mercoledì 30 novembre 2016

Liberare l'istruzione: come avviare una Scuola Libera (o libertaria)

scuola libera

Questa guida è stata scritta per Shareable dagli organizzatori (in particolare da Aaron Rosenblum) di EXCOtc, un collettivo di College Sperimentali nelle Città Gemelle del Minessota, che condivide una visione di un mondo migliore offrendo corsi gratuiti e aperti a tutti e costruendo una community sulla formazione per il cambiamento sociale. EXCOtc ha esordito 8 anni fa ed è ora costituita da tre collaboratori locali: il Macalester/St. Paul, l'Università del Minnesota, e l'Accademia Comunitaria.
  

Il Movimento della Scolarizzazione Libera


L'origine delle scuole libere (free schools o free skools) negli Stati Uniti risale al 1911 quando aprì la Modern School nel Lower East Side di New York. Ispirato dall'opera di Francesco Ferrer e La Escuela Moderna in Catalogna, Spagna, un gruppo di anarchici con sede a NYC aprì una scuola abbracciando un modello d'insegnamento alternativo per giovani e adulti, basato sulla libertà accademica, sull'organizzazione democratica e sull'educazione socialmente consapevole. La prima Modern School chiuse nel 1958 ma il movimento delle scuole libere è vivo e attivo con 58 scuole libere attualmente elencate nel Free Skool Project Wiki.

scuola libera


Mentre le scuole libere possono e devono notevolmente variare da un posto all'altro, ci sono alcuni princìpi fondamentali che la maggior parte delle scuole condividono:

L'organizzazione dovrebbe essere non-gerarchica, con insegnanti e studenti che condividono la responsabilità del coordinamento e del processo aziendale.
Le decisioni vengono prese usando un processo basato sul consenso.
Tutte le categorie sono libere di partecipare.
Ognuno può essere un insegnante o uno studente.

Vuoi avviare una scuola libera nella tua zona? Ti consigliamo d'iniziare a pensarci leggendo le domande seguenti.

scuola libertaria
New Port Richey, FL – incontro della scuola libera in un parco

Persone


Ogni progetto di scuola libera necessita di una forte rete di persone interessate. Hai già una rete di persone a cui potrebbe interessare il concetto di scuola libera? È già un grande inizio, ma potresti proporti agli altri nella tua comunità locale che potrebbe essere interessata a sostenere questo progetto. Potrebbero esserci organizzazioni che ospitano già corsi gratuiti e condivisione delle competenze, persone che organizzano eventi e beneficiano di una sede gratuita, insegnanti insoddisfatti degli attuali spazi di apprendimento o altri membri della comunità semplicemente interessati all'idea.

Quando avrai formato la tua squadra organizzativa e vi connetterete con i membri della community, chiedetevi: Chi parteciperà alla scuola libera? Come possiamo soddisfare le necessità e i desideri di queste community? Cosa vogliono imparare le persone? Quali conoscenze possono condividere? La tua sensibilizzazione dovrebbe essere mirata e creativa. Questo è un grande momento per implementare la strategia di incontri one-to-one (incontri individuali), che possono essere strumenti efficaci per creare collaborazioni significative e durature tra una vasta tipologia di membri della community. Prendete in considerazione di organizzare regolarmente eventi (in stile DIY Fest, Reskilling Festival, Learnapalooza) utili a connettere insieme più community sulla tematica della scuola libera.

Come l'EXCOtc (Experimental Community Education for the Twin Cities) si è evoluta organizzando gruppi, noi continuiamo a mettercela tutta nell'ospitare forum ed eventi di riflessione comunitaria dove i partecipanti, tramite la community EXCOtc, possono contribuire a co-creare la visione futura di EXCOtc.
Per questi eventi, spesso usiamo le tecniche di comunicazione popolare come il "chalk talk" che incoraggia al dialogo e allo sviluppo di idee.

scuola libertaria
Laboratorio all'EXCOtc

Risorse della Community


La scuola libera è consapevole che esiste già una ricchezza di risorse apprenditive nella tua comunità. Un progetto efficace di scuola libera unirà i puntini nella mappa delle risorse comunitarie, autorizzando i membri a condividere ciò che sanno e gli studenti a cercare le nozioni che desiderano.
Trovate spazi che potrebbero essere già centri di apprendimento come biblioteche, chiese, università e altre organizzazioni incentrate sulla comunanza, come negozi di biciclette e laboratori informatici alternativi che possono offrire spazi, insegnanti e strumenti. Proponetevi agli organizzatori e ai partecipanti di queste sedi!

Decidete se volete una sede centralizzata come il New Haven Free School, una sede con più spazi dislocati come EXCOtc oppure la combinazione di entrambe. Trovate spazi che potrebbero essere disposti a ospitare gratuitamente i corsi gratuiti.
Oltre a luoghi pubblici come biblioteche, centri comunitari e parchi di edifici che potrebbero avere spazi da prenotare per i meeting, potreste anche trovare bar, librerie e altre imprese felici di ospitare un corso senza doverlo finanziare o pubblicizzare.
Andate in cerca di risorse o forniture in prestito o donazione. Ai corsi EXCOtc spesso succede nelle case o nei cortili dei facilitatori. Talvolta investiremo in strumenti che si usano sempre (come i tappetini per lo yoga), ma può essere difficile tenere traccia di tutte queste risorse senza avere un luogo fisso di stoccaggio. Un calendario online può aiutare a coordinarne la distribuzione.

