giovedì 26 gennaio 2017

20 Regioni per Cambiare

Imparare attraverso l'esperienza


Alessandro sta girando l’Italia appoggiandosi alla rete Wwoof con un progetto personale chiamato 20 Regioni per Cambiare. Si sposta da una regione all’altra con la sua bicicletta, chiedendo ospitalità ad amici o parenti, o affidandosi a reti di sharing economy (come ad esempio couchsurfing) ed eventualmente facendo camping. La sua idea è di scegliere un host per ogni regione e di soggiornarvi per circa un mese, un tempo adeguato per osservare e apprendere competenze e stili di vita differenti. Al 200° giorno della sua esperienza, condivide con noi le sue sensazioni e le sue impressioni di viaggio.

slow travel
Friuli-Venezia-Giulia, Carso - Tramonto su Trieste 

Bellezza

Mi sveglio, sorridendo, non so bene perché. Ci penso. Chiudo gli occhi e rivedo fotogrammi del mio sogno. Beh, più che un sogno, è un ricordo. Sono in quarta elementare e la scuola ha organizzato una gita allo stabilimento del latte Alberti. Ricordo quel giorno come fosse oggi: i profumi, i grossi macchinari, il colore bianco, il sapore del gelato che ci è stato offerto a fine visita. Ricordo quel giorno come fosse oggi, perché è stata una delle prime volte nella mia vita in cui mi veniva spiegato veramente qualcosa, facendomi vedere, ascoltare, toccare, assaggiare. Non erano parole su un libro, immagini su un depliant o un filmato in tv… Il ricordo svanisce e ne riaffiora un altro. Sono in classe e stiamo studiando i fiumi più lunghi d’Italia. Piave, Po, Ticino, Tanaro, Adige, Adda, Oglio. Ascolto la maestra elencarli e già so che dovrò impararli a memoria. Allora li imparo. Ma è come se fossero parole spogliate del loro vero significato, legate ad un’identità che non conosco. Luoghi carichi di un’importanza che non sento, che non riesco a vedere.

wwoof
Alessandro, viaggia lento in Italia da 200 giorni
A distanza di 20 anni, sto girando l’Italia in bici con il network del wwoof, regione per regione ed è come se i nomi e gli elenchi che mi hanno fatto studiare avessero acquisito finalmente un senso… Piave, Po, Ticino, Tanaro, Adige, Adda, Oglio ma anche Dora Baltea, il Lago Maggiore, il Brenta, il lago d’Iseo, il lago di Garda, il Tagliamento, il lago di Como, la Dora Riparia. Non sono più solamente parole: sono esperienza. Sono entrati a far parte della mia vita. E non solo fiumi o laghi… I maestosi castelli della Val d’Aosta, le colline del Franciacorta, i frutteti del lungo Adige, i tramonti pastello del Carso. Viene veramente voglia di riempirsi gli occhi con tutta la meraviglia che ci circonda: non ho mai posato lo sguardo su così tanta bellezza

“Grazie”

Ho all’attivo quasi 5 delle 20 esperienze wwoofing previste, ognuna delle quali è durata circa un mese. Ho vissuto con ragazzi, ragazze, famiglie e comunità. 

scambi culturali
Couchsurfing: Io, Sebastian, Chiara e Matteo.

Sono stato ospitato 19 volte da quelli dei divani (come li chiama mia mamma). Ho raccontato la mia storia e ascoltato le storie di altri. Ho chiesto consigli. Ho incontrato viaggiatori come me. Sono stato adottato. Sono stato capito. Ho voluto bene e mi hanno voluto bene. E nonostante io abbia utilizzato la parole “grazie” un’infinità di volte, non ha perso valore neanche una singola volta.

alessandro cravotta
Momento di festa alla Fattoria solidale Brugine.

Spero di poterla continuare a utilizzare, perché ritengo che sia la sintesi massima dell’esperienza wwoofing. Ringraziarsi per lo scambio sincero e la condivisione autentica. Senza dimenticare l’aspetto del lavoro, non solo agricolo. 


wwoof italia
Imparare nuovi mestieri, le mille possibilità del wwoof.
In questi mesi ho falciato la segale, ho raccolto frutta, ho costruito un recinto, ho pulito stalle, ho aiutato in cucina, ho cimato le viti, ho aiutato in un trasloco, mi sono preso cura degli asini, e molto molto altro. 


bioedilizia
Tetto in paglia per la sopraelevazione di una casa di Brugine (PD).
In primavera il corso gratuito di cappotto in paglia, si accettano volontari e corsisti.

Grazie quindi anche a tutte le persone che fino ad ora, mi hanno dato la possibilità di sperimentarmi in nuove attività, perché più che mai mi ritrovo in questa frase: 
“Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno, ma a me piace quello che c’è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi".


Per chi volesse avere maggiori informazioni sul mio viaggio, potete seguirmi alla mia pagina Facebook: 20 Regioni per Cambiare o scrivermi a questa e-mail.

vivere in una yurta
Nuovi stili di vita: vivere in una yurta
Provare nuovi mestieri, stili di vita, ma anche diete: Alessandro alle prese con un piatto a base di cicale.


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