Trekking sulla GEA. La Grande Escursione Appenninica

Segnaletica GEA - Grande Escursione Appenninica by Visit Tuscany

Il trekking sulla GEA Grande Escursione Appenninica raccontato da Graziano Viviani

Appassionato di viaggi e cammini in solitaria, Graziano Viviani ci racconta del suo Trekking sulla GEA, ovvero la Grande Escursione Appenninica. Si tratta di un percorso escursionistico lungo 425km che attraversa tutti gli appennini di Toscana ed Emilia Romagna collegando diversi sentieri pedestri che partono dal passo di Bocca Trabaria, al confine con l’Umbria e le Marche, fino al passo dei Due Santi, in Liguria.

Graziano Viviani, classe 1976, è l’autore di 400 km d’Appennino una sorta di guida al trekking sulla GEA, pensata e impostata come un diario di viaggio. L’escursionista toscano ci narra dei suoi 17 giorni in solitaria che ha trascorso tra aneddoti, leggende e, ovviamente, tanta tanta natura.

Graziano Viviani all’arrivo della GEA – Grande Escursione Appenninica

Trekking sulla GEA:
la prima vera traversata in solitaria

Adoro camminare, ed adoro immergermi nella natura. Ogni volta vorrei perdermi in un bosco, in una foresta, in una valle nascosta tra le montagne, per poter carpire ogni segreto di questi luoghi. Ho sempre amato fantasticare su questa mia propensione a “perdermi”, ma non è mai stato così coinvolgente, appassionante, come lo è adesso. E posso dire con sicurezza che tutto è nato in Appennino, nella mia prima, vera traversata in solitaria.

Il sentiero che ho percorso è uno di quelli poco conosciuti, poco frequentati. Si chiama GEA, che sta per Grande Escursione Appenninica. Questo lungo cammino, percorre per intero la dorsale dell’Appennino Settentrionale. Parte dal cuore dell’Italia, e la risale verso Nord per centinaia di Km. Camminando su questo sentiero si attraversano luoghi veramente nascosti, scrigni magici come le Foreste Casentinesi, l’alta Val Tiberina, il Mugello, i parchi dell’Appennino Modenese; e all’interno di questi “scrigni” è inevitabile scoprire gioielli unici, naturalistici e storici, che rendono il viaggio attraverso questa inedita parte d’Italia, una vera e propria scoperta.

GEA: consiglie ed emozioni sulle tracce di Messner

Nel dettaglio, la GEA è un cammino ideato negli anni ’80 da Gianfranco Bracci, che è stato il primo a percorrerla ufficialmente in compagnia niente meno che di un certo Reinhold Messner. Il mio cammino sulla GEA ha seguito il loro percorso sino a San Pellegrino in Alpe, piccolo borgo affacciato sulla Garfagnana. Da qui, poi, sono riuscito a ideare una variante che mi permettesse di collegarmi alle Alpi Apuane (le montagne di casa mia!), percorrendone la famosa “Alta Via”, raggiungere Carrara, dove allora abitavo.

Trekking sulla GEA: quando e come.

Il momento più indicato per percorrere i sentieri Appenninici è senza dubbio la tarda primavera, anche se, personalmente, poiché soltanto in estate posso permettermi di assentarmi dal lavoro per due settimane consecutive, ho fissato il mio viaggio per la seconda metà di Luglio. L’itinerario nel complesso è molto ben segnalato grazie a un capillare lavoro delle sezioni del CAI.

Segnavia di ogni tipo, molto precisi per quello che riguarda le tempistiche riportate, aiutano a non perdere la traccia: tutto sembra una grande “autostrada” verde. Impossibile sbagliare direzione, anche perché una delle peculiarità del trekking sulla GEA è quella di seguire quasi per intero un altro grande itinerario escursionistico che si chiama “Sentiero 00 di crinale”. La differenza tra i due sta nel fatto che chi vuole seguire la GEA, alla fine di ogni tappa, ha la possibilità di scendere di quota per raggiungere un paese o una borgata, mentre chi percorre il Sentiero 00 sceglie di rimanere in quota con i disagi del caso dovuti essenzialmente alla mancanza di un’adeguata rete di rifugi. Resta comunque il fatto che è consigliabile sincerarsi della disponibilità dei posti soprattutto per il pernottamento.

GEA Grande Escursione Appenninica, crinale.

Il mio trekking sulla GEA è stato fantastico; in 17 giorni, tanto è durato il mio cammino, ho percorso 400 km, con 15.000 m di dislivello in salita e altrettanti in discesa, la tappa più lunga ha sfiorato i 40 km, la più breve è stata di 11,5 km, per una media complessiva di circa 24 km a tappa. Nel mio tragitto ho toccato 4 diverse Regioni (Umbria, Marche, Toscana ed Emilia-Romagna) con 11 Province interessate (Perugia – Pesaro-Urbino – Arezzo – Rimini – Bologna – Firenze – Prato – Pistoia – Modena – Lucca – Massa Carrara). Ho attraversato 3 Parchi naturali: il Parco dell’Appennino tosco Romagnolo, il Parco Foreste Casentinesi ed il Parco delle Alpi Apuane.

Diciassette giorni di cammino a contatto con storia, cultura e ambienti naturali intatti di un’Italia “minore” che forse in pochi conoscono. Ho camminato per giorni e giorni in completa solitudine attraversando tutto il parco delle Foreste Casentinesi, ho potuto sfiorare la cupa atmosfera della riserva integrale di Sasso Fratino, sono stato ospitato dai monaci camaldolesi, ho visitato il paese natale di Michelangelo Buonarroti, ho attraversato tutto il Mugello, adattandomi di volta in volta ai diversi ambienti: dalla foresta di faggio alle caldi e assolate valli toscane, dai di boschi di castagno alle praterie dell’Appennino. Dai laghetti di origine glaciale dell’Alto Appennino alle brulle ed affascinanti vette delle Alpi Apuane, rimanendo, giorno dopo giorno, estasiato davanti a tanta bellezza.

Un grande toro mi si para davanti bloccando il sentiero. Presso Passo del Muraglione (FI)

Dal libro “400 km d’Appennino – viaggio lungo la Grande escursione Appenninica”

Copertina del libro di Graziano Viviani, dal titolo “400 km d’Appennino – viaggio a piedi lungo la Grande Escursione Appenninica”.

“… Ho sentito dire viene percorso ogni anno da moltissimi pellegrini. Arrivano da tutto il mondo. Camminano da La Verna ad Assisi, o viceversa! Tanti km per seguire le orme lasciate dal Santo. Calcare con i miei piedi quello che in parte è stato l’itinerario di San Francesco, è sicuramente una cosa che mi affascina molto. Dicono che una strana atmosfera si diffonde in varie diramazioni nei luoghi segnati dalla sua presenza, che ancora parlano di pace con Dio, con l’intera umanità, ma soprattutto con la natura. Questi paesi, questi boschi che si perdono all’infinito non avrebbero certamente il fascino irresistibile per milioni di persone, di ogni età, di ogni cultura, di ogni nazione e – cosa innegabile – di ogni religione, o “non religione”, se in antichi sentieri sperduti nel selvaggio Appennino centrale non avesse camminato un uomo di nome Francesco d’Assisi. Senza dubbio non vi sarebbero sbocciati tanti artisti, tanti letterati e poeti se non si fosse trattato di cantare, di immortalare, con la penna, i pennelli, gli scalpelli, la pietra, il legno o qualunque altra materia l’epopea di questa figura. In questi primi tre giorni ho percorso diversi km in luoghi sperduti, ancora selvaggi, e non nascondo il timore e la suggestione provati nell’attraversare questi boschi. Soprattutto in solitudine, come sto facendo io. Da solo, è vero! Ma con una cartina, un GPS ed un telefono cellulare pronto ad una chiamata in caso di difficoltà. Vestito di tutto punto, con i miei scarponi in Gore-Tex, il mio zaino comodo e capiente, il sacco a pelo e la tenda, sicuro, o quasi, di riuscire a trovare un posto tappa per la sera…”
Graziano Viviani

