villaggi sono "sette" ma alcuni lo sono, o lo diventano col tempo... Ciò che segue è una riflessione dalla quale spero possiate trovare utili spunti per comprendere le comunità che vi trovate di fronte. In un post precedente ho parlato di tribù ed eco-villaggi. In questo post invece parlerò di EGOvillaggi. A molti non piacerà ciò che vado scrivendo: pazienza. L'obiettivo è informare, spingere ad essere critici. Non si scrive per ottenere consensi. Ciò non ha mai portato ad alcun cambiamento.

ECO v.s. EGO

Le persone si uniscono per fare comunità, non solo per il bello di stare insieme, ma anche per l'idea che si condivide insieme: l'idea cioè che si possa vivere meglio (uniti) rispetto a come si vive ora (separati). Da una possibilità così nobile però, qualcuno riesce a trovare gli spazi, la sede e i mezzi per far crescere i propri interessi o alimentare il proprio ego all'interno di luoghi che nascono essenzialmente per promuovere ideali di solidarietà, ecologia e uguaglianza.
Il fenomeno crescente degli Eco-villaggi, dunque, ha dato vita al suo gemello malvagio, quello degli Ego-villaggi. Per "egovillaggi" intendo comunità intenzionali ruotanti attorno a una o più figure carismatiche, spesso identificabili come guru o santoni, o semplicemente leader che godono di grande prestigio grazie alle loro doti comunicative. Questi personaggi sono in grado di sedurre, soggiogare, plasmare la mente delle altre persone con manipolazioni psicologiche, pratiche esoteriche o pseudo-scienze. I maghi impostori che la storia è riuscita a smascherare, anche in tempi recenti, sono moltissimi, ciononostante continuiamo ad affidarci a loro. Per quale motivo hanno così tanto successo, anche fra un pubblico di gente colta?

MANIPOLAZIONE

parapsicologo
Le persone che si rivolgono alle comunità e agli eco-villaggi spesso sono soggetti deboli: alcuni cercano soluzioni per uscire da una vita frenetica o dalla depressione, altri sono alla ricerca di appartenenza e di identità. Si tratta dunque di persone facilmente malleabili. Questi individui rappresentano un buon mercato per chi cerca di arricchirsi in maniera facile. Ci sono poi numerose altre ragioni che spiegano il successo di nuovi culti mistici, teorie strampalate e sette pseudo-scientifiche, provo a descriverne qualcuna.

1. I rimedi proposti dai guru moderni sono spesso rimedi semplici: ad esempio, per risolvere un qualsiasi problema viene assegnato il compito di ripetere una parola, un suono, o una frase "magica" un certo numero di volte al giorno. Se vi sembra un'esagerazione, pensate a quanta gente del mondo cosiddetto civilizzato s'impegna quotidianamente a recitare formule verbali come mantra, rosari, preghiere votive, spesso rivolte a feticci di divinità varie o statuine di santi, angeli, spiriti e Madre Natura) o a bere presunte pozioni miracolose/bevande curative (es: omeopatia, "acque benedette"), o curare con "l'imposizione delle mani" (es: reiki e pranoterapia); sono certo che avete sentito parlare di queste terapie e magari conoscete qualcuno che le pratica.

guaritrice
Questa signora attira numerosi malati nel Torinese,  proponendo loro cure di dubbia scientificità.
La Stampa ha dedicato un articolo alla vicenda (clicca qui
2. Questi metodi curativi non richiedono verifiche; basta avere "fede" o "crederci intensamente". Se non funzionano, la colpa viene spesso addossata al paziente, accusandolo di poca fede o di scarso impegno. Se ritenete impossibile che nel XXI secolo ci sia gente tanto sprovveduta, pensate a quanti si affidano a scienze infondate come la cartomanzia, la chiaroveggenza, la chiromanzia, la cristalloterapia, ecc. Importanti riviste e trasmissioni televisive dedicano ampi spazi a questi argomenti. Molte persone (fra cui anche noti leader politici) prendono decisioni importanti basandosi spesso sui risultati di queste pratiche mistiche. Uno spazio particolare è occupato dall'oroscopo astrologico: se la commistione tra astronomia e religione poteva in qualche modo essere giustificata ai tempi della preistoria quando l'uomo era avvolto dal mistero e gli appariva logico stabilire nessi fra fenomeni celesti e avvenimenti umani, oggi che giustificazioni abbiamo? La nostra cultura, nonostante le informazioni scientifiche che abbiamo a disposizione, continua a portare il segno di quest'irrazionalità.

