domenica 2 ottobre 2016

La vendemmia in Francia.

Prima parte del racconto e qualche contatto.

uva
Siete giovani viaggiatori o giovani studenti universitari e state considerando la possibilità di fare la vendemmia in Francia per mettere da parte un po' di soldi? Questo racconto è realizzato apposta per voi: descrive i luoghi, le persone, l'ambiente della raccolta, e risponde a (quasi) tutte le vostre domande sull'argomento: che cos'è la vendemmia, dove viene effettuata, quanto si guadagna, in cosa consiste e altre questioni legate alle opportunità di lavoro stagionale. Alla fine del post metto a vostra disposizione anche qualche contatto aziendale. Potete saltare il racconto e arrivare alla fine della pagina per leggere direttamente nomi e numeri di telefono. All'interno del post ci sono tuttavia degli ottimi consigli che vi suggerisco di non perdere. 

Ogni anno per tutto il mese di settembre e fino alla fine di ottobre, migliaia di viaggiatori (spesso nomadi a tempo indeterminato) con i loro furgoncini, i loro grossi zaini, i loro cuori pieni di sogni e di avventure, si avviano verso le campagne francesi per la stagione della vendemmia. Un esodo interessante, che vede piccole cittadine di campagna ripopolarsi improvvisamente: questi paesini restano deserti per la maggior parte dell’anno, ma si risvegliano, come fiori in primavera, durante il periodo della raccolta. Riaprono dunque bar, botteghe e supermercati, tornano a fare affari alberghi e negozi di artigianato locale, infine le piazze riprendono ad affollarsi di gente. Per le strade, di mattina presto, così come a fine giornata, un via-vai di trattori e di furgoni pieni di giovani sfilano verso la cooperativa più vicina, per pesare e consegnare il frutto del loro lavoro; è qui, all'interno di queste grandi cooperative, che viene avviata la fermentazione alcolica per trasformare i grappoli dell'uva nella bevanda più apprezzata dal dio Bacco (e probabilmente anche dagli uomini): il vino.

Incuriosito dai racconti di numerosi viaggiatori che ogni anno si danno appuntamento nelle campagne francesi, ho deciso di partire per vivere e documentare questa esperienza. Perché proprio la Francia? Come vedremo presto, i viaggiatori scelgono le campagne francesi, anziché quelle spagnole o italiane, semplicemente perché le paghe sono più alte e i contratti sono in regola. 

La mia nuova avventura comincia a Marsiglia, nei primi giorni di settembre. E’ qui che incontro Anna K., una viaggiatrice autostoppista, nonché studentessa universitaria della Polonia. 

viaggiare con l'amaca

Se vogliamo vendemmiare in Francia”, mi dice, “dobbiamo lasciare perdere i contatti telefonici delle aziende agricole. Bisogna andare direttamente nei campi, e parlare faccia a faccia con i proprietari dei vigneti”. Anche lei, come me, è qui per la raccolta. E anche lei, come me, viaggia in tenda e in autostop (a dir la verità io non ho una tenda ma un’amaca da viaggio, quella nella foto). Decidiamo di fare un pezzo di viaggio assieme.

A Marsiglia cominciano le nostre “indagini”. Anna ha già qualche pista da seguire, una serie di indirizzi e nomi di località dove la vendemmia è molto popolare e viene effettuata puntualmente ogni anno. Si fa dunque l’autostop: uscire da una grande città come Marsiglia non è facile, ma siamo in Francia e l’autostop funziona. In poco tempo ci ritroviamo nella campagna di Martigues dove ci fermiamo ogni volta che vediamo un vigneto. Facciamo domande di assunzione a tutti i contadini locali che incontriamo. Non risparmiamo nessuno: “avete bisogno di aiuto per la raccolta?”, chiediamo, ma le risposte sono negative.

 Più tardi, una signora ci invita a salire nella sua auto sportiva, e dopo qualche chilometro ci lascia davanti ad uno stabilimento dove l’uva viene smistata e versata nelle diraspatrici. Qui chiediamo lavoro al “patron” (il proprietario dello stabilimento); lui ci sorride e ci invita a lasciare i nostri recapiti all’ufficio-vendite dove lavora sua moglie, impiegata come segretaria.
Quest’anno la vendemmia è in ritardo” ci spiega Marie, mentre ci indica una pagina da compilare. “Mio marito non ha ancora cominciato a raccogliere, quindi è probabile che finirà molto tardi, forse alla fine di ottobre”.
 Nella scrivania c’è un foglio con un elenco pieno di nomi di giovani francesi: tutti in attesa di essere contattati telefonicamente per ricevere la buona notizia dell'assunzione. Questa infinita lista di aspiranti lavoratori smorza le nostre speranze, ma  non ci arrendiamo. Al parcheggio dell’impresa vinicola vediamo numerosi trattori che trasportano carichi pieni d’uva. Li fermiamo tutti, per chiedergli se hanno bisogno di aiuto, invano. La risposta è sempre la stessa: “l’équipe au complet”, la squadra è al completo. Siamo arrivati in Francia troppo tardi?

