martedì 31 maggio 2016

Intervista ad un viaggiatore cieco che ha fatto il giro del mondo.

La straordinaria avventura di Alessandro Bordini


viaggiatori non vedenti
“Il coraggio è subordinato alla volontà che hai. Ci va coraggio a rimanere a casa piuttosto!"


Alessandro Bordini, 28 anni, è una piccola leggenda nel mondo dei viaggi alternativi. Non solo perchè ha fatto il giro del mondo (nonostante la cecità), ma anche perché è in grado di ispirare, commuovere e divertire tantissime persone attraverso i racconti delle sue esperienze. Quello che mi ha colpito di più della sua storia è la sua determinazione: non importa quali siano le difficoltà e gli ostacoli, non esistono scuse che giustifichino l’immobilità, l’indolenzimento dell’animo, che sembrano, ahimè, atrofizzare la maggior parte di noi. Ma Alessandro ha anche altri importanti messaggi da condividere.

viaggiatori ciechiIl giorno in cui chiamo Alessandro Bordini per telefono è un giorno in cui ho particolarmente bisogno d'ispirazioni e di confronto. Fin da subito si mostra entusiasta e disponibile ma -cosa più importante- sembra avere tempo. Comincio con le domande e, man mano che parliamo, scopro presto, non con poca meraviglia, che pur essendo cieco, Alessandro vede il mondo circostante molto meglio di tante altre persone e viaggiatori. No, non è retorica e no, non ha sviluppato dei super-poteri: sono la sua sensibilità, il suo spirito e anche il suo coraggio a guidarlo per le strade del mondo e  fargli avere "nuovi occhi".

Ma cominciamo per gradi.


Alessandro mi racconta di come nel 2007, durante una normale esercitazione di paracadutismo, subisce un grave incidente che gli danneggia totalmente la vista; da allora la sua vita è inevitabilmente cambiata. Nonostante questo, non si perde d'animo: chi lo conosce lo descrive come un ragazzo allegro, entusiasta, sempre con la battuta pronta.

viaggi Come è iniziata l’idea di fare il giro del mondo?



Due anni dopo l’incidente”, mi dice, “andai a visitare l’ospedale dove ero stato ricoverato; quel giorno accadde qualcosa di particolare: dovevo prendere il treno da solo, ma mi ero dimenticato di prenotare il servizio per persone con ridotta mobilità. Subito fui preso dal panico. Poco dopo vidi che la gente si stava facendo in quattro per aiutarmi, così raggiunsi l’ospedale senza problemi”.

Poi che successe?


 "Quell’episodio mi fece riflettere molto. Conclusi che potevo spostarmi ovunque senza aver paura: la gente mi avrebbe dato una mano in caso di necessità. Ho cominciato a fare piccoli viaggi, soprattutto in Italia, poi capii che avrei potuto viaggiare benissimo anche all'estero".

Non hai mai dubitato della gente?


"Se avessi avuto dei dubbi sulla bontà della gente non sarei mai partito. L’uomo è fondamentalmente buono! Le televisioni, in realtà, non fanno altro che spaventarti: il messaggio che prevale è che il mondo sia pieno di pazzi, criminali e malviventi. Se dovessi basarmi su ciò che sento alla TV, mi barricherei in casa e non uscirei più”.

E invece no, al contrario, sei voluto partire.


Certo! La guerra, gli omicidi, la criminalità”, aggiunge, “sono cose reali, non lo metto in dubbio! Ma sono reali anche i gesti gentili, il rispetto, la cordialità delle persone, i doni gratuiti e disinteressati, l’attivismo e la solidarietà di tanti uomini volenterosi. Questi valori prevalgono nella maggior parte dei posti e nella maggior parte delle persone”.

