Jonathan Kubben Quiñonez è un viaggiatore originario del Belgio, conosciuto soprattutto per l’idea geniale di portare con sé un cartello con la scritta “Mom, I’m fine” in ogni tappa del suo giro del mondo.
Lanciata nel 2016, questa trovata è nata come modo per rassicurare la sua madre latina, ansiosa per i suoi spostamenti, in paesi con connettività limitata o fusi orari complicati; Jonathan ha capito presto che un semplice gesto come un cartello sarebbe stato più efficace di bagagli digitali pieni di messaggi difficili da inviare. A 27 anni, lasciò il suo lavoro di consulente e modello a Bruxelles, vendette ogni sua cosa – persino l’automobile – e iniziò un’avventura che lo portò in oltre venti paesi, spaziando da Cuba a Indonesia, passando per Messico, Colombia e Myanmar. Ogni fotografia con quel cartello ha reso virale il suo profilo Instagram, dove condivide esperienze dalle immersioni con gli squali alle acrobazie su scogliere, conquistando in breve tempo decine di migliaia di follower e attirando l’attenzione dei media internazionali, inclusi ABC News e Forbes . Il suo modo di viaggiare combina adrenalina ed empatia, unendo avventura estrema e l’universale desiderio di tranquillizzare una madre preoccupata. Il messaggio “Mom, I’m fine” è diventato anche un marchio personale con merchandise dedicato e spesso è usato dai suoi follower come espressione di connessione emotiva. Per Jonathan non si tratta solo di esplorare il mondo, ma di trasformare qualcosa di personale in una forma di ispirazione collettiva: vivere pienamente, in libertà ma senza allontanarsi dai legami affettivi.
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