Non appena crescerete, si potranno anche prendere in considerazione le risorse monetarie. EXCOtc usa una combinazione di raccolta-fondi basata su donazioni, piccole sovvenzioni comunitarie e fondi provenienti da organizzazioni studentesche delle università locali. Il denaro è talvolta usato per rimborsare i facilitatori che altrimenti non potrebbero insegnare, così come per acquistare risorse per i corsi, materiale pubblicitario e altre spese come il sito web. La vostra scuola libera può funzionare più o meno bene, ma se non ve ne prenderete cura è probabile che saranno privilegiate le persone con più soldi che possono già permettersi tempi, spazi e strumenti e che possono influenzare altre tipologie di studenti che si sentono a loro agio. La creatività e la flessibilità sono essenziali nel momento della raccolta-fondi e in generale per mappare le risorse. Noi abbiamo proposto feste da ballo, fatto campagne di scrittura di lettere e fatto uno sforzo per chiedere ai partecipanti di EXCO di donare qualcosa.

scuola libertaria
Tecniche di legatura al Carnival Skillshare durante l'inverno, EXCOtc

 Accesso


Nel caso di EXCOtc, le nostre scuole libere sono cominciate come una risposta diretta agli spazi sempre più inaccessibili per l'istruzione superiore. Con barriere come la lingua, la cittadinanza, il denaro e il capitale culturale, l'università è diventata uno spazio istruttivo che esclude la maggior parte di persone, dà priorità a punti di vista storici di carattere socioeconomico predominanti e supporta una specifica tipologia di studenti. Non appena la vostra scuola libera prende forma, mantenete centrale il concetto di accessibilità! Chi sperate che partecipi alla vostra scuola libera e come potete facilitare uno spazio di apprendimento che si muove oltre l'esclusività dell'università?

Considerate le barriere potenziali come la lingua (offrite classi e producete materiale di sensibilizzazione in varie lingue), l'accesso fisico (le vostre classi hanno l'accesso per le sedie a rotelle?), l'approccio mentale (le vostre classi sostengono diversi stili di apprendimento?) e le risorse materiali. Dove e quando farete i corsi e come le persone potranno raggiungerli? Sono spazi che qualcuno di una diversa comunità potrebbe trovare ostili o inaccessibili? Hanno una gamma di orari che non impegna come un orario lavorativo? La tua strategia di sensibilizzazione raggiunge gli abitanti prevalentemente esterni al web? Le scuole libere dovrebbero essere spazi che promuovono l'accessibilità a chiunque verso l'istruzione radicale.

Un grosso problema per quanto riguarda l'abbordabilità per chi ha figli è il costo dei servizi all'infanzia. Durante gli eventi, ci assicuriamo sempre di offrire un servizio significativo ai bambini (con persone che se ne prendono cura tramite attività organizzate) e lo specifichiamo chiaramente nella pubblicità dell'evento. Cerchiamo di rendere disponibile l'assistenza ai bambini anche durante gli incontri e i corsi, quando richiesto. Nel passato ci siamo affiancati con un collettivo radicale locale di servizi all'infanzia, i quali membri avrebbero fornito tale assistenza nei corsi in cui i partecipanti ne avrebbero fatto richiesta. I bambini sono i benvenuti anche a insegnare e a frequentare corsi appropriati, con la supervisione parentale. La parte migliore dell'accessibilità in questo settore è che i bambini vivono più vivacemente gli eventi/corsi/incontri!

scuola libertaria
Condivisione di abilità di sopravvivenza primitiva all' "Ann Arbor Reskilling Festival"

Comunicazione


Perché una scuola libera possa consistere in una rete decentrata, dovrete mantenere una varietà di metodi di comunicazione. Il vostro team organizzativo dovrebbe pianificare incontri regolari che permettano agli altri di accedere facilmente all'attività. Per alcuni versi, dovreste considerare di fare incontri tra piccoli gruppi di lavoro, focalizzati su aree specifiche come pubblicità, supporto facilitante, organizzazione eventi e sensibilizzazione verso la comunità. Inoltre, probabilmente dovrete tenere un calendario delle attività via email o un gruppo online. I gruppi di Google sono molto efficaci e permettono di condividere documenti, email, mailing list e altre informazioni. Se state cercando di sfuggire dall'egemonia di Google dovreste trovare strumenti utili anche riseup.net o ning.

E' ancora più importante avere una comunicazione efficace col pubblico per reclutare insegnanti, promuovere i vostri corsi e rafforzare la community di scuole libere. Ci vorrà un sito web dove le persone potranno trovarvi (considerate i blog gratuiti come wordpress o gli open source come drupal) e un servizio di attività via email per fare le comunicazioni (provate mail chimp). Dovrete considerare di usare anche social media come facebook e twitter come passa-parola. Nonostante la vostra presenza digitale, non dimenticate una buona comunicazione vecchio stile con manifesti e contatti personali. Prendete in considerazione di fare un calendario dei corsi online o cartaceo per promuovere nuovi corsi, ospitare gli eventi della community o fare squadra per contattare telefonicamente i vecchi partecipanti. Mai sottovalutare il potere della parola verbale come aiuto alla promozione della vostra scuola libera!