Alessandro non ha dubbi sulla natura tendenzialmente buona dell’uomo, per questo ha deciso di mettersi in viaggio. Il suo obiettivo principale? Mandare un messaggio positivo all’umanità:

“Il mondo non è così brutto come ce lo descrivono. Io ho voluto dimostrarlo”.


alessandro bordiniIL GIRO DEL MONDO



Il 2 aprile del 2013 parte per la sua grande avventura. Da solo. Ogni tanto qualche amico o amica sono andati a trovarlo per condividere un pezzo di strada con lui. Altre volte ha incontrato nuovi amici e compagni durante il percorso:

“Sì è vero, giravo da solo. Ma è anche vero che dovunque andavo ricevevo l’aiuto disinteressato della gente. In un certo senso non sono stato quasi mai da solo. Ho stretto numerose amicizie e tutt’ora sono in contatto con molte delle persone conosciute per strada”.


alessandro bordini
Ha quindi preso la mappa del mondo e ha tracciato un itinerario ipotetico, lasciando spazio all'improvvisazione. In Africa ha cercato di mantenersi sulla costa, per evitare le zone più interne dove sono concentrati i conflitti; in Egitto sarebbe dovuto passare per l’Arabia Saudita, ma è tornato a casa in Italia per presiedere al matrimonio di un suo amico. Il viaggio è ricominciato subito dopo: Germania, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria, Serbia, Bulgaria, Turchia, infine Iran: l’avventura era solo all’inizio. Dall’Iran è stato difficile ottenere i visti per l’India e il Pakistan. Alessandro ha dovuto improvvisare spesso, lasciandosi ispirare dal momento e dalle opportunità offerte dal viaggio.

viaggiatori ciechi
“A proposito di viaggio lento” mi dice, “viaggiare lentamente mi ha sempre affascinato. Per questo, nel nord del Brasile ho raggiunto Manaos utilizzando un mezzo speciale: anziché prendere un volo, che mi avrebbe fatto risparmiare tempo, ho preferito prendere una barca. Il risultato? Ho speso cinque giorni in una barca sul Rio delle Amazzoni per arrivare in questa città situata in mezzo alla foresta Amazzonica. La barca andava ai 18 km all’ora, ma ho stretto legami con la truppa e le altre persone incontrate sulle rive del fiume. Ho avuto tempo per fare cose che chiaramente con un viaggio in aereo non avrei potuto fare”.

Provo un pizzico d'invidia, mentre continuo ad ascoltare i dettagli del suo racconto. Ci va molto coraggio ad avventurarsi in posti del genere, gli dico.

“Il coraggio è subordinato alla volontà che hai. Ci va coraggio a rimanere a casa piuttosto!"


Concordo.


"Sai qual è il vero problema?" aggiunge: "Il problema è quando torni a casa. Il viaggio crea dipendenza. E’ per questo che credo non smetterò mai di viaggiare.  Certo, devo migliorare i metodi e gli approcci. Sai, non fila sempre tutto liscio... Ci sono state volte in cui ho dovuto aspettare giorni prima di conoscere qualcuno. Spesso mi sono sentito solo”.


Gli incontri erano casuali o organizzati? 


“Totalmente casuali. La gente mi trovava per strada e a volte mi invitava nella loro casa. Quando ciò succedeva, per me era il massimo! Il vero successo del viaggio sta proprio qui: la condivisione, lo scambio culturale, la reciprocità, la fiducia. Ti ho incontrato solo 5 minuti fa, ma mi fido di te, ti invito a casa mia e condivido con te il pane”.

Ad Alessandro non importava che le case avessero comfort e comodità. Alcuni si offrivano di pagargli l’albergo, un gesto molto gradito, ma non era quello che cercava.

“In Africa dormivo in capanne, in case rustiche o povere. Questa gente, nonostante la loro povertà, faceva metà del loro pasto con me”.

Alessandro è stato anche a Teheran per dieci giorni e ha trovato altre conferme.

“Non ho trovato persone così tanto amichevoli come a Teheran! Il terrorismo non ha niente a che vedere con l’Islam”.

