Il Carnevale di Ivrea, noto anche come “Carnevale delle Arance”, è una delle tradizioni più affascinanti e storiche d’Italia. Ogni anno, la città di Ivrea, situata nel Canavese, si trasforma in un palcoscenico vivente che mescola storia, leggenda e partecipazione popolare.
Il cuore pulsante del Carnevale di Ivrea è la figura della Mugnaia, una giovane donna che, secondo la leggenda, rifiutò le avances di un tiranno medievale e, per questo, venne decapitata. La sua morte scatenò una rivolta che portò alla liberazione della città. Ogni anno, una giovane donna di Ivrea viene scelta per interpretare il ruolo della Mugnaia, e la sua identità viene mantenuta segreta fino all’inizio del Carnevale.
Il momento culminante del Carnevale è la Battaglia delle Arance, un evento che coinvolge migliaia di persone. La città si divide in nove squadre, ognuna delle quali rappresenta un gruppo di “aranceri a piedi” che affrontano i “lanciatori” sui carri. I partecipanti si lanciano arance l’uno contro l’altro, rievocando la lotta per la libertà contro l’oppressione. La battaglia è un’esperienza intensa e coinvolgente, che attira ogni anno numerosi spettatori e partecipanti da tutto il mondo.
Ivrea: la condizione delle strade dopo la battaglia delle Arance
Nella foto: il team de I Diavoli.
Gli Scacchi – storia e identità del team di Ivrea
Tra le squadre più riconoscibili della Battaglia delle Arance, gli Scacchi devono il loro nome alla
livrea in bianco e nero, una scacchiera che salta agli occhi anche nella nebbia d’agrumi di fine giornata.
Il gruppo nasce come compagnia di aranceri a piedi legata al tessuto rionale di Ivrea: amici, famiglie e generazioni che,
di Carnevale in Carnevale, hanno dato forma a una comunità compatta e appassionata. Con il tempo gli Scacchi sono diventati
una vera “scuola di piazza”, dove si tramandano tecniche di getto, regole non scritte e rispetto per avversari e tradizione.
La loro filosofia è racchiusa nel nome: giocare di strategia. In piazza si muovono come su una scacchiera,
avanzando e ripiegando a blocchi, coprendosi a vicenda quando arrivano i carri e scegliendo il momento giusto per l’assalto.
I pantaloni arancioni richiamano il “munizionamento” simbolo della festa, mentre i quadrati bianchi e neri esprimono ordine,
disciplina e colpo d’occhio. Prima della battaglia non mancano i cori, il saluto alle autorità del Carnevale – Generale e
Mugnaia – e l’abbraccio con le altre compagnie, perché la rivalità resta goliardica e la sicurezza viene prima di tutto.
Oggi gli Scacchi contano centinaia di sostenitori tra aranceri, tamburini, addetti alla logistica e un’ampia famiglia di
simpatizzanti che si ritrova sotto gli stendardi a quadri. La squadra custodisce lo spirito più autentico di Ivrea:
radici popolari, orgoglio cittadino e quella miscela inconfondibile di energia, sudore e succo d’arancia che rende unico
questo Carnevale. Se li incontri a fine giornata, riconoscerai i volti macchiati d’agrumi, l’uniforme a scacchiera e un
sorriso stanco ma felice: la partita, per loro, è andata in scena ancora una volta.
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