Valle del Giumello: trekking a un’ora da Milano

Giumello

Alzi la mano chi è di Milano e conosce la sensazione che ti prende forte allo stomaco quando fuori c’è lo strato spesso di coltre grigia e l’aria pesante e tu vorresti essere ovunque, mare o montagna, a respirare. Se non la conoscete, beh, meglio per voi. Per chi, invece, come me conosce bene la sensazione una via di fuga c’è: la Valle del Giumello.

Io da quando vivo in questa città sento l’esigenza di fuggire ogni weekend in cerca di aria pulita. Purtroppo la posizione non è delle migliori. Milano infatti è lontana almeno tre ore da qualsiasi meta turistica di rilievo sciistico e marino (vedi le Cinque Terre, le Dolomiti, ecc.). Quando stavo per rassegnarmi a questo fatto ho scoperto alcune persone che condividono la mia passione per il trekking e che mi hanno portato in provincia di Lecco, precisamente in Valvassina. Questo magico posto dista da Milano solamente un’ora e 40 ed è caratterizzato da un sentiero circolare che porta gli escursionisti a circumnavigare l’Alpe Giumello, che si trova a 1538 mt, per scendere tramite l’Alpe Chiaro, Prà Bolscino, l’Alpe Dolca fino a giungere nuovamente all’Alpe Giumello la Croce di Muggio, 300 mt sopra.

giumello
panorama

Premetto che noi abbiamo eseguito questo itinerario al contrario. Cioè non seguendo le indicazioni che ora sto per darvi. Raccomando però di avventurarvi sui miei passi (sbagliando) perché godrete alla fine del percorso di circa due ore del panorama più mozzafiato possibile: la vista del Lago di Como contornato dal Monte Rosa, il Monte Cervino e le Alpi Svizzere. Inoltre, non meno pittoresco, l’escursione termina su un gruppo di case di pastori, attorniati da mucche, capre, pecore, galline e chi più ne ha più ne metta. In questo punto il tempo sembra essersi fermato al Medioevo e, complici le panchine di pietra e la fonte lungo strada, potrete fermarvi e riflettere veramente sul senso della vita e sulla possibilità di tornare alle origini, alla giornata scandita dal lavoro manuale, al gusto nel creare il proprio sostentamento.

Valle del giumello

O magari no. Magari sarete impegnati ad evitare che la capra vi mangi il berretto o a scansare le feci di mucca sparse ovunque. Comunque, non divaghiamo.

Itinerario per iniziare il percorso trekking

Per arrivare a destinazione raccomando di inserire nel navigatore il Rifugio Capanna Vittoria, per arrivare al parcheggio della Valle e risparmiare molti metri di dislivello. La strada è asfaltata ma parecchio stretta e ripida per cui sappiatelo, c’è un po’ da faticare. Una volta parcheggiato nell’ampio parcheggio, fronte alla montagna e schiena al rifugio, dovreste andare a destra e cioè verso ovest. Qui iniziereste il sentiero direttamente dalle casette lillipuziane.

Noi, come anticipato, non abbiamo fatto così pertanto le indicazioni che ora seguono sono da prendere con le pinze. Se volete fare il sentiero tradizionale, più facile con bambini a seguito perché discende invece che salire, allora andate verso ovest. Altrimenti fate come noi e andate verso est.

Se andate a sinistra vedrete all’orizzonte uno sterrato che si snoda per chilometri, iniziate a percorrerlo a piedi ma occhio perché non dovete seguirlo. Almeno, così ci hanno consigliato. Appena arrivate in prossimità di un fortino di pietre grigio che trovate sulla vostra sinistra dovete svoltare a destra nei campi e avventurarvi a caso per un paio di metri in questa pianura. A un certo punto troverete i primi cartelli di indicazione.

