Wwoof: le domande più ricorrenti

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Wwoof info

La nostra FAQ sul wwoofing con consigli utili, risposte e suggerimenti*

Quella che segue è la nostra f.a.q. (frequently asked questions), ovvero una lista di risposte alle domande più frequenti sul wwoofing, pensata per tutti coloro che aspirano a diventare Wwoofer.
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0. Partiamo da zero. Cos’è il wwoof?  

Il W.w.o.o.f. è un organizzazione che ha lo scopo di promuovere le innumerevoli opportunità di volontariato presenti in tutto il mondo rivolte a coloro che vogliono intraprendere un’esperienza di vita nelle fattorie biologiche o altri progetti relativi a stili di vita ecologici, sostenibili e naturali.
W.W.O.O.F. infatti è acronimo di world wide opportunities on organic farm, ovvero opportunità di volontariato nelle Fattorie Biologiche a livello mondiale. In pratica i soci tesserati hanno a loro disposizione una lista con gli indirizzi delle fattorie, degli eco-villaggi, dei progetti e delle comunità che ricercano manodopera volontaria. Questi luoghi ecologici sono disposti ad offrire ospitalità, cioè un letto, del cibo, educazione alla vita rurale e, possibilmente, buona compagnia, in cambio di aiuto volontario (non remunerato). 

Il Wwoof è diventato un opportunità perfetta sia per i viaggiatori low-cost che per gli individui che vogliono apprendere tecniche agricole orientate alla sostenibilità. Inoltre, consente di sperimentare e vivere in profondità la cultura e lo stile di vita di un posto.

wwoofers, dunque, sono viaggiatori, giovani o adulti, che si spesano il viaggio facendo qualche ora di volontariato nelle fattorie ecologiche di tutto il mondo, in cambio vitto e alloggio. Per semplificare il discorso ci limiteremo a parlare solo di wwoof, che è la risorsa più conosciuta del web in ambito di volonturismo. Ricordiamo però che esistono anche altre alternative, come Workaway e Helpx.
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2. Come ci si iscrive?

Per iscriversi e ottenere la lista delle opportunità basta contattare per via informatica l’organizzazione wwoof della nazione specifica che si vuole visitare. Ad esempio se volete fare wwoofing in Italia dovete contattare il WWOOF ITALIA. Per fare wwoofing in Inghilterra il sito giusto è WWOOF UK. Per la Spagna bisogna rivolgersi al WWOOF España mentre per l’Irlanda la pagina web è WWOOF IRELAND, ecc. ecc. Clicca qui per la lista completa delle organizzazioni nazionali.

[Questa mappa invece localizza le sedi delle associazioni autorizzate w.w.o.o.f. nel mondo: sedi W.W.O.O.F.]

N.b: sebbene tutte le organizzazioni nazionali di wwoof condividano dei valori in comune, ciascuno degli enti nazionali adotta principi, regole e modalità differenti.

3.Quanto costa iscriversi?

Il costo della quota associativa varia da paese in paese. Solitamente si parte dai 15 euro ai 35 euro e dura un anno.

4. E’ inclusa l’assicurazione in caso d’infortunio?

Sì, quasi sempre, anche se non tutte le organizzazioni nazionali wwoof la contemplano, come ad esempio il wwoof Irlanda. In questi casi è consigliabile farsi un’assicurazione a parte.

5. Se l’assicurazione non è inclusa, è obbligatorio farla?

Generalmente non è obbligatorio fare l’assicurazione per le attività di volontariato. Alcuni host però potrebbero richiederla per motivi di sicurezza e responsabilità giuridiche. Le attività di volontariato wwoof, tuttavia, non sono pericolose, infatti sono proibiti l’uso di strumenti ad elevato rischio (come le motoseghe, le cesoie elettriche, i trattori, etc. etc.). L’assicurazione non coprirà i danni causati da strumenti di questo tipo, perciò evitate di usarli, come previsto dal regolamento.

6. Come si organizza un soggiorno in fattoria? 

Semplice: una volta ottenuta la lista WWOOF, si avrà accesso alle coordinate per contattare e raggiungere il progetto ecologico. Per organizzare il soggiorno è necessario contattare la famiglia o i soggetti ospitanti  chiamati in inglese HOST. Gli HOST preferiscono solitamente essere contattati via e-mail, ma alcuni mettono a disposizione il loro numero di cellulare. E’ consigliabile contattare gli host telefonicamente per avere una prima impressione sul progetto. le persone e le attività coinvolte.

