Da Torino a Lisbona senza soldi: capitolo Spagnolo

Alla volta della Spagna

Successi, incontri e sfide.

Abbiamo impiegato tantissimo tempo per capire quale sarebbe stata la prossima destinazione. Abbiamo lasciato Jean-Marc e i suoi amici la domenica del mercato a Esperaza. ma non sapevamo se rimanere a sud della Francia in qualche villaggio dei Pirenei, magari chiedendo ospitalità a qualche famiglia locale con il couchsurfing, oppure se ci saremmo diretti verso la Spagna, in direzione di qualche località marittima. Alla fine tirando a sorte abbiamo optato per il mare della Catalogna… ovviamente in autostop.

Ecco la distanza che abbiamo coperto lo stesso giorno:

Spagna in Autostop

Grazie a diversi autisti, ci siamo ritrovati a Begur, una bellissima spiaggia catalana, con sabbia fine e con la vista di un’isola affascinante, non molto lontana dalla costa. Tanti i turisti, le barche, e intenso il profumo di pescato. Ci siamo sentiti molto felici, perché il nostro desiderio di andare al mare si è avverato in tempi molto brevi.

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Un boss della mafia spagnola ci carica in macchina

Dopo il momento di relax in spiaggia abbiamo incontrato un uomo interessante il quale ci ha portato fino a Platja d’Aro: si chiama Franco. Nonostante le apparenze di uomo qualsiasi, Franco dice di essere ingiustamente ricercato dalla polizia. Sembra essere accusato di furto, appropriazione indebita, ricettazione, traffico d’armi, appartenenza a clan mafiosi, e altre cose che non abbiamo capito. Ammesso che tutto ciò sia vero, ci ha fatto sentire a nostro agio per tutto il tempo, rivelandosi un buon samaritano (nonostante la fedina penale).
Dopo la nostra chiacchierata, ci lascia alla destinazione desiderata e ci avverte che in futuro potremmo avere notizie di lui come “scrittore di libri”. Speriamo che possa chiarire i suoi problemi con la giustizia!
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Dove dormiamo questa notte?

 viaggiare senza spendere soldiA Platja D’Aro abbiamo avuto un po’ di difficoltà a trovare un posto dove dormire. Ci sono numerosi spazi dove poter fare campeggio, tutti a pagamento. Noi, però viaggiamo senza usare denaro.
Finalmente abbiamo troviamo una piazzola situata fra il cimitero e il principale camping-village della zona. Da lì sentivamo musica, schiamazzi, risate, voci di speaker che intrattenevano i turisti, colpi di cassa e tamburi provenienti dalla tendopoli turistica. Tutto questo quando i morti, invece, riposavano tranquilli nel cimitero affianco.
Abbiamo trovato ridicolo che la gente debba pagare per un piccolo pezzo di terra dove piazzare una tenda, per divertirsi e per stare con altra gente. Ma quel campeggio, probabilmente, offre dei servizi e i servizi si pagano.
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Una parte difficile: chiedere ai negozianti il cibo non vendibile

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Un panettiere ci regala brioche e pane congelato del giorno prima. Che fortuna!
Il secondo giorno di autostop è stato abbastanza estenuante, ma alla fine ci ha regalato una bella sorpresa. Innanzitutto, in mattinata, l’intraprendenza di Roberta ci ha salvato da una probabile giornata di digiuno. Superata la timidezza si è diretta in una Panaderia per chiedere se fosse possibile ritirare del pane del giorno precedente. Il risultato è stato una grossa busta di plastica piena di brioche e muffin (tirati fuori dal congelatore).
Sono pochi i negozianti disposti a regalarti cibo non commerciale. Il titolare della panetteria è un marocchino immigrato in Spagna.  convinto che bisogna darsi una mano a vicenda e che le buone azioni. in qualche modo, torneranno indietro.

L’incontro con una carovana di autostoppisti

In una stazione di servizio, verso l’ora di pranzo, abbiamo anche incontrato 4 dei 20 autostoppisti siciliani appartenenti al gruppo di www.carovanainviaggio.it. Che coincidenza!
Allo stesso tempo, però, abbiamo ricevuto una terribile notizia dall’Italia: un amico di Roberta è mancato da poche ore. Per diverso tempo abbiamo pensato di tornare indietro, prendere il primo aereo da Barcellona e sperare di arrivare in tempo per l’ultimo saluto, quindi dichiarare sospesa, o persa, la sfida al denaro. Dopo aver parlato con la madre, con il padre e con i suoi migliori amici, Roberta ha deciso di rimanere. È arduo trovare le parole giuste per descrivere quel momento difficile. Se continuiamo con la nostra missione, lo facciamo anche per lui.
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L’ospitalità di Raùl

Qualche ora più tardi, qualche pueblo più in là, abbiamo incontrato una bellissima persona che poi ci avrebbe ospitato per la notte nella sua casa, a Igualada. La giornata è stata davvero molto faticosa, sia psicologicamente che fisicamente e questo incontro è stato fondamentale per tirarci su il morale. Il signore si chiama Raùl: si è separato da poco e ha deciso di trasferirsi in un nuovo appartamento nel quale ci ha permesso di fare una doccia. Ci ha poi offerto da mangiare e condiviso con noi qualche momento di chiacchiera. È stato un bello scambio, uno di quegli scambi che rendono unico il viaggio. Come se non bastasse, di sera ci ha portati a mangiare fuori, nella città di Igualada. Ha offerto tutto lui. Per ricambiare, abbiamo chiesto se potevamo aiutarlo a montare qualche nuovo mobile. Ha accettato l’offerta e, come potete vedere, qui siamo alle prese con il montaggio del suo forno, nuovo di zecca.
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Prova montaggio :S
Nel prossimo post pubblicheremo qualche foto in più.
Nel frattempo… L’avventura continua!
Seguiteci se vi interessa scoprire di più sulla vita on the road e sul viaggio senza spendere soldi. 🙂
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About Roberta&Simone 59 Articles
Siamo due ragazzi di Torino che hanno deciso di prendersi del tempo per esplorare l'Europa, senza limiti, senza piani e soprattutto... senza soldi! Ce la faremo? Seguite la nostra avventura!

1 Commento

  1. E' sempre un immenso piacere leggere i vostri post. Io mi sono appassionata alla vostra avventura/missione e vi porgo la mia stima per ciò che state facendo. Personalmente vi ringrazio di dedicare del tempo a questo spazio perchè è davvero un grande stimolo ad evadere verso altri "mondi" e poi ci mettete a conoscenza di molte cose interessanti.
    Buon proseguimento …
    ..tanta fortuna!

    Elena Mazzocchi 🙂

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