giovedì 18 agosto 2016

La via Francigena in Italia

via francigena

Nel post precedente sulla via Francigena ho provato a spiegare perché potrebbe essere terapeutico viaggiare come si faceva un tempo: ovvero lentamente, a piedi. In breve, vivere portandosi dietro solo l'essenziale e viaggiare contando sulle proprie forze fisiche (in particolare le proprie gambe) può avere una serie innumerevole di effetti positivi sul nostro corpo ma anche sulla nostra mente. Ritrovare entusiasmo per le cose piccole, lasciarsi ispirare dalla Natura, accogliere con meraviglia tutte le sorprese di cui il cammino ci fa dono, sono solo alcuni di questi aspetti. In questo post vorrei condividere tutto ciò che ho imparato sulla via Francigena (Italiana) sperando di incuriosirvi e di ispirarvi a vivere la vostra personale avventura a piedi (o in bici).

via francigena
Un tratto della via Francigena italiana.

Innanzitutto che cos'è la via Francigena? 


ostello pellegrini
Abbazia di Sant'Albino
La v.f. è un cammino Europeo che, se percorso nella sua interezza, risulta essere lungo circa 1800 km. Il primo personaggio storico a descriverlo è stato Sigerico, arcivescovo di Canterbury, il quale, 990 anni dopo Cristo, la percorse in 79 tappe, dall'Inghilterra fino alla città Eterna, Roma. Se oggi conosciamo la via francigena lo dobbiamo proprio grazie agli appunti del diario di Sigerico, conservato presso la British Library di Londra.  Il vescovo descrisse tutte le tappe (di cui 44 sono italiane) compreso il suo incontro con il pontefice di allora che gli consegnò il Pallium: il mantello dell'investitura vescovile.
All'epoca di Sigerico, in realtà, non esistevano veri e propri sentieri fissi; si trattava più che altro di direzioni suggerite dai locali o improvvisate a seconda delle condizioni geografiche e dei mutamenti politici.  Inoltre, la Via Francigena non collegava solo Canterbury con Roma. Essa infatti si incrociava con altri due cammini diretti verso i luoghi sacri del cristianesimo: Gerusalemme a est, e Santiago de Compostela a Ovest, quest'ultima divenuta ormai un'inflazionata meta turistica.

Oggi la via Francigena è un percorso sicuro, tutelato da numerose associazioni Europee e italiane, laiche e religiose. In alcuni paesini è possibile soggiornare gratuitamente negli ostelli del pellegrino; letti e docce vengono messi a disposizione dei camminatori e dei ciclisti e spesso vengono serviti anche cibo e bevande, servizi per i quali è suggerito lasciare un'offerta al comune o alla chiesa che li mette a disposizione. Per avere più informazioni riguardo il percorso pedonale ufficiale potete visitare la pagina web "www.francigenalibrari.beniculturali.it" oppure www.viafrancigena.eu.

Come al tempo di Sigerico, è ancora forte, oggi, il senso d'avventura, di meraviglia e di spaesamento che si respira per le vie e i sentieri della Francigena; atmosfere storiche di territori antichi nei quali echeggiano le imprese di viandanti, monaci, commercianti, cavalieri, uomini d'affari, soldati e altri avventurieri del passato.
Anche i pellegrini moderni sembrano provenire da ambienti e nazioni molto differenti fra loro: ci sono viandanti religiosi, viandanti sportivi, passeggiatori domenicali o viaggiatori spirituali alla ricerca di se stessi; s'incontrano pensionati e studenti, turisti americani, australiani, inglesi, giovani scout oppure vagabondi giramondo che non si stancano mai di macinare chilometri: alcuni sono individui senza casa perché il viaggio è la loro casa. All'abbazia di Sant'Albino, ad esempio, ho conosciuto Sebastian, un giovanissimo eremita belga che da più di una decina di anni gira per l'Europa con il suo flauto, chiedendo ospitalità ai comuni dei paesi che visita.

abbazia sant'albino
Un eremita sempre in viaggio: Sebastian

villaggi ecologici
La cascina che aspira a ospitare viaggiatori da tutto il mondo.
Ne parlerò in uno dei prossimi post.
Per quanto mi riguarda, ho deciso di percorrere solo un pezzettino di questo cammino, ovvero il tratto che da Pavia (Lombardia) raggiunge i laghi d'Ivrea (Piemonte). Ho deciso che è saggio iniziare da percorsi brevi, per mettermi alla prova e magari ripetere l'esperienza in futuro, nei diversi tratti di strada della Via Francigena. Il viaggio mi è piaciuto così tanto che -ne sono certo- riprenderò molto presto il cammino, magari fino a Canterbury. Durante il percorso però, mi piacerebbe fermarmi a vivere fra le comunità locali, quelle più autentiche, ma anche quelle moderne, che combattono la frenesia e il consumismo. Se possibile, come sempre, condividerò con voi i racconti di questi stili di vita lenti e alternativi. (Affianco la foto di un'aspirante comunità in stile kibbutz a Dorzano, vicino ad Ivrea, in cui sono stato ospitato per una settimana).

ostelli per i pellegrini
Un ostello "gratuito" della via Francigena. Nicorvo.
In questo post invece, Adriano vi racconta una tappa imperdibile della via Francigena se state camminando o pedalando nel nord Italia: la città di Mortara, capoluogo della lomellina.

basilica di sant'andrea
Basilica Sant'Andrea (Vercelli)

ostelli della via francigena italiana
L'ostello di Cavaglia è gratuito e messo a disposizione dal comune: è buon costume, tuttavia, lasciare un'offerta.