Viaggio in solitaria – l’esperienza di Roberta

viaggio in solitaria

Ciao. Il mio nome è Roberta Lugli, e se dovessi raccontarmi in una sola frase direi che sono una “sognatrice ad occhi aperti”!

Perché adoro sognare in grande – ma anche “in piccolo” – mi piacciono le sfide e non disdegno mai di mettermi in gioco.

Qualche tempo fa ho intrapreso il mio primo viaggio “in solitaria”, e vorrei parlarvi di questa esperienza perché, nonostante sia durata solo qualche giorno, ha in qualche modo cambiato la mia vita permettendomi di capire tante cose di me stessa e di affrontare molte delle mie paure.

Prima volta

Ho sempre amato viaggiare ed avventurarmi alla scoperta di posti nuovi da esplorare, anche se non ho potuto farlo quanto avrei desiderato. Però non ero mai partita da sola e non conoscevo le potenzialità infinite del viaggiare in solitaria, una prospettiva che mi aveva sempre spaventata ed affascinata allo stesso tempo!

In più, nella mia vita mi sono spesso sentita emotivamente sola; cosa dunque poteva indurmi a fare un viaggio nel quale sarei stata davvero sola, anche fisicamente?

In alcuni casi, viaggiare in solitudine può essere una necessità più che una scelta. Quando i veri amici si contano sulle dita di una mano e in un attimo ti rendi conto che sono tutti fidanzati, sposati o comunque impegnati mentre tu in quel momento sei single e magari con molto tempo a disposizione, ti trovi in una situazione di momentaneo isolamento, nella quale ti sembra di dover rinunciare a tutte le cose che eri abituata a fare in compagnia degli altri.

Nel mio caso ad essere single ero io, e tra le tante cose delle quali mi privavo c’erano appunto i viaggi, che da sempre concepivo come momenti da condividere. Fino al giorno in cui ho detto basta e ho cominciato ad organizzarmi autonomamente, chiarendo a me stessa che non era giusto rinunciare a fare qualcosa che amavo solo perché non ero abituata a farlo da sola.

Difficoltà

Il percorso non è semplice come si potrebbe pensare: al trauma del cambiamento si aggiungono le inevitabili paure che il viaggiatore solitario deve affrontare, soprattutto se è una donna; è facile che qualche malintenzionato fraintenda la sua autonomia e tenti persino di approfittarne.

Anche per questo storcevo il naso quando mi si faceva notare che godevo dell’innegabile vantaggio della libertà e che avrei dovuto partire da sola anziché stare a lamentarmi. In parte avevo ragione, perché di certo ci vogliono attenzione e prudenza; in alcuni dei miei brevi viaggi ho affrontato qualche inconveniente e fatto qualche spiacevole incontro, ma senza brutte conseguenze.

Ricordo che non era un buon periodo per me: ero appena uscita da una relazione sentimentale che mi aveva distrutta emotivamente lasciandomi in mille pezzi e sentivo tutto il peso della tristezza e del non avere più nessuno al mio fianco; mi sembrava di percorrere un tunnel buio senza intravedere nemmeno una piccola luce in lontananza, e cercavo di tenermi impegnata per evitare di pensare troppo.

“Prendi coraggio e parti da sola!”

Il momento determinante è coinciso con la prospettiva di un evento al quale dovevo partecipare con un’amica, che però si è tirata indietro qualche giorno prima della partenza. A quel punto, ho detto a me stessa: “Bene, adesso hai due opzioni: rinunci anche tu oppure prendi coraggio e parti da sola!”

Così ho preso coraggio e sono partita da sola: questa volta non avrei fatto vincere la paura a discapito mio e di qualcosa che davvero desideravo fare.

Non crediate che sia facile. Il mio non era un viaggio lungo, ma che siano tre giorni o che siano dieci, venti o trenta, comunque ci si ritrova soli; si può pensare che in pochi giorni non si faccia neanche in tempo a sentire il peso della solitudine, ma vi posso assicurare che non è così.

Appena scesa dal treno, il mio primo pensiero è stato di aver fatto una grandissima cavolata; ero spaventata e spaesata e avrei voluto tornare indietro, ma allo stesso tempo mi ripetevo che ormai ero lì, che ero arrivata a destinazione e dovevo avere coraggio. Ho tratto un respiro profondo pensando “va tutto bene”… e in effetti sì, è andato tutto per il meglio.

