Nenad Stojanovic sorride seduto sul tappeto, ospite in una casa tradizionale di Herat, circondato da uomini afghani che lo hanno accolto durante il suo viaggio in autostop dalla Serbia alla Cina.
Questa scena di quotidianità racconta l’aspetto più umano e sorprendente del couchsurfing con i Talebani in Afghanistan: l’ospitalità, il tè condiviso, la curiosità verso lo straniero. La foto non vuole giustificare né celebrare il fondamentalismo, ma mostrare come, anche in un Paese segnato dalla guerra, il contatto diretto permetta di conoscere storie diverse da quelle che arrivano di solito attraverso i media.
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