L'autista, Pascal, a sinistra, Anna e io sulla destra. Pascal non si accontenta di darci un passaggio in auto: ci porta sull'altura per godere della "vue panoramique di Saint Clair" a Sète.
Qualche momento dopo, Anna riceve una telefonata da un amico polacco. Salta fuori il nome di una città, “Maury”. Si tratta di un piccolissimo paesino in provincia di Perpignan, regione dei Midi-Pirenei e dei castelli catari, nonché zona d’influenza catalana. Ora abbiamo una nuova pista, e decidiamo di seguirla. Transitiamo ad Arles, poi Nîmes. Breve sosta a Béziers, quindi una visita a Narbonne. Viaggiamo con lentezza. Trascorriamo le notti nelle spiagge della costa meridionale Francese, dove possiamo rinfrescarci e lavarci, utilizzando le docce pubbliche comunali. Per caricare le batterie dei nostri cellulari e per connetterci col mondo facciamo capolinea nei punti di ristorazione Mc-Donald che si trovano oramai ovunque: si può entrare dentro, ci si può sedere ai tavoli, utilizzare la connessione WI-FI gratuita, e i bagni, senza essere obbligati a consumare qualcosa.

 A Palavats-Les-Flots attiriamo l’attenzione di due giovani ragazzi tedeschi che ci fanno segno di raggiungerli al tavolo del locale. Capiscono che siamo autostoppisti grazie ai nostri zaini da viaggio e dai cartoni con le scritte delle città attraversate. Anche loro, come noi, hanno fatto diverse centinaia di chilometri in autostop partendo dalla Germania; felici d’incontrarci, i due si dimostrano molto solidali (forse per merito dell'intruglio super-alcolico che stanno consumando al bar?) e ci invitano a dormire nella loro stanza d’albergo, portandoci anche a mangiare la pizza - tutto a loro spese. Alla faccia degli autostoppisti squattrinati! Nell’albergo c’è una piscina, dove ci tuffiamo contenti. E' stata una bella sorpresa di fine giornata.  

Dopo altri incontri e numerose esperienze autostoppistiche, raggiungiamo infine Maury. Ci abbiamo messo due giorni e due notti per arrivarci. Cerchiamo subito un posto dove montare le tende: lo troviamo fra gli alberi nella collina della cappella di Saint Roch. 

Chapelle Saint-Roch
La cappella di Saint Roch
Familiarizziamo con la città, quindi raggiungiamo il centro. La via principale è piena di botteghe del vino, chiamati “Domaines”. Li visitiamo, uno dopo l’altro, alla ricerca di opportunità lavorative. La fortuna non è dalla nostra parte, finché, il giorno dopo, incontriamo un gruppo di spagnoli.
"Les patrones”, ci dice uno di loro, “cercano vendemmiatori ogni giorno. Bisogna solo conoscere i posti giusti”.