superstizione
Superstizione nel XXI secolo: potrebbe sembrare un vecchio annuncio,  ma ho scattato questa foto nell'estate  del 2015 in un paese della Calabria. 
3. I guru, quando interpellati su questioni filosofiche, tendono a dare risposte piacevoli alle orecchie di chi ascolta. Fantastiche sorprese durante (o dopo) la vita sono riservate a chi si comporta bene (comportarsi "bene" significa comportarsi come vuole il guru: tali comportamenti soddisfano spesso i suoi interessi, solitamente economici). 

Senza dubbio, alcune di queste credenze aiutano l'individuo a sentirsi meglio, a livello emozionale, rendendolo più sicuro e aumentando talvolta la propria autostima. Tuttavia, si tratta di elucubrazioni mentali senza alcun valore, poiché non aiutano a risolvere "concretamente" i problemi della sua vita reale (problemi di salute, oppure di natura affettiva o economica).


UN EGO-VILLAGGIO: miracopoli

ecovillaggio
Antiche pratiche sciamaniche
sono ancora molto diffuse e spesso
coinvolgono l'utilizzo di droghe
spacciate come "pozioni magiche".
Sono stato di recente in uno di questi ego-villaggi, che chiamerò Miracopoli. Qui, dopo esser stato esposto alle idee mistiche dei suoi abitanti e aver palesato il mio scetticismo, mi è stato fatto notare come tutte le personalità presenti sul posto abbiano studiato in prestigiosissimi istituti accademici (Bocconi e la Sapienza per citarne qualcuno) e che quindi, solo per quelle ragioni meritassero approvazione. Non è servito molto far presente loro che anche le menti più istruite possono essere vittime di credenze, dogmi, superstizioni, ma soprattutto dell'influenza culturale in cui vivono. La scienza stessa è spesso vittima della cultura dominante. Non di rado viene messa al servizio di ideologie, religioni, corporazioni, eserciti, governi, multinazionali, banche. La bomba atomica è un esempio perfetto di BS "bad science": come può infatti uno scienziato razionale dar vita ad uno strumento così disumano, stupido e abominevole? Con una buona propaganda e un forte condizionamento culturale anche una mente scientifica può arrivare a conclusioni irrazionali. Insegnare gli esseri umani a pensare in maniera libera, coerente e razionale è un compito difficile. Il rischio che la civiltà ritorni a vivere tempi bui, tempi di credenze e superstizioni, si moltiplica, poi, se a professare false verità ci sono donne e uomini che, forti di una presunta laurea o specializzazione di campo, si coprono di folle promettendo loro felicità, salute, denaro attraverso procedimenti e sistemi che promettono risultati miracolosi, senza richiedere verifiche, né sforzi seri.

danze sciamaniche
A. è  laureata in psicologia ed è stata una delle mie host preferite in Irlanda, anche se ritengo che i suoi metodi
 siano superstiziosi e primitivi. In questa foto: danza rituale prima di iniziare un viaggio sciamanico.

Vi propongo qualche esempio di "ego" in cui mi sono imbattuto a Miracopoli: G.  riesce a vedere l'aura e gli spiriti-guida delle persone; M., un'altra leader, comunica con le piante ed è convinta di poterle fare crescere bene, semplicemente parlando loro con il linguaggio umano;  l'ingegner C. passa ore e ore a meditare in silenzio, per poter "smettere di pensare" e raggiungere una qualche forma di "illuminazione". In questo villaggio c'è anche chi assume sostanze dalla dubbia legalità per entrare in contatto con il proprio spirito guida o per sentirsi "in unione con l'universo".

meditazione
Viviamo vite frenetiche e sentiamo tutti il bisogno di cambiare.
Siamo sicuri che questo sia il modo più giusto per risolvere i nostri problemi?