Incuriosito lo interrompo con una domanda.

viaggiatori non vedenti Ci sono dei paesi che si sono rivelati più solidali di altri?


“Il buon samaritano è dappertutto. Ma ci sono paesi dove la cultura è un pochino più rigida. Ho trovato che in Giappone i passanti non ti aiutano molto, ma non perché siano "cattivi": la loro cultura prevede che debba essere la polizia o altri enti istituzionali a prendersi cura di chi è in difficoltà. Non ho niente da biasimare ai Giapponesi, sono brava gente: il loro stile di vita, però, mi ha lasciato un po’ spiazzato, ma questo è normale”.


Alessandro ha provato sentimenti contrastanti anche nei confronti degli Stati Uniti:

“Le persone tendono a essere molto individualiste negli U.s.a, ma un giorno un tizio mi ha incontrato per strada, mi ha parlato un po’ e dopo 5 minuti ero già a casa sua. Per tre giorni non mi ha fatto mancare nulla portandomi anche in giro per la città, dove ci siamo svagati insieme. In America del nord, tuttavia, la gente cammina poco, si sposta in macchina o altri mezzi, e questo limita molto le possibilità degli incontri. Da questo punto di vista, il Sudamerica è esattamente l'opposto".

Vanno tutti a piedi lì?

“Sì! Negli Stati Uniti non c’era quasi mai nessuno per strada e questo ha influenzato molto il mio umore. In compenso in Sudamerica e in Africa, tutti camminano, perciò ogni giorno era più facile fare nuovi incontri e nuove amicizie. Che bei posti! Tornerei lì anche domani”.

E la tua famiglia cosa ne pensa dei tuoi viaggi?


“La mia famiglia era molto in ansia. Quando sono finalmente rientrato a casa dal mio primo viaggio, dopo 5 mesi di viaggio in Africa e 25 paesi alle spalle, i miei amici e parenti mi hanno finalmente riabbracciato e si sono convinti che stavo facendo una cosa straordinaria. Alla successiva partenza erano decisamente più tranquilli e rilassati. Certo, sono stati sempre in pensiero per me, ma non come quando sono partito per la prima volta”.

Per ammortizzare le preoccupazioni e l’ansia della sua famiglia, ogni giorno Alessandro pubblicava online le foto del suo viaggio, molte delle quali scattate da lui di persona o dagli amici del posto.

viaggiatore cieco
Una foto di Alessandro Bordini rilasciata su facebook.

Uno dopo l’altro, il giovane viaggiatore cieco ha visitato nazioni e paesi, completamente al buio, riuscendo comunque a cogliere l’essenza del posto e vivere esperienze di viaggio decisamente più autentiche e profonde di quelle della maggior parte dei turisti.

“Il viaggiare turistico delle persone è una fuga dalla realtà. Se uno lavora per 355 giorni all’anno è lecito che scelga di trascorrere la sua settimana di libertà, il più lontano possibile da casa. Ma andare a Zanzibar in un villaggio turistico dove ci sono solo italiani e dove tutto quanto è progettato per essere esattamente come quando sei a casa, non ha molto senso. Avrebbe più senso andare a 40 km dal tuo paesino a conoscere le persone dei villaggi limitrofi, piuttosto che andare così lontano senza nemmeno vivere la cultura del posto”.

Alessandro ha collezionato mete e ricordi, uno dopo l’altro, senza fretta. Ha impresso nella sua memoria una mappa di ricordi fatta di sapori, odori, profumi, parole, suoni, risate, accenti, strette di mano, abbracci, carezze, momenti di tenerezza ma anche momenti di nostalgia e malinconia; ha voluto conoscere più persone possibili, provenienti dalle culture più disparate, cercando di capire quali fossero i loro sogni, le loro speranze, la loro storia, per chi o per cosa battesse il loro cuore.  In questo senso, Alessandro, non solo si è fatto aiutare, ma ha anche aiutato: ovunque abbia messo piede ha profondamente condizionato il modo di vedere delle persone che si sono offerte di dargli una mano e che si sono lasciate stregare dal suo esempio coraggioso, dalla sua simpatia e dalla sua capacità di ascoltare.

viaggiatore cieco

Prossimi viaggi?


