Bottiglia di Nenea Iancu, birra di frumento non filtrata tipica della Romania, fotografata su un tavolo in legno a Timișoara.
La birra è una delle bevande fermentate più antiche, ottenuta da acqua, malto, luppolo e lievito. Tra gli stili più riconoscibili c’è la birra di frumento, spesso detta “bianca” per l’aspetto velato dato dalle proteine del grano e dal lievito in sospensione. Se non filtrata mantiene un corpo morbido e una schiuma cremosa. Le versioni di scuola tedesca (Hefeweizen) possono sviluppare profumi di banana e chiodi di garofano dovuti ai lieviti, mentre le bianche belghe (Witbier) includono talvolta scorza d’arancia e coriandolo. In genere l’alcol è medio-basso, intorno al 4.5–5.5% vol, ideale per un consumo conviviale.
Il servizio incide molto sull’esperienza. Le bianche rendono al meglio tra 6 e 8 °C in un bicchiere alto a profilo a tulipano. Se si desidera maggiore opalescenza, si può versare per ultime le fecce di lievito dopo un leggero roteare della bottiglia. In tavola si abbinano bene a piatti speziati, formaggi freschi, insalate, carni bianche e fritti leggeri.
Nota romena: Timișoara vanta una lunga tradizione brassicola attiva dal Settecento. Nenea Iancu è una albă nefiltrată din grâu, cioè una bianca di frumento non filtrata. Il nome richiama l’affettuoso soprannome del drammaturgo Ion Luca Caragiale, amatissimo in Romania. Per coglierne al meglio il bouquet aromatico evita il freddo eccessivo che anestetizza i profumi e consuma la birra entro pochi mesi dall’imbottigliamento per preservarne freschezza e vivacità.
foto crediti: Valentina Locatelli
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