sabato 22 ottobre 2016

Una scuola-fattoria che solca i mari

Navigare per il mondo con un equipaggio di principianti

vivere in nave

Sailing the farm: benvenuti a bordi della "signora d'acciaio".

Corona, 20/10/2016
nomadi del mare
Sailing the farm, anche chiamata
la "signora d'acciaio".
Sailing the Farm sembra un veliero di legno, ma è costruito in metallo secondo i modelli di costruzione nautica più tradizionali. E galleggia. Infatti, intende fare più di una volta il giro del mondo con un equipaggio che non sa nulla di navigazione. Da ieri è attraccata nel porto di Coruna, ai pontili di Parrote. Dietro questa meravigliosa follia c’è Johnny Birklund, il capitano della nave. Un bel giorno, questo norvegese ha lasciato una promettente carriera da informatico in Cina e ha deciso di costruire una fattoria nel suo paese natale, per insegnare e ospitare volontari che vogliono vivere l'esperienza dell’auto-gestione. La ragione di tale cambiamento è semplice: "E’ molto più interessante dei computer", spiega il capitano, che, durante il suo soggiorno in Cina, si faceva chiamare Zeyang Lin che significa più meno persona che ama il mare. Questo amore si è trasformato in un’imbarcazione a vela, la Sailing Farm, costruita interamente a mano con materiale di scarto, principalmente in alluminio, assemblato e forgiato da circa 300 volontari, di cui più di 200 donne, provenienti da tutto il mondo, che hanno soggiornato presso la sua azienda agricola. Tra i volontari c’è stato un corugnese, Carlos Junquera: "Cercavo un programma di volontariato nel campo della sostenibilità e mi sono imbattuto in questa fattoria tramite il sito web della Guida di Exchange (HelpX). Ho dato da mangiare ai polli, curato il giardino e, naturalmente, ho costruito la nave" ricorda. 

Andrea Ortiz, membro temporaneo dell'equipaggio

Una tribù moderna di nomadi del mare.


Sono stati otto lunghi anni di lavoro che si sono conclusi con il varo del veliero, la cui intenzione è di spostarsi continuamente, girando per tutto il mondo, "fino a che non affonda; questo si spera avvenga solo tra molti anni", dice il capitano. L'equipaggio è composto da sei persone che si danno il cambio a ogni scalo. "La filosofia della nave è dare l’ opportunità di navigare e imparare cos'è il mare a tutti coloro che vogliono vivere questa esperienza", dice Birklund. Ciò significa che, a parte il capitano, a bordo nessuno ha idea di cosa sia un’imbarcazione". E’ un po’ difficile ma si impara in fretta. “Beh meglio così, perché non c'è tempo da perdere!" ribadisce.

Una dei volontari attuali è Andrea Ortiz, ragazza catalana che rimarrà a bordo fino allo scalo delle Canarie: "Non avevo mai navigato prima, ma finché ne ho voglia, le cose funzionano. Si impara nel modo più difficile", dice.
Un momento di relax a bordo della scialuppa 

Tempeste fuori e dentro


Sette giorni fa hanno lasciato la costa britannica; si sono fermati tre giorni nel porto di Coruna. "Il viaggio avrebbe dovuto durare cinque giorni, ma c’è stato un tempo molto brutto nel Golfo di Biscaglia. Oggi è il primo giorno di sole in tutta la settimana, ed è anche la prima volta che ci siamo fatti la doccia", ride il capitano. Tuttavia non è del brutto tempo che l’equipaggio deve aver paura. Le tempeste fuori dalla nave sono nulla in confronto a quelle che possono scoppiare all'interno. Si tratta di uno spazio molto piccolo e dobbiamo imparare a vivere insieme”. Fa parte della formazione, punto e basta". 

vivere in un veliero
La Tv spagnola intervista i nomadi del mare
Dopo Coruña si fa scalo a Lisbona, poi alle isole Canarie e da lì si parte per il Brasile. "La gestione delle risorse idriche è complicata. Bisogna razionare l’acqua, sia da bere che per lavarsi. In mezzo all'oceano, se uno ne ha abbastanza, non ci sono porti vicini in cui sbarcare", avverte Birklund. Dal Sudamerica, partiranno per completare il giro del mondo. Se qualcuno vuole unirsi a loro, può consultare la loro pagina Facebook. Sei il benvenuto, dicono. C’è un sacco di tempo per prepararsi. "Navigare all’infinito, questo è il destino di questa nave", ha affermato il capitano.

Di seguito l'ultimo messaggio lasciato dalla truppa attraverso la loro mailing list:

nomadi del mare"Sailing the farm è arrivata a "La Coruna" in Spagna dopo 7 giorni burrascosi nel golfo di Biscaglia. Alcuni di noi hanno avuto mal di mare ma abbiamo avuto lo stesso un bel viaggio, probabilmente il più lungo fino ad ora. La prossima tappa è a Porto per un cambio della ciurma, poi ci dirigiamo a Lisbona e ci dirigiamo verso le isole Canarie. La Coruna ci ha dato il benvenuto con un po' di bel tempo e ottimi cafè-bar. Dopo un'intervista con il giornale locale e la TV diventeremo presto celebrità. Augurateci un buon vento lungo la costa del Portogallo e -come sempre, se vuoi unirti a noi di Sailing the Farm, mandaci una e-mail!
Con affetto 
Sailing The Farm"
Articolo originale tradotto da: Emanuela Ciocchetti

nomadi del mare
Una dei 300 volontari che hanno
contribuito alla costruzione del piccolo veliero
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