 

 

Mappa dell’itinerario GEA Grande Escursione Appenninica

Tappe C.A.I. del Trekking sulla GEA Grande Escursione Appenninica

  • Bocca Trabaria – Passo di Viamaggio: lunghezza 20,5 km; dislivello in salita 510 m; dislivello in discesa 570 m
  • Passo di Viamaggio – Caprese Michelangelo: lunghezza 17,5 km; dislivello in salita 380 m; dislivello in discesa 600 m
  • Caprese Michelangelo – Chiusi della Verna: lunghezza 11,5 km; dislivello in salita 1050 m; dislivello in discesa 350 m
  • Chiusi della Verna – Badia Prataglia: lunghezza 22,3 km; dislivello in salita 850 m; dislivello in discesa 950 m
  • Badîa Prataglia – Camaldoli (o Passo la Calla): lunghezza 19,75 km; dislivello in salita 1370 m; dislivello in discesa 850 m
  • Camaldoli (o Passo la Calla) – Passo del Muraglione: lunghezza 14 km; dislivello in salita 860 m; dislivello in discesa 920 m
  • Passo del Muraglione – Casaglia (o Passo della Colla di Casaglia): lunghezza 22,2 km; dislivello in salita 720 m; dislivello in discesa 700 m
  • Casaglia (o Passo della Colla di Casaglia) – Passo del Giogo: lunghezza 9,2 km; dislivello in salita 220 m; dislivello in discesa 250 m
  • Passo del Giogo – Passo della Futa: lunghezza 12,3 km; dislivello in salita 620 m; dislivello in discesa 600 m
  • Monte di Fo – Montepiano
  • Montepiano – Rifugio Pacini
  • Rifugio Pacini – Pracchia : lunghezza 25,5 km; dislivello in salita 500 m; dislivello in discesa 700 m
  • Pracchia – Rifugio “Duca degli Abruzzi” al Lago Scaffaiolo
  • Rifugio “Duca degli Abruzzi” al Lago Scaffaiolo – Abetone, frazione Boscolungo
  • Abetone, frazione Boscolungo – Lago Santo modenese
  • Lago Santo modenese – Passo delle Radici
  • Passo delle Radici – Rifugi “Battisti” e “Bargetana”
  • Rifugi Battisti/Bargetana – Passo della Pradarena
  • Passo della Pradarena – Passo del Cerreto
  • Passo del Cerreto – Rifugio Sarzana
  • Rifugio Sarzana – Pratospilla (via Passo del Lagastrello o via Ponte sull’Enza)
  • Pratospilla – Rifugio Mariotti al Lago Santo parmense
  • Rifugio Mariotti al Lago Santo parmense – Passo della Cisa : lunghezza 18,8 km; dislivello in salita 1072 m; dislivello in discesa 528 m
  • Passo della Cisa – Passo del Brattello
  • Passo del Brattello – Passo dei Due Santi

 

Ti è piaciuto questo articolo?
Se sei un amante del trekking ti potrebbero interessare anche:

Il Sentiero degli Dei in Costiera Amalfitana
Sentiero per Cala Coticcio, un trekking mozzafiato a Caprera
Valle del Giumello: trekking a un’ora da Milano
Trekking a Cala Goloritzè – Sardegna con lentezza
Slow podcast: episodio III. Il cammino di Santiago per sfidare la crisi
Irlanda a piedi: Il cammino mistico di Santa Gobnait
Benvenuti a Mortara pellegrini sulla Via Francigena!

About Silvia Tamburini 23 Articles
Il mio obiettivo è conoscere. Il punto non è vedere posti lontani, ma assaporarne la vita, la cultura, la quotidianità e annusarne il profumo anche a km di distanza. Viaggiare è la mia scuola, la condivisione il mio strumento.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*