mercoledì 22 luglio 2015

Un futuro... Lento.

viaggiare con lentezza

Qualche tempo prima di iniziare a viaggiare, circa 8 anni fa, avevo cominciato a riflettere sul fatto di essere diventato grande, di aver aver finito la scuola (liceo), di esser entrato nel mondo del lavoro e aver iniziato dunque, quella che definisco la fase discendente: la mia vita da lì in avanti si sarebbe ripetuta sempre uguale, anno dopo anno, come un disco incantato. Ogni anno sarebbe stato identico a quello precedente e anche a quello successivo... Stesse situazioni, incontri, eventi, lavori, fine settimana, sabato-sera, Natale, capodanno, pasqua, compleanni, vacanze, uscite al pub, riunioni, appuntamenti, code per strade, code in posta, ecc ecc. Un loop che si ripete all'infinito (orrore!). Allora bastava osservare la vita dei miei genitori e quella di tutti gli altri adulti, per capire come sarebbe stata la mia nei prossimi 30-40 anni. Tutto ciò, chiaramente, mi è sembrato un incubo. Tuttavia, la cosa che mi sorprende di più è questa: perché nessuno sembra essere preoccupato o angosciato da questa monotona ripetizione di eventi?

vita di campagna
avventuraCirca 8 anni fa ho scelto per me una carriera avventurosa. Lasciato il lavoro, complice la crisi economica, ho cominciato a vivere una vita varia e particolare, praticamente senza aver bisogno di soldi (con circa 1000 euro potrei campare bene un anno, ma anche meno...). Ciò mi ha permesso di provare a indossare tantissimi panni: sono stato un po' contadino, un po' veterinario, un po' pastore, un po' antropologo, un po' esploratore, un po' archeologo, un po' turista, un po' montanaro, un po' artista, un po' musicista, un po' di tutto: per ogni nazione visitata ho frequentato ambienti contadini, alternativi, hippy, tribali, aristocratici, poveri, radical chic, ecc; mi sono ritrovato cucito sulla pelle tutta una serie di mestieri che prima potevo soltanto immaginare di vivere o sognare... La mia identità, prima, era ciò che guadagnavo e ciò che producevo. Oggi sono un essere umano libero e in continua evoluzione o, se vogliamo, trasmutazione. Cambio muta, all'incirca ogni mese, quando mi trasferisco da un posto nuovo all'altro, alla ricerca di una nuova "missione". Vivo la vita di coloro che penso saranno gli uomini del futuro: eliminata la preoccupazione di dover lavorare per soldi (non c'è denaro nella società del futuro -se sarà più sano), la maggior parte di loro vivrà vite semi nomadi, continuamente in viaggio, liberi di studiare, esplorare, progettare, giocare, amare, lavorare per progetti che ritengono opportuni.

 Oggi il resto dell'umanità va in una direzione opposta.  il problema è che molti pensano che sia necessario e naturale lavorare per soldi, perciò siamo schiavi di questo paradigma. Schiacciati dall'idea che se non si lavorasse per soldi la società crollerebbe, idea che peraltro è priva di basi, viviamo ogni giorno imitando ieri. Mi dicono: "è grazie alla gente che lavora per lo stipendio che tutti i servizi primari sono a tua disposizione". Vero. Ma solo finché si soddisfa la redditività del capitale, dopodiché dobbiamo metterci a creare nuovi bisogni, non percepiti, nuovi aggeggi, non necessari, nuovi falsi desideri, indotti, nuove maschere, di ipocrisia, affinché la macchina del capitale continui a girare e crescere. Oggi non produciamo per il mero bisogno. Lo facciamo per il profitto. Tutte le cose che produciamo -cibo, energia, trasporti, non sono studiate per colmare una necessità umana; la preoccupazione maggiore è quella di aumentare le vendite e mantenere alto il margine competitivo. Obsolescenza  programmata e percepita sono mostri generati da questa assurda economia. Le nostre vite e il nostro lavoro girano attorno a questo mercato artificiale che cerca di perpetuare se stesso. Dentro questo loop, cosa rimane di noi? Della nostra umanità? Della libertà, della possibilità di migliorarci e migliorare il mondo? Ci sono abbastanza spazi di libertà o possiamo fare qualcosa per migliorare affinché ce ne siano di più?
Per essere felice io ho bisogno di determinati ingredienti: cambiamento, incontri, avventure, varietà, esperienze, cultura, scoperte, amore. Questi sono i miei bisogni spirituali, ciascuno ha i suoi. E anche se sono convinto che una simile ricetta valga per tutti, dev'essere il singolo individuo, a definire la propria idea di felicità e libertà; è nostro dovere creare le condizioni perché tutti siano liberi di manifestare la propria individualità, ed è egoistico, e fallimentare, imporre la propria idea di vita sulle altre persone. Continuo perciò ad andare per la mia strada, sperando che qualcuno possa rispecchiarsi in queste idee e vedere in questo stile di vita un'ottima alternativa alla routine quotidiana, un'opportunità di crescita personale, una valida azione politica per costruire una nuova società: là fuori, in questa nuova, strana, dimensione di libertà, siamo già tantissimi. Se tutti cambiamo, cambia anche il mondo.
Grazie per averci seguito e, se ti interessa, leggi le nostre avventure, le potrai trovare su "tappe di viaggio".

