The Twelve Tribes sono una comunità religiosa nata negli anni ’70 negli Stati Uniti con una struttura comunale e una forte base teologica, ma che nel corso degli anni è stata oggetto di aspre critiche.
Fondata nel 1972 da Elbert “Gene” Spriggs (poi noto come “Yoneq”) in Tennessee, ha le sue radici nel movimento Jesus People. Dopo una migrazione verso il Vermont, la comunità si è espansa internazionalmente, aprendo comunità in Nord America, Europa, Australia e Sud America. I membri vivono collettivamente, condividendo proprietà e reddito, lavorano insieme in fattorie e nei cafè locali noti come Yellow Deli o Maté Factor, e seguono uno stile di vita basato sul modello della prima Chiesa di Gerusalemme evocata negli Atti degli Apostoli. Dal punto di vista dottrinale, la comunità segue un cristianesimo con radici nel giudaismo messianico e si considera l’erede delle “dodici tribù d’Israele”, attribuendo al proprio gruppo una missione escatologica di restaurazione spirituale. Tuttavia, la comunità è stata spesso descritta come culto autoritario.
Ex‑membri e studiosi denunciano:
- controllo rigoroso delle relazioni affettive e della genitorialità: punizioni corporali e organizzazione della vita familiare secondo regole draconiane.
- isolamento dei membri e confisca dei mezzi personali, con il rischio di indebitamento e dipendenza totale dal gruppo.
- dottrine estremiste su razza, sessualità e ruoli sociali: esponenti hanno promosso insegnamenti che equiparano persone LGBT a reati capitali, difendono la supremazia bianca e la servitù delle popolazioni nere secondo letture bibliche distorte.
Un episodio clamoroso ha visto la Vermont State Police nel 1984 sequestrare decine di minori a una comunità della tribù in Vermont, su accuse di abuso e condizioni di vita insalubri; il caso è poi rientrato, ma ha segnato un punto di svolta più diffuso nelle accuse rivolte al gruppo.
Le controversie non si limitano al passato: nel 2024 un membro è stato arrestato per l’omicidio di un altro aderente in una comunità del Tennessee, suscitando clamore e nuove indagini.
In sintesi, le Twelve Tribes presentano una dualità radicata: da un lato, idealizzano un modello comunitario basato su fede e condivisione, con attività economiche riconoscibili anche fuori dalle comunità come i Yellow Deli; dall’altro, la segretezza, il controllo sociale, e le ideologie estremiste e suprematiste sollevano seri interrogativi sulla loro natura e sul rischio che rappresentano per chi vi aderisce.
Le comunità religiose in America continuano a rappresentare una parte centrale della vita culturale e sociale del Paese, ma il panorama oggi è molto diverso rispetto a qualche decennio fa. Se un tempo il cristianesimo – in particolare protestantesimo e cattolicesimo – dominava quasi incontrastato, oggi la realtà è molto più complessa e frammentata.
Negli Stati Uniti convivono tradizioni religiose storiche e nuove esperienze spirituali, spesso nate ai margini o da percorsi migratori. Nelle grandi città, come New York o Los Angeles, è facile imbattersi in templi buddhisti, moschee, sinagoghe riformate o centri per la meditazione interreligiosa, accanto a chiese pentecostali o movimenti evangelici moderni. La diversità non è solo confessionale ma anche generazionale e culturale: i giovani tendono sempre più a definirsi “spirituali ma non religiosi”, e cresce il numero di chi non si riconosce in nessuna istituzione di fede.
Foto tratta dall’articolo di Alessandra di Napoli:

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