“Ricevo spesso proposte da parte di amici, conduttori, giornalisti che mi chiedono di raccontare la mia esperienza per ispirare persone ugualmente abili o diversamente abili a superare le loro paure e le loro difficoltà, e raggiungere i loro sogni nonostante le loro circostanze. Le opportunità e i progetti sono tanti e li valuterò di volta in volta”.

alessandro bordini
Alessandro Bordini al TEDx di Verona

Saluto Alessandro, ma prima di congedarmi gli chiedo di lasciare un messaggio rivolto ai lettori.
“La vita è sofferenza e gioia”. Mi dice “Oggi pensate a gioire, a soffrire ci penserete domani”.

domenica 29 maggio 2016

TrustedHousitters: il viaggio giusto per chi ama gli animali

COME FUNZIONA TRUSTED HOUSESITTERS (housesitters di fiducia).


viaggiare

TrustedHousitters è una piattaforma ancora poco conosciuta in Italia, ma se ti piacciono gli animali è una bellissima opportunità per viaggiare a basso costo!

pet-sitter

Il meccanismo è semplice: ti prendi cura di proprietà e animali in cambio di ospitalità gratuita in tutto il mondo. Viceversa, se vuoi partire ma hai dei cuccioli che non possono rimanere soli, puoi utilizzare il servizio "TrustedHousesitters" lasciando che sia un ospite-viaggiatore a occuparsi di loro, offrendogli in cambio l'alloggio per tutto il tempo in cui sarai via.

portare a spasso il caneIl nostro Paese, come potete immaginare, è una meta molto ambita: mi sono iscritta come "proprietaria di casa" e nel giro di poche ore dalla pubblicazione dell'annuncio ho ricevuto decine di proposte. Per fortuna c’è la possibilità di mettere la richiesta in "hold", ovvero in stato di attesa, altrimenti si può essere sommersi da messaggi! Questa piattaforma non solo mi ha permesso di ascoltare molte storie di vita curiose, ma anche di fare amicizie e stabilire contatti che potrebbero tornarmi utili in futuro. A volte, è un modo per viaggiare... senza necessariamente partire!

L’iscrizione al sito è a pagamento, ma a mio parere vale la pena iscriversi, anche se si vuole utilizzare il servizio una sola volta nella vita! Questo "ostacolo iniziale”, costituito dal prezzo, in realtà favorisce la selezione di utenti seri e realmente interessati. La quota annuale è di circa 95 euro, ma ci sono promozioni periodiche (io sono riuscita a pagare 65 euro). Bisogna anche tenere conto del risparmio effettivo finale, se pensiamo all'incidenza del costo dell'alloggio in un viaggio "tradizionale": un house-sitter, a parte il trasporto e il costo d'iscrizione iniziale, non ha davvero altre spese!

housesitting
www.trustedhousitters.com
La maggior parte degli annunci arriva dal Regno Unito, ma con un po’ di pazienza si può trovare ospitalità in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Australia; le richieste e le opportunità di housesitting sono varie e in grado di soddisfare qualsiasi esigenza, grazie anche ai filtri che permettono di fare una ricerca mirata, selezionando il tipo di alloggio ideale, la durata della permanenza e le preferenze verso certi tipi di animali piuttosto che altri. Ci sono case che hanno bisogno di housesitters anche per molte settimane, oppure mesi: questa è un'ottima possibilità per chi ama fermarsi in un Paese per periodi lunghi!

I MIEI PRIMI ESPERIMENTI


gatti
In attesa di ospiti.
La mia prima esperienza di scambio mi ha dato molta soddisfazione: una ragazza italiana e un ragazzo sloveno sono riusciti a trasmettermi una tale serenità che durante la mia assenza non avevo alcuna preoccupazione per le mie gatte, lasciate a casa per la prima volta con estranei (chi ha animali, comprenderà che non è una cosa semplice e scontata). Ora, grazie a TrustedHousesitters, non ho solo trovato persone adatte a badare ai miei animali, ma ho anche due amici in più.

