Inside the Country inside the People: i riti della Settimana Santa in Puglia

Un crocifero durante i Riti della Settimana Santa a Noicàttaro in provincia di Bari

Inside the Country, Inside the People: i Riti della Settimana Santa in Puglia

L’argomento di oggi per la rubrica sulle tradizioni del mondo sono i Riti della Settimana Santa in Puglia, per la precisione quelli della cittadina di Noicàttaro, in provincia di Bari. L’Antica Noa, divenuta Noja e chiamata definitivamente Noicàttaro dal 1863 in poi, durante la settimana santa si veste di mistero, devozione e fede.

I riti della Settimana Santa in Puglia: il Giovedì Santo

L’accensione dei falò e il primo crocifero

La sera del giovedì santo, tra le viuzze del centro storico colme di costruzioni antiche costruite maggiormente di pietra viva o tufo, i nojani, si dirigono verso la chiesa della Madonna della Lama, costruita nel 1611 nei pressi del torrente Lama San Giorgio, e in passato posizionata nell’estrema periferia della città. Da questa chiesa, davanti un grande falò, uscirà il cosiddetto primo crocifero, che darà inizio ai Riti della Settimana Santa in Puglia, ma soprattutto a Noicàttaro.

L’accensione del grande Falò sancisce il via ufficiale ai Riti della Settimana Santa a Noicàttaro (BA)

I crociferi, chiamati anche viacreu-c (viacroci) sono le figure protagoniste nelle celebrazioni pasquali; durante la tre giorni di riti infatti, saranno tantissimi quelli che parteciperanno alle processioni, anche se il primo è senza dubbio il più importante. La sua preparazione avviene in una piccola stanza, dove il sagrestano della chiesa, con gesti antichi tramandati nei secoli, lo incoraggia e gli dà l’ultima benedizione prima che un botto sparato nel cielo annunci la sua uscita. Una folla copiosa lo attenderà nel sagrato della chiesa, e parte di quella stessa folla lo accompagnerà nel percorso che toccherà tutte le sette chiese del paese. Dopo di lui, altrettanti viacroci compiranno il loro pellegrinaggio e ogni volta che arriveranno ad una chiesa percorreranno la navata in ginocchio, colpendosi le spalle con la catena legata ai loro piedi scalzi. E dopo aver portato omaggio all’altare (metafora dei sepolcri), si caricheranno nuovamente la croce sulle spalle e proseguiranno il loro cammino.

I loro passi saranno accompagnati da un rumore fastidioso, quello delle trozzueutilizzate dai bambini; raganelle in legno usate molto spesso nei riti della settimana santa in Puglia e simboleggianti il vociferare di insulti rivolti a Gesù durante il martirio.

I riti della settimana santa in Puglia: il venerdì santo

La processione della Naca e dell’Addolorata

Durante i riti della settimana santa in Puglia, nella giornata del venerdì santo, quando si fa sera, le vie di Noicàttaro sono buie, e l’unica fonte di luce è costituita da piccole fiaccole rosse posizionate sopra i balconi. Tutta la cittadinanza vive le due processioni che sono il vero cuore dei Riti della Settimana Santa nojani: quella della Naca e quella dell’Addolorata. La Naca (culla) è il giaciglio su cui riposa il Cristo morto; sorretta soltanto da quattro persone nonostante il peso elevato, attraversa le vie della città con un andamento dondolante che ricorda appunto il movimento della culla.

La Naca (culla) è il giaciglio su cui riposa il Cristo morto, sorretto solo da quattro persone.

Quando termina la processione della Naca, e già tarda notte, ma nessuno andrà a dormire. I nojani ma non solo, attenderanno sul ciglio della strada, nei balconi, nei vicoli delle vie il passaggio di trentatré crociferi, tanti quanti gli anni di Cristo, che accompagneranno la Madonna alla ricerca di suo figlio. Il rumore delle catene dei viacroci che strisciano sull’asfalto farà da contorno, mentre l’Addolorata si affaccerà in ogni chiesa, volgendo il suo sguardo verso l’altare ma trovando soltanto la sagoma della croce, senza Gesù. Così vagherà per le chiese del paese fino alle prime luci del mattino. Un senso di dolore, tristezza e assoluta condivisione si avverte, le parole non servono, basta il silenzio.