Mettetecela tutta per comunicare chiaramente e sostenere i facilitatori che gestiranno i corsi. Vorranno conoscere le aspettative dell'organizzazione e dei partecipanti nei loro confronti. Se tutto va bene, avrete reclutato persone che forse insegnano per la prima volta o che potrebbero essere poco familiari con l'ambiente di una scuola libera. EXCOtc fa regolarmente orientamento ai facilitatori per discutere delle potenzialità e delle insidie di una classe EXCO, delle tecniche di istruzione popolari, dell'anti-oppressione nell'istruzione, usando il sito web e altri strumenti.
I facilitatori vengono inoltre assegnati a un referente all'interno del team organizzativo che è disponibile a supportarli per eventuali questioni o domande.

scuola libertaria
Bacheca della Scuola Libera di Southside

Andiamo avanti


A questo punto, avete un solido team di organizzatori, una presenza nel web e qualche imminente corso, laboratorio o un evento da promuovere. Così come la vostra scuola libera si rivolge a molte persone, è certo che incontrerete degli imprevisti, ma con interessanti possibilità. Ecco qualche cosa da tenere a mente su come la scuola libera si evolve:

Siate flessibili! Una scuola libera deve rispondere e cambiare in base ai bisogni e ai desideri dei suoi partecipanti (insegnanti, studenti, organizzatori).
La scuola libera non è la solita scuola! Può essere una benedizione e una maledizione. Un problema che vediamo è la mancanza di presenza costante. Invece di provare a contrastarla, lavoriamo coi facilitatori per migliorare offrendo corsi più brevi, comunicando chiaramente con i partecipanti e continuando a proporre questioni innovative ed emozionanti, così che le persone tornino.
Organizzazione sostenibile! Avviare una scuola libera può implicare molto lavoro e può essere difficoltoso fare da soli o con un team molto ridotto. Non trascurate il bisogno di reclutare nuovi organizzatori, di delegare gli impegni e permettete alle persone di provare i diversi ruoli organizzativi.
Non siete soli! Ci sono molte altre scuole libere là fuori, tutte con la loro ricca esperienza e saggezza da condividere. La maggior parte degli organizzatori delle scuole libere sono più che felici di condividere i propri consigli e darvi feedback su qualsiasi difficoltà che potreste avere. C'è persino un servizio di mailing list online delle scuole libere.

Non dimenticate che una scuola libera dovrebbe essere divertente e avvincente! Abbracciate le possibilità che si presentano per continuare con cose innovative per tutti. Buona formazione!

Altri post sulla scuola libertaria:
La scuola libertaria
Come avviare una scuola libertaria
Urupia

Tradotto da:
Annalisa Bambara
Tratto da:
http://www.shareable.net/blog/liberate-education-how-to-start-a-free-school

lunedì 28 novembre 2016

HUNGARO HITCH: una competizione internazionale di autostop.

Visitare un paese con la scusa dell'avventura.


gara di autostop
Immagini prese dalla pagina fb dell'organizzazione

Cari autostoppisti italiani (e cari aspiranti autostoppisti),

Si sta per tenere l’ultima edizione di hungarohitch, una gara internazionale per autostoppisti. Nata nel 2015, grazie all’iniziativa dei giovani ungheresi Adrian Bors and Peter Kovacs, Hungarohitch si è già svolta con successo in ben quattro eventi estivi sul territorio ungherese, coinvolgendo centinaia di persone, giovani e non, da tutte le parti del mondo. I prossimi 10 e 11 dicembre si darà il via all’edizione invernale che prevede la partecipazione di almeno 70 autostoppisti, numero che sarà probabilmente superato, visto il successo dell’ultima edizione estiva, la cui gara è stata resa epica dalla presenza di 108 iscritti.

autostop
Centinaia gli autostoppisti protagonisti dell'avventura estiva.
Come nelle competizioni passate, le squadre saranno composte da due membri. La durata dell’evento sarà di due giorni durante i quali i compagni di viaggio avranno bisogno di collezionare più punti possibile lungo il percorso, nonché raggiungere il traguardo in tempo. Per ottenere punti i partecipanti dovranno:
-risolvere compiti (ad esempio trovare specifici oggetti lungo la strada all'interno del paese).
 -scattare selfie con gli autisti e con i monumenti storici delle città, per provare di aver raggiunto determinati posti e di essere stati accolti in macchina.