Nel frattempo, la campagna inglese mi attende: una coppia di simpatici vecchietti ha deciso di darmi fiducia (e gliene sono molto grata, considerando che non ho ancora alcuna referenza nella mia pagina personale all’interno della community). Mi prenderò cura della loro gatta – un piacere per me, più che un impegno – e con il solo costo del volo aereo la mia vacanza estiva è bella e pronta! Mentre sarò via, una coppia spagnola farà compagnia alle mie piccole pesti che presto diventeranno, come la loro padrona, multilingua e "open-minded"!

Ci sarebbe molto da dire, ma spero di averti incuriosito, e che visiterai il sito www.trustedhousesitters.com. È un buon modo per viaggiare in maniera economica e per vivere la cultura del posto... con lentezza!

Non c'è alcun motivo per non provarci... Ah sì, si rischia la dipendenza ;-)

Let’s share!

prendersi cura degli animali

lunedì 23 maggio 2016

Viaggio lento in Spagna e Portogallo: due mesi, due paesi

"Una volta un saggio alla domanda "Chi o cosa siamo noi?" rispose così: siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto, siamo ogni persona, ogni cosa la cui esistenza ci abbia influenzato o con la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti!"
Dal film "Almanya – La mia famiglia va in Germania"
Premessa (parzialmente autobiografica)
Quello che segue non è il risultato di un’invenzione, né la manifestazione per iscritto della follia di chi scrive. Al contrario, si tratta del risultato di una lenta evoluzione personale, iniziata anni fa e assolutamente coerente se vista nel suo insieme: i periodi di studio all’estero durante gli anni di formazione universitaria, la scoperta e la frequentazione delle realtà neo-rurali e cooperative di Barcellona, i viaggi e i piccoli incontri che durante questi periodi di studio (e non solo) hanno avuto luogo, hanno contribuito a dar corpo ad un'indole già naturalmente curiosa e incline all’esplorazione, oltre che sensibile a tematiche ecologiste. Alcuni corsi del Master in Sostenibilità Ambientale, Economica e Sociale dell’Università Autonoma di Barcellona poi, seguiti (per scelta) in qualità di uditore, hanno ampliato e rafforzato le premesse teoriche di questo sviluppo. Grazie a questo, infatti, sono potuto venire a conoscenza di campi del sapere come l’economia ecologica, l’ecologia politica e la decrescita. In questa chiave va letta la piccola avventura che sto per raccontare.
Con questo post inizia il resoconto di un piccolo esperimento: un viaggio esclusivamente in autostop e con budget limitato (5 euro al giorno), alla ricerca di eco-villaggi, comunità neo-rurali e altre esperienze di vita comunitaria e “a basso costo” lungo il percorso. Proverò a spiegare perchè l'ho fatto, come sono riuscito a farlo, cosa ho imparato durante il viaggio, e quali domande sono nate nella mia testa a seguito di questa esperienza: forse più delle risposte sono quello a cui la "buona ricerca" dovrebbe ambire.