I riti della settimana santa in Puglia: l’importanza dei viacreu-c

La storia e la provenienza dei viacroci nei riti della settimana santa in Puglia

I viacroci sono una figura preponderante nei Riti della Settimana Santa in Puglia. Ma chi sono i viacreu-c? La risposta è semplice: sono chiunque decida di esserlo. E questo lo racconta e lo spiega da tantissimo tempo Rita Tagarelli, scrittrice, insegnante e simbolo della memoria storica di Noicàttaro, nonché prima sindaco donna della città. Con semplicità e maestria condivide il suo sapere: i crociferi, la cui identità è segreta, sono persone comuni, possono essere professori, contadini, liberi professionisti, pensionati; semplici uomini che decidono di indossare il saio nero e la corona di spine per partecipare con devozione i riti pasquali nojani. Molto spesso il ruoli di viacroce è tramandato da generazioni a generazioni, altre volte è soltanto la profonda fede a guidare l’uomo che sceglie di essere un crocifero.

Tra i riti della settimana santa in Puglia, i viacroci hanno un'importante rilevanza
Viacroce nelle vie del centro storico di Noicàttaro

Non si sa con certezza quale sia la loro origine e come siano arrivati ad essere le figure protagoniste nella settimana santa in Puglia. Alcune fonti individuano l’introduzione della figura dei viacroci nella tradizione spagnola, quando attorno al ‘700, un signorotto insediato a Noicàttaro e intenzionato a celebrare secondo le sue tradizioni i riti della settimana santa, si fece costruire una croce e fu di fatto, il primo crocifero.

Altre fonti invece teorizzano che un siniscalco del regno di Napoli portò in città le usanze di una congrega fiorentina dei cosiddetti ‘disciplinati flagellanti’ che spiegherebbe l’atto del colpirsi con la catena dei crociferi. In ogni caso, anche se non c’è una tesi certa sull’origine di questa figura, c’è sicuramente la certezza che oggi, i viacroci sono un patrimonio culturale e religioso di Noicàttaro, nonché figure fondamentali nei riti della settimana santa in Puglia.

I riti della settimana santa in Puglia: la Pasqueredda nojana 

Una particolarità dei riti della settimana santa in Puglia

Quando i giorni di lutto passano, e i crociferi hanno riposto le loro croci, la settimana santa in Puglia è quasi giunta a termine. E Noicàttaro, insieme ad altri sei comuni italiani festeggia la pasquetta il martedì. Simbolo della pasquetta nojana è la vecchia chiesa campestre dell’Incoronata di bianco vestita e circondata da vigneti e verde. Piccola e accogliente aprirà i suoi cancelli e sarà il luogo in cui tutti i nojani festeggeranno insieme. La tradizione vuole che si consumino gli avanzi del pranzo pasquale e si festeggi fino a tarda sera, quando i colori del tramonto rendono ancora più bello il cielo.

I riti della settimana santa in Puglia: la chiesa dell'Incoronata
La chiesa campestre dell’Incoronata simbolo della pasquetta nojana

E’ difficile descrivere con poche parole i riti della settimana santa in Puglia; è difficile rendere l’idea delle atmosfere presenti a Noicàttaro durante la Pasqua; è facile invece scorgere negli occhi dei nojani la passione, la volontà e l’orgoglio di rievocare ogni anno i loro riti pasquali.

Noi vi consigliamo di assistervi perché è un divenire di emozioni che coinvolge tutti, nessuno escluso. Un’esperienza che va oltre al credo e alle convinzioni personali e che merita assolutamente di essere vissuta in prima persona. L’anno prossimo non perdete l’occasione di assistere ai riti della settimana santa in Puglia, nella bellissima cittadina che un tempo portava il nome di Noja.

Per sapere qualcosa di più potete consultare il sito del comune di Noicàttaro 
e le pagine facebook Che Noja Gal Sud Est Barese.

 

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Figlia del maestrale della Sardegna e persa tra le storie, le leggende, e le pagine dei libri. Cerco in ogni foto una didascalia che sia un insegnamento e ho la mania di conservare tutto, anche le carte delle caramelle. Abbraccio la lentezza perché per capire la vita ci vuole il giusto tempo. Impegnata a cercare il mio posto nel mondo scrivo, ma soprattutto sogno: viaggi, luoghi, mondi e tutto quello che la mia testa riesce a produrre. E ve lo assicuro, produce tanto!

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