Con un grande sorriso e gli occhiali da sole, Nenad Stojanovic mostra il cartello dell’autostop con scritto “Suleymani” in arabo e in inglese, sul ciglio di una strada trafficata nel Kurdistan iracheno.
Questa foto racconta uno dei tanti passaggi improvvisati del suo viaggio in autostop dalla Serbia alla Cina, attraverso Turchia, Iraq, Iran e Afghanistan. Usando cartelli nella lingua locale e l’ospitalità trovata tramite couchsurfing, il viaggiatore serbo è riuscito a spostarsi da una città all’altra affidandosi quasi sempre agli sconosciuti incontrati lungo la strada.
Suleymani (Sulaymaniyah) è una delle città principali del Kurdistan iracheno, regione autonoma nel nord dell’Iraq che Nenad attraversa durante il suo viaggio in autostop dalla Serbia alla Cina. Rispetto ad altre zone del Paese, il Kurdistan iracheno è considerato relativamente più sicuro e accogliente per i viaggiatori indipendenti, motivo per cui molti overlander lo includono nel proprio itinerario verso l’Iran e l’Asia centrale.
Sulaymaniyah, spesso chiamata “Suli”, è considerata la capitale culturale del Kurdistan iracheno. La città è circondata da montagne e colline verdi in primavera, ha un importante museo archeologico e diversi spazi dedicati alla memoria delle persecuzioni contro i curdi, oltre a caffè moderni e una scena artistica vivace, che la rendono una tappa interessante per chi viaggia via terra tra Iran e Iraq. Negli ultimi anni la provincia di Sulaymaniyah ha puntato molto sul turismo interno e regionale, valorizzando paesaggi, siti storici e identità curda.
Il Kurdistan iracheno nel suo complesso è una regione autonoma nel nord dell’Iraq, governata dal KRG (Kurdistan Regional Government) e composta da quattro governatorati: Erbil, Duhok, Halabja e proprio Sulaymaniyah. È una zona prevalentemente montuosa, abitata in maggioranza da curdi ma con una forte presenza di minoranze etniche e religiose. In contrapposizione all’immagine di un Iraq solo guerra e distruzione, molti viaggiatori raccontano mercati affollati, famiglie che invitano a bere tè, feste di Newroz e paesaggi che ricordano certi tratti dell’Appennino o del Caucaso.
Dal punto di vista della sicurezza, il Kurdistan iracheno è stato per anni considerato relativamente più tranquillo rispetto al resto del Paese, attirando backpacker curiosi e overlander diretti verso Iran e Asia centrale, anche se le attuali linee guida ufficiali dei vari ministeri degli esteri restano molto prudenziali e in molti casi sconsigliano ancora il viaggio.
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