Posso dormire nel tuo divano? Couchsurfing in Giordania, l’esperienza della giovane Chiara

Couchsurfing in Giordania

Il modo migliore per vivere la cultura del posto è farsi ospitare dai locali.

Chiara Marra
Chiara

Sono stata in Giordania per due settimane con il Couchsurfing, ospite del mio host di Amman. Una storia bellissima, che ha dell’incredibile, almeno per me che sono una veterana del Couchsurfing. Infatti ospito viaggiatori dal 2015 nella mia casa di Bologna, ma questa è stata la mia prima esperienza come “divanista”. 

[Leggi anche: “Couchsurfing – ospiti a casa di Chiara“]

Nulla è meglio del’Asia in fatto di ospitalità

Più di un anno fa, Hazem, il mio host giordano, era interessato alla cultura italiana; aveva quindi trovato il mio profilo e mi aveva aggiunta fra i suoi contatti, invitandomi poi a venire in Giordania, vista la mia passione per questa terra, che però non avevo mai visitato. Abbiamo avuto tanto tempo per conoscerci via Facebook, soprattutto tramite la condivisione di alcune mie foto scattate in Italia e le sue foto di scorci giordani.

Questo è stato l’input che mi ha fatto partire. E pensandoci, forse, questa è anche una prima lezione su come si dovrebbe utilizzare Couchsurfing: andandosi a cercare i propri ospiti e sedimentando con calma, dentro di loro, amore e curiosità verso il proprio paese.

Premesse

Ho sempre avuto difficoltà a farmi ospitare durante i miei viaggi in giro per l’Europa, forse perché l’Italia è una meta consueta, per nulla esotica o cool come Londra o Berlino. Forse per questo ho sempre preferito gli ostelli. Con la Giordania, però, il discorso è diverso: qui, la conoscenza reciproca crea vera osmosi.

Avevo poche ferie ed ero nell’anno del mio servizio civile. Avevo già sacrificato molto per strappare 10 giorni da backpacker in Israele ad Aprile, partendo da Gerusalemme ed esplorando buona parte del territorio. Ma presto avrei solcato anche l’altra sponda del mar Morto. Finalmente, a Novembre, eccola, la Giordania: con i suoi 20 gradi in inverno malgrado il tramonto alle 17.

Due settimane sono tante e ho avuto il tempo di esplorarla in lungo e in largo…

L’ospitalità – couchsurfing in Giordania

Hazem mi ha ospitato nel suo appartamento bohémien, che condivide con un fashion designer e una studentessa americana. L’alloggio si trova nel cuore di Jabal Amman a Rainbow Street nel lato ovest della città, dove i palazzi di marmo bianco fanno spazio a librerie e negozi aperti fino alle 23.

Abbiamo condiviso una casa bellissima, piena di luce e piante verdi, libri americani di Dave Eggers e libri sull’identità di genere. Ci sono anche una macchina da cucire, accessori DIY, la bombola del gas per cucinare e le bocce d’acqua Nestlé al posto dell’acqua del lavandino (buona per innaffiare le piante ma non per essere bevuta). Infine, manca la televisione, perché per i Giordani la casa è solo un riparo, la vita va vissuta fuori… a contatto con gli altri.

Io e Hazem, che col tempo è diventato un mio caro amico, abbiamo condiviso la stessa stanza, in due letti separati. L’arredamento è in stile nativo-americano, con creazioni di bijotteria alla Jack Sparrow e l’arte egizia che da sempre lo appassiona.

Amman alternativa

Il suo primo desiderio è stato farmi conoscere il lato alternativo di Amman: ad esempio il Centro culturale Jadal che è l’anti-café di Amman, un posto in cui poter condividere cultura e lavorare al proprio computer, con libero accesso al cibo. L’Anti-cafè è una realtà nata in Russia, diffusa poi in Armenia ma anche in Francia. Ora anche Roma ha il suo anti-café*.

Questo vivere in maniera sociale, sempre discutendo di argomenti diversi, fa parte della magia Giordana: a Jadal ho partecipato a serate a tema, in cui abbiamo parlato di OGM e di violenza sulle donne. Poco distante da Jadal, ho anche fatto qualche giorno di volontariato nella caffetteria sociale di Ezwitti che offre gratuitamente pasti alle persone svantaggiate.

Quando l’host è impegnato

La Giordania è un paese giovane: la media è di 24 anni, la tecnologia viaggia veloce e le nuove generazioni lavorano sodo. Come Hazem (che lavora alle stampanti 3D in una ditta di apparecchi acustici) molti altri ragazzi giordani lavorano per 8-10 ore al giorno.

Hazem, dunque, aveva le giornate piene. Per questo ho avuto l’idea di organizzare dei meet-up. Come spesso accade in Couchsurfing, molte richieste vengono da uomini. Qualche profilo è fake, qualche altro profilo è opera di tour operator che si fanno pubblicità, ma alla fine c’è anche gente onesta: è stato bello conoscersi e creare nuove relazioni senza gelosie e competizioni, anzi, con un vero spirito del dono.

Escursioni e nuovi amici facendo couchsurfing in Giordania

Couchsurfing in GiordaniaCon Emad, giordano di origini palestinesi sono andata in escursione verso nord, tra le rovine di Jerash e la riserva di Ajloun dove i suoi amici ci hanno invitato per un mansaf, il piatto giordano per eccellenza, simbolo dell’ospitalità più vera.