autostop

La speranza è che questo racconto possa veicolare idee e concetti di cui si è iniziato a parlare ormai da un po', ma di cui probabilmente non si parla ancora abbastanza. Perché questo sia possibile cercherò di raccontare le mie esperienze collegandole con temi più generali e più importanti, in modo da andare oltre la semplice trascrizione di un diario di viaggio. Talvolta citerò libri che ho letto e mi hanno ispirato, perché chi interessato possa approfondire temi che proverò ad introdurre in maniera spero chiara ma sintetica. E mi farò accompagnare da un compagno di viaggio speciale, il libro "Viaggio in Portogallo" di José Saramago. Lascio a lui, dunque, il compito di iniziare:
[...] Che il lettore [...] si rassegni a non disporre di questo libro come di una normale guida, o di una mappa da tenere sottomano, o di un catalogo generale. Alle pagine che seguono non si dovrà ricorrere come a un'agenzia di viaggi o di turismo: l'autore non è qui per dare consigli, benché ridondi di opinioni. Vi si troveranno, questo è pur vero, i luoghi selezionati del paesaggio e dell'arte, l'aspetto naturale o trasformato della terra portoghese: ma non sarà forzatamente imposto, o abilmente orientato, alcun itinerario solo perchè le convenzioni e le abitudini hanno finito per renderlo obbligatorio a chi da casa propria si allontana per conoscere quello che c'è fuori. L'autore, senza dubbio, è andato dove si va sempre, ma è pure andato là dove non si va quasi mai. [...] Prenda il lettore le pagine che seguono come sfida e invito. Faccia il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie d'uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio. [...] Insomma, prenda questo libro come esempio, mai come modello. La felicità, che il lettore lo sappia, ha molte facce. Viaggiare, probabilmente, è una di queste. Affidi i fiori a chi sappia badarvi, e incominci. O ricominci. Nessun viaggio è definitivo.
José Saramago - Viaggio in Portogallo
L'itinerario
Già negli ultimi mesi del 2015 cominciò a prendere forma nella mia testa un'idea: fare un viaggio esclusivamente in autostop e con molti pochi soldi. Pian piano l'idea divenne sempre più chiara finchè, a gennaio, avevo un progetto: fare il giro della penisola iberica muovendomi lungo la costa, partendo da Barcellona, dove risiedo. Durata complessiva: 2 mesi. Spesa media massima giornaliera: 5 euro. Oltre alla bellezza e al simbolismo di un percorso circolare che si chiudesse nel punto da cui stavo partendo, sarebbe stata l'occasione per visitare città che non avevo ancora mai visto (ad es. Malaga o Porto) oppure ritornare in città visitate anni fa e che mi avevano lasciato un piacevole ricordo (es. Siviglia o Lisbona).
vuelta a espana
L'itinerario di viaggio pianificato in partenza.
In realtà, come spesso accade quando si è in viaggio, l'itinerario reale si è discostato in parte da quello pianificato. A circa metà del cammino, infatti, dopo aver camminato per un po' lungo la costa ovest del Portogallo, la mia voglia di attraversare centri urbani altamente popolati era parecchio diminuita e il tempo rimasto a mia disposizione (deciso prima della partenza e legato a questioni personali) costringeva a fare una selezione tra ciò avrei potuto vedere e a cosa avrei dovuto rinunciare. In definitiva, mi sentivo un po' come il viaggiatore di Saramago, che, con le parole di Claudio Magris nella prefazione all'edizione Einaudi del libro,
[...] procede, come nella vita, in una mescolanza di programma e causalità, mete prefissate e impreviste digressioni che portano altrove; sbaglia strada, torna indietro, salta fiumi e ruscelli; è incerto su cosa visitare e cosa trascurare, perché anche viaggiare, come scrivere e come vivere, è innanzitutto tralasciare. [...]