Ci sono altri modi per ottenere punti ma l’organizzazione ha deciso di svelarli solo a pochi minuti dall’inizio della gara. Anche il traguardo finale verrà rivelato fra pochi giorni (esattamente il primo dicembre). Per partecipare è necessario registrarsi al sito web www.hungarohitch.com compilando il modulo di iscrizione. Se viaggiate da soli, l'organizzazione vi troverà un compagno con il quale affrontare la sfida e condividere il percorso.

autostoppisti
E i premi? Adrian, uno dei due giovani organizzatori, ci rivela che i premi in palio saranno "una coppa d’oro, medaglie, mappe, alloggio gratuito attraverso il portale di Balaton Tourist, e altri giochi creativi (boomerang, “devil sticks” ecc)". Non mancheranno bibite e cibo offerti dall’organizzazione. Ma c’è un premio, il più bello di tutti secondo Adrian: “l’avventura, l’incontro con le persone e le esperienze”. Le prime dieci squadre saranno inoltre ricompensate con 60 buoni da spendere in coni gelato. Un’organizzazione di ferro per un evento che in Italia non si potrebbe ancora realizzare. Adrian sostiene che l’autostop è molto in voga in Ungheria, così come in Francia, in Romania, in Germania e altri paesi del nord, ma c'è un movimento mediatico che, volutamente o no, sembra scoraggiarlo:

autostoppisti

“Sono molte le ragioni per cui ogni anno cerchiamo di organizzare questi eventi. Cerchiamo di rendere più popolare la pratica dell’autostop (visto che le televisioni non ne vogliono parlare oppure ne parlano male in molti film idioti); pensiamo che sia il miglior modo per viaggiare e cerchiamo di mostrare alla gente che funziona davvero ed è magico! Una delle cose migliori che si possano fare per socializzare, tenere unite le persone, senza discriminazioni” conclude Adrian.

autostop

Insomma, questa gara non è solo un ottimo modo per conoscere uno splendido paese come l’Ungheria, ma anche una maniera per divertirsi, vivere un’avventura e fare nuove amicizie internazionali. Quando avremo la bellezza e il piacere di ospitare un evento simile anche noi qui in Italia? Autostoppisti italiani, fatevi avanti. Sappiamo bene che siete numerosi anche voi! 

percorso autostop
Questo è il percorso della squadra vincitrice durante la scorsa edizione.
 In questa edizione non sarà possibile uscire dal paese.

autostop
Carta alla mano, comincia l'avventura!


sabato 26 novembre 2016

Come pescare nei cassonetti, mangiare gratis e combattere lo spreco

dumpster diving

Dumpster Diving

Un recente resoconto del National Resources Defense Council riporta che, negli Stati Uniti, ben il 40% del cibo prodotto ogni anno viene gettato nell'immondizia.

I responsabili sono molti: da ristoranti e panetterie che gettano quanto non viene mangiato o venduto, alle persone comuni che comperano più verdura di quanta ne consumino (pur conoscendo le proprie abitudini), fino ai rivenditori che smaltiscono interi bancali di prodotti danneggiati durante il trasporto. Tuttavia, tra i principali colpevoli per lo spreco di cibo troviamo i supermercati.

Sebbene possa apparire come un sistema  pratico per la distribuzione dei cibi, si tratta, a ben guardare, di un fenomeno relativamente recente. I supermercati fanno la loro comparsa negli  anni '20, ma si diffondono solo in conseguenza del rapido sviluppo delle periferie residenziali negli anni '50. E proprio come i nuovi quartieri, i supermercati puntano sull'attrattiva, sulla comodità e sul guadagno. Non vengono progettati su basi ecologiche ed a misura d'uomo. Ne consegue che proprio quel supermercato che conosciamo bene e che amiamo, con mucchi di verdure fresche, montagne di carni e chilometri di prodotti da forno in bella mostra, finisce per generare uno dei più dannosi sprechi di cibo.

dumpster diving
Recuperare cibo invenduto dalle bancarelle dei mercati

Dal momento che i supermercati devono mantenere un aspetto accattivante, la frutta che presenta un pur minimo difetto viene gettata via. Se una sola arancia va a male in una rete da cinque,  l'intera confezione viene scartata, probabilmente assieme ad un paio di altre che le stavano accanto. Se un uovo si rompe in una scatola, diventa tutta spazzatura perché non è più possibile venderla. E se l'albume cola sul bancale di uova? Tutta immondizia!

Se da un lato questo atteggiamento costituisce un serio problema, specialmente quando si vive in un paese ed in  un mondo dove la fame è diffusa, d'altro canto implica che notevoli quantità di cibo ancora buono finiscano per riempire ogni giorno i cassonetti. Con un piccolo sforzo, si può dunque recuperare almeno una parte di quanto andrebbe altrimenti sprecato. E nello stesso tempo risparmiare molti soldi: con i prezzi del cibo in aumento, il vantaggio economico può essere infatti sensibile.

Pescare nei cassonetti può dunque essere un modo facile e spesso divertente di far la spesa e, credeteci o meno, posso dire di mangiare più sano quando vado per cassonetti. Con tanta frutta e verdura fresca che viene gettata via, mangio come un re e pure gratis! Ma come si comincia?

Decidersi a farlo


Probabilmente questa è la parte più difficile quando si tratta di pescare nei cassonetti: superare il tabù del rovistare nella spazzatura. La nostra cultura associa la spazzatura alla povertà e addita la povertà come vergognosa; vi è dunque un disprezzo a livello culturale per chi rovista nell'immondizia. Ma nulla più. La pratica è pienamente legale. Se vivete con coinquilini, proponetelo: è un'ottima soluzione per mangiare insieme perché garantisce grandi quantità di cibo a costo zero.


dumpster diving
Prodotti commestibili e buoni salvati dal tragico destino della spazzatura.