Poi ho conosciuto Amr, infermiere, che con CS ha viaggiato il sud est asiatico e ha avuto esperienze di lavoro negli ostelli della Malesia e di Bali. Siamo stati in giro per Amman tra il teatro romano, la downtown e qualche centro commerciale, a caccia di diversità e similitudini culturali.

E che dire di Mahamadou? Con lui ci siamo accordati per una sessione di hiking tra canyon e cascate, con diverse tappe in autostop per raggiungere il Mar Morto su una spiaggia libera.

Tante prime esperienze per me: non avevo mai fatto hiking, né autostop. Si tratta di esperienze che ti aiutano ad uscire dalla zona di comfort, ad ampliarla e a sentirti più forte.

Il Medio Oriente è soprattutto questo: l’arte di imparare a fidarsi delle persone e quella di prendere il tuo tempo per fare ciò che più ti piace.

Mahamadou mi ha anche fatto conoscere la Shams Community, un luogo che organizza cene sociali dove gli ospiti parlano di un topic predefinito e poi si confrontano.

Altro grande amico è stato Yousef, un giordano cristiano-cattolico dallo spirito europeo che lavora per l’ONU. Con lui è stato bellissimo condividere le caffetterie di Amman dove il tempo scorre lento e ti sembra di avere la vita davanti per poter rimanere a conversare.

Un viaggio autentico ti fa tornare a casa con più amici

meraviglie del mondo
Petra

Insomma, durante il mio tempo in Giordania i miei contatti su FB sono cresciuti al ritmo di 4 amici al giorno. Ho avuto tempo per fare tante esperienze, soprattutto grazie alle dritte di questi nuovi amici: ad esempio il viaggio a Petra e il viaggio in una tenda beduina nel Wadi Rum li devo ai contatti di Hazem.

Notevoli anche i viaggi nella bellissima città di Al-Salt dove ho conosciuto il Belal, ovvero, il fondatore dell’anti-café The Corridor dove si sta costruendo un’ orchestra.

Infine, non mi sono lasciata sfuggire i bellissimi mosaici della città di Madaba con una fuga al Monte Nebo.

Regali dall’Emilia Romagna e scambi culturali

Nel frattempo, qua e là, ho disseminato regali del mio paese: panforte, limoncello, vino bianco, miele, kit per coltivare germogli, infine pasta, che abbiamo cucinato insieme.

A questo si aggiungevano le feste a casa di amici di amici, sulle terrazze di appartamenti lussuosi appartenuti a studenti americani. Party a base di alcol e tandem linguistici, in una sobrietà elegante e partecipativa. La ricchezza è stata vedere tutte queste persone diverse in contatto fra di loro.

Ogni giorno una scoperta nuova, tra colori e profumi. Ad esempio la scoperta dei falafel venduti al ristorante Hashem in centro, o il kunafa al formaggio di Nafisa, al secondo cerchio. Abbiamo anche tastato la differenza fra due diverse idee di Giordania: quella equo e solidale della Jordan River Foundation e delle gallerie d’arte contemporanea come Nabad, in contrapposizione con quella del centro turistico Wild Jordan.

Ho sfruttato ogni minuto di tempo libero nei musei, o alla scoperta dell’economia locale utilizzando la mia inseparabile Rough GuideLa Giordania è un posto che non ti fa mai sentire sola.

Destino

La mia storia con la Giordania, in realtà, era iniziata molto tempo prima di quanto raccontato: in Italia ho avuto una lunga storia con un ragazzo giordano, che poi è finita. Ci siamo lasciati dopo molti anni e progetti insieme, ma senza aver mai avuto l’occasione di visitare il suo paese. Allora ecco che forse questo è stato il mio treno del destino, la mia occasione per conoscere la Giordania!

Oltre a questo, ho scoperto del matrimonio del mio ex-compagno proprio  fra il tempo che separava l’acquisto del mio biglietto e quello del mio viaggio. Niente, però, poteva farmi soffrire: “la mia Giordania” è stata diversa e ha spazzato via tutti i ricordi malinconici.

Epilogo: couchsurfing in Giordania

Oggi aspetto risposta per un impiego all’ambasciata italiana ad Amman. Spero  che il fatto di aver compilato la domanda in una caffetteria di Amman, con l’aiuto del computer di Amr, mi porterà fortuna!

Quanto al budget, per 14 giorni ho speso circa 700 euro più il volo diretto con Royal Jordanian, pagato circa 400 euro A/R con 4 mesi di anticipo. Un risparmio notevole per un giro che vale molto più dei 2000 euro di tanti tour privati.

Sfoglia la Gallery di foto dell’esperienza di couchsurfing in Giordania:

*cos’è un Anti-café?

A volte chiamato anche club del tempo o caffè al minuto, l’anti-cafè è un tipo di business pubblico in cui le persone si incontrano e trascorrono del tempo, un posto simile ad un caffè o ad un club che però è possibile “affittare” per un breve periodo. A differenza di un normale caffè, l’anti-café pone l’accento sull’incontro e la comunicazione, ma come in un normale caffè i clienti possono ordinare tè, caffè o altre bevande. In alcuni casi possono prepararseli da soli. 

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3 Commenti

  1. Ciao bellissimo articolo .
    Scusate OT vorrei contattare Chiara per porle alcune domande.
    Come posso fare?
    Cioa Evelina

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