Itinerario_reale
L'itinerario di viaggio realmente percorso.
Alla fine, in 58 giorni di viaggio ho percorso circa 4000km in autostop e speso 255.77€, equivalente ad una spesa giornaliera di circa 4.40€. Di questi, 81.05€ sono stati legati al consumo di alcool, tabacco, o semplicemente all'acquisto di caffé in bar vari a causa della necessitá di ricaricare il cellulare. Al netto di queste spese non legate a bisogni strettamente vitali, la spesa giornaliera é stata di circa 3€. E questo ci porta dritti al cuore economico della questione.
Il tempo è denaro
L'idea del viaggio "a basso costo" nacque nella mia testa diversi anni fa, quando ancora ero uno studente di ingegneria in Erasmus presso l'Università di Trondheim, in Norvegia. Lì cominciai a fantasticare su quanto sarebbe stato bello poter viaggiare mantenendomi semplicemente lungo il percorso, e liberarmi dell'ansia di dover accumulare prima una somma sufficiente di denaro da poter poi spendere durante il viaggio. Lì imparai le prime basi di giocoleria e feci la mia prima esperienza in autostop: finiti i corsi e gli esami, arrivai così a Capo Nord. Non mi posi particolari vincoli economici, nè mi impegnai in alcun tipo di attività che mi permettesse di guadagnare denaro lungo il viaggio, ma fu il primo passo in quella direzione. Oggi vedo questo viaggio come un ulteriore tassello di questo mosaico. Ma andiamo con calma, e proviamo a spiegare.
fabio gatti
Chi non ha mai sentito in vita sua l'espressione: Il tempo è denaro? Ebbene, ci ho messo parecchio tempo a capire ciò che significasse davvero: il tempo (di vita) è l'unica cosa che possediamo davvero. Ciò che facciamo quando lavoriamo non è altro che vendere questo nostro tempo a qualcuno che lo utilizza per qualcosa a lui utile. In cambio, generalmente, riceviamo del denaro che ci permetterà di acquistare beni che non siamo in grado di produrre direttamente da noi e che sono, o riteniamo essere, necessari a soddisfare i nostri bisogni. Quindi, in definitiva, all'inizio della vita ciascuno di noi è ugualmente ricco in termini di tempo.
tempo è denaro
La domanda a questo punto è: cosa succede se, invece di vendere il mio tempo di vita in cambio di denaro, quel tempo lo tengo per me o lo scambio con qualcosa di diverso? Divento immediatamente povero? La mia risposta è semplicissima: no. Anzi: forse riappropriandosi del proprio tempo ed eliminando alcune delle necessità fittizie create da una società che vuole il "tempo libero" esclusivamente come un qualcosa di funzionale al recupero di energie vitali da trasformare in produttività ed efficienza nel “tempo dedicato al lavoro", ci si può arricchire. Arricchire di cose che non hanno un valore immediatamente monetario ma sono possibili solo se si dispone, appunto, di tempo.
Pensateci bene: se ho a mia disposizione solamente 2 settimane di ferie e voglio visitare un paese, le spese che sarò “costretto” a sostenere dalla mancanza di tempo e per potermi "riposare" adeguatamente (trasporti, alloggio, etc) saranno molto più alte che se avessi la possibilità di prendermi il tempo di muovermi in bicicletta, camminare o fare l'autostop (che non implicano alcuna spesa); allo stesso modo, nella vita di tutti i giorni, se rientro a casa tardi dopo ore di lavoro la mia priorità molto probabilmente sarà recuperare le energie piuttosto che dedicarle a cucinarmi la cena (con conseguente aumento di spesa - legato al fatto che oltre al cibo dovrò pagare il lavoro di qualcuno che quel cibo lo sta preparando per me - o riduzione della qualità del cibo).

