La depressione somiglia a una vertigine: il passo avanti sembra troppo.
Il “ponte” è l’immagine di un rischio calcolato. Non una fuga, ma un attraversamento fatto di scelte piccole e stabili: preparare lo zaino la sera, fissare una tappa breve, prevedere soste, chiedere appoggio a una persona fidata. In viaggio, ogni trave sotto i piedi è un gesto che allena la fiducia: luce naturale, movimento regolare, incontri sobri. La terapia del viaggio non sostituisce la cura clinica, ma può affiancarla quando serve, trasformando l’evitamento in esposizione gentile. Attraversare significa restare presenti anche se tremano le gambe: un passo, poi un altro, finché la distanza percorsa diventa più forte della paura.
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