Tempo per riflettere con se stessi…

viaggio in solitaria
io ad insbruck

Sappiate anche che in un viaggio “in solitaria” c’è molto tempo per riflettere, la mente è libera di vagare tra pensieri improvvisi: vecchie ferite aperte, rimpianti, situazioni passate che avresti voluto gestire in modo diverso e che ancora ti provocano rabbia… nemmeno il sottofondo della televisione accesa nella stanza d’albergo per tentare di zittire i pensieri basta a sovrastarli. Non il cellulare, su cui – guarda caso – nessuno ti ha scritto né cercato. Non puoi fare altro che assecondare la tua mente.

Da questo punto di vista, viaggiare da soli non è solo una sfida con se stessi, per mettersi alla prova e superare le paure, ma è anche un’occasione per fare chiarezza nella propria vita, per capire cosa si desidera davvero al riparo del rumore di sottofondo di ciò che gli altri vogliono per noi.

Un viaggio in solitaria rinforza la propria autostima

Viaggiare da sola, dunque, mi ha aiutata non solo a rompere i preconcetti dell’abitudine e ad affrontare alcune mie paure, ma ha soprattutto potenziato la mia autostima. Oggi sono consapevole del fatto che qualunque cosa io voglia fare, posso farla contando esclusivamente su me stessa.
E – soprattutto – se voglio fare un viaggio mi basta comprare il biglietto e partire!
I miei timori non sono spariti del tutto perché le paure non spariscono dall’oggi al domani – soprattutto se hanno riscontro nei pericoli inevitabili della vita – ma possono perdere forza e soprattutto smettere di essere un ostacolo ai nostri desideri.
Invece, si è dissolto sicuramente il senso di solitudine che inizialmente associavo al ritrovarmi sola fisicamente, perché è compensato dalla bellezza del viaggiare godendo di me stessa.

L’importante è il primo passo

A chi ha intenzione di provare questa esperienza ma, come me, ha qualche timore difficile da superare, non posso che ricordare che un viaggio, per portare dei benefici, non deve per forza durare mesi, perché basta anche qualche giorno per scoprire una nuova dimensione personale. L’importante è fare il primo passo, prendere in mano la propria vita e affrontare con coraggio e fiducia l’ignoto e il cambiamento.

Pensiero positivo

viaggio in solitaria
Strasburgo

Riflettendo sulla mia esperienza, mi sono resa conto che un aiuto notevole mi è venuto dal “pensiero positivo”, un concetto complesso che avevo scoperto già da qualche anno, senza tuttavia approfondirne la portata. Cercando in rete, se ne può trovare una breve definizione:

“Con il termine pensiero positivo si designa una scuola di pensiero che sostiene il vantaggio di allineare la mente a uno stato di positività, superando gli schemi di pensiero negativi sussistenti e creandone di nuovi, più ottimisti e sani, al fine di affrontare con fiducia la propria esperienza di vita e raggiungere il benessere psicofisico.”

Come me, molti di voi staranno pensando che già quotidianamente adottano questo modo di pensare, pur senza attribuirgli un nome specifico. In effetti, la mia massima preferita è sempre stata “Volere è potere”, ma non sapevo che rappresentasse la base di una corrente di pensiero né che proprio questo atteggiamento potesse permettermi di arrivare facilmente dal punto A, dove mi trovo, al punto B desiderato.

Credere in se stessi e nei propri sogni

Incoraggio sempre tutti a credere nei propri sogni, perché io credo nei miei e ci crederò sempre. Perché solo se si hanno dei sogni si hanno degli obiettivi, e solo pensando positivamente si può lavorare per raggiungerli, anche se a volte è necessario del tempo.
In un certo modo, quindi, il mio primo viaggio da sola mi ha anche dato la conferma che sia ingiusto rinunciare a ciò che amo e che devo continuare a lottare per i miei sogni, sempre!

Una guida per aiutare gli aspiranti solo travellers

È anche per questo che ho creato una guida gratuita e un corso che trattano l’argomento in maniera molto approfondita; un percorso nel quale affronto il complicato tema delle barriere mentali, i modi per sfruttare a proprio favore il pensiero positivo e i benefici che possono derivarti dal viaggiare “in solitaria”, aiutandoti ad intraprendere il tuo primo viaggio verso la realizzazione dei tuoi sogni di vita.
Come rigenerarsi in soli 30 giorni, come cambiare in meglio affrontando e superando le proprie paure!

Ringrazio Viaggiareconlentezza per avermi dato l’opportunità di raccontare la mia storia e la mia esperienza, e grazie soprattutto per avermi ascoltata!

Scarica qui Freebie Viaggia Sogna Realizza – La guida di Roberta Lugli!

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