Scegliere un supermercato come riserva di pesca.


Il passo successivo consiste nel scegliere il proprio supermercato. Alcuni non saranno utilizzabili perché gettano gli scarti in cassonetti chiusi o protetti da recinzioni. Per verificarlo è sufficiente un giro esplorativo. Se conoscete già qualche pescatore (non stupitevi di questo), saprà indicare quali siano i posti buoni, ma in genere i supermercati medio-grandi gettano via cibo a sufficienza per iniziare. Con il tempo imparerete poi quali siano i posti migliori. Le panetterie possono inoltre rappresentare una valida occasione: gettano via pane fresco per voi ogni giorno.

La seconda cosa da capire é quando il cibo viene scartato. La maggior parte dei supermercati ne pianificano il ritiro da  parte di compagnie private ed il cibo resta dunque in strada solo per poche ore. Per sapere quando questo avviene, ci si può informare da un amico pescatore o montare la guardia alla sera (la spazzatura viene portata fuori, in genere, un'ora prima o dopo la chiusura). Naturalmente, se ve la sentite, potete sempre domandare ad un impiegato; solitamente vi risponderanno volentieri.

Prepararsi


Una volte deciso il dove ed il quando, bisogna liberarsi da ogni impegno serale: la pesca nei cassonetti è spesso un'avventura notturna, anche perché bisogna poi lavare ciò che si porta a casa. É buona pratica disporre di alcune borse, in quanto sarebbe difficile estrarre un sacco pieno dal cassonetto, guanti di gomma per non ritrovarsi con le mani appiccicose, nonché una torcia, meglio se frontale, per ispezionare più comodamente.

Siate preparati, perché come dopo ogni spesa al supermercato, tornerete a casa carichi di prodotti; se dovete guidare, conviene stendere fogli di giornale nel baule. Se la vostra città è a misura di pedone, potete percorrere piste ciclo-pedonali oppure portarvi dietro un carrellino per la spesa. In ogni caso , vivetela come ogni altra uscita per la spesa.

carrello della spesa alternativo

Trovare il cibo

Al vostro arrivo, se siete in una zona urbanizzata, probabilmente troverete altri pescatori già all'opera. Raggiungete comunque i cassonetti ed iniziate a tastare i sacchi: per lo più si tratterà di cartoni e spazzatura comune e dopo qualche tentativo vi diventerà via via più facile capirlo anche  senza aprire i sacchi. 

Se i cassonetti sono grandi, avrete bisogno di estrarre un sacco per ispezionarlo, ma poi ricordate di metterlo nuovamente nel cassonetto dopo averlo ben legato. Anche se i sacchi si trovano lungo la strada potete aprirli, sempre senza strapparli e legandoli quando avete terminato. Come regola, per quanto possa sembrare strano trattandosi di spazzatura, lasciate le cose come le avete trovate: é il modo migliore per non infastidire il negoziante e consentire ai netturbini di fare il proprio lavoro.

La prima cosa da tenere a mente quando si scava nell'immondizia è che non bisogna fare i timidi: buttatevi! Indossati i guanti, apritevi la strada tra i sacchi e tirate fuori quel che vi sembra promettere bene. Usate il buon senso: se un frutto od una verdura non sembrano integri, lasciateli dove sono. Ma se trovate una sacca di mele od arance di cui una sola è guasta, prendete il tutto per poi smistarle quando sarete a casa, tanto più se potete usarle per il compostaggio.

I prodotti in lattina vanno quasi sempre bene, così come i cibi pronti. Non preoccupatevi troppo per le date di scadenza e fidatevi del vostro buon senso: se qualcosa non vi convince, lasciatelo e magari tornate un'altra volta. Non sono mai stato male pescando nei cassonetti e non c'è ragione perché succeda a voi.

Quando poi avrete raccolto abbastanza cibo e sarete soddisfatti di ciò che avete trovato, impacchettate il tutto, pulite l'area e tornate a casa.

Lavare, immagazzinare, mangiare.


Una volta arrivati a casa, lavate accuratamente tutto ciò che non era confezionato e poi ritiratelo come fareste con il cibo normale. Sarete sorpresi dall'abbondanza di cibo fresco che otterrete e potrete preparare pasti deliziosi senza spesa, ma con il piacere di organizzare una cena in compagnia di amici od in comunità usando ciò che avete raccolto. Naturalmente, i cassonetti non forniscono la soluzione contro lo spreco di cibo e rivedere il sistema distributivo sarebbe essenziale. Seppure metodi alternativi si stiano affermando per la distribuzione diretta del cibo, come le comuni e le cooperative agricole, la maggior parte degli Americani si approvvigiona ancora dai supermercati, con il conseguente spreco.

lotta allo spreco

In un mondo perfetto, i supermercati non sarebbero come li conosciamo: il loro sistema di funzionamento implica sprechi in scala esorbitante. Ma se si è interessati al problema o se si vuole anche solo risparmiare, il pescare nei cassonetti è un buon punto di partenza. Parlo per esperienza: come ho già scritto per shareable in precedenza, con il tempo si è sviluppato un maggior coinvolgimento, anche politico, in seno alla comunità. Se invece siete già esperti, allora non aspettiamo altro che ascoltare le vostre storie.
Roberto Degado

mercoledì 23 novembre 2016

Ho lasciato gli studi e il mio fidanzato per viaggiare da sola in Sud America

Prepara le valigie e semplicemente... lasciati andare.