Può essere vero che, attraverso il potere della suggestione, la meditazione può alterare la mente e sviluppare un processo per realizzare particolari desideri (come ad esempio raggiungere buoni livelli di concentrazione o diminuire l'ansia), ma questa tendenza a guarire o a cercare soluzioni attraverso stati di fantasia mentali rende difficile stabilire se ciò che accade nella nostra testa sia reale o immaginario. Un uomo (razionale) non dovrebbe essere "chiuso" nei confronti di queste idee, ma per arrivare ad accettarle ha bisogno di prove più sofisticate. Studiando un pochino di storia, si può evincere come i grandi problemi che hanno afflitto l'umanità sono stati risolti attraverso metodi scientifici, ovvero ore e ore di ricerche, studi, osservazioni, esperimenti in laboratorio... Malattie e carestie non sono mai state debellate con riti magici, preghiere e esoterismo. I ponti, le case e le grandi imprese sono frutto dell'ingegno umano, non di credenze e superstiziosi! È ironico vedere come i nostri amici new-age rinuncino alle loro profonde intuizioni e si arrendano ai principi della scienza quando si tratta di fare calcoli per far rientrare i conti delle spese mensili, riparare una macchina, costruire una casa, un tetto o un ponte; infine, ci vanno metodi scientifici anche per progettare un orto, se vogliono che sia produttivo...

SCIENZA CONTRO MISTICISMO

scienza e superstizione
Come distinguere dunque un ECO-villaggio da un EGO-villaggio? Per me la differenza è più o meno la stessa che c'è fra Scienza e Misticismo. Un uomo orientato alla scienza s'impegna in calcoli, verifiche, campionamenti, prove, effettua innumerevoli tentativi prima di arrivare a una conclusione. Affinché questa conclusione sia accettabile occorre anche che qualcun altro, eseguendo gli stessi calcoli ed esperimenti, ottenga gli stessi risultati. Il guru, invece, tende a formulare risposte che non richiedono verifiche, sono punti di vista soggettivi, spesso mirati a ottenere approvazioneconsensi a suo favore. All'uomo di scienza il consenso non interessa:  pensiamo a Galileo che nel XVI sec. sfidava il pensiero comune affermando che la terra non è al centro dell'universo ma gira intorno al sole. La cosa era inaccettabile per l'ego degli uomini di allora, ma a Galileo non importava "accontentare" i suoi contemporanei. Voleva semplicemente conoscere la natura della realtà e ampliare le sue conoscenze sul mondo... 

Questa è l'attitudine che vorrei vedere all'interno degli eco-villaggi. Se gli eco-villaggi vogliono cambiare il mondo utilizzando metodologie primitive e nozioni semplicistiche sulla natura delle cose, non faranno altro che tornare indietro nel tempo, ottenendo solamente cambiamenti superficiali. Senza dubbio, alcuni posti, con i loro aspetti "magici" e tribali, rendono il mio viaggio più interessante e folkloristico. Tuttavia le sfide del futuro non si possono superare con modi di pensare del passato!

viaggi sciamaniciRingrazio Luciana di Arcipelago  Sagarote, per l'input di questo post.

Leggi il post sugli eco-villaggi

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Altri racconti di viaggio dall'Italia con lentezza TOUR:

BASILICATA
Pane e Pomodoro 
Vito e Chiara 

PUGLIA
Urupia, comune libertaria (coming soon)

SARDEGNA
Baumela
A caccia di Nuraghi
Calajami
Funtaneddas

domenica 7 giugno 2015

Da Vito e Chiara

Esperienza wwoof in provincia di Matera


panificazione con grani antichi
Cereali "genuini": alcune varietà del passato rimaste autentiche e originali
   

Elogio alla lentezza*

Questo blog parla di lentezza, lentezza applicata al mondo dei viaggi. Devo ammettere tuttavia che nelle ultime settimane del nostro percorso, di lento c'è stato ben poco. In Basilicata abbiamo trascorso "soltanto" tre settimane: una settimana a Potenza, e due nella bella Miglionico, in provincia di Matera. Non si può certo misurare la qualità di un viaggio attraverso numeri, elenchi di posti o date. Si può semmai misurare in base alle esperienze vissute. Per diventare "Lucano", bisogna trascorrere in Basilicata molto più tempo: serve più tempo per provare le bontà locali, per conoscere i segreti dei luoghi, le curiosità del paesaggio e per imparare a distinguere dialetti e accenti dei paesani. Matera, in particolare, non finisce mai di stupire: ogni millimetro delle sue case e delle sue strade, scavate nel tufo, ha una storia da rivelare!


