Questo box appare perché in questa pagina compaiono riferimenti a un’area interessata da conflitti o tensioni gravi. La situazione può cambiare rapidamente, anche per trasporti, ingressi, controlli e servizi. Prima di organizzare un viaggio, verificate le fonti ufficiali (ViaggiareSicuri della Farnesina, ministeri competenti, ambasciate e consolati), valutate copertura assicurativa e possibili variazioni su voli e spostamenti. Se il viaggio non è indispensabile, considerate di rimandare finché il quadro non è più stabile.
Ha vent’anni e qualcosa, viene dallo Stato di New York e da più di due anni vive con lo zaino in spalla. Alexandra Baackes ha lasciato gli Stati Uniti poco dopo la laurea con un biglietto di sola andata e, almeno per il momento, non sembra avere intenzione di trasformarlo in un biglietto di ritorno.
Il suo progetto si chiama Alex in Wanderland: un blog nel quale racconta viaggi, immersioni, fotografia, lavoro all’estero e vita quotidiana sulla strada.
In queste settimane Alexandra sta raccontando il Perù. Ha percorso il Cammino Inca verso Machu Picchu e continua a spostarsi nel Paese pubblicando fotografie, video, informazioni pratiche e impressioni personali.
La sua storia ci interessa soprattutto per una ragione: dietro l’immagine romantica della ragazza che gira il mondo c’è una quantità considerevole di lavoro. Alexandra non finanzia i propri viaggi attraverso una rendita e non considera il blog una vacanza permanente. Negli anni ha imparato ad arrangiarsi, mettere insieme lavori differenti e ridurre le proprie spese.
È una delle storie che raccogliamo nella nostra rubrica dedicata ai viaggiatori a tempo indeterminato: persone che, per scelta o per circostanze, hanno smesso di pensare al viaggio come a una parentesi fra una partenza e un ritorno.

La voglia di partire comincia presto
Alexandra racconta di aver avuto uno spirito irrequieto fin da giovanissima, anche se nella sua famiglia i grandi viaggi internazionali non erano la norma.
A tredici anni riesce a convincere i genitori a organizzare un viaggio in Belize. In seguito partecipa a uno scambio scolastico in Costa Rica. Sono esperienze relativamente brevi, ma sufficienti per convincerla che vuole continuare a conoscere altri Paesi.
A diciannove anni arriva il primo grande viaggio da sola: un’estate in Thailandia.
Da quel momento diventa sempre più difficile immaginare una vita interamente sedentaria. Due settimane dopo la laurea Alexandra è di nuovo su un aereo e comincia quello che, oltre due anni dopo, continua a essere un viaggio senza una vera data di conclusione.
Quattro lavori per mettere da parte i soldi
Il lungo viaggio non comincia con uno sponsor o con un blog già redditizio.
Prima di partire Alexandra lavora molto per mettere da parte denaro. Durante gli studi arriva a combinare diversi impieghi contemporaneamente: un tirocinio retribuito in uno studio di graphic design, turni nel fine settimana in un negozio di abbigliamento, babysitting serale e la vendita di cartoline e piccoli oggetti realizzati a mano attraverso Etsy.
La capacità di adattarsi continuerà a esserle utile anche dopo la partenza.
Durante i suoi viaggi lavora come videomaker subacquea, fa la barista, distribuisce volantini e accetta altri piccoli incarichi temporanei. Continua inoltre a lavorare a distanza per alcuni clienti di graphic design conosciuti quando viveva a New York.
La formula, quindi, non è particolarmente misteriosa: lavorare quando se ne presenta l’occasione, possedere poco e cercare di costruire entrate che possano seguirla da un Paese all’altro.
Alex in Wanderland comincia a diventare un lavoro
Il blog nasce prima di tutto per raccontare il viaggio, ma lentamente comincia a produrre anche opportunità professionali.
Dopo circa un anno e mezzo Alexandra inizia a ricavare le prime entrate da Alex in Wanderland. Il sito le permette inoltre di ottenere lavori freelance nella scrittura, nell’editing, nella grafica e nella produzione video.
Nel periodo precedente a questa intervista racconta di aver guadagnato complessivamente, fra blog e attività multimediali freelance, tra circa 1.000 e 3.000 dollari al mese.
La cifra varia e non equivale a uno stipendio garantito. Alexandra sta ancora costruendo il proprio progetto e insiste sul fatto che il blogging non sia una maniera facile o sicura per guadagnarsi da vivere.
Anzi, a chi vuole partire consiglia di non pensare automaticamente a un travel blog come soluzione economica.