ostuni
viaggiare senza spendere soldi



mercoledì 8 luglio 2015

Lentamente muore

Lentamente si può vivere... Ma anche morire. Come ci racconta Martha Medeiros in questa sua suggestiva poesia, che scopro in una delle stanze della nuova casa, dove siamo ospiti, nel Salento.

lentezza

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marea, chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti.
Chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i, piuttosto che un insieme di emozioni, quelle che fanno brillare gli occhi. 
Quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non lascia la certezza per inseguire un sogno,
chi non si permette, almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; 
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna e dei giorni di pioggia.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima ancora di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce, 
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa su argomenti che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lungo maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità...

mercoledì 1 luglio 2015

Casina Settarte

viaggiare con lentezza
      
L'avventura continua. Siamo ancora in Puglia, ad Ostuni, in mezzo ai Trulli. Andarsene da un posto come Urupia significa essere consapevoli che il posto che seguirà dopo, difficilmente sarà in grado di offrire le stesse sorprese, situazioni, spettacoli, relazioni, possibili solo all'interno di una vita tribale-comunitaria. E invece non finiamo mai di meravigliarci e stupirci. Sia della realtà culturale e paesaggistica pugliese che degli stili di vita intriganti offerti dai nostri host*. Se è la prima volta che incappate in questo blog, ci teniamo a dire che non siamo un comune blog di viaggi e di turismo (odiamo il turismo!) e facciamo perciò questa breve sintesi, per spiegare chi siamo, di cosa stiamo parlando, e perché tutto ciò è importante: siamo Viaggiatori, con la V maiuscola, quindi esploratori, nel vero senso della parola, gente che viaggia per scoprire tesori e bellezze, di natura varia, per tornare a casa più ricchi (anziché più poveri). Per mantenerci, senza spendere soldi, usiamo l'espediente del volontariato, cosa che ci consente, oltre che ad avere accesso a vitto e alloggio gratis, di partecipare a progetti o missioni locali di solidarietà; questo ci permette anche di conoscere gente del posto, condividere il loro stile di vita e tutta un'altra serie di vantaggi come ad esempio imparare (lingue e) nuovi mestieri. Non avendo bisogno di molti soldi, possiamo decidere di prenderci tutto il tempo che ci serve per portare a termine l'esperienza (da qui viaggiare "con lentezza"). Cosa facciamo nei viaggi di preciso? Tante cose. Alcune di queste: conoscere luoghi o persone molto interessanti e particolari. Un esempio?

viaggiare senza spendere soldi
Tutti intorno al fuoco, a Casina Settarte

Beh, a Casina Settarte, associazione che ci ospita in questo stesso momento, abbiamo conosciuto un gruppo di francesi che praticano "Contact Improvisation". Un gruppo molto affiatato, talmente affiatato che non saprei come descriverlo. Si abbracciano, danzano, si accarezzano, leggono poesie, testi filosofici, meditano, amano il contatto con la natura. Il loro motto è "qui e ora" vivi il presente intensamente. Li osservo, li studio, prendo appunti. Sembrano a tutti gli effetti una tribù, sono una tribù. Sembra anche che siano felici. Dove sta l'inganno?

danza attorno al fuoco

Ieri mattina mi sono svegliato presto, vado alla cucina esterna della masseria e mi trovo, sotto la doccia all'aperto, questa giovane ragazza francese come mamma l'ha fatta.  Dopo lo shock (ormonale) rifletto: vorrei essere cresciuto in posti come la Polinesia, dove la nudità è la norma e tutti si guardano negli occhi, anche quando messi di fronte a un paio di ghiandole mammarie.

 Nel frattempo mi chiedo da quale mondo\cultura\educazione vengano questi ragazzi, quale ambiente sia stato in grado di generare esseri umani capaci di esprimere così bene il loro potenziale. Se credessi in energie cosmiche, spiriti e emanazioni mistiche varie, direi che sembrano esseri di luce e la loro aura è "grande"; ma siccome la formazione scientifico-accademica non me lo consente, sospetto che esista, da qualche parte in quella Francia, un mondo abbiente e benestante, dove non si ha paura di sperimentare nuovi modi di relazionarsi, amarsi, condividere, e che questi, effettivamente, funzionino.

*host - termine inglese. (Si tratta delle famiglie, comunità, associazioni, aziende che ci ospitano)

viaggio lento in puglia
slow travel in Puglia

       


ALTRI RACCONTI DELL'ITALIA CON LENTEZZA TOUR:

CALABRIA

BASILICATA

PUGLIA
Urupia, comune libertaria
Casina Settarte
Mater