viaggiare con lentezza
Le grotte rupestri dei Sassi di Matera
 Serve più tempo, dunque: per conquistare i cuori della gente, e per farsi conquistare; per tornare a casa arricchito da una vera, nuova, profonda, amicizia; per poter dire di aver vissuto in profondità la poesia e la magia di un paese. Il tempo, forse, non basta mai. 

slow travel
L'Italia è pieno di paesi fiabeschi, come Matera.
Siamo "lenti", certo, rispetto alla stragrande maggioranza delle persone: per visitare un posto, i più hanno pochi giorni, e spesso lo fanno con un approccio turistico, superficiale, costoso, veloce e indolore! Tuttavia, rispetto ai nostri bisogni, ai nostri obiettivi, alle nostre aspettative e alle nostre sensazioni ci sentiamo ancora troppo "veloci": anche noi vittime della fretta, fretta di vedere tante cose, fretta del tipo che quando arrivi in un posto, già cominci a sognarne un altro! È la smania del viaggiatore-dipendente, dello spirito libero, con la sua ansia di conoscere, vedere, incontrare, fare, vivere.

Contadini ribelli


A Miglionico ci ospitano Vito e Chiara, una bella famigliola che vive con passione una vita naturale, coltivando la terra col metodo biologico, auto-producendosi la frutta, gli ortaggi e il pane, e vendendo i loro prodotti nei mercatini locali (spesso con il marchio Genuino Clandestino) assieme ad altri giovani produttori, tutti rigorosamente "bio". 


Permacultura, autosufficienza, libertà, comunità, natura, agricoltura biologica, eco-villaggi, tribù:  questi sono i temi conduttori del nostro viaggio.
Oltre a questo, Vito e Chiara organizzano eventi legati alla sostenibilità e all'ambiente: durante le nostre due settimane di permanenza abbiamo avuto la fortuna di partecipare al loro corso di permaculture water management (gestione delle acque), tenuto da Giuseppe Sannicandro (clicca sul nome per vedere una sua breve intervista), giovane insegnante pugliese pieno di risorse. 


permacultura
La conclusione del corso di permacultura.
I prossimi corsi ospitati presso la loro casa, saranno dedicati alla costruzione e intonaco delle case in paglia, potete trovare più info sull'evento qui:
https://www.facebook.com/events/837677422936766/

Inoltre a breve sarà organizzata dalla loro associazione (CLOE) un'escursione lenta, finalizzata all'osservazione dei rapaci nella collina materana. Più info: https://www.facebook.com/events/1615128968733583/

wwoof italia
Imparare a fare il pane, da Vito e Chiara
In questo momento Vito e Chiara sono alla ricerca di aiutanti, perciò se state cercando un posto in campagna con una splendida vista panoramica, tanto verde, animali, simpatia e lavoro sul campo, potrebbero fare al caso vostro!

genuino clandestino
Vito e la sua bancarella del mercatino "Bio" nel centro di Matera

Per maggiori info, chiamare:
Vito 3297992401
Chiara 3477825495

*Il viaggio non è la sola cosa ad essere lenta: anche gli aggiornamenti e le pubblicazioni dei nostri post lo sono, per diverse ragioni che rispecchiano i nostri ideali, il nostro modo di intendere il viaggio, i ritmi, il lavoro, il tempo libero. Non vogliamo che la missione del blog diventi la nostra nuova schiavitù, per questo diamo ad ogni cosa il suo tempo! Sperando che gli argomenti e le storie che andiamo raccontando vi ispirino e appassionino, vi invitiamo a rimanere sintonizzati, perché fra qualche settimana parleremo della nostra esperienza in una delle più belle realtà comunitarie d'Italia dove si vive "liberi". 


basilicata
Veduta del centro di Matera
wwoofing
L'allegra famigliola di Vito e Chiara.
GUARDA IL VIDEO SULL'ESPERIENZA DA VITO E CHIARA:


Guarda il video sui sassi di Matera.


Racconti precedenti dall'Italia con Lentezza tour:


CALABRIA
Arcipelago Sagarote

BASILICATA
Pane e Pomodoro 
Vito e Chiara 

PUGLIA
Urupia, comune libertaria (coming soon)

SARDEGNA
Baumela
A caccia di Nuraghi
Calajami
Funtaneddas
Link per l'album di foto pubbliche: