lunedì 31 ottobre 2016

Viaggio per il mondo promuovendo l'arte (con uno scuolabus)


donne in viaggio

La ragazza che vive e viaggia in un vecchio scuolabus

Alexandra si è sempre sentita una spirito libero, ma fino a poco tempo fa non aveva ancora le idee chiare su cosa fare nella vita. Poi, alcuni video su youtube hanno attirato la sua attenzione: video di persone che si auto-costruiscono la propria casa o il proprio camper. Alla fine deve aver pensato: “voglio farlo anche io”. E’ stato proprio grazie a quei filmati, e anche grazie ad un viaggio in Italia, che Alexandra ha acquisito le informazioni e le competenze necessarie per convertire un vecchio scuolabus in un camper da viaggio. Il suo "school bus" si è trasformato presto in un "cool bus". Ma le sorprese non finiscono.

donne in viaggio
“Se ce l’ho fatta io, puoi riuscirci anche tu!” Scrive A. nel suo blog.

 Il viaggio-studio in Italia


viaggiare in camper
“Mi sento gratificata da questa ricerca di me stessa…”
Tutto, probabilmente, è cominciato in Italia. La giovane viaggiatrice americana non nasconde che ad ispirarla ci sia stata un'esperienza di soggiorno nel nostro Bel Paese. E' qui che ha vissuto per dodici mesi, a Firenze per la precisione, dove ha studiato con estremo interesse le discipline artistiche. Dopo questa esperienza, la sua passione per l'arte è cresciuta in maniera esponenziale. Ma si è anche innamorata dei viaggi: viaggiare, secondo lei, significa immergersi completamente nella cultura del posto. Il suo viaggio-studio in Italia le ha aperto gli occhi, sotto tutti i punti di vista: in poco tempo è stata esposta a tantissime idee nuove, tantissimi cambiamenti e tantissime bellezze artistiche! Per questo le è sembrato triste non aver viaggiato di più nel suo paese d’origine. Terminato il percorso di studi è quindi ritornata a San Diego per cominciare a lavorare. Un lavoro di cui non parla molto nel suo sito web, ma definisce “stagnante”: sapeva già che quell’impiego sarebbe stato solo temporaneo. Durante questo periodo ha continuato ad esercitare la sua creatività e migliorare le sue abilità tecniche per realizzare qualcosa di nuovo. E' stato a Capodanno del 2015 che Alexandra ha deciso di compiere il grande balzo nel vuoto e comprare un vecchio scuolabus: quel giorno, dice la statunitense, è stato il più elettrizzante della sua vita. Il modello di veicolo scelto è sorprendemente datato: una Ford E350 del 1987.  Si è quindi trasferita per viverci dentro, non prima di averci lavorato duramente per diversi mesi. 


La partenza


arte in viaggio
In questo tavolo si può notare la sua passione per l'Italia.
Tre mesi fa è avvenuta la partenza da San Diego: la giovane ha già esplorato il Nevada, l'Idaho, il Wyoming e Colorado. Come tutti i viaggi che si rispettano, l’obiettivo non è solo quello di vagabondare. Alexandra ha una missione precisa: vuole infatti visitare scuole che vivono in uno stato di precarietà per aiutarle a ottenere fondi e servizi, soprattutto nell’ambito di programmi artistici. In questo modo spera di raccogliere abbastanza denaro, attraverso le donazioni, per aiutare le classi più povere. Lei stessa, come scrive sul suo sito, si renderà disponibile a dare gratuitamente lezioni di arte.


Perché uno scuolabus



viaggiare con uno scuolabus
Inizialmente Alexandra voleva comprare un semplice camper. Sono stati alcuni video su youtube a convincerla affinché optasse per una scelta più originale, qualcosa che potesse rappresentare una sfida creativa. Sempre più persone restaurano mezzi usati e li trasformano in gioiellini mobili: per diversi mesi la giovane statunitense ha passato moltissimo tempo a studiare i progetti di queste persone e ad annotare sul suo “libretto rosso” i consigli e le tecniche per realizzare il proprio veicolo, nonché la propria casa. Molti dei video e dei progetti erano stati realizzati da coppie o da individui di sesso maschile. Questo, però, non l’ha affatto demoralizzata. Ogni volta che si è presentato un problema, si è messa a studiare per risolverlo. Sapeva che sarebbe stata una sfida, ma alla fine è riuscita a vincerla. Alexandra non ha detto addio solo alla carriera. Racconta di aver lasciato gli amici, i colleghi, qualche opportunità di lavoro, il fidanzato e altre importanti connessioni. Tuttavia non sembra averci pensato due volte: “la vita", si legge sul suo blog, "inizia dove finisce la tua zona comfort”. Un motto che spopola fra i viaggiatori moderni. E a buon ragione.

Il progetto di conversione


viaggiare in camper
“La vita inizia dove finisce la tua zona comfort”.

Al momento dell’acquisto il bus conteneva ancora tutti i vecchi sedili. Li ha svitati, uno per uno, poi ha cominciato a grattare via la gomma rimasta sul pavimento. Dopo la pulizia, ha posato un nuovo tappeto come pavimentazione, quindi valutato il miglior tipo di isolamento per le pareti del bus. Ha verniciato il soffitto e la parte esterna del veicolo, tutto questo nella maniera più economica ed ecologica possibile. Sono stati soltanto due gli strumenti che ha utilizzato: un trapano e una sega a circolo. Ovviamente ha chiesto aiuto per i lavori più pesanti.

viaggiare in camper
"Viaggiare significa immergersi completamente nella cultura del posto".

Il parere della gente


viaggiare in camper
Vivere e viaggiare su un vecchio scuolabus riciclato.
Una delle più grandi difficoltà riscontrate da Alexandra non sono stati i lavori di restauro, l’installazione del lavabo o la costruzione del letto, ma il rapporto con le persone che le stavano attorno. I commenti dei vicini, infatti, si sono spesso rivelati d’ostacolo nei confronti dei sogni della ragazza. Si va dal “Non puoi viaggiare da sola”, a “Dov’è il tuo ragazzo?”, “E’ una sua idea vero?”, fino a “Come fai con i soldi?”. Le critiche sono arrivate spesso da persone rivelatesi scettiche solo perché Alexandra è giovane, ma soprattutto è una donna. Per fortuna, allo stesso tempo, molti sono stati gli incoraggiamenti. Un signore anziano, un giorno, le ha detto: “vorrei tanto che mio figlio fosse come te. Stai per fare un viaggio che ti cambierà la vita”. Tutti hanno sempre qualcosa da dire, ma alla fine della giornata, ciò che conta è quello che sei davvero in grado di realizzare.

All'interno dell'autobus


viaggiare in camper
Lo scuolabus, durante un momento della conversione.
Dentro "lo scuolabus", troviamo il sedile di guida, poi un tappezzamento di astroturf, cioè un tappeto erboso al posto del sedile del passeggero. C’è poi un tavolo, due sedili posti uno di fronte all’altro con un tavolo in mezzo. Si tratta dei sedili originali che Alexandra ha deciso di recuperare. Il tavolo è anche una grossa scacchiera con i pezzi degli scacchi nascosti in un cassettino apposito.
All’entrata c’è un fornello che utilizza il propano. Un piccolo frigo che funziona con i pannelli solari e un lavandino di ceramica comprato in Messico. L’acqua scorre grazie a una pompa a mano collegata ad una tanica di 10 litri d’acqua. Ci sono infine numerose altre suppellettili, stovaglie, pentole e piatti. In fondo al “corridoio” c’è un comodo letto, che può anche trasformarsi in un divano. Sotto il letto ci sono i suoi vestiti. Non manca una libreria e un cielo stellato dipinto sul fondo, con le stelle che si illuminano quando c’è buio. Si può osservarlo solo se si è sdraiati sul letto.


E il bagno? Alexandra ha costruito una compost toilette che utilizza solo per le emergenze. Nonostante tutte queste comodità il camper che si è auto-costruita non possiede docce. A tal proposito Alexandra dice di riuscire a trovarle ovunque si trova.


La spesa economica


In accordo con quanto dichiarato sul suo sito web, la spesa totale è stata inferiore ai quattromila euro. Il restauro le ha portato via circa millecinquecento euro. Il vero problema economico sono le riparazioni continue che Alexandra deve affrontare da quando è partita.

Come mantenersi in viaggio

viaggiare in camper

Dunque come si mantiene? Alexandra ha risparmiato moltissimi soldi per permettersi quest’avventura. Per il resto dice di riuscire a trovare piccoli lavoretti durante il suo viaggio. Alcune entrate provengono dalla vendita dei suoi lavori artistici, o dall’aiuto come dogsitter grazie ad un sito che si chiama WAG. Presto si metterà anche alla ricerca di lavori stagionali. Anche Alexandra, come noi, utilizza abbondantemente wwoofing e workaway. Lavora quindi cinque ore al giorno per cinque giorni alla settimana in cambio di cibo, alloggio, parcheggio del veicolo e altre cose legate all’ospitalità. Non ottiene alcun denaro in cambio, ma grazie al wwoof risparmia parecchi soldi.

  Vivere in una "Tiny Home", una piccola casa.


viaggiare in camper
Esattamente come una chiocciola che viaggia portandosi dietro la propria casa, la giovane Alexandra considera lo scuolabus come "un guscio" protettivo, un riparo che la segue ovunque si sposta. Passare da un'appartamento normale ad una tiny home non è psicologicamente semplice. Per "decrescere", infatti, è necessario un po' d'allenamento. La ragazza parla di un periodo di transizione che è cominciato proprio durante il suo viaggio in Italia. Vivere fuori dal proprio paese le ha insegnato a ridimensionare la propria vita e ad essere più umile. Così, ha cominciato a vendere cose di cui non aveva bisogno, e a vivere sempre con meno cose. Ha quindi ridotto i suoi bisogni sbarazzandosi di vestiti e gioielli ritenuti superflui. Da quando viaggia sul bus ha poi ulteriormente ridotto la sua lista di desideri e imparato a viaggiare in maniera più leggera. Su un veicolo del genere, d'altronde, non puoi portarti troppe cose dietro. Tuttavia sembra essere proprio questo il bello: meno si possiede, più si è liberi. La sua transizione è durata circa due anni. Ora, Alexandra si sente in equilibrio con se stessa: ciò che la rende triste, piuttosto, è il rapporto che hanno i suoi coetanei con gli “oggetti”: vogliono tutti una barca, una macchina nuova, computer, case, vacanze di lusso, scrive. Ma lei è felice con poco. 


Le prime esperienze di viaggio


viaggiare in camperAlexandra è attualmente in viaggio e racconta di aver già vissuto avventure entusiasmanti. Descrive in particolare la gentilezza delle persone, la bellezza degli incontri, la magia di alcuni momenti inaspettati. La ragazza non ha mai chiesto nulla a nessuno durante il tour ma alcune persone le hanno offerto ospitalità gratuita, altre l'hanno invitata a pranzo, altre ancora hanno condiviso un pezzo di viaggio con lei o le hanno insegnato qualcosa di nuovo. Tutto è sempre avvenuto con spontaneità.


Il viaggio dell'arte continua


La giovane viaggiatrice produce un'opera artistica per ogni stato che visita. Il suo obiettivo è donare strumenti e pacchetti per l'arte a favore di scuole in difficoltà economica. Questa frase nel suo sito riassume la sua passione per l'educazione artistica: “ho scoperto di essere in grado di comunicare, attraverso forme e colori, concetti che altrimenti troverei difficile esprimere a parole”.

Se la sua storia vi ha colpito, visitate il suo sito per restare aggiornati sui suoi spostamenti. E, se vi va, condividete quest’articolo con i vostri amici artisti e viaggiatori.

Milky way. Meraviglie di un viaggio di cambiamento...
viaggiare in camper

Storie simili...

-Ragazza-italiana-trasforma-un-vecchio van in una casa mobile e viaggia per il mondo con il suo cane
-Coppia torna a casa da un lungo viaggio con 4 figli come souvenir
-30 modi di dormire gratis quando si viaggia
-Irene ed Emanuele: lumachine in camper alla ricerca di ospitalità
-In viaggio con mamma e papà: avventura a misura di famiglia.

mercoledì 26 ottobre 2016

L'amore on the road

Innamorarsi in viaggio


viaggiatori innamorati

Amore e viaggi vanno di pari passo; in realtà… il viaggio è amore. 


Viaggiare vuol dire innamorarsi di posti nuovi, nuovi linguaggi, nuove pietanze e nuovi scenari. Per molti di noi vuol dire anche innamorarsi di qualcuno. I nostri sensi si intensificano e il cuore si apre; sentiamo quelle sensazioni da cui normalmente a casa cerchiamo di proteggerci. Ci lasciamo andare e ci innamoriamo.

Jane Greer, terapista di coppia scrive:

Prima di partire per un viaggio, i nostri limiti si espandono, pur sapendo che si stanno  per fare cose che di solito non si fanno. Già ancora prima di partire, ci lasciamo andare a provare piaceri diversi e a volte rischiosi, e il romanticismo è il più bello - e il più pericoloso – che si possa provare.
viaggiatori innamorati
A casa abbiamo paura di essere feriti, ma quando viaggiamo ci permettiamo di essere più vulnerabili, più fatalisti, dimentichiamo le nostre responsabilità e ci innamoriamo senza pensare alle conseguenze, anche se dura solo pochi giorni.

Ma l'amore on the road, è vero amore? E’ sincero? Resisterà alla prova del tempo? O sarà spazzato via come le orme sulla sabbia, cancellate da nuovi passaggi?

Viaggiare con il cuore aperto


Ho parlato con alcuni viaggiatori incontrati lungo il cammino e ho chiesto loro di parlare delle loro esperienze amorose:

"Ho conosciuto un uomo quasi alla fine di un viaggio durato un anno; prima di allora ero sempre stata un tipo di donna forte e indipendente, che non ha bisogno di nessuno.  Quando l’ho incontro, io avevo già intenzione di tornare a casa e quelle sarebbero state le ultime settimane del mio soggiorno. Penso proprio che sia arrivato al momento giusto. Mi sono perdutamente innamorata di lui nel giro di pochi giorni. Ho cancellato il viaggio di ritorno e mi sono fermata più a lungo, solo per stare con lui. Non avevo mai riso così tanto e non avevo mai provato un tale feeling per qualcuno. Quest’uomo è stato qualcosa di speciale. Ma gli impegni mi richiamavano a casa e ho dovuto comunque partire. Ho pianto come una bambina. Mi sono sentita morire, perché avevo incontrato l’uomo dei miei sogni proprio alla fine del mio viaggio. E’ stato solo una volta tornata a casa che ho capito esattamente il perché lui è stato l’uomo dei miei sogni: in realtà, sapendo che stavo partendo, mi sono lasciata andare completamente e ho permesso a me stessa di innamorarmi. Siamo ancora in contatto e non ho alcun dubbio che un giorno i nostri cammini si incroceranno di nuovo; e se questo non avverrà, lo ricorderò sempre come l’uomo che mi ha insegnato a vivere ogni giorno della mia vita come se fosse l’ultimo"-
 Kate, 32 anni, USA.

Amore on the road

Allora l'amore può presentarsi in qualsiasi momento durante un viaggio? E cosa succede quando abbiamo appena messo fine a un rapporto complicato e siamo partiti sperando di guarire le ferite?  In questo caso amore e viaggio come entrano in gioco? La storia di Matteo non mancherà certo di strapparvi un sorriso:
"Ero appena uscito da un divorzio burrascoso e me ne ero andato in Sud America per dimenticare quell’esperienza. L'ultima cosa che volevo era un'altra donna nella mia vita. Ho viaggiato attraverso il Cile e la Bolivia e mi sono innamorato della cultura locale, ho incontrato le persone più incredibili e sono rimasto sorpreso dalla loro gentilezza. Questo mi ha portato a rivalutare le mie relazioni passate e le mie considerazioni sull’amore. Ho avuto una storia con una ragazza spagnola amante del divertimento, che non sapeva una parola d’inglese. Abbiamo legato subito grazie alla passione comune per la musica e per il Pisco sour, e anche se non mi sono mai innamorato di lei sul serio, mi ha insegnato ad aprirmi  nuovamente alla vita. Una volta tornato a casa, ho deciso di buttarmi alle spalle l’esperienza matrimoniale e ho iniziato con mia moglie una grande amicizia, che si è poi trasformata di nuovo in un matrimonio, solido questa volta. Se non fossi mai partito, non avrei mai riconquistato mia moglie; avevo bisogno di un cambiamento e quel viaggio era quello che mi ci voleva ".
Matteo 37 anni, Regno Unito

E’ bello sapere che un viaggio può insegnarti molto, e farti capire ciò che è veramente importante nella vita.

Il vero amore lost & found


viaggiatori innamorati

Aspettate di leggere la storia di Eric, e capirete l’importanza di trovarsi nel posto giusto al momento giusto:

"Ho conosciuto la madre dei miei figli in Giappone nel 2001, durante un soggiorno di scambio studentesco. Mi sono innamorato di lei a prima vista. Lei però all’inizio non sembrava ricambiare. Siamo usciti insieme per tutta l’estate, ma io non le ho mai rivelato i miei veri sentimenti; ci siamo lasciati senza salutarci né scambiarci i rispettivi contatti. 10 anni dopo, ero in viaggio per l’Europa e stavo facendo scalo a Parigi. Improvvisamente, come in una fiaba, ci siamo incrociati per caso. L'ho fermata, abbiamo parlato, e avrete già intuito il seguito. Dopo 2 giorni trascorsi di nuovo insieme, ho deciso di non lasciarla più partire un’altra volta. Quest'anno ha dato alla luce il nostro secondogenito. Per me non esiste differenza tra amore in viaggio e a casa. Una volta che sai che è amore, lo sai e basta "-.
Eric, Australia. 
Avete mai sentito una storia più commovente? Tuttavia l'amore può arrivare a qualsiasi età e non solo per una persona, ma anche per se stessi, come ci racconta Jenny:
"Il 2014 sarebbe stato il mio grande anno. Dal momento che il mio saldo bancario me lo permetteva, avevo già pianificato un viaggio in tenda in Asia. Un mese prima di partire ho conosciuto un uomo. Le cose sono successe piuttosto in fretta e senza pensarci tanto gli ho detto: “ Beh, perché non vieni con me?  E lui ha accettato...”.

La sognatrice

“...Abbiamo trascorso dei mesi meravigliosi, imparando a conoscerci e scoprendo nuovi luoghi , ma una volta terminato la ” luna di miele”, mi sono pentita di aver lasciato che le mie emozioni da scolaretta prendessero il sopravvento e di aver rinunciato al mio viaggio da sola.  Per fortuna per lui era lo stesso e ciascuno è andato per la sua strada. Tuttavia avvertivo un senso di sconfitta e avevo il cuore un po’ pesante perché le cose non avevano funzionato. Proseguire il viaggio era l'unica cosa che potevo fare. Ho imparato ad apprezzare la compagnia di me stessa e a conoscermi più a fondo. Innamorarmi di qualcuno mi ha portato a innamorarmi del viaggio e della persona durante il quale sono diventata. Viaggio e amore sono diventati una cosa sola "-. 
Jenny 23 anni, Olanda

tanti chilometri da percorrere

Anche solo se sembra amore, in qualsiasi modo si trovi o si perda, non può che arricchire le nostre esperienze. Non deve necessariamente essere un sentimento per un'altra persona; può essere qualcosa che si tiene per sé, o per ciò che ci circonda; l’amore può anche essere solo per il viaggio.

viaggiatori innamoratiE’ fin troppo vero quel proverbio che dice: "È meglio aver amato e perduto che non aver mai amato”; pertanto, sia che si tratti di una storia passeggera, o della mania per un piatto esotico, o dello stupore per un paese fino ad allora sconosciuto o di un rapporto che durerà per sempre, lasciate che il viaggio vi conquisti il cuore.

Tratto da: 
http://workawayblog.com/falling-in-love-while-travelling/
Tradotto da: 
Emanuela Ciocchetti

sabato 22 ottobre 2016

Una scuola-fattoria che solca i mari

Navigare per il mondo con un equipaggio di principianti

vivere in nave

Sailing the farm: benvenuti a bordi della "signora d'acciaio".

Corona, 20/10/2016
nomadi del mare
Sailing the farm, anche chiamata
la "signora d'acciaio".
Sailing the Farm sembra un veliero di legno, ma è costruito in metallo secondo i modelli di costruzione nautica più tradizionali. E galleggia. Infatti, intende fare più di una volta il giro del mondo con un equipaggio che non sa nulla di navigazione. Da ieri è attraccata nel porto di Coruna, ai pontili di Parrote. Dietro questa meravigliosa follia c’è Johnny Birklund, il capitano della nave. Un bel giorno, questo norvegese ha lasciato una promettente carriera da informatico in Cina e ha deciso di costruire una fattoria nel suo paese natale, per insegnare e ospitare volontari che vogliono vivere l'esperienza dell’auto-gestione. La ragione di tale cambiamento è semplice: "E’ molto più interessante dei computer", spiega il capitano, che, durante il suo soggiorno in Cina, si faceva chiamare Zeyang Lin che significa più meno persona che ama il mare. Questo amore si è trasformato in un’imbarcazione a vela, la Sailing Farm, costruita interamente a mano con materiale di scarto, principalmente in alluminio, assemblato e forgiato da circa 300 volontari, di cui più di 200 donne, provenienti da tutto il mondo, che hanno soggiornato presso la sua azienda agricola. Tra i volontari c’è stato un corugnese, Carlos Junquera: "Cercavo un programma di volontariato nel campo della sostenibilità e mi sono imbattuto in questa fattoria tramite il sito web della Guida di Exchange (HelpX). Ho dato da mangiare ai polli, curato il giardino e, naturalmente, ho costruito la nave" ricorda. 

Andrea Ortiz, membro temporaneo dell'equipaggio

Una tribù moderna di nomadi del mare.


Sono stati otto lunghi anni di lavoro che si sono conclusi con il varo del veliero, la cui intenzione è di spostarsi continuamente, girando per tutto il mondo, "fino a che non affonda; questo si spera avvenga solo tra molti anni", dice il capitano. L'equipaggio è composto da sei persone che si danno il cambio a ogni scalo. "La filosofia della nave è dare l’ opportunità di navigare e imparare cos'è il mare a tutti coloro che vogliono vivere questa esperienza", dice Birklund. Ciò significa che, a parte il capitano, a bordo nessuno ha idea di cosa sia un’imbarcazione". E’ un po’ difficile ma si impara in fretta. “Beh meglio così, perché non c'è tempo da perdere!" ribadisce.

Una dei volontari attuali è Andrea Ortiz, ragazza catalana che rimarrà a bordo fino allo scalo delle Canarie: "Non avevo mai navigato prima, ma finché ne ho voglia, le cose funzionano. Si impara nel modo più difficile", dice.
Un momento di relax a bordo della scialuppa 

Tempeste fuori e dentro


Sette giorni fa hanno lasciato la costa britannica; si sono fermati tre giorni nel porto di Coruna. "Il viaggio avrebbe dovuto durare cinque giorni, ma c’è stato un tempo molto brutto nel Golfo di Biscaglia. Oggi è il primo giorno di sole in tutta la settimana, ed è anche la prima volta che ci siamo fatti la doccia", ride il capitano. Tuttavia non è del brutto tempo che l’equipaggio deve aver paura. Le tempeste fuori dalla nave sono nulla in confronto a quelle che possono scoppiare all'interno. Si tratta di uno spazio molto piccolo e dobbiamo imparare a vivere insieme”. Fa parte della formazione, punto e basta". 

vivere in un veliero
La Tv spagnola intervista i nomadi del mare
Dopo Coruña si fa scalo a Lisbona, poi alle isole Canarie e da lì si parte per il Brasile. "La gestione delle risorse idriche è complicata. Bisogna razionare l’acqua, sia da bere che per lavarsi. In mezzo all'oceano, se uno ne ha abbastanza, non ci sono porti vicini in cui sbarcare", avverte Birklund. Dal Sudamerica, partiranno per completare il giro del mondo. Se qualcuno vuole unirsi a loro, può consultare la loro pagina Facebook. Sei il benvenuto, dicono. C’è un sacco di tempo per prepararsi. "Navigare all’infinito, questo è il destino di questa nave", ha affermato il capitano.

Di seguito l'ultimo messaggio lasciato dalla truppa attraverso la loro mailing list:

nomadi del mare"Sailing the farm è arrivata a "La Coruna" in Spagna dopo 7 giorni burrascosi nel golfo di Biscaglia. Alcuni di noi hanno avuto mal di mare ma abbiamo avuto lo stesso un bel viaggio, probabilmente il più lungo fino ad ora. La prossima tappa è a Porto per un cambio della ciurma, poi ci dirigiamo a Lisbona e ci dirigiamo verso le isole Canarie. La Coruna ci ha dato il benvenuto con un po' di bel tempo e ottimi cafè-bar. Dopo un'intervista con il giornale locale e la TV diventeremo presto celebrità. Augurateci un buon vento lungo la costa del Portogallo e -come sempre, se vuoi unirti a noi di Sailing the Farm, mandaci una e-mail!
Con affetto 
Sailing The Farm"
Articolo originale tradotto da: Emanuela Ciocchetti

nomadi del mare
Una dei 300 volontari che hanno
contribuito alla costruzione del piccolo veliero
.

Leggi anche:





venerdì 21 ottobre 2016

Il viaggio di Jonathan: da Londra a Sidney in bicicletta

30.000 KM IN BICICLETTA

Un viaggio epico, lento e sostenibile.


viaggio lento in bicicletta
Il viaggio in bici di Jonathan

Le televisioni ci raccontano spesso fatti di cronaca, di guerra, di criminalità. Notizie che ci intimoriscono, portandoci spesso alla conclusione che il mondo sia un posto pericoloso: quindi è meglio restare a casa. Ebbene, vogliamo contrastare questa tendenza mediatica con qualche news più rosea dal mondo dei viaggi, sperando che la storia che vi raccontiamo oggi possa ispirarvi e convincervi che no, il mondo non è così brutto come lo dipingono i media. Ecco quindi il racconto di un viaggiatore moooolto lento che ha appena concluso una parte del suo viaggio mozzafiato in bicicletta percorrendo metà del nostro pianeta.


Sembra impossibile ma non lo è. Un ragazzo britannico ha appena raggiunto l'Australia in bicicletta partendo dall'Europa. Ecco che cosa ha scritto ieri sul suo profilo: “648 giorni fa ho lasciato la mia casa a Londra, per esplorare l’Australia in bicicletta. Ieri sono finalmente arrivato a Darwin e quel sogno pazzo di raggiungere l’altra parte del mondo, utilizzando solo la bicicletta, è divenuto realtà!”
Jonathan ha 23 anni compiuti da poco. Per metà inglese e per l’altra metà danese, è nato e cresciuto nella frenetica Londra ed è lì che ha avuto la pazza di idea di fare un viaggio epico in bicicletta. “Mi sono stancato del lavoro, per questo ho scelto l’avventura. Non è stato difficile trovarne una adatta a me”.

“Mi sono stancato del lavoro, per questo ho scelto l’avventura. 
Non è stato difficile trovarne una adatta a me”.

Il ragazzo sta cercando di capire quali sono i suoi limiti e quanto lontano riesce ad andare con la sua bicicletta. “Mi sento ancora un neofita quando si parla di ciclismo o campeggio e sono abbastanza scarso a leggere le mappe”, leggiamo sul suo blog. Della sua esperienza ne parla in modo entusiasta: “Ho perso sangue, sudore, lacrime in 35 paesi e 30.000 km, solo perché questo progetto si realizzasse. Ogni goccia ne è valsa la pena.” Oltre a questo, ha affermato di non aver mai avuto precedenti esperienze di viaggi simili con la bicicletta, nonostante ciò sembra cavarsela piuttosto bene: non tutti possono raccontare di aver visitato due continenti con il solo ausilio della propria bici e delle proprie gambe.
Il suo segreto? Si sposta quasi sempre improvvisando, imparando giorno per giorno come fare campeggio, come trasportare le borse sulla sua bici e come mantenere uno stile di vita da nomade-ciclista.  Alcune persone pianificano un viaggio come questo per anni interi. Ma Jonathan decide tutto all’ultimo minuto lasciandosi ispirare dai luoghi e dai momenti. “Forse è proprio questo che rende il viaggio così divertente. Ogni giorno imparo qualcosa e attraverso il mio blog posso condividere pensieri ed esperienze man mano che scopro il mondo e questo nuovo stile di vita in sella ad una bicicletta!”

“Ho perso sangue, sudore, lacrime in 35 paesi e 30.000 km, solo perché questo progetto si realizzasse. Ogni goccia ne è valsa la pena.”

Il suo viaggio lento è stato un vero e proprio successo ma il vero obiettivo di Jonathan non è ancora stato raggiunto. "Sono entusiasta di ripartire per la prossima avventura con la mia due ruote: il prossimo capitolo infatti si chiama “the outback”, ovvero due mesi nel deserto attraversando il centro dell’Australia. Sono giusto in tempo per l’estate”.


il viaggio ti trasforma
Prima e dopo 30.000 km
Il deserto sembra presentare alcune problematiche, per questo Jonathan sta studiando un modo per affrontarlo. “Mi sentirò un pochino più sicuro una volta che avrò capito come attaccarmi venti litri di acqua alla bici!”. Il messaggio più bello lo esprime nel suo ultimo messaggio sulla sua pagina facebook, con parole semplici:
  “Allora, non ho idea di quanto grande sia il mondo. Nessuno ha mai provato ad uccidermi, nessuno mi ha derubato e nessuno ha cercato di fermarmi (a parte la polizia di volta in volta). Stranieri mi hanno dato da mangiare, fatto sentire al sicuro, offerto posti dove dormire e condiviso con me il loro ambiente e la loro cultura". 



Alla domanda: quando finirai di viaggiare? Jonathan risponde: “Non ne ho idea ma di sicuro non molto presto!”.

Non ci resta che seguire la sua avventura sulla sua pagina facebook o sul suo blog. 
Il sito di Jonathan: www.jkbsbikeride.com
Pagina facebook di Jonathan: JKB's Bike Ride

giovedì 20 ottobre 2016

30 MODI PER DORMIRE GRATIS QUANDO SI È IN VIAGGIO

Viaggiare senza spendere soldi: tutte le soluzioni possibili (o quasi) 


dormire gratis
È  possibile viaggiare senza spendere soldi? 
Scopriamo tutte le opzioni. 

Sapevate che è possibile risparmiare soldi trovando posti dove dormire gratis?

Cari lettori, per ben otto anni ho viaggiato per tutta l’Europa, incontrando centinaia di persone, facendo esperienza del loro stile di vita, vivendo con loro, mangiando con loro, lavorando e giocando assieme a loro. La cosa davvero interessante, però, è che per tutte queste avventure ed esperienze, non ho avuto bisogno di soldi. Com’è possibile?
Beh, se avete letto qualche post di questo blog, qualche trucco vi è già stato svelato. Per i nuovi visitatori, tuttavia, c’è una buona notizia: ho deciso di raccogliere in un piccolo elenco tutti i modi (che conosco) per dormire gratis quando si è in viaggio (fatemi sapere se ne conoscete altri, così teniamo aggiornata questa lista!). Le possibilità sono diverse: ad ogni viaggiatore il suo modo di viaggiare! Prima di cominciare con l’elenco, però, vorrei dire due cosine sulla “preparazione mentale” necessaria per effettuare questo tipo di viaggi. Viaggiare senza soldi, infatti, non è per tutti: lo sconsiglio, soprattutto, agli amanti del lusso e della vita comoda. Viaggi in prima classe, veicoli con autisti, hotel a cinque stelle, piscine e spa termali: se questo è tutto ciò a cui aspirate quando viaggiate, siete finiti nella pagina sbagliata. Se invece cercate il contatto con la gente del posto, se amate vivere ogni momento del viaggio con estrema semplicità e se volete fare esperienza del mondo in maniera più profonda e autentica, allora questo è l’articolo giusto. Ho viaggiato in maniera tradizionale (turistica) e poi ho viaggiato nei modi che sto per descrivere: dopo aver sperimentato sulla mia pelle un viaggio senza soldi, tornare indietro alla vecchia vita e ai vecchi modi di viaggiare, per me, è davvero difficile. Ho imparato non solo che i soldi non sono necessari, ma anche che meno ne utilizzo più belle diventano le mie esperienze. Per fortuna, oggi ci sono molte organizzazioni e community che nascono apposta per incoraggiare queste nuove filosofie di vita. Filosofie che hanno come protagonista la condivisione: quando si condivide liberamente, si diventa più consapevoli, ci si sente d’aiuto e grati per tutte le belle cose che accadono attorno. Viaggiatori come noi, liberi da schemi e da rotte prestabilite, seguono i propri sogni e scelgono liberamente come impiegare le proprie energie, il proprio tempo e i propri soldi. Questo è importante! E questo è tutto ciò che bisogna fare: seguire i propri sogni.

Ma ora bando alle ciance, ecco a voi, tutti (o quasi tutti) i modi per dormire gratis quando siete in viaggio.


1. COUCHSURFING

couchsurfing logo

Couchsurfing è stato per molti anni il mio sito preferito. Almeno finché non è diventato un’azienda. Inizialmente portato avanti da centinaia di volontari in tutto il mondo, Couchsurfing ha cominciato a perdere un po’ di colpi (e di sostenitori) in questi ultimi tempi, ma è ancora il miglior sito per l’ospitalità a costo zero.  Ne abbiamo parlato diffusamente in altri post (leggi qui e qui). In breve, dovete creare un profilo e chiedere ospitalità alla gente del posto iscritta al social network.
Forse vi state chiedendo: -C’è davvero così tanta gente disposta ad ospitare gratuitamente degli sconosciuti nella propria casa?- Sì, certo! Non aspettatevi, però, una camera d’albergo. A volte si tratta di un semplice divano (da qui il nome, couchsurfing, “fare surf sui divani”), altre volte di un posto in giardino per piazzare la tenda, altre volte un materasso steso sul pavimento. In realtà le possibilità sono infinite; non è raro ritrovarsi a dormire in un letto normale, in una camera privata, senza la necessità di doverla condividere con altre persone. Io, tuttavia, preferisco dormire in una stanza assieme ad altri viaggiatori appartenenti alle più disparate nazionalità del mondo! Viaggiare, infatti, è soprattutto incontrarsi. Ritornando al couchsurfing: più informazioni, fotografie, descrizioni e referenze inserite sul vostro profilo, maggiori saranno le possibilità di essere accolti e ospitati a casa dei locali.

 2. BEWELCOME

ospitalità gratuita
Bewelcome è una nuova community simile a quella di Couchsurfing. Anche in questo caso, devi avere un profilo che gli host possano vedere. La comunità di Bewelcome ha meno utenti di quella di CS, ma sta crescendo, piano piano, anche grazie al fatto di essere portata avanti da moltissimi volontari da tutte le parti del mondo. Non ho mai avuto modo di provarlo ma mi sono già iscritto e non vedo l’ora di contattare qualche utente!

3. HOSPITALITY CLUB


viaggiare gratis

HC è una delle ultime comunità nate per aiutarvi a dormire gratis durante i vostri viaggi. È simile nei principi e nei modi a Bewelcome e Couchsurfing, anche se il sito è meno moderno. Registrazione, ovviamente, gratuita. (leggi una delle nostre testimonianze su HC).

Global Freeloaders è l’ennesima community sull’ospitalità a costo zero. È uguale a quelle citate sopra, ma c’è uninteressante differenza: se sei un ospite dovrai a tua volta ospitare altre persone. Ad esempio, se venti persone ti hanno ospitato, più tardi dovrai ospitare anche tu venti persone.

5. BELODGED

ospitalità

Belodged è un’alternativa a Couchsurfing e Global Freeloaders: questa piattaforma pone l’accento sugli scambi culturali, solitamente brevi (di uno o due giorni).

6. TRUSTROOTS

viaggiare gratis

Trustroots è un sito di ospitalità pensato in particolare per gli autostoppisti. È uno dei miei preferiti e sembra essere nato per contrastare la recente tendenza degli utenti di Couchsurfing di utilizzare la piattaforma come sito d’incontri. I membri di Trustroots, per contro, sono appassionati di viaggi, tutti animati da uno spirito di fratellanza e solidarietà. Su Trustroots si accoglie per amor della condivisione o, semplicemente, per offrire un rifugio ai fratelli viaggiatori che ne hanno bisogno. 

7. WARMSHOWERS


ospitalità gratuita

È una grande community che solitamente permette di ricevere ospitalità gratuita per un paio di notti. È pensato soprattutto per i ciclisti che percorrono lunghe distanze, affinché trovino un alloggio gratis e possano contare su una "doccia calda", da cui il nome. E così, la mattina seguente, si può ripartire alla grande, puliti e rinvigoriti!

8. NIGHTSWAPPING


viaggiare gratis

Nightswapping è una piattaforma in varie lingue, compreso l’italiano. Non è esattamente gratis. La regola principale è creare un profilo, mostrare qualche foto della tua casa, quindi ospitare. Per ogni notte che hai ospitato qualcuno, riceverai una notte gratuita nella casa di qualcun altro, ecc. ecc. Insomma non è proprio gratis, ma non si usano nemmeno i soldi. 

9. TRAMPOLINN

viaggiare gratis

Funziona come Nightswapping. Ogni volta che ospiti qualcuno, ottieni dei punti. Quando viaggi, puoi scambiare questi punti, soprattutto quando sei alla ricerca di un luogo in cui dormire.

10. HOUSESITTING

viaggiare gratis

Ecco una maniera differente per trovare alloggio gratuitamente. Ne abbiamo parlato meglio qui. Con Housesitting avrete l'opportunità di prendervi cura di una casa mentre viaggiate o vivete all’estero. È un posto perfetto per dormire gratis, specialmente se siete in un momento della vostra avventura in cui avete bisogno di riposare. Mentre fate housesitting, in genere avete molto tempo libero. Potete raccontare le vostre esperienze sul blog o preparare il prossimo viaggio. In alcuni casi avrete bisogno di occuparvi di faccende domestiche: dare da mangiare agli animali, dare da bere alle piante, prendervi cura del giardino o riparare qualche elettrodomestico. La lunghezza della permanenza è da stabilire con gli host. Quando i proprietari sono di ritorno controlleranno che tutto sia a posto o in ordine. Ecco le altre alternative all’housesitting: trustedhousesitters, housacarers, luxuryhousesitting, mindmyhouse.

 11. WWOOFING

viaggiare gratis

Il nostro blog, viaggiareconlentezza, ha promosso diffusamente il w.w.o.o.f.. Infatti ne parliamo bene qui, qui, qui e qui.
In breve, il w.w.o.o.f. (acronimo che sta per opportunità di volontariato nelle fattorie biologiche) vi dà la possibilità di viaggiare e vivere in campagna, in una fattoria ecologica, sia in Italia che all’estero. Dopo esservi iscritti (la cifra della tessera annuale varia da Paese a Paese), riceverete l’assicurazione in caso d’infortunio e l’accesso alla lista delle fattorie, che sono davvero numerose in tutti i Paesi del mondo. Dovete scegliere, dunque, il paese in cui andare a fare wwoofing e le fattorie per le quali offrire il vostro aiuto. Questa è un’ottima maniera per viaggiare ma anche per imparare il mestiere del contadino, dell’agricoltore o dell’allevatore. Il numero di ore, di giorni liberi e di attività dipendono dall’host (cioè chi vi ospita), ma è solitamente una formula part-time in cambio della quale riceverete vitto e alloggio gratuiti. Anche qui, come in tutte le altre proposte già elencate, i soldi sono esclusi dal contratto di ospitalità.  

12. WORKAWAY
viaggiare gratis
Dopo aver effettuato un’iscrizione che sarà valida per due anni (pagando all’incirca 29 euro se viaggiate da soli, oppure 35 euro se siete una coppia di viaggiatori), diventerete WORKAWAYERs, ovvero viaggiatori che offrono una mano alla gente del posto, in cambio di vitto e alloggio, alla maniera del WWOOF.
Il sito di Workaway è davvero ben fatto: vi mette a disposizione una mappa mondiale di opportunità di volontariato e di attività: ce ne sono molte, fra le più disparate. Le famiglie, le associazioni o le comunità che vi ospitano vi mostreranno il lavoro e vi spiegheranno bene cosa c’è da fare. Nel loro profilo ci sono immagini della casa, o dei terreni, informazioni sull’orario lavorativo (solitamente 4-5 ore al giorno) e il numero di giorni liberi a settimana (solitamente due). Vi daranno anche informazioni riguardo le cose da fare e da vedere durante il vostro tempo libero. Workaway è uno dei migliori siti di ospitalità e offre delle opzioni davvero interessanti. Potete incontrare gente del posto, fare nuovi amici, trovare compagni di viaggio, imparare una nuova lingua. Workaway, a mio parere, è la migliore organizzazione di volontariato e ospitalità dopo il w.w.o.o.f. (per confrontare le diverse organizzazioni di volontariato vai a questa pagina).

13. HELPX

viaggiare gratis

Vedi WORKAWAY. Il sito di Helpx è graficamente meno elaborato ma non meno ricco di opportunità. Sono iscritto sia a Helpx che a Workaway perché ciò mi consente di estendere ulteriormente la possibilità di trovare opportunità interessanti, ovunque mi trovi. Se volete scegliere fra uno dei due, potete dare un’occhiata alle mappe delle opportunità di ciascun sito e vedere quale delle due piattaforme offre più scelte interessanti. Come scritto sopra, per un confronto rapido fra le diverse organizzazioni e le possibilità da loro offerte, visitate questa pagina: organizzazioni di ospitalità&volontariato a confronto.


viaggiare gratis

Volunteersbase, è un sito giovanissimo, quindi le opportunità sono ancora limitate; è un social network, come WORKAWAY e HELPX, ma nasce con l’idea che la lista delle opportunità di volontariato debba essere gratuita per tutti! Secondo i membri di VB, la gente non dovrebbe pagare per trovare occasioni di volontariato e ospitalità. Volunteersbase, d’altra parte, sopravvive grazie alle pubblicità presenti nel sito e a diverse donazioni. Spero che questo network cresca sempre di più, nel frattempo potete provare ad iscrivervi a VolunteersBase. È gratis.

15. WORLDPACKERS

modi per viaggiare gratis

Worldpacker - Esperienze di viaggio che i soldi non possono comprare. WP si concentra sulle abilità e sulle competenze di ciascun utente iscritto. Le varie funzioni del sito vi aiuteranno a mettervi in contatto con gli host alla ricerca delle vostre specifiche capacità. Siete insegnanti di lingue? Perché non scambiare la vostra conoscenza in cambio di ospitalità? Sapete creare siti web, cucinare, o siete artisti talentuosi? Potete sfruttare le vostre skills per vivere e viaggiare gratis. WORLDPACKERS è creato apposta per questo: in cambio delle vostre prestazioni riceverete cibo e alloggio gratis.

16. AUPAIR

alla pari

Aupairworld.com è un’organizzazione molto famosa. È molto diversa dai siti menzionati sopra. Avrete bisogno di registrarvi, di scegliere per quale Paese lavorare e quindi la casa dove soggiornare. Le famiglie, spesso, richiedono una lunga disponibilità (solitamente tre o sei mesi), la conoscenza minima della lingua del posto e un po’ d’inclinazione verso lo svolgimento dei lavori domestici, come ad esempio: portare a scuola i bambini, aiutarli con i compiti, fare la spesa, preparare da mangiare, fare i letti, pulire le stanze. In cambio, non solo avrete un posto gratuito dove dormire ma anche un piccolo pocket-money. Aupairworld.com è uno dei siti più professionali di AUPAIR.

17. FINDACREW

sailing the farm
Questi ragazzi stanno cercando
membri per il loro equipaggio.
Vi interessa? Clicca qui
.
Se vi piace navigare o volete imparare a navigare e tuttavia non potete permettervi una barca, né i soldi per pagarvi il corso, nessun problema, c’è un sito che potrebbe fare al caso vostro: FINDACREW. Iscrivetevi, compilate bene gli spazi del modulo e controllate tutte le opzioni per massimizzare le possibilità “d’ingaggio”. Ci sono parecchi capitani che cercano una ciurma: non è necessario avere esperienza e abilità, almeno non sempre. L’importante è avere volontà e passione per il mare e la navigazione. I compiti sono fra i più disparati: assistere al comando, cucinare per la ciurma, pulire e verniciare le pareti della nave. FINDACREW è un sito gratuito. Io non ho ancora avuto la possibilità di provarlo, ma non vedo l’ora. Buona fortuna nella ricerca d’un equipaggio, e buon vento!


18. TEMPLI & MONASTERI

viaggiare senza spendere soldiQuesta possibilità è soprattutto valida in Asia. In Thailandia, per esempio, ci sono innumerevoli templi. Se ne raggiungi uno prima che giunga la notte, ti verrà offerta ospitalità gratuita. I buddisti, infatti, amano i viaggiatori; amano soprattutto fare pratica d’inglese con loro. Puoi incontrare monaci per strada e stare nel tempio con loro per qualche giorno, imparando la loro cultura, mentre tu, in cambio, insegni loro qualcosa del tuo Paese.

19. CHIESE


Se l’Asia è piena di templi, i Paesi occidentali invece sono pieni di chiese. Ce ne sono di diverso tipo e molte potrebbero essere disponibili a offrirvi ospitalità a costo zero. Lungo il cammino di Santiago in Spagna, ad esempio, molti conventi ospitano i pellegrini in strutture apposite. A nord d’Italia, lungo la via Francigena Italiana, alcune parrocchie mettono stanze e letti a disposizione dei viandanti (leggi qui).  A volte chiedono delle “credenziali” (una tessera piena di timbri che rappresentano tutte le tappe effettuate), altre volte queste non sono necessarie. In questi posti, di solito, sono richieste delle offerte, ma non sono obbligatorie. Sta a voi decidere se offrire dei soldi o no. Per non sentirmi troppo in colpa, io, di solito, mi offro come aiutante per i più disparati lavori domestici della parrocchia. Rivolgersi alle chiese può essere utile in tantissime altre circostanze, ma l’ospitalità non è sempre scontata: non tutti i preti vivono alla lettera il messaggio di Cristo, tanto meno sembrano capirne il significato: alcuni si rifiuteranno di ospitarvi, altri vi aiuteranno solo in cambio della partecipazione ai loro sermoni. Una buona parte, tuttavia, si sentirà in dovere di aiutarvi e vi metterà in contatto con le associazioni di ospitalità locali, oppure vi troveranno un posto dove trascorrere la notte. 

20. BUS E TRENI

flixbus
Flixbus, megabus e ouibus sono alcune delle compagnie di autobus che ti permettono di viaggiare per l'Europa 
a un prezzo molto competitivo: a volte anche per 1 euro!


flixbusSe viaggiate nei bus o nei treni, considerate la possibilità di effettuare spostamenti notturni. È possibile dormire dentro i mezzi e risparmiare così una notte in viaggio. Ci sono compagnie di autobus molto economiche che possono offrire diversi comfort: wifi, aria condizionata, toilette e bottigliette d’acqua gratuite. Vedi i link sotto l’immagine.





21. AEROPORTI

aeroporto accogliente
In alcuni aereoporti si dorme nelle capsule...
Non amo particolarmente parlare di aerei e di aeroporti. Se posso, evito di prendere l'aereo. Molti viaggiatori, però, potrebbero trovare utile questo link. Accederete a un sito che mette a disposizione diverse informazioni per dormire gratis negli aeroporti. A volte, dormire negli aeroporti è come dormire in un hotel. Ci sono bagni con docce, wifi e in alcuni casi anche letti. Io, però, continuo a diffondere la filosofia del viaggio lento, e spero che anche voi preferiate prendere la bici, il bus, il treno, piuttosto che l’aereo (ecco qui qualche motivo per viaggiare senza aerei). Ultimo consiglio: cercate di non comprare cibo all’interno degli aeroporti: i prezzi... decollano!

22. SPIAGGE


tenda in spiaggiaLa spiaggia è uno dei miei posti preferiti dove dormire, soprattutto d’estate. Il fragore delle onde, il cielo stellato, la visione del tramonto di sera o dell’alba al mattino presto. Se ci sono due alberi, sono contento di appendervi la mia amaca da viaggio, altrimenti, anche la sabbia è abbastanza comoda, purché si abbia a disposizione un sacco a pelo. La mattina ci si può fare una bella nuotata, per rinfrescarsi: quindi si è pronti per ripartire verso la prossima destinazione. Secondo "Portale Australia", questi sono i migliori posti dove dormire in spiaggia.

23. PARCHI


Se non ci sono altre opzioni, i parchi possono offrire un buon riparo temporaneo. All’interno dei grandi parchi delle città ci sono spazi comodi e appartati dove poter piazzare la propria tenda di notte senza essere notati. Bisogna evitare gli spazi verdi dotati di sprinkler (innaffiatori). Questi impianti sono spesso automatizzati con un timer e a un certo punto della notte si attivano: non vorrete certo essere colti di sorpresa dagli spruzzi della pioggia artificiale? State anche attenti, perché alcuni parchi sono chiusi al pubblico durante le ore notturne (a noi è successo di essere rimasti chiusi dentro).

24. ALBERGHI, OSTELLI e AREE DI CAMPEGGIO 


Se viaggiate senza soldi, potete chiedere agli ostelli e ai campeggi di ospitarvi gratis presso i loro centri: in cambio potete aiutarli il giorno dopo, in qualsiasi lavoro necessario: lavare i bagni, fare i letti, spostare sedie, sdrai, materiali vari. Non siate timidi. Alcuni diranno no. Molti altri, invece, saranno felici del vostro aiuto. 
C’è poi un altro modo, ma funziona solo se avete un sito web di viaggi: potete farvi ospitare a costo zero in cambio della pubblicità che farete all’albergo sul vostro sito. Se sapete vendervi (come fa questa ragazza), questa è davvero un’ottima maniera per viaggiare gratis. Dovete, però, essere molto realisti quando vi proponete come partner per gli sponsor: un blog poco noto difficilmente interesserà gli albergatori.

25. CHIEDERE ALLA GENTE DEL POSTO

ospitalità
Si può fare come ai vecchi tempi: bussare e chiedere. Anche questo non è roba per timidi.
In alcuni posti, però, non c’è da preoccuparsi: è buon costume ospitare sconosciuti nella propria casa, soprattutto nei Paesi più poveri. Nelle zone di montagna e campagna le persone sono solitamente più ospitali. Più ci si avvicina alle grandi città, più la fiducia scarseggia, così come le manifestazioni di solidarietà.

 26. AIUTARE UNA COMUNITÀ O VIVERE IN UN ECO-VILLAGGIO


comune
La comunità di Osho Gautama in Lombardia. I ragazzi della foto sono volontari che vivono presso la comune
e lavorano in cambio di vitto e alloggio.
Le comunità degli Hare Khrisna sono spesso disponibili ad aiutare i viaggiatori ospitandoli  in cambio del loro aiuto nelle faccende comunitarie. Ci sono molte altre comunità spirituali in tutta Europa, in Italia come nel mondo: su Internet cercate i centri olistici più vicini, oppure gli Ashram. È una buona opportunità per chi vuole imparare l’arte del “ritrovare se stessi” (qualsiasi cosa questo significhi), della meditazione e del vivere in comunità.
Per fortuna, non ci sono solo comunità religiose o spirituali. Potete contare anche su molte altre realtà laiche; su Internet è bene cercare alla voce “eco-villaggi”, oppure “comuni”. Ho visitato diversi eco-villaggi in Europa e le realtà sono davvero molto varie e interessanti e stanno crescendo di numero. È segno che molte persone vogliono cambiare stile di vita e modi di concepire il lavoro e la società. In questo video su youtube, filmato dal mio amico Davide, si parla dell’eco-villaggio di Urupia.  Insomma, non solo avrai un posto dove dormire, ma anche tanto da imparare. Visita anche la pagina sulle nostre tappe di viaggio per leggere di altre esperienze simili.

27. OSPITALITÀ MENTRE SI FA AUTOSTOP

autostop
Amici di autostop, foto tratta dall'esperienza di un viaggio completamente senza soldi

Se fate l’autostop, può succedere che gli autisti vi invitino nelle loro abitazioni per trascorrere la notte. Se durante il passaggio in auto siete stati simpatici, amichevoli e sinceri, e se c’è fiducia fra di voi, la maggior parte delle persone è ben felice di accogliervi in casa. Perché non approfittarne?

28. POLIZIA, POMPIERI E CENTRI D’ACCOGLIENZA

Se raggiungete una città potete provare a chiedere agli ufficiali di polizia, oppure ai vigili del fuoco. In Inghilterra alcuni poliziotti hanno lasciato dormire nel loro ufficio il gruppo di viaggiatori del quale facevo parte; il mattino seguente ci hanno anche offerto la colazione. In Francia è comune ricevere aiuto dai pompieri che sono dei veri e propri factotum: simpatici e aitanti, saranno felici di aiutarvi e fornirvi indicazioni. In Italia e Spagna i nostri riferimenti potrebbero essere la Croce Rossa o la Caritas: possono farvi dormire per una notte all’interno dei loro magazzini, nei loro dormitori o nei divani delle sale d’attesa. Dormire in una Caritas non è certo il tipo di esperienza che molti di noi desiderano. Consiglio tuttavia di provarla: si incontrano persone che, per un motivo o per l’altro, non hanno un lavoro nè una casa, l’hanno persa e non si possono permettere di comprarne una. I volontari delle Caritas possono affidarvi dei compiti da svolgere quando capiscono che non siete dei "veri bisognosi" ma viaggiatori alle ricerca di un’esperienza di vita. Vi metteranno dunque dietro ai banconi della cucina e vi faranno servire le pietanze a tutti gli altri ospiti del centro d’accoglienza.

29. CAMPEGGIO SELVAGGIO


accamparsi nella natura
Wild camping

Se volete riposare bene, dovete scegliere un buon posto dove fare campeggio. È vero: molti Paesi non consentono di accamparsi durante la notte. Bisogna fare attenzione soprattutto in Spagna, Francia e Danimarca. Questo, però, non significa che non potete usare una tenda. Dovete solo stare attenti a dove la piazzate, e come. Se possibile, sotto un tetto, per ripararvi da vento molesto e pioggia. Se il tessuto della vostra tenda è di scarsa qualità, in caso di pioggia potrebbe inumidirsi e rendere l’ambiente più freddo.  Inutile da dire, deve essere su una superficie piatta, senza sassi e rocce, anche se potete contare su un materassino gonfiabile. La tenda deve essere sistemata lontano da occhi indiscreti e dal rumore delle città (traffico, viavai di gente, musica di concerti, schiamazzi vari). I boschi sono la mia location preferita, magari con un fiume affianco, dove potersi lavare al mattino e fare un fuoco alla sera. Negli ultimi tempi, per alleggerire il peso dello zaino, ho scelto di viaggiare con unamaca anziché con la tenda: ho risparmiato sul prezzo, ho eliminato tre chili di peso dallo zaino e dormo più comodo durante la notte. Tuttavia consiglio l’amaca solo per i viaggi estivi, anche se è possibile acquistare amache adatte anche per situazioni invernali.  Su Amazon c’è ampia scelta di prezzi e prodotti finalizzati al campeggio. Vi consiglio di dare un’occhiata e di scegliere la soluzione che fa di più al caso vostro.


30. LASCIATEVI ISPIRARE 

Per avere qualche spunto in più potete farvi ispirare da tutti i viaggiatori alternativi che conoscete. Internet è pieno di iniziative interessanti. Sentitevi liberi di contattare i nostri collaboratori e fatevi ispirare dai loro racconti. Se siete anglofoni potete ascoltare il mio discorso per il TED su come viaggiare senza soldi. Oppure date un’occhiata a queste vecchie interviste rivolte a famosi blogger  o viaggiatori a tempo indeterminato:
  1. Carolina
  2. Derek 
  3. Barbara
  4. Turner
  5. Angelina
  6. Alexandra K.
  7. Gary
  8. Niall
  9. Stephanie
  10. Yvonne
  11. Alex

Siamo arrivati alla fine di questo "viaggio": per ora è tutto! Spero che qualcuna di queste soluzioni possa fare al caso vostro! Fate però attenzione: questo modo di viaggiare crea dipendenza. Se avete dubbi o se qualcosa non vi convince, potete scriverci alla mail ufficiale del blog. Se mi sono dimenticato qualche piattaforma web o qualche altro modo per viaggiare a costo zero, per favore fatemelo sapere! I vostri consigli verranno aggiunti alla lista. Se infine avete trovato utile questa guida e queste informazioni, non esitate a condividerla con i vostri amici viaggiatori! Non ci sono banner, né pubblicità in questo sito e tutto viene condiviso liberamente e gratuitamente: il nostro successo è vedere sempre più persone viaggiare in maniera libera e formativa.

Buon viaggio e buone scoperte.


Questo post ti è stato utile? DONA DEL TEMPO a favore di questo blog.
Clicca qui sotto per iscriverti gratuitamente alla banca del tempo di TimeRepublik.
timerepublik logo