Lavorare online senza essere necessariamente blogger
Uno degli aspetti interessanti della sua esperienza è proprio questo: per guadagnare mentre si viaggia non è obbligatorio scrivere di viaggi.
Alexandra conosce persone che lavorano a distanza come traduttori, graphic designer e professionisti in altri settori. Internet rende possibile mantenere clienti lontani e produrre un reddito mentre si vive temporaneamente in un altro Paese.
Naturalmente esistono anche lavori che richiedono una presenza fisica: turismo, ristorazione, insegnamento, immersioni, lavori stagionali e altri impieghi temporanei.
Per Alexandra la cosa importante è costruire competenze che permettano di continuare il viaggio invece di aspettare che il viaggio si finanzi da solo.
Viaggiare sempre può diventare stancante
Una vita in movimento non significa necessariamente cambiare città ogni due giorni.
Dopo più di due anni sulla strada Alexandra comincia a riconoscere anche la necessità di fermarsi.
Nei prossimi mesi vuole continuare a esplorare il Centro e Sud America, ma immagina il futuro alternando lunghi periodi all’estero a estati trascorse negli Stati Uniti con amici e familiari.
Muoversi continuamente, racconta, è troppo faticoso. Ogni tanto ha bisogno di posare i bagagli per qualche settimana e ricostruire una piccola routine.
Una buona connessione a internet diventa allora quasi importante quanto una bella spiaggia: bisogna scrivere, elaborare fotografie, montare video e rispettare le consegne dei clienti.

Non vuole smettere di viaggiare
Alexandra non immagina un futuro completamente privo di viaggi.
Questo non significa che passerà necessariamente tutta la vita spostandosi per mesi senza una base. Può immaginare di avere un giorno una casa e partire per periodi più brevi.
La vera difficoltà sarà eventualmente scegliere un luogo nel quale desiderare di fermarsi.
Per ora il problema non sembra urgente.
Spendere meno per poter partire più a lungo
Guadagnare mentre si viaggia è soltanto metà dell’equazione. L’altra metà consiste nel ridurre le spese.
Alexandra suggerisce di chiedersi quanto abbia senso mantenere automobile, appartamento e magazzini pieni di oggetti quando si trascorrono lunghi periodi all’estero.
Possedere poco rende il viaggio più economico e anche più semplice. Ogni nuovo oggetto acquistato, quando si vive con uno zaino, diventa qualcosa che bisogna trasportare.
È un approccio molto vicino a quello di altri viaggiatori a lungo termine: meno costi fissi a casa significano più libertà nel decidere quanto a lungo rimanere in viaggio.
Un libro che le ha cambiato prospettiva
Fra i consigli che Alexandra dà a chi sogna una vita simile c’è anche un libro: Work Your Way Around the World.
Lo legge quando frequenta ancora le scuole superiori e lo ricorda come uno dei testi che le hanno fatto capire quante possibilità esistano per lavorare mentre si viaggia.
Non serve necessariamente copiare il percorso di qualcun altro. La parte importante è rendersi conto che fra il classico lavoro fisso e una vita senza alcun reddito esistono molte possibilità intermedie.
Alexandra oggi è in Perù
In questo periodo Alex in Wanderland arriva proprio dal Perù.
Alexandra ha da poco percorso l’Inca Trail fino a Machu Picchu e sul blog sta pubblicando informazioni su costi, equipaggiamento, organizzazione del trekking e luoghi visitati.
Il blog è anche il suo diario personale: accanto alle guide pratiche continua a raccontare dubbi, fatiche e piccoli episodi della vita quotidiana in viaggio.
Chi vuole seguirla può visitare Alex in Wanderland.
Aggiornamento della redazione – 2026.
Alexandra Baackes continua a lavorare nel settore dei viaggi. Alex in Wanderland è ancora online e Alexandra è oggi anche fondatrice di Wander Women Retreats, progetto dedicato a viaggi e retreat di gruppo per donne.
Nel 2026 il progetto propone ancora partenze internazionali, comprese esperienze in Africa, Medio Oriente, Caraibi e Asia. La sua attività si è quindi evoluta rispetto al blog che raccontavamo nel 2013, pur rimanendo legata al viaggio, alla fotografia, alle immersioni e alle esperienze di lunga durata.
Scopri altri viaggiatori a tempo indeterminato

Lascia un commento