Il paesaggio di Tamera oggi: un ecosistema rinato grazie alla permacultura e alla cura collettiva del territorio.
Nell’immagine: una veduta panoramica dell’ecovillaggio di Tamera, nel sud del Portogallo. Laghi artificiali, orti terrazzati, edifici dai tetti verdi e colline boscose compongono un paesaggio che non è sempre stato così rigoglioso. Questa valle era infatti un’area arida, con segni evidenti di erosione e desertificazione. Ma grazie alla permacultura e al lavoro della comunità, è rinata.
I bacini idrici che vedi non sono naturali: sono stati creati strategicamente per trattenere l’acqua piovana e rigenerare il suolo. La vegetazione ha iniziato a tornare, seguita dagli insetti, dagli uccelli, dagli animali selvatici e da una rinnovata fertilità agricola. Questo approccio, conosciuto anche come “paesaggio idratato”, è stato studiato da esperti come Sepp Holzer e Dieter Duhm, e rappresenta un’alternativa concreta alla crisi climatica.
Ma il paesaggio di Tamera è anche uno specchio della sua cultura: armonia tra uomo e natura, bellezza funzionale, cooperazione tra persone. Ogni elemento ha uno scopo ecologico e simbolico. Le case sono integrate nella morfologia del territorio, le colture seguono le curve naturali del terreno, l’acqua è trattata come un essere vivente da proteggere.
Tamera non è solo un ecovillaggio: è un esperimento vivente di come potremmo abitare la Terra in modo diverso. Un laboratorio di pace, resilienza e connessione profonda con l’ambiente.

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