7. Voglio ospitare i viaggiatoriCome si diventa host (famiglia ospitante)?

Per diventare host basta contattare l’organizzazione wwoof del paese di residenza e fare la richiesta per diventare socio ospitante. In Italia, ad esempio, l’operazione richiede un incontro preparativo ed esplicativo, seguito dall’ispezione di coordinatori delegati, infine l’avviso di accettazione o meno all’interno del network.

Se non siete necessariamente interessati a fare parte del network wwoof, potete contattare la nostra redazione e richiedere di pubblicare gratuitamente un vostro annuncio per ospitare viaggiatori ed eco-volontari. Farete parte della nostra lista indipendente e gratuita.

8. Con quanto anticipo è necessario contattare e prenotare una fattoria?

Consigliamo di prenotare almeno uno o due mesi prima per avere il posto garantito, soprattutto se si tratta di un agriturismo molto richiesto per il suo particolare fascino o per le interessanti attività che offre. Tuttavia potrebbe non essere affatto difficile trovare disponibilità in fattoria telefonando a pochi giorni dall’arrivo. 

I viaggiatori più indipendenti chiedono spesso ospitalità all’ultimo minuto: non sempre riescono ad ottenerla ma questo modo di organizzarsi consente loro di avere maggiore libertà di movimento, improvvisando gli itinerari a seconda delle opportunità che nascono durante il viaggio. Se la fattoria raggiunta è di loro gradimento, possono decidere, in accordo con l’host, di rimanere più a lungo, o al contrario, di fermarsi solo pochi giorni e ripartire per un’altra fattoria.

Potresti dare un’occhiata al progetto delle “vie wwoof“, itinerari italiani pensati apposta per i pellegrini della via francigena che vogliono fermarsi in fattoria a fare wwoof per qualche giorno o  per qualche settimana.

Durante la corrispondenza (per via elettronica, postale o telefonica) specificate sempre agli host quali sono le vostre intenzioni, gli obiettivi e i motivi che vi spingono a fare volontariato nella loro fattoria / comunità / eco-villaggio.

9. Le fattorie w.w.o.o.f. sono aperte solo d’estate?

No. La disponibilità durante i periodi dell’anno varia a seconda dei luoghi, dei climi, delle fattorie e delle loro esigenze. Ci sono fattorie che accolgono volontari in determinate stagioni (vendemmia, raccolta olive), altre fattorie ricevono wwoofers tutto l’anno. In paesi come la Spagna (soprattutto al centro-sud), alcune fattorie sono costrette a interrompere l’attività d’estate per via del caldo che impedisce lo svolgimento dei lavori di campagna. Ogni fattoria segue una propria agenda. Per scoprire quali sono le date di apertura basta contattare gli host che vi interessano e chiedere loro maggiori informazioni.

10. Per quante ore bisogna dare una mano?

Una risposta potrebbe essere “quanto si vuole” visto che si tratta di volontariato. In realtà la tipica formula wwoof, almeno a livello generale, è di 4 ore al giorno per 5 giorni alla settimana ma non esiste una regola fissa. Alcuni richiedono qualche ora in più, altri possono accontentarsi di un paio di ore di aiuto. Le ore di lavoro dipendono dall’ospitalità,  dalle esigenze delle persone, dalle condizioni delle attività e del tempo, infine dalle necessità di entrambi host e wwoofer.  Solitamente non si lavora più di 6 ore al giorno e viene garantito almeno un giorno libero alla  settimana che coincide solitamente con la Domenica. Gli host sono aperti a discutere le clausole dell’accoglienza con il volontario. Non ci sono veri e propri obblighi e non è richiesta professionalità. Piuttosto sono richiesti serietà, entusiasmo, buon senso e apertura mentale.

A proposito del wwoof Italia: è vietato parlare di ore di lavoro, nonché usare l’espressione “lavoro in cambio di vitto ed alloggio”. Si preferisce riferirsi al wwoof come ad una “condivisione dello stile di vita”. I soci host, le fattorie, le comunità e le aziende iscritte al wwoof italia sono appositamente selezionate da coordinatori volontari e visti soprattutto come centri educativi: è importante essere ben motivati e discutere nel dettaglio i particolari dell’esperienza che si vuole vivere nella specifica fattoria assieme agli hosts del wwoof italia.

