A circa 35 km a nord-est di Dakar, il Lago Retba sorprende per il colore: dal rosa tenue al fucsia, a seconda di sole, vento e stagione. La tonalità nasce dall’alta salinità e dalla presenza di microalghe (Dunaliella salina) e batteri alofili: in piena luce, soprattutto nelle ore centrali e nei mesi più secchi, il pigmento spicca e l’acqua sembra una bevanda alla fragola. Quando piove molto o soffia forte, il rosa si attenua: non è “spento”, semplicemente cambia umore.
Qui si galleggia quasi come nel Mar Morto. L’esperienza è curiosa ma non va presa alla leggera: l’acqua salata brucia su tagli e occhi, quindi doccia dolce dopo il bagno, niente lenti a contatto e protezione per la pelle. Lungo la riva si incontrano i cumuli di sale e le barche con cui i raccoglitori lo estraggono a mano; molti si spalmano burro di karité per proteggersi. Se vi avvicinate al lavoro delle cooperative, chiedete il permesso prima di scattare e, se nasce una conversazione, ascoltate: qui il sale è economia, non scenografia.
Per la visita: mattina tarda o primo pomeriggio rendono meglio il colore. È possibile fare un giro in pirogue, percorrere le piste sabbiose fino all’oceano o fermarsi nei mercatini della zona. Non servono itinerari complicati: una mezza giornata ben spesa tra rive, chiacchiere e pause all’ombra è più che sufficiente. Portate cappello, acqua, sandali che tollerino il sale e una borsa ermetica per telefono e fotocamera.
Il lago non è un parco a tema: è un ecosistema fragile e un luogo di lavoro. Evitate creme che inquinano l’acqua, riportate indietro ogni rifiuto, contrattate con rispetto e ricordate che il “rosa perfetto” non è garantito—fa parte del gioco. Se trovate il lago più arancio o marrone? È il cielo, è la stagione, è la vita reale di un bacino salato che cambia di giorno in giorno.
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