Giumello

State infatti percorrendo un prato ampio pianeggiante che taglia il Monte Muggio per infilarvi nei boschi. Qui inizia il silenzio e lo spettacolo. Noi siamo stati verso Ottobre e ci siamo divertiti a trovare i funghi. La strada è percorribile in alcuni tratti affiancati, in altri dovrete procedere a fila indiana. Seguite le indicazioni per sant’Ulderico e inizierete a salire pian piano. Successivamente entrerete in un bosco di conifere e troverete una biforcazione con le indicazioni.

Suggerisco di seguire le indicazioni per Alpe Dolca e Alpe Chiaro. Farete un trekking con alcune salite e incontrerete alcuni punti con un minimo di dislivello da scalare. Per quasi due ore il sentiero si alternerà tra punti in piano e punti in salita finché non giungerete, dopo aver disceso il costone, ad un largo sentiero di prati dove c’è un enorme cartello che segnala Monte Croce di Muggio e fornisce tutti i numeri utili da contattare in caso di necessità durante il percorso (Noi ovviamente li abbiamo scoperti alla fine, da bravi geni).

OCCHI APERTI che il Wifi in alcuni punti non prende. Se siete soggetti ad ansie e paturnie scaricatevi prima una mappa della zona Offline o chiedete al rifugio. Altrimenti, se amate un po’ di brivido proseguite seguendo i cartelli e i tracciati (frecce colorate sugli alberi). È un percorso circolare, quindi è un po’ difficile perdere la via di casa.

Una volta arrivati qui, troverete un sentierino che circumnaviga il monte e che vi permette di lasciarvi alle spalle il lago di Como per proseguire verso il gruppo di case e le strade di sosta del bestiame. Il sentiero è ripidino, si procede in fila indiana.

Una nota da ridere: quando siamo stati noi era pieno di grilli e cavallette che saltavano ovunque non appena si appoggiava un piede a terra. Cercate di non schiacciarli, anche se è complicato.  

Usciti dal gruppo di case e dal paesino tornerete di fronte alla Capanna Vittoria. Consigliamo una sosta obbligatoria per provare i prodotti locali e godervi un sano caffè o cioccolata calda fuori, guardando le montagne.

Giumello
Sentiero

CONSIGLI PRATICI

  1. Armarsi di mappe se non vi sentite sicuri
  2. Scarpe da trekking sono raccomandatissime, anche abbigliamento tecnico perché si passa da zone d’ombra ad alto tasso di umidità (i boschi) ai prati esposti a vento e sole
  3. Portatevi acqua e del cibo, il sentiero è percorribile in due ore e mezzo ma se non avete fretta potreste mettercene anche tre o quattro ed è sempre meglio avere viveri con se.
  4. Ricordatevi di portare con voi un sacchetto di plastica dove gettare eventuali rifiuti lungo la strada
  5. Se andate in giorni umidi occhio alle zanzare, non ce ne sono tantissime ma se ne soffrite meglio saperlo prima
  6. Ricordatevi che salirete fino a 1830 metri quindi farà più freddo. Anche se è estate e avete il ribrezzo al solo pensiero di portarvi una felpa prendetela lo stesso. Sopra tira vento, e si sente.

Se avete dei bambini è un bellissimo percorso per famiglie (magari un po’ lungo interamente) per niente adatto a passeggini. Il consiglio è iniziarlo da ovest, è più facile. Parlo per esperienza.


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About Michela Guicciardi 3 Articles
Nata a Udine nel 1991. Sarda di acquisizione e di accento, risiedente a Milano per necessità. Fin dai primi anni ho amato la lettura, la buona musica e il perder tempo. Dopo 26 anni non è cambiato nulla, ma si è aggiunta qualche passione in più. Adoro viaggiare, fotografare e guardare film e serie tv. Lotto quotidianamente contro la pigrizia e mi metto sempre in discussione. Laureata in Discipline Economiche e Sociali alla Bocconi, ho collaborato come Research Assistant prima all’UNIDO poi all’Università Bocconi. Attualmente gestisco il marketing e le comunicazioni di AIFO – Associazione Italiana Family Officer – e collaboro con lavoce.info per la parte di lead generation e fund raising. Autrice di un blog di Econometria sull'uso di Stata.

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