11. Per quanto tempo ci si può fermare a lavorare in una fattoria?

Il tempo di permanenza richiesto dalle famiglie è relativo e cambia di luogo in luogo. C’è chi ha bisogno soltanto di qualche giorno d’aiuto e chi necessita invece di un periodo minimo di una o due settimane. C’è chi è in grado di ospitare volontari per mesi, chi addirittura è disposto ad accogliere uno o più volontari per tutta la vita (a condizione che ci siano buoni rapporti)!

12. Scelgo una famiglia, una comunità, un eco-villaggio, un’associazione, un azienda o…?

E’ bello essere volontari e contribuire alla creazione di un mondo migliore, quindi sentirsi utili. Sarebbe meglio impiegare le proprie energie a favore di un bene comune, piuttosto che per interessi di aziende private. Consigliamo dunque di cercare posti dove si lavora a favore dell’ambiente, degli esseri umani e degli animali, oppure per l’autosufficienza di una comunità, piuttosto che per il profitto di un business aziendale. La vostra scelta però, dipenderà dai vostri obiettivi personali. Le esperienze di vita in comunità, eco-villaggi, famiglie autosufficienti, o presso enti e associazioni ecologiche di varia natura, sono altamente consigliate. Il lavoro può essere faticoso ma gratificante. Ottime esperienze formative si possono fare anche presso aziende private. Fare volontariato in un’azienda biologica potrebbe rivelarsi un buon tirocinio.

13. Che differenza c’è fra Wwoof e Workaway?

Se scegliete il W.W.O.O.F. (piuttosto che a Helpx o Workaway) state sostenendo un’organizzazione NO-PROFIT totalmente orientata a stili di vita sostenibili ed ecologici.

I valori portanti delle fattorie appartenenti alle liste wwoof sono il rispetto per la natura, l’ambiente e gli animali. Workaway o Helpx, sono organizzazioni commerciali che offrono opportunità di volontariato nei settori più disparati.

14. Lavorare da soli o assieme ad altri volontari?

Alcuni wwoofer preferiscono la compagnia. Altri preferiscono essere gli unici ospiti della fattoria. Chi vi scrive vi consiglia di andare a fare volontariato in quei posti dove si ospitano più di due volontari per volta. Condividere la propria esperienza con altre persone è decisamente più stimolante. Ci sono ambienti di volontariato in cui si ospitano anche più di 30 volontari contemporaneamente; altri invece sono in grado di ospitare un solo volontario alla volta. Scegliete dunque a seconda della vostra personalità e dei vostri obiettivi; sicuramente più wwoofers ci sono, maggiore è il divertimento.

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Una squadra di wwoofer in una finca spagnola.

15. Come comportarsi in caso di problemi con gli host o i wwoofer?

Entrambi wwoofer ed host, devono rispettare i codici e lo spirito del Wwoof ma non è raro che nascano fraintendimenti e idiosincrasie fra le parti. Fa parte dei rischi di un’esperienza W.w.o.o.f. Se le parti coinvolte nello scambio culturale non sono soddisfatte dell’esperienza, è bene cercare di capirne le ragioni, cercando di sanare i rapporti attraverso un dialogo costruttivo.

Pur trattandosi di volontariato, si richiede al wwoofer di lavorare con serietà e rispetto nei confronti degli host.

Anche gli host devono essere ragionevoli nella richiesta d’impegno da parte dei wwoof. Qualora invece si irritino facilmente, o si comportino in modo poco ospitale, consigliamo ai wwoofer di lasciare il posto. Non ci sono infatti vincoli che obblighino i volontari a rimanere. Le esperienze negative sono rare ma possibili.

L’ospite deve capire che il wwoof non è una vacanza e la fattoria non è un albergo. Chi ospita, d’altra parte, deve avere ben chiaro che il volontario non è un professionista né un impiegato da sfruttare. Deve rispettarlo, farlo sentire come un membro della famiglia. Il wwoof è prima di tutto uno scambio culturale. In Italia, i wwoofer che si trovano male possono inviare una lettera alla segreteria del wwoof italia che provvederà a indagare ed eventualmente sospendere la fattoria dalla lista wwoof.

Alcune organizzazioni come HelpX e Workaway offrono ai volontari la possibilità di scrivere una recensione sulle famiglie presso le quali hanno soggiornato. Lo stesso possono fare i proprietari delle fattorie nei confronti dei volontari, attestandone il decoro, la serietà, l’ordine, la pulizia. In questo modo se entrambi si sono comportati bene, riceveranno una buona raccomandazione scritta nella pagina del loro profilo, visibile a tutti gli altri utenti del network. Se l’esperienza è stata negativa lo sarà anche la recensione, che scoraggerà altri wwoofer o altri host a relazionarsi con il proprietario del profilo recensito negativamente. Questo sistema rafforza la fiducia fra i soci membri  e tutela i vari partecipanti.

16. Si può fare w.w.o.o.f in Italia? 

Certo che sì. Si può fare in Italia come in tutto il resto del mondo. Il sito di riferimento per il W.w.o.o.f. Italiano è  http://www.wwoof.it/
L’iscrizione costa 35 euro ed è valida per 12 mesi

Particolarmente interessante è la possibilità di visualizzare le location delle fattorie su googlemap. Se pensate che le opportunità per fare questo tipo di “vacanza-lavoro” siano poche o limitate, date un’occhiata alla mappa delle fattorie di HelpX, nella sola penisola Italiana:

helpx

17.Meglio il wwoof o gli altri network?

Come spiegato prima, il wwoof è un associazione no profit e offre l’assicurazione, mentre gli altri network sono aziende private e non includono l’assicurazione nel prezzo. Sta a voi decidere a chi affidarsi. Le tessere di HelpX e di Workaway  costano rispettivamente 20 e 30 euro. La prima è biennale, mentre la seconda ha scadenza annuale, come il wwoof. Entrambi offrono una lista di opportunità di volontariato che comprende tutte le nazioni del mondo (Italia compresa). Vale a dire che pagando una sola volta, si ha accesso a tutte le nazioni del mondo. Questo non avviene con il wwoof, che invece richiede un’iscrizione diversa per ciascuna nazione.

Se il wwoof pone l’attenzione sulle fattorie biologiche, workaway e helpx sono siti di volontariato “generale”. Si può lavorare per alberghi, campeggi, piscine, associazioni urbane, centri sociali, circhi, fattorie non necessariamente biologiche ecc. ecc. 

18. Quali sono i tipici lavori del Wwoofer?

Al pascolo con le capre

 Ecco alcuni esempi di possibili mansioni da svolgere: 

-Portare a spasso i cani o pascolare capre.
-Nutrire i cavalli e pulire la stalla.
-Dare da bere alle piante.
-Tagliare i rami secchi degli alberi o l’erba del prato.
-Seminare, ripulire l’orto dalle erbacce.
-Costruire recinti.
-Raccogliere la frutta.
-Costruire piccole abitazioni di paglia o in bioedilizia.
-Vendemmiare
-Preparare locali/stanze per feste o matrimoni
-Cucinare per la famiglia o i volontari

20. Dove si alloggia?

A seconda delle possibilità di coloro che ospitano, ai wwoofers può essere riservato un posto letto in:
(elenchiamo i posti dove a noi è capitato di dormire)

-camera da letto normale in casa
-camera d’albergo, singola o doppia.
-roulotte o camper
-tenda o Tipi
-baita di montagna
-camerata assieme ad altri volontari.
-appartamento privato o da condividere con altri volontari.
-capanna/casa sull’albero
-underground home o earthship home o casa degli hobbit  🙂 …
-ecc ecc

couchsurfing
Wwoof in Slovenia. Materassi sparsi per terra: può capitare che i wwoofers condividano la camera da letto con altri compagni di esperienza. Non fa per tutti, ma per chi si adatta può essere estremamente divertente.

21. Cosa può fare il volontario durante il tempo libero?

Il wwoofer ha solitamente parecchio tempo libero e lo può spendere come vuole.

Alcune abitazioni includono piscine, il più delle volte messe a disposizione dei volontari dopo il lavoro. Altri posti si trovano in montagna, quindi ricchi di sentieri da esplorare a piedi o in bici; altre volte si affacciano sul mare, vicino alla spiaggia… Durante i giorni festivi è possibile visitare i musei e le attrazioni storiche e turistiche delle città più vicine. Ed altro ancora si può fare assieme agli amici di fattoria.

22. Ci sono alternative al lavoro di campagna? 

Oltre al volontariato rurale esiste anche il volontariato urbano o l’ urban wwoofing (ovvero possibilità di lavorare in città come ad esempio negli ostelli, nei bar, nei ristoranti, nei nightclub, negli alberghi, nei musei, nelle associazioni no-profit ed altre strutture urbane, sempre in cambio vitto ed alloggio).

 Helpxchange e Workaway  offrono questo tipo di scambi.

23.  Sono allergico/ vegano/ celiaco. Ho qualche possibilità di trovare una fattoria che rispetti le mie esigenze e il mio stile di vita?

Se siete allergici agli animali o ai pollini, la campagna non è proprio l’ambiente ideale che fa per voi; se  la forma allergica non è grave si può comunque godere delle bellezze e del fascino dell’aperta campagna senza troppi problemi.

Per quanto riguarda l’alimentazione ci sono  moltissime comunità e fattorie che sono vegetariane (o Vegane) e desiderose di accogliere volontari e viaggiatori per condividere con loro questo stile di vita. Se siete celiaci, intolleranti o avete altre particolari esigenze è sufficiente riferirlo agli host, siamo certi che vi verranno incontro.

24. Non so parlare bene la lingua straniera. E’ un problema?

Il muro linguistico non è (quasi mai) un problema. Conoscere l’inglese aiuta molto ma anche se non lo masticate bene, sappiate che viaggiare serve proprio a questo, ovvero per imparare e praticare una lingua straniera. La mente degli uomini è molto elastica e capace di apprendere le basi di una lingua in breve tempo. Il linguaggio dei gesti e la capacità di sorridere aiutano molto.
Potrebbe invece essere necessario avere una buona padronanza linguistica nei posti di lavoro come gli alberghi o i bed&breakfast nei quali viene chiesto ai volontari di intrattenere rapporti con i clienti del posto.

25. C’è un limite di età per vivere questo tipo di esperienze?

Il Wwoofing è aperto a tutti, a partire dai ragazzi di 18 anni ai “ragazzi” meno giovani di 60 anni e… oltre!

E’ necessario, piuttosto, avere una mentalità aperta, spirito di adattamento, capacità di socializzazione e passione per l’avventura.

26. Mio figlio è minorenne. E’ possibile fargli fare wwoofing?

Purtroppo nella maggior parte dei casi solo una persona maggiorenne può iscriversi al wwoof. In Inghilterra si sta lavorando per aprire i campi anche a gente più giovane

27. L’idea di “lavorare” quando viaggio non mi piace. Alternative?

Esiste un social network che è ormai famosissimo in tutti i paesi del mondo e conta milioni di iscritti, si chiama Couchsurfing (ne abbiamo parlato qui). Una volta iscritto a C.S. (è gratis), puoi metterti alla ricerca di un posto dove dormire per una o più notti. Sarai ospitato gratuitamente da una famiglia o da singole persone nella location che intendi visitare. Chi ti ospita è a sua volta un membro di CS, disposto ad accoglierti senza pretendere nulla se non un po’ di buona compagnia.  Visita la pagina “RISORSE” del nostro blog per conoscere le alternative a Couchsurfing, e altre formidabili risorse del web.

NOTE:

*Questo post è stato scritto da volontari wwoofers e riflette la loro filosofia ed esperienza. Potrebbero esserci incongruenze o inesattezze. Se ne trovi qualcuna aiutaci a migliorare questo articolo, scrivendo alla redazione e aiutandoci a firmare questo lavoro, che vuole essere a servizio e beneficio dei viaggiatori e degli aspiranti wwoofer.

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5 Commenti

  1. Complimenti, mi è piaciuto molto questo post. Io e una mia amica vorremmo fare il wwoof o l'helpex ma ancora non riusciamo a capire molte cose e magari, perché no, potevi darmi una mano:
    -secondo te c'è più difficoltà a trovare posto per una coppia al posto di un singolo?
    -una coppia di donne ha meno probabilità di trovare rispetto agli uomini?
    -se per caso la mia amica dovesse non partire per un imprevisto, posso modificare il mio profilo e farlo diventare "singolo"?

    Scusami per tutte queste domande, grazie mille!:)
    Alexandra

  2. ci sono tanti disoccupati che vorrebbero fare volontariato anche solo per togliersi dalla noia e sentirsi utili.non so' come si puo' pensare che chi ha 0 euro di reddito possa permettersi di partire pagandosi quote associative, viaggi,abiti da lavoro etc…..e se durante il soggiorno ha bisogno di qualcosa? piuttosto date alloggi modestissimi fate lavorare piu' ore ma date almeno un piccolo compenso! non ci rimetterebbe nessuno a fareste felici milioni di persone che hanno dovuto rassegnarsi a non trovare un'impiego.

  3. In parte ti do' ragione, d'altro canto stanno nascendo organizzazioni come volunteer base che sono gratuite. Le aziende wwoof sono diverse come tipologie alcune possono anche offrire questo tipo di scambio.

  4. Con Workaway gli helpers possono fare quello che vogliono perchè con 2 feedback negativi consecutivi il profilo dell’host viene bloccato per sempre.
    Praticamente possono ricattare la struttura ospitante…

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