È la tradizione più identitaria di Viterbo: ogni 3 settembre, al calare del buio, una torre alta circa 30 metri e pesante qualche tonnellata – la Macchina di Santa Rosa – viene portata a spalla da circa 100 Facchini attraverso il centro storico fino al Santuario di Santa Rosa. È un atto di devozione alla giovane santa viterbese del XIII secolo e, dal 2013, fa parte della lista UNESCO delle Grandi Macchine a Spalla italiane.
Come funziona
La Macchina è una struttura scenografica illuminata (un tempo candele, oggi luci elettriche) montata su un basamento con maniglioni. I Facchini, guidati dal capofacchino, la sollevano all’urlo di “Santa Rosa!” e la trasportano in più “alzate” lungo un percorso di oltre un chilometro. Ci sono soste programmate per riprendere fiato e controllare assetto e illuminazione. Il trasporto dura in genere meno di un’ora, ma l’attesa in piazza è parte del rito.
Il percorso in breve
Partenza dalla Basilica di San Sisto, attraversamento delle vie e piazze principali del centro (tra cui l’area del Comune) e arrivo al Monastero/Santuario di Santa Rosa, dove la Macchina compie l’ultima alzata e il rito si conclude con il saluto alla santa.
La “Macchina”
Il modello cambia ogni alcuni anni tramite concorso: l’attuale/recente disegno si ispira alle forme gotiche e alla figura della santa, con un susseguirsi di archi, nicchie e statue che, illuminati, creano l’effetto della “torre di luce”. L’altezza è intorno ai 30 metri e il peso supera i 50 quintali.
Cosa vedere (e come)
Arriva molto prima dell’inizio, scegli un punto ampio del percorso e rispetta le transenne: i Facchini passano a brevissima distanza. Le piazze più larghe offrono una visuale migliore, ma le vie strette regalano l’emozione della torre che “sfila” a pochi centimetri dalle facciate. Nei giorni vicini al 3 settembre ci sono prove, benedizioni e sfilate che aiutano a vivere l’atmosfera.
Perché è speciale
Unisce fede, perizia tecnica e lavoro di squadra: il trasporto richiede preparazione atletica, coordinamento millimetrico e un’intera città che fa spazio, spegne le luci, trattiene il fiato e poi esplode in applausi. È uno spettacolo potentissimo e gratuito, unico nel suo genere.
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