Gary Arndt vende la propria casa nel 2007 pensando di viaggiare per uno o due anni. Nel 2013 è ancora sulla strada, oltre sei anni dopo, e Everything Everywhere è diventato uno dei suoi principali strumenti di lavoro. I primi anni sono finanziati con i risparmi; poi arrivano entrate dal blog, fotografia e collaborazioni con enti turistici. Gary comincia però a sentire il peso del viaggio continuo e pensa di rallentare, fermandosi più a lungo nelle singole destinazioni.
Gary Arndt: sei anni in viaggio con Everything Everywhere
Nel marzo del 2007 Gary Arndt vende la propria casa con un’idea piuttosto semplice: partire per un viaggio intorno al mondo di uno o due anni.
Sono passati più di sei anni e mezzo e il viaggio non è ancora finito.
Nel frattempo Gary ha attraversato Paesi e continenti, imparato a fotografare, costruito uno dei blog di viaggio più conosciuti in lingua inglese e trasformato quello che doveva essere un lungo viaggio in uno stile di vita.
Il progetto si chiama Everything Everywhere. È il settimo appuntamento della nostra rubrica dedicata ai viaggiatori a tempo indeterminato.

Una casa venduta e un viaggio che continua
Gary non nasce come travel writer e nemmeno come fotografo.
Ha alle spalle una storia professionale legata soprattutto alla tecnologia. Nel 1994 fonda un’azienda nel settore internet e già nel 1997 possiede un proprio sito personale, quando la parola “blog” non è ancora entrata nel linguaggio comune.
Il viaggio è però una passione presente da tempo.
Nel 2007 decide di trasformarla in qualcosa di più grande. Vende la casa, sistema ciò che resta della propria vita negli Stati Uniti e parte.
L’idea iniziale è stare via uno o due anni.
Oggi sono già trascorsi più di sei anni.

Everything Everywhere nasce quasi naturalmente
Per una persona che costruiva siti web già negli anni Novanta, aprire uno spazio online per documentare il viaggio è quasi inevitabile.
Nasce così Everything Everywhere, dove Gary pubblica racconti, informazioni sulle destinazioni e soprattutto fotografie.
La fotografia, all’inizio, non è nemmeno una competenza professionale. Gary parte con una buona macchina fotografica e deve imparare a usarla strada facendo.
Migliaia di fotografie più tardi, quello che era un semplice strumento per documentare il viaggio è diventato uno degli elementi principali del progetto.
Everything Everywhere cresce insieme alla sua esperienza: più viaggia, più materiale produce; più il sito cresce, più arrivano lettori, contatti e nuove opportunità.
I primi anni sono pagati con i risparmi
Il viaggio non nasce grazie al blog.
Per i primi tre o quattro anni Gary utilizza principalmente i propri risparmi, accumulati prima della partenza e anche attraverso la vendita della casa e delle precedenti attività.
Questo dettaglio è importante perché evita di raccontare la solita favola secondo cui basta aprire un travel blog e partire.
Everything Everywhere cresce lentamente. Solo con il passare degli anni comincia a produrre abbastanza opportunità economiche da contribuire in maniera sostanziale al viaggio.
Negli ultimi due anni Gary riesce invece a sostenere gran parte degli spostamenti attraverso il sito, le attività collegate al blog e alcuni viaggi sostenuti da enti turistici.

