Il nome che torna più spesso quando si parla di un “villaggio segreto” sugli alberi vicino a Edimburgo è Bilston Glen Treehouses. Nasce come presidio di protesta nei boschi, con piattaforme, passerelle e capanne costruite in alto tra i rami, a due passi dal corso d’acqua di Bilston Burn.
È un luogo che intreccia autocostruzione, attivismo e una domanda semplice: che cosa vale di più, una strada più veloce o un bosco che non è sostituibile?
Quella di Bilston Glen Treehouses è una storia poco patinata e molto concreta, fatta di legno, corde, teli, pioggia scozzese e discussioni pubbliche su infrastrutture e tutela del territorio. Nelle foto condivise online compaiono piattaforme alte e instabili, passerelle sospese e piccole costruzioni mimetizzate tra le foglie: segni di un presidio nato per resistere nel tempo, ma senza diventare “permanente” nel senso burocratico del termine.
Bilston Glen Treehouses: da dove arriva il villaggio sugli alberi
Il cuore della vicenda è una protesta iniziata nei primi anni 2000 contro ipotesi di nuove infrastrutture stradali nell’area di Bilston, a sud di Edimburgo. In quel contesto, vivere sugli alberi diventa una scelta strategica: si protegge fisicamente il bosco e si rende visibile, ogni giorno, il conflitto tra sviluppo e conservazione.
Col tempo, il presidio cambia pelle. Oltre alla funzione di protesta, diventa una comunità temporanea: persone che si fermano, ripartono, ritornano; lavori di manutenzione continui; regole non scritte che servono a far convivere sicurezza, rispetto dell’ambiente e una forma di vita essenziale. Un buon racconto, con foto e descrizione del clima comunitario, è questo: Community: Bilston Glen Treehouses – Summer Winter.
Un bosco “sensibile” e scenografico
Bilston Glen non è un bosco qualsiasi. Bilston Burn è collegato a un’area designata come SSSI (Site of Special Scientific Interest), una tutela scozzese che riguarda caratteristiche naturali considerate di valore nazionale. NatureScot spiega cosa significa SSSI e perché esistono queste designazioni: Sites of Special Scientific Interest (SSSIs). Per chi vuole entrare nei dettagli, esiste anche un documento specifico sull’area: Bilston Burn SSSI, site management statement (PDF).
Questo punto aiuta a capire perché, attorno a Bilston Glen Treehouses, non si parla solo di “case sugli alberi” ma di un equilibrio delicato: habitat, tutela legale, proprietà del suolo, sicurezza pubblica e responsabilità individuali.
Parlare di luoghi “nascosti” non significa invitarvi a cercarli sul campo. A distanza di anni, strutture in legno e corde possono essere pericolose, e l’accesso può attraversare proprietà private o aree dove il passaggio non è appropriato.
Se vi interessa la storia, la strada migliore resta informarsi tramite fonti pubbliche, mappe e documenti, senza forzare accessi e senza disturbare fauna e ambiente.
Polemiche e momenti difficili
Quando una comunità vive in modo informale, spesso arrivano anche le polemiche: da un lato chi difende la protesta come forma di tutela diretta del territorio, dall’altro chi la percepisce come occupazione o disturbo. Nel caso di Bilston Glen, un evento tragico ha segnato la memoria del luogo: nel 2011 un incendio al campo causò la morte di un attivista, riportata anche dalla stampa nazionale. Qui un resoconto: The Guardian, 31 gennaio 2011.
È un promemoria concreto di un aspetto spesso sottovalutato: vivere “off grid”, specie in condizioni precarie e in clima umido, non è romantico. È faticoso, rischioso e richiede competenze reali, dalla gestione del fuoco alla sicurezza in quota.
Aggiornamento: Esiste ancora oggi?
Le fonti pubbliche più solide raccontano un presidio durato molti anni, con una presenza documentata almeno fino alla metà degli anni 2010, ma non esiste un canale ufficiale che presenti Bilston Glen Treehouses come comunità “visitabile” oggi. In più, l’area è tornata negli ultimi anni al centro del dibattito viario: Midlothian Council ha portato avanti consultazioni e documenti sul progetto A701 Relief Road e A702 Link Road. Pagine utili per capire il contesto attuale sono queste: consultazione 2025 (Midlothian Council) e sito del progetto.
In pratica: più che cercare un villaggio o comunità alternativa attiva, ha senso leggere Bilston Glen come una traccia culturale. Un capitolo di Scozia contemporanea in cui la forma della protesta è diventata architettura, e l’architettura è diventata messaggio.
Coordinate e mappa
Per inquadrare l’area senza trasformare tutto in una caccia al tesoro, un riferimento geografico citato in archivi fotografici pubblici (con descrizione del campo nei boschi di Bilston Glen) è questo punto:
55.87140, -3.17297
Una fonte utile per questa georeferenziazione è la foto d’archivio su Geograph: Woodland campsite, Bilston Glen.
Curiosità che cambiano lo sguardo
Bilston Glen fa parte di una costellazione più ampia: nel Regno Unito la protesta contro nuove strade ha prodotto, dagli anni Novanta in poi, forme di azione diretta molto inventive. Bilston Glen viene spesso citato come uno dei presidi più longevi, e questo spiega perché, anche a distanza di tempo, il ricordo resti così vivido in chi lo ha visto da vicino.
Se vi capita di ripensare a luoghi simili, una domanda può aiutare: che cosa vi colpiva davvero, la “casa sugli alberi” o l’idea che qualcuno avesse deciso di vivere lì per difendere un pezzo di bosco?
In Bilston Glen, le due cose sono inseparabili.
Immagine tratta da:
Bilston Glen, una notte tra case sugli alberi vicino a Edimburgo

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