viaggio di scoperta

Quando avevo 22 anni, ho preso una delle decisioni più importanti della mia vita. Ho lasciato gli studi, il mio fidanzato e tutto ciò che amavo in Slovacchia e sono partita per il viaggio che mi avrebbe cambiato la vita. Non stavo scappando via dalla noia. Stavo scappando via dalla mia vita fortunata e perfetta per sperimentare un po’ di dolore e sofferenza, in modo da crescere e diventare più forte e saggia. Quattro mesi da sola in Sud America sono stati una lezione preziosa che ora vorrei condividere con le persone più giovani intorno a me, per motivarle ad abbandonare le proprie paure e scoprire di cosa sono capaci. 


All’età di 22 anni ho lasciato gli studi, il mio ragazzo di allora e tutto ciò che amavo per partire per un viaggio in solitaria che mi avrebbe cambiato per sempre.



Ho fatto le amicizie migliori, mi sono innamorata, sono stata amata e curata e ho ammirato i paesaggi e i panorami più meravigliosi


donne in viaggio

Ma allo stesso tempo sono stata tradita e ingannata, rapinata in strada con un coltello e abbandonata in posti poveri e bui


donne in viaggio

Mi sono sentita a terra così tante volte che nemmeno riesco a contarle


viaggiatori alternativi

Ma guardare me stessa rimettersi in piedi sulle proprie gambe e rimboccarsi le maniche mi ha dato la forza.


viaggiatori alternativi

Da allora non ho più paura di niente nella mia vita. Ho il coraggio di continuare a provare perché so che ogni fallimento non è altro che una lezione da cui imparare



viaggiatori alternativi

Noi, le persone, siamo capaci di cose incredibili delle quali non abbiamo idea. Sono solo la paura e l’insicurezza a trattenerci



viaggiatori alternativi

Non abbiate paura. Andate. Partite e volate in alto. Prendete le vostre paure più profonde e fate uscire da esse ogni dubbio. Solo così sarete veramente liberi.


viaggiatori alternativi

scritto da Natalia Pavlovicova
Tratto da:
Tradotto da:
Laura Muzi

Tutti possono scrivere su viaggiareconlentezza! Condividi con noi i tuoi pensieri e le tue esperienze di viaggio.

lunedì 21 novembre 2016

Psicologia. La Generazione Y: flessibile, mobile e pronta ad espatriare

I giovani nati tra gli anni '80 e '90 hanno il gusto dell'avventura, sanno adattarsi a una nuova cultura del lavoro, non dedicano la loro vita all'accumulo di proprietà. Insomma, sono a misura di espatrio.


giovani in viaggio

I "Millenials", questi individui nati tra l'inizio degli anni '80 e la metà degli anni '90, potrebbero non corrispondere all'idea che comunemente ci si è fatti di loro. Percepiti spesso come poco pratici, pantofolai e incapaci di star lontani da una connessione internet degna di questo nome, appaiono completamente diversi secondo il Wall Street Journal, che commenta gli ultimi dati della banca  HSBC. La HSBC ha appena pubblicato i risultati del suo 9° studio a livello mondiale, realizzato tra gli espatriati di tutto il mondo e, secondo i suoi dati, la Generazione Y (altro nome dei Millenials) ha il gusto del rischio e dell'avventura. Circa il 43% dei suoi appartenenti sarebbe motivato da nuove sfide contro il 38% di quelli tra i 35-54 anni e il 30% di quelli oltre i 55 anni.

giovani in viaggio

Secondo lo studio, citato dalla rivista newyorkese, "più della metà degli espatriati (52%) che hanno 34 anni o meno considera la cultura del Paese di adozione migliore di quella del Paese di provenienza". Sembrerebbero, quindi, particolarmente adattabili. D'altronde, "circa la metà tra i 18-34 anni dichiara di guadagnare di più nel Paese di espatrio, e una proporzione uguale dichiara un miglioramento in termini di sicurezza di trovare un impiego".

Un altro fattore distintivo, la Generazione Y sembrerebbe meno interessata alla proprietà della casa in cui alloggia rispetto alle generazioni precedenti. Aggiungete a questo i progressi considerevoli dei mezzi di comunicazione e capirete come mai i Millenials sono particolarmente inclini all'espatrio.

pubblicato il 23/09/2016

Traduzione Laura Rossetti

mercoledì 16 novembre 2016

L'inglese che non salì sull' aereo (ma fece ugualmente il giro del mondo)

