Sul suggestivo Lago Inle, nel cuore della Birmania, si incontrano i leggendari pescatori Intha, famosi per la loro tecnica unica: remano con una gamba, mantenendo l’equilibrio sull’estremità della barca, mentre usano l’altra gamba per manovrare la rete a cono. L’immagine cattura un momento iconico tra acqua, silenzio e tradizione millenaria, con un tocco ironico e affettuoso grazie al cartello “Mom, I’m fine” del viaggiatore.
La pesca tradizionale dei pescatori Intha sul Lago Inle, in Myanmar, è una delle immagini più emblematiche e affascinanti dell’Asia sud-orientale. Questi pescatori appartengono all’etnia Intha, una popolazione che vive da generazioni sulle palafitte lungo il lago e che ha sviluppato uno stile di vita perfettamente adattato all’ambiente acquatico.
La loro tecnica di pesca è unica al mondo. I pescatori si posizionano in piedi su un’estremità della canoa, mantenendo l’equilibrio su una sola gamba, mentre con l’altra gamba avvolgono e manovrano il remo. Questo permette loro di avere le mani libere per gestire la tradizionale rete a forma di cono, fatta con un’intelaiatura in bambù e una rete sottile, che calano lentamente sul fondo del lago per intrappolare i pesci.
Questa posizione elevata e il modo in cui remano con la gamba permettono loro di avere una visione più ampia dell’acqua torbida e poco profonda, individuando meglio i movimenti dei pesci. È una tecnica che richiede forza, equilibrio e anni di pratica.
Oggi, oltre che per la pesca, questa pratica viene talvolta esibita per i turisti, in forma più “coreografica”, ma resta comunque un simbolo culturale forte del Myanmar. Il Lago Inle, con i suoi mercati galleggianti, orti acquatici e villaggi lacustri, è un patrimonio vivente che conserva ancora molte tradizioni ancestrali, come questa incredibile forma di pesca acrobatica.
Leggi l’articolo completo 👇🏻
Leggi racconti e storie di Viaggiatori a tempo indeterminato 🚀🧳🥾

Leave a Reply