mercoledì 18 maggio 2016

Un documentario sul VIAGGIO LENTO

Che cosa vuol dire viaggiare con lentezza?

viaggiare con lentezza logo


Nel 2011 eravamo forse gli unici (nonché i primi) a parlare di lentezza applicata al viaggio. Allora si faceva un gran parlare di "cibo lento" e di "vivere con lentezza" ma nessuno aveva ancora avuto l'idea di "rallentare i viaggi". In realtà i viaggi lenti ci sono sempre stati, almeno finché non ha prevalso il turismo -nocivo- delle masse. E da lì in poi che sarebbe diventato quasi eretico, nonché sovversivo, parlare di viaggi lenti. Chi ha più tempo infatti per viaggiare a lungo termine, senza scadenze e limiti di tempo?

Per fortuna il movimento dei viaggi lenti è cresciuto col tempo e adesso non siamo più soli. Come abbiamo ripetuto spesso, la lentezza è una metafora e ognuno la interpreta un po' come vuole. E' bello che ci siano sempre più gruppi, pagine web e movimenti "lenti", ma anche che questi abbiano idee, stili e modus operandi diversi. Il viaggio lento per qualcuno è un viaggio a piedi, per qualcun altro è un viaggio in bicicletta, per altri un viaggio in autostop, per altri ancora, infine, un viaggio accompagnati dal mulo, dall'asino o dal cavallo; per tutti, comunque, si tratta di un viaggio sostenibile, perché ecologico, autentico, spensierato e rispettoso dell'ambiente visitato.

Il nostro blog ha sempre posto l'accento sull'aspetto economico in primis (viaggiare senza spendere soldi), poi autentico (vivere in profondità la cultura e gli stili di vita della gente del posto, facendo ad esempio wwoofing o couchsurfing) infine lento (ovvero viaggiare senza fretta, prendendosi il tempo necessario per esplorare, fare nuove amicizie e apprendere le lingue e la cultura locali. 

Un documentario sul viaggio lento

viaggiare con lentezza

Per descrivere meglio la nostra idea di viaggio, abbiamo deciso di documentare alcuni momenti della nostra ultima avventura in Italia. Siamo dunque lieti di annunciare la pubblicazione del nostro ultimo (e modesto) lavoro che speriamo possa ispirarvi a viaggiare con lentezza e a dotarvi di nuovi strumenti per partire, non solo spendendo meno soldi possibile, ma anche vivendo più in profondità le bellezze e i cambiamenti dei luoghi visitati.

Questa che segue è una playlist di 22 mini-episodi, in cui vi raccontiamo del nostro viaggio di 8 mesi per l'Italia del sud, cercando di vivere la cultura del posto e di scoprire nuove realtà di cambiamento.

Temi trattati:
  • autostop
  • wwoofing,
  • permacultura,
  • autosufficienza,
  • comunità intenzionali,
  • stili di vita sostenibili,
  • scuole libertarie,
  • vita di comunità, 
  • ecovillaggi,
  • couchsurfing,
  • decrescita e downshifting
  • momenti di scoperta e di cultura.
Lanceremo presto sul tubo una versione integrale, nel frattempo speriamo che queste mini puntate possano bastare a soddisfare la vostra curiosità e farvi capire cosa intendiamo noi per "lentezza" applicata ai viaggi.

  

VERSIONE INTEGRALE (uscita il 22 maggio2016):



BUONA VISIONE e buone esperienze di vita!
I ragazzi di viaggiareconlentezza.

domenica 15 maggio 2016

Nessuna società vuole che tu diventi saggio!




Nessuna società vuole che tu diventi saggio!
E' contro l'investimento di tutte le società!
Se le persone sono sagge non possono essere sfruttate!
Se sono intelligenti, non possono essere sottomesse!
Non possono essere costrette ad una vita meccanica!
A vivere come robot.
Si manifesteranno.
Vorranno manifestare la loro individualità.
Saranno sempre circondate da un profumo di ribellione.
Vorranno vivere in libertà
La libertà viene con la saggezza e nessuna società vuole che la gente sia libera.
Le società comuniste, le società fasciste, le società capitaliste, indù, musulmana, cristiana, nessuna società.
Perché nel momento in cui gli individui iniziano ad utilizzare la loro intelligenza diventano pericolosi.
Pericolosi per il sistema.
Pericolosi per le persone che sono al potere.
Pericolosi per gli abbienti.
Pericolosi per tutti i tipi di oppressione, sfruttamento, soppressione.
Pericolosi per le chiese.
Pericolosi per gli stati.
Pericolosi per le nazioni.
In effetti, un uomo saggio è come un fuoco, un leone... UNA FIAMMA!
Ma non può vendere la sua vita.
Non potrà più servirli.
Preferirà piuttosto morire che essere schiavo.

OSHO


Guarda il nostro documentario di viaggio lento diviso in 22 mini-episodi.