E’ britannico  il primo uomo al mondo ad aver visitato 201 nazioni senza mai prendere l’aereo


giro del mondo


Graham Hughes, 33 anni, ha viaggiato con mezzi di ogni tipo: autobus, taxi, treni, oltre a camminare. Ha percorso ben 257.000 km  in un viaggio durato 1.426 giorni. Totale spese viaggio: 100 dollari (93 euro) a settimana! Poi è finalmente riuscito ad arrivare a Juba, capitale del Sudan del Sud, ultima tappa del suo epico viaggio iniziato a Liverpool, sua città natale, il 31 dicembre 2009. Ha trascorso quattro giorni su un’imbarcazione sgangherata per raggiungere Capo Verde, è stato in carcere per una settimana in Congo, è stato salvato dai fondamentalisti islamici da un travestito filippino. Il momento più triste del viaggio: la morte della sorella Nicole. Ha detto: "Ho voluto dimostrare a tutti che il mondo non è un luogo immenso che fa paura, ma che in realtà è pieno di persone disposte ad aiutarti."
Il globetrotter Graham Hughes ha certamente fissato un nuovo record: durante i suoi viaggi ha sempre tenuto saldamente i piedi a terra. Il giovane avventuriero di 33 anni, nato a Liverpool, è diventato il primo uomo ad aver visitato tutti i 201 paesi del mondo senza mai prendere l’aereo. Hughes è salito su autobus, taxi, treni, ed ha usato le gambe, percorrendo 160.000 miglia in esattamente 1.426 giorni - il tutto spendendo la ridottissima cifra di 100 $ a settimana. Ha attraversato l’oceano aperto su un’imbarcazione che caricava acqua da tutte le parti. Ha raggiunto Capo Verde, ha passato una settimana in prigione in Congo perché accusato di spionaggio, è stato arrestato per aver cercato di passare la frontiera russa illegalmente, è stato salvato dai fondamentalisti islamici da un travestito filippino di nome Jenn. Si è così concluso questo epico viaggio durato quattro anni con l’arrivo a Juba, capitale del Sudan del Sud, un paese che, al momento della partenza, il giorno di capodanno del 2009, sulle mappe ancora non esisteva "Amo viaggiare e l’ho fatto per dimostrare che era un’impresa realizzabile con pochi soldi", ha detto al Christian Science Monitor. "Ho anche voluto dimostrare che il mondo è pieno di persone disposte ad aiutarti, anche se sei un estraneo."

Ha attraversato i confini di tutti i 193 paesi membri delle Nazioni Unite, più il Taiwan, Città del Vaticano, la Palestina, il Kosovo, il Sahara occidentale e le quattro nazioni costitutive del Regno Unito, senza mai volare. Il Guinness dei Primati  ha confermato che Hughes, che ha filmato la spedizione per farne un documentario i cui introiti saranno donati al WaterAid, ha ottenuto il record mondiale per il "maggior numero di paesi visitati in un anno utilizzando mezzi terrestri pubblici o comunque non previsti per lo scopo". "Sono immensamente grato verso tutte le persone che mi hanno aiutato ad arrivare fin qui, dandomi passaggi, offrendomi un divano su cui dormire, o anche solo indicandomi la strada", ha aggiunto Hughes.

viaggi epici
Il percorso: partenza dall’Uruguay e arrivo nel Sudan del Sud. Graham ha attraversato i confini di tutti i 193 paesi membri delle Nazioni Unite, più il Taiwan, Città del Vaticano, la Palestina, il Kosovo, il Sahara occidentale e le quattro nazioni costitutive del Regno Unito, senza mai volare.


viaggiatore lento
Piedi per terra: Hughes è salito su autobus, taxi, treni ed ha camminato, percorrendo 257.000 km in esattamente 1.426 giorni, il tutto spendendo solo 100 $ a settimana

Tutti i mezzi terrestri dovevano essere su ruota o trainati da animali  o, quando si trattava dei suoi piedi, dotati di robuste suole di gomma. I tratti a lungo raggio sono stati percorsi per lo più grazie a passaggi su navi da cargo. E’ persino riuscito a scroccare un passaggio su una nave da crociera diretta verso la Repubblica Dominicana. I momenti più memorabili del viaggio comprendono una danza con gli highlanders della Papua Nuova Guinea, l’amicizia con gli orango del Borneo, una traversata dei calanchi in Kenya su un camion con 18 ruote, l’incontro con il primo ministro di Tuvalu e una lezione a una scolaresca afghana su 'come stare alla larga dagli uomini con la barba'.

viaggiare senza prendere l'aereo
 Traguardo raggiunto: Hughes dice che la gente si meraviglia di come abbia fatto ad attraversare paesi come la Corea del Nord, l’Iraq e l’Afghanistan, ma lui risponde che non ha avuto problemi.

La parte più difficile è stata quando ha dovuto trattare con gli indigeni di piccole nazioni insulari come Nauru, nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico, le Maldive e le Seychelles "dove è stato persino minacciato dai pirati". Racconta anche di aver avuto momenti di sconforto, come quando era seduto in una stazione di autobus in Cambogia all'una del mattino o si trovava su qualche camion lungo strade dissestate, "in quei momenti ho pensato: perché lo sto facendo?" Il momento più drammatico è stato la perdita della sorella Nicole, morta di cancro a soli 39 anni. Ha interrotto il viaggio e si è precipitato a casa da lei. "Ero arrivato a 184 paesi e me ne mancavano solo 17; ho pensato di abbandonare l’impresa ma lei mi ha detto: non fermarti". Al rientro, ha dichiarato che per il momento un viaggio in aereo non è nei suoi piani. Intende mantenere vivo lo spirito di avventura che ora lo anima. Viaggerà ancora un po’ per l’Africa prima di prendere il traghetto che lo riporterà a casa dall'Irlanda, poco prima di Natale.