Scopriamo, dunque, quali sono questi luoghi-chiave, nella città di Maury:
  • La piazzetta della fontana; ogni mattina dalle 6.45 alle 7.00 è qui che i patrones raccolgono tutti i lavoratori, li caricano sui loro furgoncini e li conducono al lavoro nei campi. Quando hanno bisogno di vendemmianti vanno a cercarli fra le persone della piazza.
la vendemmia a Maury
La piazzetta della fontana
  • La “Cave” o la cava di Maury, ovvero il grosso stabilimento che rappresenta la cooperativa viticola del paese, dove la maggior parte dei proprietari di vigneti vanno a pesare e scaricare l’uva alla fine della mattinata.
La cava di Maury
La cava, cooperativa vinicola a Maury
  • La Piscina”, ovvero un area alla periferia di Maury dove la maggior parte dei vendemmianti si accampa legalmente, senza dover pagare. La Piscina offre ai viaggiatori e ai lavoratori docce e bagni gratuiti.
Maury
La "Piscine". E' qui che molti vendemmianti si possono accampare gratuitamente.
Raggiungiamo la Cava e chiediamo agli autisti dei trattori se hanno bisogno di una mano nei campi. Poi lasciamo recapiti telefonici e annunci nelle bacheche dei negozi, nel bar principale, nella boulangerie del centro, negli stand delle piazze. Dopo l’ennesimo insuccesso, raggiungiamo la Piscina, come suggerito dagli spagnoli. Qui conosciamo altri vendemmianti che vengono un po' da tutte le parti d'Europa, in particolare Spagna, Polonia, Francia, Italia. La "Piscine" si chiama così perché c’è una vasca che effettivamente ricorda una piscina. A settembre si trasforma in una specie di campeggio e tendopoli. Molti si fanno il bagno ma l’acqua in questo periodo è decisamente sporca, contaminata. L’area è affollata da viaggiatori e camperisti e odori sgradevoli si propagano dalle latrine fornite dalla Mairie (il municipio). Decidiamo che non è un buon posto per soggiornare, tuttavia è un ottimo posto dove cercare impiego. Anna incontra un ragazzo polacco che subito le affibbia un lavoro nella raccolta. Io non sono altrettanto fortunato e devo aspettare qualche giorno. Una mattina, un uomo sulla quarantina raggiunge l’altura dove sto riposando tranquillo sull'amaca: si chiama Jean-Charles ed è il proprietario di un dominio vinicolo che ha un nome difficile da ricordare: le Domaine du vieux du cep’age. Il tizio ha bisogno di vendemmianti. Al bar si deve essere sparsa la voce di un italiano che cerca lavoro e che dorme su un'amaca presso la chiesetta antica. Ed ecco che il lavoro viene a cercarmi.

trattore vendemmia
le Domaine du vieux du cep’age
carico vendemmia
Il camion è pronto per il trasporto.

Dunque è fatta. Jean-Charles, il patron, mi dice di presentarmi alle 7, puntuale, davanti al suo laboratorio. Sono contento ma anche un po' intimorito. Non so affatto che cosa mi attenderà l'indomani.


Nel prossimo post, che verrà pubblicato a breve, vi racconterò la Vendemmia vera e propria. 

Ora, come promesso, eccovi qualche contatto per fare la raccolta nella prossima stagione (in alcune parti della Francia la vendemmia è ancora in corso e si protrarrà fino ai primi di Novembre). Ricordatevi, però, che è meglio andare in Francia a parlare di persona con i titolari dell'azienda vinicola, come suggerito nell'articolo. 

Un disegno della piazza alberata di Maury.

I Domaines di Maury.

Cellier des Vignerons: 0468590287 
Chateau Saint Roch: 0668803582
Clos des Vins d'Amour: 0614351889
Clot de l'Origine: 0675037171
Domaine des CApitelles: 0468592172
Domaine Clos del Rey: 0468591508
Comaine Clos du Romarin: 0468591748
Domaine de la Coume du Roy: 0686493952
Domine du Dernier Bastion: 0673032471
Domaine des Enfants: 0632280489 
Domaine MonHectare: 0610331691
Domaine de la Petite Baigneuse: 0468738325
Domaine Pouderoux: 0468590424
Domaine Semper: 0468591440
Domaine Rousset: 0468382897
Domaine Serrelongue: 0468590217
Domaine Thunevin-Calvet: 0468510557
Domaine Vella Frontera:0468504160
Domaine Vera: 0468591836
Domaine Victor: 0615961700
Domaine du Vieux Cep'Age: 0684393100
Domaine les Vignes d'Elodie: 0685952114
Mas Amiel: 0468290102 
Mas Camps: 0468294807 
Mas Karolina: 0620780577 
Mas de Lavail: 0468591522
Domaine de la Pertuisaneed Department 66: domaine@pertuisane.com

Altri contatti (dove la vendemmia inizia più tardi):


Didier MONTCHOVET
Vins de Bourgogne en Biodynamie
F 21 190 NANTOUX
Tel:+33 (0)3 80 26 03 13
Port: +33 (0)6 07 24 96 54
E mail: domaine@montchovet.fr
Site web: www.montchovet.fr

Borgogna:
marie-laure.nicolas@louispicamelot.com
03 85 87 13 60

Borgogna:
dom.battaultjeanmarc@orange.fr
0033 385 91 11 57

Borgogna:
berthault à Moroge:
+33 385 47 91 03

Champagne:
contact@champagne-laherte.com
0033 326543209 ( nourri, logé )


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Grazie!