Dal blog arrivano anche viaggi sponsorizzati
Con l’aumento del pubblico cambiano anche le possibilità professionali.
Enti turistici e destinazioni cominciano a invitare Gary per raccontare territori ed esperienze ai propri lettori. In alcuni casi vengono coperti trasporti, pernottamenti o altre spese.
Gary continua comunque a vivere anche una realtà molto diversa dal classico viaggio stampa.
Può capitare che una notte dorma in un ostello economico e quella successiva in un hotel di lusso perché ospite di una destinazione.
Questa alternanza è ormai parte della sua quotidianità.
Si può vivere con un travel blog?
Nel caso di Gary, ormai sì.
Everything Everywhere e le attività nate intorno al sito gli permettono di continuare a viaggiare.
Ma il risultato arriva dopo anni di lavoro.
Il blog esiste da molto prima che cominci a produrre entrate significative e Gary ha investito una parte importante del proprio tempo nella costruzione del pubblico, nella fotografia e nella pubblicazione costante di nuovi contenuti.
Il suo obiettivo non sembra quello di diventare ricco attraverso il blog. La priorità è riuscire a mantenere abbastanza libertà economica da continuare a fare ciò che sta facendo.
Sei anni e mezzo di viaggio cominciano a pesare
Viaggiare continuamente ha però un costo che non compare nei biglietti o negli estratti conto.
Nei primi mesi del 2013 Gary ha attraversato sedici Paesi e visitato decine di siti patrimonio UNESCO, cambiando continuamente hotel e destinazione.
A un certo punto deve riconoscere di essere stanco.
Muoversi quasi ogni giorno significa avere poco tempo per scrivere, sistemare le fotografie o semplicemente riflettere su ciò che si è visto.
Da qui nasce l’idea di rallentare.
Nel 2014 vuole fermarsi più a lungo in ogni luogo
Gary non intende smettere di viaggiare.
Vuole però cambiare ritmo.
Per il 2014 sta pensando di trascorrere periodi più lunghi nelle singole destinazioni, arrivando anche a fermarsi diverse settimane nella stessa città invece di spostarsi continuamente.
Il viaggio diventa così meno simile a una successione di tappe e più vicino a una forma di vita.
È una conclusione interessante per chi immagina che il viaggio a tempo indeterminato debba necessariamente significare essere sempre in movimento.
Viaggiare finché sarà possibile
Alla domanda se pensa di fermarsi definitivamente, Gary non sembra avere molti dubbi.
Continuerà a viaggiare finché la salute e le circostanze glielo permetteranno.
Questo non significa mantenere per sempre lo stesso ritmo.
Una base stabile potrebbe avere senso un giorno, soprattutto come luogo nel quale tornare fra un viaggio e l’altro. Ma Gary non immagina facilmente una vita nella quale il viaggio scompaia del tutto.
Il consiglio: costruire una competenza che possa viaggiare con noi
Quando si parla di come sostenere economicamente un lungo viaggio, Gary non indica necessariamente il travel blogging.
La soluzione più semplice, secondo lui, è avere una competenza utilizzabile in diversi Paesi o da remoto.
Programmazione e graphic design sono esempi evidenti, ma esistono anche professioni che richiedono una presenza fisica e possono essere svolte in molte destinazioni: istruttore subacqueo, guida turistica e altri lavori legati al turismo.
L’idea di fondo è poter produrre un reddito senza essere legati permanentemente a un unico luogo.
Non tutti devono vendere una casa e partire per sei anni. Ma avere capacità professionali trasferibili può rendere molto più semplice decidere di restare in viaggio più a lungo.

Everything Everywhere nel 2013
Dopo più di sei anni sulla strada, Everything Everywhere è ormai molto diverso dal piccolo sito nato per documentare la partenza.
Gary pubblica fotografie, articoli, racconti e materiali provenienti da un numero crescente di Paesi. Il sito è diventato anche la base professionale che gli permette di continuare il viaggio.
La sua storia dimostra soprattutto quanto possa cambiare un progetto quando gli si lascia abbastanza tempo per crescere.
Nel 2007 Gary pensava di partire per un anno o due.
Nel 2013 non sembra ancora il momento di tornare.
Chi vuole seguire i suoi spostamenti può visitare Everything Everywhere.
Aggiornamento della redazione – 2026.
- Gary Arndt ha continuato a viaggiare per molti anni dopo la pubblicazione di questo articolo. Ha vissuto sulla strada senza una vera base per circa nove anni; nel 2016 ha preso un appartamento al quale poter tornare tra un viaggio e l’altro, continuando comunque a trascorrere diversi mesi all’anno in giro per il mondo.
- La pandemia del 2020 ha segnato una svolta importante. Con l’interruzione quasi totale dei viaggi internazionali, Gary ha iniziato un nuovo progetto: Everything Everywhere Daily, podcast educativo quotidiano dedicato a storia, geografia, scienza, cultura e altri argomenti.
- Il primo episodio è uscito il 1° luglio 2020. Nel 2026 il podcast ha superato 65 milioni di download complessivi e registra circa 1,5 milioni di download al mese. Il progetto conta ormai migliaia di episodi e rappresenta oggi l’attività principale di Gary.
- Everything Everywhere è quindi ancora online, ma il centro del progetto non è più il travel blog raccontato nel 2013. L’esperienza accumulata in oltre un decennio di viaggi è diventata una delle basi del nuovo lavoro di divulgazione.
- Gary continua a viaggiare, ma non vive più il nomadismo continuo dei primi anni. Oggi ha nuovamente una base negli Stati Uniti e dedica gran parte del proprio tempo alla ricerca, alla scrittura e alla produzione quotidiana del podcast.
Visita Everything Everywhere e il podcast Everything Everywhere Daily.
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