venerdì 28 aprile 2017

Baci, Inchini e sfregamenti di naso: i saluti nel mondo

Come si salutano le persone nelle diverse culture del mondo? 



“Bonjour Madame, Bonjour Monsieur, bonsoir Mademoiselle [...]” era un motivetto che iniziava così, e con esso la maggior parte di noi ha imparato a salutare in francese. Se facciamo parte della generazione anni ’90 (o di quelle successive) sicuramente, accanto al francese, abbiamo studiato a scuola pure un’altra lingua: l’inglese. Hello! La parola che tutti, ma proprio tutti, conoscono, anche chi non ha mai studiato questa lingua. Insieme a quelli utilizzati nella lingua italiana, questi sono i più comuni saluti che noi conosciamo, spesso accompagnati da una stretta di mano. Ma come ci si saluta nel resto del mondo? Hanno tutti caratteristiche simili i saluti esistenti? O ce ne stanno alcuni completamente diversi, strani, talvolta perfino buffi? Scopriamolo insieme!


TIBET

La lontanissima terra del Dalai Lama ha un modo tutto suo per esprimere il saluto. In fondo si sa, questo è un luogo in cui la vita spirituale prevale su quella materiale e le credenze religiose sono molto forti, soprattutto se parliamo di reincarnazione. Narra la leggenda che in un tempo lontanissimo questo luogo fu governato da un re talmente crudele che perfino la sua lingua divenne nera come il suo cuore! Dal momento della sua morte, gli abitanti del Tibet si salutano giungendo le mani al petto e mostrando la lingua per dimostrare di non essere la reincarnazione di quel sovrano malefico.


FILIPPINE


La popolazione di questo arcipelago ha un particolare rispetto per le persone anziane e lo dimostra tramite il saluto. In che modo? Semplice: nel salutare una persona anziana le si prende la mano e se ne posiziona il dorso sulla propria fronte chinandosi lievemente. Questo, per gli abitanti del luogo, è un segno di reverenza.



GIAPPONE


I Giapponesi, si sa, hanno una particolare forma mentis che li porta ad essere sempre ligi al dovere e a strutturare ogni cosa o situazione predisponendo apposite gerarchie. Ciò si riflette anche nel saluto, il quale consiste in un semplice inchino che diviene più profondo e duraturo in funzione della posizione sociale che assume l’individuo a cui questo è rivolto. 
L'ojigi è un importante tradizione giapponese. La gente si saluta con l'inchino anziché con la stretta di mano. Dopo l'inchino, in genere, la conversazione è modesta e ridotta ai minimi termini. In questa foto il presidente Obama incontra il primo ministro giapponese. I due si salutano nei rispettivi modi culturali.



INDIA


“Namasté!”. No, non è della canzone di Gabbani che stiamo parlando. Questa, infatti, è la parola di saluto utilizzata in India, accompagnata dal gesto delle mani giunte in preghiera e poste proprio davanti al cuore. 





OMAN


Vi ricordate quando da piccolini facevamo “nasino, nasino!” con la mamma o con i compagnetti dell’asilo? Quel giochino semplice in cui sfregavamo i nostri nasi l’uno contro quello dell’altro…ebbene sì, proprio in questo modo ci si saluta in Oman! Sfregando i propri nasi a vicenda. Ma stranamente questa è un’usanza valida solo per gli uomini!




HONGI


Anche qui ci si saluta sfregando i nasi e lo fanno sia gli uomini che le donne. Contemporaneamente al naso, viene sfregata anche la fronte mentre gli sguardi rimangono per tutto il tempo a contatto diretto.


MALESIA


Nella terra di Sandokan ci si saluta in un modo molto simile al nostro: invece di stringere l’intera mano si mettono a contatto solamente le dita che poi vanno poste sul cuore, un gesto che indica spontaneità e purezza del sentimento nel porre il saluto. 


GROELANDIA

Il Kunik
Il saluto più strano fino ad ora è senza dubbio quello della Groelandia, un po’ simile al nostro bacio sulla fronte ma con una caratteristica tutta particolare. Infatti, oltre al naso, bisogna appoggiare anche il labbro superiore sulla fronte o sulla guancia di chi si sta salutando..e inspirare!

Questi, naturalmente, sono solo alcuni dei tanti saluti presenti nel mondo! Se ne volete conoscere altri non presenti in questo brevissimo elenco dovete fare solo una cosa: viaggiare ;)

Articolo scritto per noi da Marika Galluccio