Bolivia: The Death road from La Paz to Coroico
Bolivia: La strada della morte tra La Paz e Coroico
Antigua: He visited palm fringed beaches in The Caribbean
 Antigua: Ha visto le belle spiagge caraibiche orlate di palme
Cape Verde
Capo Verde: Ha trascorso quattro giorni su 'un peschereccio sgangherato ' per raggiungere quest' isola dell'Atlantico
viaggi nello spazio
USA: Ha assistito al decollo di una navicella in America
Estonia: Tallinn
Estonia: Tallinn, capitale dell'Estonia, il più settentrionale degli stati baltici
Kenya: Masai
Kenya: guerriero Masai avvolto nella tradizionale veste rossa accanto ad un albero di acacia
Afghanistan: He warned Afghan children 'of the dangers of men with beards'
Afghanistan: Ha detto ai bambini afghani 'di stare alla larga  dagli uomini con la barba'
Papua New Guinea: He danced with highlanders from Papua New Guinea
Papua Nuova Guinea: ha ballato con gli highlanders 
Borneo
Borneo: ha fatto  amicizia con gli orango-tango nella giungla
Hong Kong
Hong Kong: ha visto alcune tra le più belle e splendenti metropoli al mondo
Tratto da:

venerdì 11 novembre 2016

Expedition 196: un viaggio da Guinness dei primati

La prima giovane donna a visitare tutti i paesi del mondo.


viaggiatori straordinari
Cassie DePecol
Se qualcuno riuscisse a visitare 50 paesi del mondo saremmo tutti abbastanza impressionati. Se ne visitasse 100, saremmo ancora più meravigliati. E se invece viaggiasse per tutti quanti i paesi del mondo? Beh, sarebbe davvero un risultato impressionante! Questo è un obiettivo che pochi privilegiati sono riusciti a raggiungere, fra questi citiamo Graham Hughes, un ragazzo di Liverpool che nel 2009 ha visitato tutte le nazioni del pianeta, con lentezzaovvero senza prendere un solo aereo (la sua esperienza è stata raccontata in questo Ted Talk). C’è però una viaggiatrice che sta cercando di affrontare la stessa impresa battendo alcuni primati: è infatti "la prima donna", "la prima persona americana" e "il più giovane individuo" a compiere un giro del mondo visitando tutti gli "stati sovrani" della terra (più altre 11 nazioni non riconosciute come sovrane); il suo tour mondiale non è ancora concluso, ma se sarà confermato, deterrà anche il record di velocità: 196 paesi visitati in circa 17 mesi. Le rimangono solo più 15 nazioni e 40 giorni se vorrà battere i record precedenti. La ragazza si chiama Cassandra de Pecol, ha 27 anni, viene dal Connecticut, e ha già messo piede in 180 paesi, iniziando a luglio del 2015. Il suo viaggio straordinario si chiama Expedition 196. Un progetto che la vede coinvolta, fra le altre cose, anche come ambasciatrice dell’Istituto Internazionale per la Pace attraverso il Turismo (IIPTT). Non è possibile seguirla passo dopo passo, ma è possibile lasciarsi ispirare dalle foto che pubblica su Instagram. Un viaggio un po' troppo "veloce" per i nostri gusti, ma non meno affascinante. 

 Avete mai sognato di visitare tutti i paesi del mondo?


viaggiatori straordinari


Beh, è proprio quello che Cassandra ha deciso di fare!


viaggiatori straordinari

Il suo viaggio pazzesco si chiama Expedition196


viaggiatori straordinari

E' iniziato a Palau, a Luglio del 2015


viaggiatori straordinari

Da allora ha già visitato 181 paesi 


viaggiatori straordinari

Cassandra spera di diventare la prima donna documentata a viaggiare per 196 paesi


viaggiatori straordinari


 Le rimangono solo 15 paesi da visitare nei prossimi 40 giorni


viaggiatori straordinari

Se ce la farà romperà il record della persona più veloce a visitare tutti gli stati sovrani.


viaggiatori straordinari

 Viaggia come ambasciatrice della Pace, rappresentando la IIPTT


viaggiatori straordinari

 Il viaggio le è costato quasi 180.000 euro ma le spese sono coperte dagli sponsor. Inoltre usa Instagram come piattaforma pubblicitaria, per ottenere in cambio ospitalità gratuita.



viaggiatori straordinari


Ha solo 27 anni ma ha già visto più di quello che molti possono vedere nel corso di una vita intera.


viaggiatori straordinari

Dall'incontro con cuccioli di leone...


viaggiatori straordinari

Alle sessioni di skiing nelle montagne del Colorado


viaggiatori straordinari


Dai momenti di relax nella spiaggia di Kiribati


viaggiatori straordinari

Alla vista panoramica del ponte di Mostar nella Bosnia ed Erzegovina


viaggiatori straordinari

 Cassandra si porta sempre dietro la sua macchina fotografica 


viaggiatori straordinari


 E naturalmente la sua mappa! 


viaggiatori straordinari

Tratto da:

Altre info su Cassandra: